Le previsioni sono belle, le giornate sono lunghe, il caldo inizia a farsi sentire. E' la volta buona per andare in valle Pò. Non che non ci piaccia, ma da Mondovì di distanza ce n'è parecchia, quindi una lunga giornata è l'ingrediente essenziale per assaporare la valle del Viso . Sveglia alle 7:00 (non presto, ma già tutta la settimana alle 6:30, almeno il sabato qualche minuto in più non guasta ) ed il tempo è ... nuvoloso . Ma le previsioni dicevano che al mattino poteva esserci ancora qualche nuvola e poi sarebbe migliorato. Con calma ci prepariamo e paritamo, ma di cambiamento nulla. Arriviamo a Pian Melze avvolti nella nebbia. Si, la webcam di Crissolo non era bella, ma al Giacoletti era una stupenda giornata, chissà, magari a metà strada . Alla partenza un'altra famiglia era nella nostra stessa situazione. Decidiamo di partire, perchè dopo la strada fatta da Mondovì non si poteva dire di no, anche se Pietro era titubante. Si prende la stradina e poco dopo ci si deve togliere gli scarponi per attraversare un torrente impetuoso e largo una decina di metri. Le acque erano tremendamente gelide . Si riparte ed ogni tanto la nebbia svela l'ambiente che ci circonda. Il sentiero sale tranquillamente tra balze e pianori fino a quando si gira decisamente a destra dove appare uan meravigliosa cascata e la cappella del Pian del Re. Si affronta una rampo (il vecchio sentiero saliva dolecemente, ma una frana ne ha portato via una parte consistente e conviene seguire le indicazioni. Arrivati al Pian del Re, il sole latita un pò finchè non viene data una spallata alla nebbia dal vento ed il Viso si mostra nel suo splendore. Una visione fantastica . Dopo mangiato mi prendo cinque minuti di svago e salgo al Lago Fiorenza per immortalare il re di pietra nel suo splendore. Dopo aver giocato un pò riprendiamo la discesa, contenti per la perseveranza (questa volta ci ha premiati) e per la stupenda giornata passata in montagna . Un applauso a Pietro che ha percorso tutta la gita senza un lamento. Consiglio vivamente ad Andrea72 ed alla sua famiglia di fare questo percorso perchè per noi è stata una bellissima sorpresa e lo spettacolo è assicurato.
Data: 25/06/2011 Quota max: 2113 Partenza da: Pian Melzè Quota partenza: 1714 Dislivello: 450 Zona: Valle Pò Difficoltà: E
58 Immagine(i), Inserita il 26/06/2011
Bellino 'solare' - 19 giugno 2011
Previsioni del tempo entusiasmanti, ottima compagnia, dove si va ?La scelta ricade sulla valle Varaita ed in particolare sul suo ramo di Bellino, dove non tornavamo da anni e che, data la relativa distanza da casa, non frequentiamo molto. L'idea è quella di visitare le borgate a monte del rifugio Melezè, quasi al fondo della valle di Bellino, con un piccolo anello che permetta di vedere anche alcune delle molte meridiane che ornano le facciate delle case di Bellino e che sono state restaurate qualche anno fa. Dopo quasi due ore di auto (e qualche imprevisto, compresa una segnalazione di strada chiusa per frana al bivio a Casteldelfino, rivelatosi poi quanto meno eccessiva) bimbi pronti si parte. Dal parcheggio del bel rifugio Melezè imbocchiamo il sentiero segnavia U64 diretto ad un colle dal nome fascinoso (Bondormir) ma evidentemente non per questo molto frequentato... il sentiero è eufemisticamente molto rigoglioso e forse più che i bastoncini