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Album Foto > Album personali > manu2808 3809 immagini in 207 albums visti 241753 volte
Poggio Ceresa - 02 gennaio 2010



Siamo tornati! Non siamo morti e non siamo scappati , abbiamo avuto solo un pò di problemi di salute per tutto il periodo della Quaresima e solo adesso stiamo riprendendoci: .
Tra bronchiti, varicelle e gastro enteriti (Pietro), tracheo bronchiti, broncopolmoniti e gastro enteriti (Daniele) e raffreddore da paura nonché iper otiti (Manuela), siamo rimasti un bel pò a casa e siamo rimasti indietro nel raccontare le nostre passeggiate (alla faccia di quelli vogliono le foto subito dopo la gita: ci mancano ancora gite dal maggio 2009!!!).
Infatti partiamo da lontano. E' appena iniziato l'anno nuovo è subito decidiamo di fare due passi al mare: almeno li non fa freddo . E' vero, non fa molto freddo, ma il vento che spirava quel giorno è stato qualcosa di spaventoso .
Ha proposito, i telegiornali hanno dato spazio al vento che il 2 gennaio ha soffiato in Liguria, perchè ha portato via la spiaggia di Alassio e ha provocato allagamenti in gran parte dei comuni rivieraschi. Tornando alla passeggiata, è stata semplice, apprezzata da Pietro (a parte il vento che lo ha spaventato) ed è adatta anche in questo periodo, mettendo in conto che le temperature sono decisamente cambiate rispetto ad allora. Praticamente il percorso è in piano o leggera salita su strada carrabile sterrata fino al Santuario di Monte Croce, poi un pò dissestata si allunga sulle pendici del Poggio Grande, quindi dopo una breve discesa, risale il monte Ceresa. Se non vi fosse stato vento avremmo voluto salire anche il Poggio Grande. ma il sentiero di cresta era impercorribile col vento così forte. Questo percorso è molto adatto anche ai bikers.

Data: 02 - gennaio - 2010
Quota max: 714
Partenza da: Passo innominato
Quota partenza: 656
Dislivello: 150
Zona: Valli Finalesi
Difficoltà: T

23 Immagine(i), Inserita il 11/04/2010

Sulla neve con le racchette e Pietro - 16 gennaio 2010



Il papà vuole andare sulla neve con le racchette e Pietro ... boh sarà ma secondo me Pietro dopo 10 metri si pianta e non vuole più andare avanti ... invece Pietro non ha battuto ciglio e, a parte farci collezionare ogni genere di rametto e farci giocare allo spazzaneve per tutto il tempo, non si è lamentato.
Partenza dal centro sportivo di Entracque dove in inverno è battuta una bella pista da fondo, dopo sosta mangereccia al bar, ci incamminiamo sulla stradina innevata verso le borgate di Esterate; la stradina si snoda sul versante nord e quindi la neve, anche se battuta per il passaggio di numerosi racchettisti, si mantiene consistente ( tanto da permettere a Pietro di non affondare ) e farinosa. Noi siamo saliti fino alla prima delle borgate di Esterate, tetto Airetta, dove si trova una bella cappella con portico per mangiare all'asciutto. Da Tetto Airetta sarebbe possibile continuare a salire alla borgate superiori, in direzione dei misteriosi laghi di Esterate, come avevamo fatto anni fa senza il piccolo, oppure continuare in piano verso Trinità di Entracque. Ma per oggi noi siamo abbastanza soddisfatti e quindi torniamo verso casa.

Data: 16 gennaio 2010
Quota max: 1089
Partenza da: Entracque
Quota partenza: 872
Dislivello: 217
Zona: Valle Gesso
Difficoltà: E

