Punto di partenza di questa bella escursione è Varigotti e, per la prima volta nel corso delle nostre escursioni vista mare, abbiamo incontrato un bel pò di persone lungo il percorso. Lasciamo l'auto nel parcheggio sopra l'Aurelia appena prima della galleria verso Savona ( parcheggio a pagamento, ma solo in estate, posti auto davvero di 'misura' ), e imbocchiamo la strada asfaltata ( via vecchia ) segnalata senza uscita. Si passa dietro le ultime case di Varigotti ai piedi della rupe ed al termine della strada si imbocca il ripido sentiero selciato che si stacca a sinistra ( segnavia un rombo rosso ). Il sentiero giunge in breve ad un bivio e volendo si può seguire la breve deviazione a destra che conduce alla bella ed antica chiesa di San Lorenzo. Si ritorna al bivio e si continua seguendo sempre il segnavia: il sentiero affronta un tratto davvero ripido ( bravissimo Pietro ) ed in parte roccioso, poi continua a mezza costa attraversando una ex-pineta ( purtroppo distrutta qualche anno fa da uno degli innumerevoli incendi ) e raggiunge un primo poggio a picco sul mare. Si continua ancora a mezza costa fino ad un trivio: il sentiero di destra sale verso l'altopiano delle Manie, quello centrale continua verso la Torre delle Streghe e quindi verso il semaforo di Noli, quello di destra porta in cima al capo con una strepitosa vista mare. Noi ci fermiamo qui per la sosta e quindi ci incammianiamo per il ritorno, con l'idea comunque di completare la traversata di Capo Noli con il tratto che ci manca ( magari partendo dal lato opposto, cioè da Noli ). Ritorno a Vargotti con il tempo ancora per un caffè ( nell'unico bar aperto ) e per un pò di gioco sulla bella spiaggia sabbiosa.
Data: 04 dicembre 2010 Quota max: 225 Partenza da: Varigotti Quota partenza: 10 Dislivello: 230 Zona: Liguria di Ponente Difficoltà: E
16 Immagine(i), Inserita il 08/12/2010
Gilfenklamm - la gola di Stanghe
Già il primo anno di vacamze altoatesine eravamo venuti a vedere questa bella forra in cui il torrente scorre infossato e anche questa volta, vuoi per il tempo incerto, vuoi per le temperature basse, lasciamo Maranza in direzione della Val Senales, ma decidiamo di dedicare parte della trasferta ad una passeggiata. Il tmpo incerto ci ha graziato, visto che l'acqua non è arrivata ed il tempo è stato accettabile. Quanto meno le temperature erano abbordabili (15 gradi alla partenza ed all'arrivo). Ma come 3 anni fa, Daniele sbaglia punto di partenza ... solo che questa volta c'è stato bisogno di terzi per aiutare l'auto ad uscire da una manovra azzardata . Devo essere onesto. Quando ho capito che la strada imboccata era quella sbagliata, ho cercato di fare inversione ad 'U', ma l'imprevisto era dietro l'angolo: un salto nell'asfalto di 30 centimetre è stato fatale: la macchina è rimasta su tre ruote e non si muoveva più. Fatti scendere Pietro e Manu, ho iniziato a guardarmi intorno e ... davanti a noi c'erano i carabineri. Spingi tu che spingo io ma la macchina non si muoveva. Allora sono intervenute altre persone e con travi di legno , forza di muscoli e manovre millimetriche :)- la macchina è tornata ad avere 4 ruote sull'asfalto. Parcheggio e via.