servirebbe un falcetto... Con un pò di fatica continuiamo superando alcune grange fino a che il sentiero si fa un pò più largo (merito di una bennetta lasciata in loco) e si immette in una sterrata; la seguiamo verso destra e arriviamo a grange Culet (bella meridiana sotto il portico dell'ultima casa della frazione). Scendiamo tra le case fino a svoltare a sinistra su un sentierino indicato da una palina con un piccolo sole e i numeri che contraddistinguono le varie meridiane. Saliamo fino a incontrare di nuovo una sterrata che seguiamo ancora verso destra salendo tra piccoli gruppi di case (Grange Combe, anche qui una bella meridiana), prati in un tripudio di fiori, paesaggio che si amplia verso il bel vallone Camosciera dominato dalla mole del Pelvo d'Elva. Sosta per il pranzo e poi si riparte. Ritorniamo sui nostri passi e con parecchia fortuna individuiamo il bivio con il sentiero U64 che con qualche saliscendi, supera un bivio e seguendo la direzione per il colle Reisassetto ci porta fino a grange Cheiron (anche qui bella meridiana). Qui ci tocca tornare indietro al bivio e questa volta scendere verso il basso con un 'sentiero' avventuroso, tra erba alta, acqua, fango e volte tutte e tre gli elementi insieme (a tratti l'altezza dell'erba che invade il sentiero supera l'altezza di Pietro... 1 metro e 15). Con qualche imprecazione, piedi bagnati, collezione di punture varie di ortiche e tonificati dall'aver dovuto in più punti portare Pietro in braccio (18 kg) per evitare di vederlo scomparire nella marea verde, riusciamo a riguadagnare il rifugio Melezè. Conclusione: luci e ombre. Giornata spettacolare per il tempo, ottima compagnia, bellissime le varie grange con i loro tetti di lose, grande il lavoro che è stato fatto per restaurare le meridiane, ma tutto questo meriterebbe di essere valorizzato da sentieri più curati e da qulahce indicazione in più!
Data: 19-06-2011 Quota max: 1963 Partenza da: Bellino (Rifugio Melezè) Quota partenza: 1812 Dislivello: 220 Zona: Valle Varaita di Bellino Difficoltà: E
17 Immagine(i), Inserita il 21/06/2011
Ciciu...vagando - 12 giugno 2011
Tempo incerto sui monti... dove si va ?Rispolveriamo un'escursione fatta in epoca pre-Pietro e decidiamo di portare il cucciolo a vedere i ciciu! La riserva dei ciciu a Villar San Costanzo è cambiata (direi in meglio) dalla nostra precedente visita: alcuni vecchie costruzioni sono state rimesse in sesto ed all'interno trovano posto alcune belle bacheche che raccontano le caratteristiche di questo singolare fenomeno geologico, proprio all'ingresso ci sono due belli scivoli (di cui usufruiremo al ritorno) ed i percorsi sono segnalati molto meglio; per oggi scegliamo il percorso 'Ciciuvagando', un'oretta a spasso tra i ciciu in giro per il bosco, rimandando il più lungo giro escursionistico (due ore) magari all'autunno. Esaurita la caccia al 'ciciu' ci fermiamo per una sosta proprio all'inizio del percorso e poi tornati all'ingresso, decidiamo di deviare ancora per fare il breve anello del percorso 'ginnico'... con grandi risate di Pietro alla vista delle nostre scarsissime performance con i vari attrezzi. Tornati di nuovo all'ingresso c'è ancora tempo pre qualche scivolata e per qualche arrampicata sul grande masso nel parcheggio. Nuvoloni neri si avvicinano... è ora di tornare a casa!