16 Immagine(i), Inserita il 30/01/2010

Ponti romani della Val Ponci - 12 dicembre 2009



La passeggiata dei ponti romani della val Ponci è una bella e rilassante escursione nel primo entroterra di Finale; si arriva in macchina a Calvisio e di qui si imbocca una stradina stretta e tortuosa verso Verzi; ad un tornante si abbandona l'asfalto per una sterrata a sinistra che si segue fino all'unico slargo dove posteggiare. Si segue la sterrata ( segnavia un pallino rosso ), si raggiunge il primo ponte e si continua; si supera un agriturismo e poco dopo termina lo sterrato; si continua ora su sentiero sempre con lo stesso segnavia ( a volte davvero sbiadito ! ), si incontrano altri due ponti a breve distanza e dopo il secondo ad un bivio si svolta a sinistra; inizia qui un lungo tratto nel bosco fino ad emergere nei pressi del ponte dell'Acqua con accanto una costruzione; qui si può scegliere se continuare fino all'ultimo ponte, il ponte Magnone, oppure seguire un sentierino in salita a sinistra... testa o croce abbiamo lasciato l'ultimo ponte per una successiva visita e imboccato il sentiero in salita che conduce fino alla cosidetta Cappelletta di Portio ( la cappelletta è un pilone diruto e avvolto dalla vegetazione ... con gran delusione di Pietro! ); l'aspetto più interessante è che il posto è un quadrivio da cui si dipartono altri sentieri e stradine. Dopo una fermata sosta pappa, abbiamo imboccato il sentiero ( segnavia tra pallini rossi ) che ci ha condotti prima al ciappo del Sale ( una roccia con incisioni di periodi diversi, alcune molto antiche, altre decisamente meno ) e quindi, dopo aver individuato con notevole fortuna una deviazione sulla sinistra ( segnavia H rossa ), nel folto di un bosco in ripida discesa verso il Ponte delle Fate.
In conclusione una bella passeggiata che ci ha riconfermato una volta di più quello che già pensavamo delle escursioni in Liguria: raramente si incontra qualcuno ( in questa stagione poi solo tedeschi ! ), ci sono moltissimi sentieri in luoghi davvero suggestivi, ma neanche una palina, a volte neanche una tacca, a volte una marea di tacche delle forme più svariate quadrati, tondini ( nelle versioni un tondino, due tondini, tre tondini), due lineette, tre lineette, rombi e new entry assoluta un fiorellino !!!

Data: 12 dicembre 2009
Quota max: 300
Partenza da: Verzi
Quota partenza: 150
Dislivello: 150
Zona: Finale Ligure
Difficoltà: E

15 Immagine(i), Inserita il 18/01/2010

Due passi sulla Caprazoppa - 28 novembre 2009



Siamo tornati sul mare, sempre a Finalborgo per una bella passeggiata sul promontorio di Caprazoppa; dopo una impegnativa ricerca del posteggio nei pressi di Porta Testa , si riattraversa a piedi il ponte e si prosegue sulla strada asfaltata ( trafficata e senza marciapiede ) verso Finale per circa 50 metri; poi fortunatamente, dopo aver attraversato la carreggiata, si abbandona la strada per imboccare sulla destra una sterrata che sale ( come indicazione c'è una solo vecchio cartello metallico che la indica come via napoleonica, ma è impossibile sbagliare ); la stradina passa davanti alla piccola chiesetta della Regina Pacis e sale dolcemente sul promontorio roccioso, con belle visuali verso il mare; ad un certo punto il sentiero termina e si innesta su una strada sterrata ben più ampia ad uso delle vicine cave ( per altro abbandonate ); si continua a salire sulla strada ( questo tratto è un pò noioso ! ) fino a quando la strada termina e si svolta a destra su un sentierino ( segnalato da tacche a rombo rosso ) che si inoltra nella vegetazione; il cambiamento è improvviso: se fino ad ora si era accompagnati dal sottofondo costante del rumore del traffico dell'Aurelia sottostante , in pochi metri si passa al silenzio quasi totale del bosco in autunno, interrotto solo dal cric cric dei nostri passi sulle foglie secche; si prosegue nel bosco ( che diventa sempre più fitto ) per una bella mezz'ora ( al passo di Pietro ) fino a sbucare in modo del tutto inatteso in un campetto da calcio, dal quale con una breve risalita si accede al piazzale ombreggiato davanti a due piccole chiesette; davanti a noi una splendida vista mare ; siamo nel punto più alto della frazione Crosa di Verezzi. Qui ci fermiamo per una meritata sosta; per la gioia di Pietro nei pressi c'è anche una grossa campana ( che però suona solo ogni giorno alle 19.00 !). Di qui si potrebbe proseguire verso l'interno a salire fino alla Torre di Bastia, ma per oggi è ora di tornare; seguendo un diverso sentierino nel bosco ( segnavia tre pallini rossi ), un pò ripido, ma più diretto, facciamo ritorno a Finalborgo e qui ci concediamo ancora quattro passi nel borgo. Poi è proprio ora di tornare a casa !