Data: 07 agosto 2010 Quota max: 1150 Partenza da: Stanghe Quota partenza: 970 Dislivello: 200 Zona: Valle Isarco Difficoltà: E
34 Immagine(i), Inserita il 20/11/2010
Laghi Mouton
Qualche anno fa, in cammino verso il colle di Bravaria, avevamo visto il primo ( e un pò scarso ) lago della Testa Mouton e ci era rimasta la curiosità di vedere gli altri... ecco l'occasione buona! Si parte dal santuario di S.Anna di Vinadio, imboccando il sentiero verso il colle di Bravaria appunto, che, dopo una prima parte di discesa verso una piccola forra, prosegue con saliscendi molto panoramici tra larici e piccoli prati. Si raggiunge così il primo lago, ormai parecchio interrato . Appena a monte del lago, si lascia il ben segnato sentiero verso il colle per seguire una traccia ( comunque evidente ) che rimonta il ripido pendio. Si giunge così al secondo lago, costituito in realtà da due laghetti separati da uno stretto corridoio. Saliamo ancora alla ricerca del terzo lago che dovrebbe avere il pregio di essere più profondo... dovrebbe...la distesa di sassi scuri che incontriamo non fa presagire nulla di buono ed infatti il terzo lago è ridotto a poco più di una pozza ... sulla carta sono segnati altri laghetti più in alto, ma la delusione per Pietro è stata forte e 'decide' di tornare giù... Sosta al secondo lago ( popolato di tantissimi pesci ! ) e poi ritorno verso il santuario di S.Anna.
Data: 19 settembre 2010 Quota max: 2331 Partenza da: S.Anna si Vinadio Quota partenza: 2010 Dislivello: 370 Zona: Valle Stura Difficoltà: E
16 Immagine(i), Inserita il 14/11/2010
Giro delle borgate in valle Grana
Come spesso accade in autunno, ci ritroviamo in valle Grana per un giro della memoria nelle sue numerosissime e per lo più disabitate borgate. Questa volta, raggiunto Monterosso Grana, svoltiamo per Villa San Pietro e raggiunto Saretto, svoltiamo ancora in direzione di Frise e dopo poco più di un km fermiamo la macchina nei pressi di Sonvilla e imbocchiamo una stradina indicata da una tacca rossa e gialla che sale a destra nel bosco. Si sale su un tappeto crocchiante di foglie fino a raggiungere la cava: l'estrazione dell'ardesia è stata la fonte di lavoro di questa valle e qui ci sono qualcosa come 10 cave che incidono questo costone della montagna. Attraversiamo la pietraia sotto la cava, passando sotto ciò che resta della teleferica che serviva per il trasporto a valle del materiale estratto e dopo un bel tratto nel bosco arriviamo alla prima borgata meta della nostra escursione; questa prima borgata porta il nome singolare di Fougirous e qui abitavano i minatori delle cave: è abbandonata se si esclude qualche timido tentativo di ristrutturazione di alcune delle vecchie case. Passiamo oltre e seguendo la stradina sterrata in un magnifico bosco raggiungiamo la seconda borgata Coumbeto. Anche questa è abbandonata e ci fermiamo per la sosta pappa in quella che doveva essere la 'piazza' della borgata con le case che si affacciano su un piccolo spiazzo con ben due fontane. Breve sosta e poi si parte: torniamo a Fougirous e qui imbocchiamo la stradina asfaltata ( ma deserta ) che scende nei pressi di San Pietro di Monterosso e qui, con una breve risalita sulla provinciale recuperiamo l'auto. Questo itinerario si svolge lungo un bel sentiero che fa parte di un lungo percorso nella parte bassa della val Grana ( la Curnis ) nei comuni di Monterosso Grana e Pradleves curato e mantenuto dal un'associazione di volontari.