Data: 12-06-2011 Quota max: 750 Partenza da: Villar San Costanzo Quota partenza: 640 Dislivello: 150 Zona: Valle Maira Difficoltà: E
18 Immagine(i), Inserita il 12/06/2011
Limone - Percorso Botanico 28 maggio 2011
Pensavamo di non fare tempo a fare una passeggiata, perchè gli dovevamo prendere gli scarponi a Pietro, un regalo per lo zio ed uno per il nipotino, ma vendendo le previsioni ci siamo organizzati per tempo ... tutto al decatlon e via alla passeggiata con gli scarponcini nuovi ... . Ma non tutto poteva andare liscio: in primis la partenza del percorso botanico. Abbiamo iniziato a girare in tondo per Limone . Finalmente, dopo due giri a vuoto, troviamo il ponte sotto la ferrovia ed iniziamo a risalire sulla costa del Murin. Ma non è tutto: lungo il percorso siamo stati assaliti dalle formiche, pure str... perchè ci hanno morsicato più volte . Per il resto, oltre ad una stupenda giornata, è stata una bellissima passeggiata in una zona molto tranquilla, rispetto alla rumorosa valle ed un bellissimo panorama sull'alta valle , soprattutto la zona del Cros, silenziosa e poco toccata dalle piste di Limone. Inoltre Pietro si è fatto più di trecento metri di dislivello senza batter ciglio, oltre ad una discesa veloce in fuga dalla formiche . Un buon ghiacciolo è la richiesta per questa bella giornata in montagna. Meno male che non abbiamo rinunciato per comprare gli scarponi ... .
Data: 28-05-2011 Quota max: 1320 Partenza da: Limone Quota partenza: 1010 Dislivello: 350 Zona: Valle Vermenagna Difficoltà: E
24 Immagine(i), Inserita il 29/05/2011
Giro delle 9 ( -8 ) borgate - 21 maggio 2011
Da un pò di tempo ci ronzava nella testa questo giro delle 9 borgate con partenza dal bel villaggio di Sambuco, ma nonostante tutte le nostre ricerche internettiane o su libri non siamo mai riusciti a trovare nulla che ne descriva il percorso, i tempi, i dislivelli ecc. Ma oggi le idee languono e così all'ultimo momento utile (il momento topico in cui avvistiamo i campanili di Cuneo e si deve proprio scegliere che valle imboccare...) si va... un pò alla ventura, a Sambuco. Parcheggiamo a fianco delle chiesa ed ecco appena sopra la fontana una palina che indica 'Sentiero delle nove borgate': bene... si va... no calma, un momento, Pietro ha avuto una repentina crescita dei piedi nelle ultime due settimane e gli scarponcini non gli entriamo più: allarme!!! Per fortuna le scarpe da ginnastica che ha già addosso hanno un pò di suola, ok allora si va! Dopo un breve tratto asfaltato, si continua su una stradina sterrata che si inoltra nel vallone della Madonna tra le pareti del Bersaio e quelle del Nebius; al primo bivio lasciamo la stradina di fondovalle per seguire le indicazioni e attraversare il torrente su un bel ponte di legno. La stradina sale un pò ripida tra bei prati e boschetti, ma dopo un centinaio di metri ecco la fatidica frase che ogni genitore escursionista con pargolo appresso non vorrebbe mai sentire 'Mamma, sono stanco! Non ce la faccio più!' seguita dalla classica risposta 'Ma come siamo appena partiti!'; mettiamo in atto tutte le nostre risorse, 'Cerchiamo un fiore strano!', 'Guarda là che farfalla', 'La prossima volta ti lasciamo a casa!', 'Ti racconto una storia', 'Dai non manca molto...', e in un modo o nell'altro arriviamo in vista delle case (e soprattutto del campanile) d S.Anna; borgata n.1... e le altre 8? E' chiaramente il momento di fermarsi a mangiare! Dalla piccola borgata il panorama è spettacolare e merita una sosta! Ed ora ? La solita palina di legno indica di proseguire a monte della borgata e dà come tempi per il ritorno a Sambuco un inquietante 3,5h ... boh! Confidando nelle scarse informazioni che abbiamo ricavato da una guida per escursioni con le ciastre, pensiamo comunque di poter in qualche modo ritornare a fondovalle e ci rimettiamo in marcia. Seguiamo i segnavia giallo-arancio prima in piano e poi in discesa sotto le pareti del Nebius, inoltrandoci verso la testa della valle, poi il sentiero prende a scendere in modo deciso verso il fondovalle... ok siamo sulla strada giusta. Si scende su percorso un pò ripido in un bel bosco e dopo l'incontro con un capriolo o camoscio (le opinioni rimangono discordanti!), sbuchiamo sul sentiero GTA diretto al Gias Murè ! Evviva di qui in poi non ci sono dubbi: questo è il sentiero percorso un bel pò di anni fa per andare in cime al Bersaio! Ora non resta che svoltare a sinistra e seguirlo fino a Sambuco! Ok e le altre otto borgate ? Ci pensiamo mentre con una breve deviazione ci fermiamo presso il torrente per giocare un pò nell'acqua (con Pietro che si è finalmente riconciliato con il mondo!). Con il sentiero GTA raggiungiamo il fondovalle ed un bel ponte di legno con cui riattraversiamo il torrente riportandoci sulla strada sterrata di fondovalle abbandonata questa mattina un pò più a valle. E qui ecco una nuova indicazione del giro delle nove borgate che indica di riprendere a risalire il vallone (dove forse troveremo le altre otto borgate!); ma per noi oggi basta così. Le tre 8 borgate dovranno attendere !