Data: 28 novembre 2009
Quota max: 300
Partenza da: Finalborgo ( SV )
Quota partenza: 40
Dislivello: 260
Zona: Liguria di Ponente
Difficoltà: E

18 Immagine(i), Inserita il 19/12/2009

Colle Pigna - 07 novembre 2009



Dopo alcuni anni siamo tornati al colle Pigna, passeggiata a due passi da casa e ideale per l'autunno. Si parte da S.Anna di Prea e ci si incammina sulla stradina prima asfaltata e quindi sterrata che sale con dolcezza tra piccole borgate. All'unico bivio, si prende a destra e si continua a salire tra pascoli e boschetti nel tripudio di colori dell'autunno, con Pietro che si diverte a camminare immerso nelle foglie secche. E' bello constatare che il versante del Pigna risparmiato dalle piste e dagli impianti di risalita ( cioè quello verso la valle Ellero ) ha visto tutto un restauro accurato della maggior parte delle piccole casette in pietra che lo punteggiano, fino a qualche anno fa in gran parte ridotte a ruderi abbandonati; ora, nel tardo autunno le borgate sono disabitate e quindi noi usufruiamo di una panca fuori da una delle casette per la nostra sosta pranzo; dopo la pappa, Pietro ( che ha fatto tutta la salita con le sue gambe ) chiede di salire ancora fino al colle e noi non ci facciamo pregare ! Due scatti prima dell'arrivo delle nuvole e quindi si scende!

Data: 07 novembre 2009
Quota max: 1446
Partenza da: S.Anna di Prea - Valle Ellero
Quota partenza: 1097
Dislivello: 349
Zona: Valle Ellero
Difficoltà: E

15 Immagine(i), Inserita il 14/12/2009

Finalborgo - Perti - S.Antonino - 18 ottobre 2009



Bella giornata tra mare e monti ( approfittando dei pochi weekend in cui Pietro è in forma !!! ); si parte dal borgo di Finalborgo e imbocchiamo la cosiddetta strada Beretta costruita dal tale Beretta nel 1666 per permettere il transito della principessa Margherita d'Asburgo che giungendo dalla Spagna doveva raggiungere l'Austria per sposare l'imperatore; la strada congiungeva Finale con il Monferrato, ed in questo primo tratto si è ancora conservata benissimo ( fu costruita in 18000 giornate uomo concentrate in 20 giorni lavorativi ). Sulla scorta di queste belle reminiscenze storiche ( e anche un pò romantiche ), iniziamo a salire: la strada costeggia Castel S.Giovanni e quindi si biforca; proseguiamo in leggera salita a destra verso Perti rimandando al ritorno la salita fino a Castel Gavone. Arrivati al piccolo borgo di Perti, continuiamo sulla strada asfaltata, passando davanti alla bella chiesa, raggiungendo sempre su asfalto anche la chiesetta della Madonna di Loreto; la stradina si immette nella valletta di Montesordo ( sempre asfaltata, ma ufficialmente chiusa al traffico ); raggiungiamo così la contrada Valle con le sue belle casette ristrutturate; qui abbandoniamo la stradina, attraversiamo il piccolo borgo e seguendo le indicazioni imbocchiamo il ripidissimo sentiero verso S.Antonino ( bravissimo Pietro che ha fatto tutte questa salita senza salire sulle spalle di papà !!! ); il sentiero sale nel bosco e con pendenza sostenuta raggiunge un piccolo colletto tra gli alberi, da dove si potrebbe proseguire verso nord, ma noi decidiamo di svoltare a destra ed in pochi minuti raggiungiamo prima i ruderi del castello di Perti e quindi la piccola chiesetta di S.Antonino posta su un piccolo poggio, con una bella vista sia verso il mare che verso monte. La piccola chiesa romanica versa in un deplorevole stato di abbandono, soprattutto all'interno; noi ci godiamo un bel sole facendo sosta pappa seduti sui gradini dell' scattiamo qualche foto appollaiati sugli speroni rocciosi a pochi passi dalla chiesetta e quindi ci incamminiamo per il ritorno.
Tornati a Perti ci facciamo convincere da una traccia alquanto vaga che sia possibile salire direttamente a Castel Gavone seguendo un sentierino che passa davanti ad un piccolo bar e quindi si inoltra nel folto ... essendo senza cugnisiun come direbbe la mia nonna proseguiamo in salita anche se a qualunque persona di buon senso sembrerebbe chiaro che il dell' è abbandonato ... ed infatti arriviamo a Castel Gavone, o meglio alla recinzione del cantiere che circonda Castel Gavone, da cui chiaramente, non si può proseguire, non si vede il castello e neppure la gru ( urla di Pietro ); non ci resta che rientrare nel folto, scendere a Perti e riprendere la stradina percorsa al mattino verso Finalborgo; arrivati a l bivio con il sentiero 'ufficiale' per Castel Gavone però Pietro non ne può più, e così scendiamo verso l'auto.