Data: 06 novembre 2010 Quota max: 1025 Partenza da: Sonvilla ( Monterosso Grana ) Quota partenza: 900 Dislivello: 170 Zona: Valle Grana Difficoltà: E
18 Immagine(i), Inserita il 07/11/2010
Colori dell'autunno nelle Langhe
Le previsioni a metà tra il terribile ed il catastrofico ci convincono ad una breve passeggiata mantenendoci nelle vicinanze: con questo cielo grigio niente di meglio che cercare i colori dell'autunno ed allora eccoci nelle Langhe per una piccola passeggiata tra le vigne. Punto di partenza è il bel borgo di La Morra; laciata l'auto in uno dei numerosi parcheggi, saliamo a piedi verso la famosa piazza-belvedere e di qui scendiamo la breve scalinata dei bastioni, imboccando prima via Marconi e poi via Roma che abbandoniamo scendendo a sinistra su una stradina prima asfaltata e poi sterrata direzione la cappelletta ( anche questa coloratissima ) di Lewitt e Tremlett: si tratta di un 'anonima' cappelletta tra le vigne ( mai consacrata ) e soggetto di una singolare ristrutturazione negli anni novanta ad opera appunto dei due americani citati. La stradina scende in modo talvolta deciso tra le vigne ( meravigliose ) in direzione Fontanazza ed in una quarantina di minuti ( a passo di Pietro ) si arriva alla cappelletta ( attenzione al cane libero e ringhioso che circola a breve distanza dalla meta ). La sosta è breve ( inizia a scendere qualche goccia ) e quindi si torna.
Data: 30 ottobre 2010 Quota max: 400 Partenza da: La Morra Quota partenza: 513 Dislivello: -113 Zona: Langhe Difficoltà: T
13 Immagine(i), Inserita il 31/10/2010
Highlights Altoatesini
Alto Adige è sinonimo di montagna, ma non solo. E' soprattutto riposo ed anche turismo e cultura quando non si vuole camminare tutti i giorni. Per evitare le tediose code dell'autostrada del Brennero, siamo partiti di venerdì ed abbiamo dormito a Rovereto. Con tutta calma e senza levatacce siamo andati a visita Novacella, stupendo abazzia del 1100, e sorseggiando un bel bicchiere di Gewurtraminer . Il 3 agosto è stata la volta di Vipiteno, piccolo borgo vicino all'Austria. Il diluvio del 5 agosto è stata la volta di Bolzano, ma lo è stato per tutti i villeggianti, perchè le code fatte all'ingresso ed all'uscita sono stati degli ingorghi degni di Milano . Raggiunta la Val Senales è stata la volta di Glorenza, bel borgo medioevale (anche li, acqua ). Infine, il ritorno è stato fatto dal passo dello Stelvio. Il tempo non era bello, ma s'è intravisto l'Ortles. Di seguito alcune fato di queste giornate.
Data: 31 luglio - 14 agosto
36 Immagine(i), Inserita il 30/10/2010
Lago di Varna
Dopo la giornata da lupi (05 agosto) in cui l'unica possibilità era di andare a fare un giro puramente turistico , il tempo sembre migliorare, ma non del tutto. Il mattino, anziché andare sul monte Gitch (la cui traduzione italiana è veramente pessima: monte Cuzzo ) viste le temperature abbastanza rigide (7 gradi) decidiamo di scendere a valle e di andare a fare una passeggiata semplice in valle Isarco. Viste le possibilità ampie che offre la valle, ci dirigiamo verso il piccolo borgo di Varna per andare a vedere il lago, luogo di un piccolo biotopo. La passeggiata è molto semplice e spesso si svolge nel bosco in piano. La scelta è stata azzeccata perchè il tempo non è stupendo e le temperature non sono tipiche di agosto .
Data: 06 agosto 2010 Quota max: 678 Partenza da: Varna Quota partenza: 690 Dislivello: 80 Zona: Valle Isarco Difficoltà: T
19 Immagine(i), Inserita il 30/10/2010
Giro del Lago di Braies
Era ora di andare da vicino a vedere queste stupende Dolomiti, visto che sono diventate Patrimonio dell'Umanità e nulla di meglio se non andare a fare un giro intorno ad uno dei laghi più grandi (quantomeno rispetto ai nostri laghi alpini naturali del cuneese: 1000 metri * 400 per una profondità di 40 metri) e più belli dell'area dolomitica. Il primo tratto del percorso è un continuo saliscendi abbarbicati alle scoscese pareti del Grande Apostolo, mentre il secondo tratto è sulle rive fino alla deviazione per la malga Grunwald dove si sale con strappi abbastanza contenuti su un largo sentiero. L'ultimo tratto invece è su comoda stradina sterrata (fattibile facilemnte da biciclette e passeggini) fino al Grand'Hotel Pragser (abbastanza inquietante iideale per un giallo alla Agatha Christie). Per Pietro è stata l'occasione di ammirare la stupenda Croda del Becco e per giocare sulle rive di questo meraviglioso lago circondato da stupende montagne quali sono le Dolomiti oltretutto la salita della Croda del Becco abitualmente è fatta dallo stesso lago di Braies aggirando l'enorme parete ed utilizzando alcune catene per i punti più impegnativi, ma senza grandi difficoltà alpinistiche).