Data: 21-05-2011 Quota max: 1450 Partenza da: Sambuco Quota partenza: 1184 Dislivello: 270 Zona: Valle Stura Difficoltà: E
15 Immagine(i), Inserita il 22/05/2011
Tumpi la Pisso - 08 maggio 2011
Bella passeggiata che piacerà soprattutto ai camminatori cuccioli perchè la 'caccia' ai sarvanot è un gioco divertente soprattutto per loro (ma anche per i genitori). Si lascia la macchina a Rore nei pressi dell'albergo 'Amici' e si parte a piedi seguendo le indicazioni proprio a fianco dell'albergo. Si sale tra le case di Rore seguendo il sentiero che si mantiene alto sopra il torrente per poi confluire in una stradina sterrata. Si seguono sempre le paline (direzione Lu Grapoun via Tumpi la Pisso) salendo in un bellissimo bosco. Si raggiunge così un bivio seguendo poi il sentiero verso sinistra; il percorso continua in una sorta di gola con la compagnia costante del torrente... e sotto l'occhio vigile dei 'sarvanot' che sbucano dove meno te l'aspetti! Per la cronaca i 'sarvanot' sono dei piccoli omini (e donnine) selvatici che vivono nei boschi e tra le rocce (così spiega un bel cartello lungo il percorso!). Si attraversa più volte il torrente su passerelle di legno fino a raggiungere la bella cascata del 'Tumpi la Pisso' appunto. Dopo aver lasciato traccia sul quaderno del sentiero vicino alla cascata, siamo tornati un pò indietro fino ad una bella mini-spiaggia nel pressi del drago (vedi foto) per la meritata sosta, quindi siamo scesi fino al bivio nel bosco e qui abbiamo imboccato il senitero per 'Lu Chastel'; il sentiero risale fino al piccolo panoramico poggio dove si trovano i resti del chastel appunto, da dove si può scendere poi direttamente verso Rore. Tutto il giro escluse soste dura circa un paio d'ore a passo di bimbo ... e a ritmo di urlacci 'sarvanot' ogni volta che se ne avvista uno! Noi ne abbiamo visti (e fotografati) 29 ma non sappiamo se siano tutti! E a chi volesse ripetere questo percorso ... buona caccia!!!