Data: 18 ottobre 2009
Quota max: 284
Partenza da: Finalborgo
Quota partenza: 50
Dislivello: 234
Zona: Liguria di Ponente
Difficoltà: E

21 Immagine(i), Inserita il 22/11/2009

Balma Boves - 27 settembre 2009



Era già da un pò di tempo che ci frullava l'idea di visitare Balma Boves, poi per un motivo o per un altro si rimandava sempre; l'idea è tornata dopo aver visto le foto di Andrea72 ed alla fine in questa incerta giornata di fine settembre finalmente abbiamo detto: Andiamo!
Il tragitto in macchina da Mondovì è un pò lungo, ma alla fine parcheggiamo di fronte al cimitero della piccola frazione di Rocchetta e ci incamminiamo verso il paese seguendo le frequenti indicazioni; dopo un primo tratto ripido asfaltato tra le case, si svolta su una sterrata che seguiamo fino alle case Forano, poste su un bel poggio panoramico. Qui si prosegue su sentiero ed in pochi minuti si arriva a Balma Boves, un piccolo gruppo di case costruite letteralmente sotto una roccia: i tetti sono piatti o in alcuni tratti addirittura mancanti dal momento che comunque la case avevano un tetto naturale fornito dalla roccia sovrastante! Un bell'esempio di sfruttamento intelligente delle risorse naturali; sembra incredibile che queste casette siano state abitate fino agli anni 60
Ora questo piccolo borgo è diventato un museo ( nei locali sono conservati ancora parecchi oggetti originali della vita semplice delle persone che vivevano qui ) e nei mesi estivi alla domenica alcuni volontari offrono una visita guidata: noi ne approfittiamo e nonostante Pietro non sia proprio paziente, una gentil fanciulla ci racconta la storia di questa frazione.
Terminata la visita, dopo qualche foto, ritorniamo sui nostri passi fino a case Forano dove ci concediamo una meritata sosta pappa e Pietro si dedica alla raccolta delle castagne; per il ritorno decidiamo di utilizzare il cosiddetto sentiero del bosco; da case Forano ( nei pressi della palina ) seguiamo il sentiero che scende nel bosco; il sentiero scende ripido fino ad una stradina asfaltata che riconduce poi alla strada principale poco a valle del cimitero di Rocchetta.

Data: 27 settembre 2009
Quota max: 660
Partenza da: Rocchetta ( Sanfront )
Quota partenza: 549
Dislivello: 111
Zona: Valle Po
Difficoltà: T