Data: 04 agosto 2010 Quota max: 1590 Partenza da: Hotel Pragser Quota partenza: 1496 Dislivello: 145 Zona: Val Pusteria Difficoltà: E
36 Immagine(i), Inserita il 17/10/2010
Punta Tempesta
In una giornata uggiosa come questa niente di meglio che tornare con la mente al sole dell'estate e questa bella escursione sulla vetta più alta raggiunta ( per ora ) da Pietro. La Punta Tempesta ha un nome che è tutto un programma ( soprattutto se si considera che a fianco si trova la Piovosa ) e quindi scegliamo una giornata dal tempo più che stabile; lasciamo la macchina al colle di Esischie tra Val Grana e Val Maira e percorriamo il sentierino che punta ad un piccolo colletto sotto la Rocca Negra; superato il colletto scendiamo brevemente per poi risalire nella bella conca erbosa fin sullo spartiacque; qui proseguiamo a destra sul sentiero molto panoramico fino al colle Sibolet. Qui abbandonato il sentiero che scende verso il colle Intersile, seguiamo la traccia che mantenendosi sullo spartiacque risale alcuni dossi prima dell'impennata finale verso la cima. Panorama grandioso e ottima performance di Pietro !
Data: 24 luglio 2010 Quota max: 2679 Partenza da: Colle Esischie Quota partenza: 2370 Dislivello: 400 Zona: Valle Maira Difficoltà: E+
35 Immagine(i), Inserita il 16/10/2010
Testa Auta del Lausfer
Per una volta senza Pietro, decidiamo con il nonno di fare una variante al già visto 'Giro dei laghi di S.Anna' e convinti dalla 'mitica' guida 'In vetta' scegliamo la Testa Auta del Lausfer ( difficoltà E !!! ). Si parte da S.Anna di Vinadio e si segue una parte del frequentatissimo giro dei laghi fino al colle del Lausfer; qui giunti si lascia il sentiero ( e ogni speranza e ogni essere umano ) che scende verso i laghi del Lausfer per imboccare a destra una ripida traccia che condice in breve alla cima sud del Lausfer, quindi, scendendo leggermente e poi risalendo alla cima nord del Lausfer ... poi il nulla ... a questo punto proviamo a scendere un pò verso il colletto che separa dalla Testa Auta, poi pensiamo di essere scesi troppo, poi troppo poco... alla fine tra traversi e discese abbastanza malagevoli, puntiamo alla nostra unica certezza: il canalone erboso che conduce alla cima ... il canale non presenta problemi ma è molto ripido. Arrivati sulla vetta ci godiamo il panorama e un pò di meritato riposo, poi scendiamo molto più agevolmente seguendo una traccia verso il colle Saboulè e di qui riprendiamo il sentiero del giro dei laghi per tornare a S.Anna passando per il colle di Tesina. In conclusione tutto ok, ma la valutazione E data dalla guida ci sembra un pò ottimistica! Fortunatamente non ci sono stati problemi di visibilità nè per noi, nè per quelli che osservavano le nostre 'evoluzioni' comodamente sistemati al lago Lausfer... compreso un collega di lavoro di Daniele che ( senza sapere che fossimo noi ) si chiedeva chi fossero quei tre ... ... che si inerpicavano su di là !
Data: 21 agosto 2010 Quota max: 2579 Partenza da: S.Anna di Vinadio Quota partenza: 2050 Dislivello: 529 Zona: Valle Stura di Demonte Difficoltà: EE