Data: 08-05-2011 Quota max: 1040 Partenza da: Rore Quota partenza: 880 Dislivello: 200 Zona: Valle Varaita Difficoltà: E
25 Immagine(i), Inserita il 10/05/2011
Torre di Barchi - 24 aprile 2011
Bella escursione post pranzo pasquale, per smaltire e, soprattutto, prendere un pò di aria buona, visti i tradimenti meteo di questi giorni (soprattutto dopo le settimane di bel tempo passate in ufficio). Per noi non era la prima volta che salivamo alla torre dei Saraceni di Barchi, ed anche in quella occasione (2004) era il pomeriggio di Pasqua. Pietro è arzillo dopo il riposino in macchina per arrivare, quindi partiamo a spron battuto e passiamo nei pressi di una borgata ristrutturata (acquistata quasi completamente da famiglie tedesche! ). Si seguono le indicazioni continuando nel bosco sulla sterrata e si attraversa il torrente su di un bel ponte; dopo la stradina s'impenna; finito questo tratto, breve ma ripido, la stradina si adagia tra piccole radure e si avvicina alle case Zitta (anche qui stanno ristrutturando le prime abitazioni), poi si perde un pò quota per arrivare allo strappo finale. Questo tratto è breve ma non banale: un canalino roccioso da risalire, il cui primo tratto abbastanza esposto. Ci sono delle catene, ma sarebbero da sostituire, visto lo stato di ruggine che le attanaglia . Avevamo un pò di timore per Pietro, ma con una mano di papà o di mamma è salito e sceso senza battere ciglio . Alpinisticamente, come stile, è stato pressoché nullo , ma dovendo aiutare lui questo era il meno. Avendo bevuto un pò di te fresco , Pietro è partito come una saetta verso la macchina .. e il pomeriggio è passato in un baleno .
Data: 24/04/2011 Quota max: 893 Partenza da: Barchi Quota partenza: 720 Dislivello: 225 Zona: Valle Tanaro Difficoltà: EE
33 Immagine(i), Inserita il 25/04/2011
Centro cicogne (Racconigi) - 17 aprile 2011
Tempo un pò incerto sui monti e allora, considerata anche la temperatura freschina, oggi si fa rotta verso la ... pianura. Spero che ci verrà concessa questa piccola divagazione rispetto ai 'soliti' sentieri, ma questo è il periodo migliore per visitare il bel centro della LIPU dedicato alle cicogne e agli anatidi ( nome complicato per indicare i vari tipi di anatre ) e allora rotta verso Racconigi. Appena fuori dal paese, al termine del lungo muro di cinta del castello, parcheggiamo l'auto, prendiamo il biglietto ed eccoci, con iniziale stupore di Pietro che non aveva mai visti i grandi nidi delle cicogne sui comignoli ( a dire la verità neppure noi ). Il percorso è tutto cementato ( e quindi va benissimo anche per i passeggini ), ci sono tanti pannelli che descrivono tutti gli uccelli e veramente tanti animali: il posto è veramente bello ( alla domenica ci sono tantissime persone, ma a cavallo dell'ora di pranzo si spopola e si gira benissimo ), con tanti piccoli stagni, ponticelli, bei prati; in questi giorni il clima è ideale ed è il periodo migliore per vedere anche i nuovi nati ( deliziose famigliole con i piccoli e buffi anatroccoli ). Ci facciamo un bel giro, poi usciamo per il nostro pic nic sul bel prato ombreggiato davanti all'ingresso e poi eccoci pronti per un altro giro completo! Una bella giornata serena in famiglia !
Data: 17-04-2011 Quota max: 260 Partenza da: Racconigi Quota partenza: 260 Dislivello: 0 Zona: Pianura Difficoltà: T
18 Immagine(i), Inserita il 19/04/2011
Colle di Gilba - 09 aprile 2011
Il vallone di Gilba è un classico percorso da ciastre, ma viste le temperature estive e la buona esposizione contiamo di non trovare neve e partiamo con Pietro e i nonni destinazione Val Varaita. A Brossasco, con un pò di attenzione intercettiamo la deviazione per il vallone di Gilba, che risaliamo in auto fino a borgata Danna: qui termina l'asfalto e ci posteggiamo ( per fortuna non c'è nessuno, il parcheggio è veramente scarso ). Ci si incammina seguendo le tacche tra le case ( alcune bellissime e restaurate, altre in totale rovina ) e si passa sotto il portico della bella chiesetta. Da qui in poi non resta che seguire la bella stradina ( per fortuna la direzione è ovvia, non ci sono bivi 'sospetti', anche perchè il colle di Gilba sulle rare paline non è mai menzionato, si va per esclusione... ). La stradina segue il corso del torrente prima nel bosco e poi su terreno più scoperto fino al colle dove troviamo le prime tracce di neve. Ci fermiamo presso la tettoia con le panche ( non prima di aver constato con sconforto lo stato di degrado del piccolo pilone ridotto a discarica ), poi, lasciando Pietro e la nonna, risaliamo ancora un pò il pendio verso il Bric della Plata alla ricerca di un frammento di Monviso: che infatti sbuca, dopo un pò dietro i pendii del Pian Munè. Tappa mangereccia e quindi discesa sulla stradina che, almeno nel primo tratto ormai è diventata un torrente ( con gran gioia di Pietro !!! ).
Data: 09-04-2011 Quota max: 1600 Partenza da: Gilba - borgata Danna Quota partenza: 1335 Dislivello: 265 Zona: Valle Varaita Difficoltà: E
18 Immagine(i), Inserita il 11/04/2011
Da Castello al Chast'lass - 02 aprile 2011
Roccabruna è il primo comune a monte di Dronero, appena all'imbocco della valle Maira: non ha un centro vero e proprio ma è costituito da una novantina di borgate ( abitate solo in parte ). In compenso ha una bella rete di sentieri che collegano le borgate tra loro, o che si spingono verso la cresta che separa la valle Maira dalla val Varaita. Viste le miti temperature, scegliamo di puntare alla cima del Chast'llas ( decisamente meno poetica la traduzione italiana Castellazzo ); per raggiungerla ci sono almeno due possibilità comode e 'familiari': da S.Anna ( la frazione più alta di Roccabruna ) con una sterrata che si mantiene quasi sempre in quota ed in piano, oppure da Castello ( o da Centro ) con un' altra sterrata che comporta un dislivello di circa 200 metri ma con uno spostamento minore; noi scegliamo questa seconda opzione; lasciamo l'auto in uno spiazzo poco sopra la borgata Centro, e con pochi passi su asfalto all'ingresso della borgata Castello, lasciamo l'asfalto per imboccare una sterrata a sinistra seguendo le indicazioni per il colle di Valmala e il segnavia giallo dei P.O. ( percorsi occitani ); si costeggia una stalla ( con annesso cane che ci controlla ma non proferisce bau ) e si sale alle spalle della frazione; appena a monte della borgata incontriamo un cartello che indica un alternativo sentiero per il Chast'lass, ma lo rimandiamo ad un'altra volta e continuiamo a sinistra sulla sterrata con i segnavia dei P.O. La stradina sale nel bosco con numerosi tornanti, poi dopo aver lasciato a sinistra il sentierino che porta alla base delle palestre di roccia, affronta un lungo traverso con bei panorami verso la pianura ( oggi velata di foschia ), prima di approdare con un ultimo tornante al colletto tra la Rocca Bruna e il Chast'lass. Sul colletto incontriamo un residuo di neve ( ora totalmente consumato da Pietro per i suoi giochi ) ed un tavolo con panca invitante per la sosta. Pietro qui si ferma, io e Dani a turno saliamo fino in vetta: dal colletto ancora una ventina di metri di dislivello, salendo con un sentierino, prima in un canalino erboso e poi con due passetti su roccia. La piccola vetta è protetta da un vecchio fil di ferro per evitare passi azzardati dal lato parete ed è un bel balcone su tutta la conca di Roccabruna e montagne sovrastanti. Dopo la sosta scendiamo utilizzando il sentiero viol 9 ( segnavia bianco rosso ), un pò ripido e a tratti un pò ingombro di rami, che consente un bel taglio alla sterrata percorsa in salita a cui ci ricongiungiamo e che seguiamo fino a Castello.
Data: 02-04-2011 Quota max: 1255 Partenza da: Roccabruna - borgata Castello Quota partenza: 1027 Dislivello: 228 Zona: Valle Maira Difficoltà: E