18 Immagine(i), Inserita il 08/11/2009

Rio Pusteria - Brunico - 27 luglio 2009



A noi piace andare in bicicletta, ma non quanto andare a camminare in montagna: questo lo dimostra anche la Fioca, visto che album con categoria MTB non ne abbiamo messo nessuno . Saranno almeno 6 anni che non facciamo una pedalata!
Visto che tutti parlano delle piste ciclabili dell'Alto Adige, decidiamo di fare questa semplice escursione con Pietro, visto che la distanza risulta limitata (25 km) ed il dislivello contenuto .
Alla stazione di Rio Pusteria affittiamo le bici e ci dirigiamo tranquilli verso la pista ciclabile, ma c'è un inconveniente (di cui sapevamo, ma non pensavamo fosse così lungo): la pista ciclabile ( che in questo tratto costeggia la statale ) è interrotta per la costruzione di una galleria .
Inizia qui un odissea della durata di tre quarti d'ora a fronte di cinquecento metri di pista chiusa . Per evitare il tratto in cui è presente il cantiere il percorso alternativo si inerpica su una collina per poi ridiscendere sulla pista ciclabile al termine del cantiere: il percorso è subito duro per le bici (la pendenza della sterrata raggiunge anche il 35% ) e ne io, ne Manuela siamo in grado di pedalare ( soprattutto con Pietro nel seggiolino !); più si sale, più la pendenza si fa accentuata ( e sui cartelli che indicano la direzione da seguire iniziano a comparire insulti in tutte le lingue ). Poi, finalmente, inizia la discesa ma con pendenze del 30/35% riusciamo a pedalare ben poco . Alla fine, fradici come pochi, raggiungiamo la chiusa di Rio Pusteria, dove ci inseriamo sul percorso della ciclabile e da qui tutto cambia (era ora!!!).
Il resto del percorso è altamente panoramico e remunerativo, ma arrivati a Brunico decidiamo che per oggi può bastare.
Saliti sul primo treno diretto a Bressanone facciamo ritorno a Rio. E' stata un'emozione bella, ma all'incontro con il ragazzo che noleggia le bici, gli diciamo: 'Caspita, non ci ha raccontato che la deviazione era tosta?'. E per tutta risposta ci ha detto: 'Ma il resto era molto pello!'. Sì, sì, pello pello, ma sulla deviazione non c'erano solo dei vaffa ... .

Data: 27/07/2009
Quota max: 835
Partenza da: Rio Pusteria
Quota partenza: 775
Dislivello: 190
Zona: Val Pusteria
Difficoltà: E+

16 Immagine(i), Inserita il 02/11/2009

Passo della Mezzaluna - 05 settembre 2009



Quest'anno solo tre giorni al mare e tempo per una sola escursione; il nome poetico della meta ci attrae e così eccoci in marcia ; si parte dal passo della Teglia a cui si arriva sia salendo da S.Bernardo di Conio ( ultimo tratto su strada dove incontrare qualcuno nel senso opposto non è salutare ) oppure dalla valle Argentina. Noi abbiamo lasciato la macchina proprio sul passo e ci siamo incamminati verso nord su un sentierino erboso senza alcuna indicazione; il sentierino mano a mano diventa più evidente ( ma sempre privo di indicazioni ) e compie un lungo e panoramico traverso su un costone erboso ripidissimo, con belle viste verso monte e verso il mare . Si supera un ometto e quindi si sale ad un piccolo colletto, lo si scavalca per immettersi in una stradina sul versante opposto che continua nel bosco; dopo poco si arriva ad un prato circondato da alberi dove ci si immette in un'altra stradina, all'inizio bordata di sassi, con la quale si arriva in un quarto d'ora circa al Passo della Mezzaluna, un'ampia radura erbosa con una bella visuale sul mare e sulle alpi Liguri; unico neo il fatto che il passo sia raggiunto anche da un paio di sterrate percorse allegramente su e giù da rumorosi quad
Pausa pranzo e ripartenza; seguendo lo stesso sentiero ritorniamo al prato circondato da alberi e qui proseguiamo tenendoci sul sentiero bordato di sassi; terminato il prato il sentiero scende un pò ripido nel bosco fino al Sotto di S.Lorenzo, una grande dolina erbosa dove fino a qualche decennio fa si teneva una grande fiera del bestiame. Dal sotto il sentiero continua nel fresco bosco di faggi e riconduce alla strada asfaltata poco sotto il passo della Teglia.

Data: 05 settembre 2009
Quota max: 1454
Partenza da: Passo della Teglia
Quota partenza: 1387
Dislivello: 67
Zona: Liguria di Ponente
Difficoltà: E

15 Immagine(i), Inserita il 24/10/2009

Meransen Rundweg 25 luglio 2009



Il Meransen Rundweg è un percorso che attraversa tutto il vasto altipiano di Maranza.
In effetti sarebbe una passeggiata da fare in una mattinata, ma con Pietro ci vorrebbe quasi tutto il giorno e visto che, dopo la pausa di una giornata per andare a visitare San Candido, sono quattro giorni che rimaniamo fuori tutto il giorno e Pietro si riposa poco nel pomeriggio, decidiamo di farne solo una parte, per tornare a casa a pranzare e far sì che Pietro possa farsi una nanna nel lettino come si deve
La partenza avviene direttamente dall'Alpenhof e raggiunge la strada principale e la segue fino a dove questa gira nettamente verso il parcheggio per Altafossa. Qui diventa sterrata ed erbosa ed effettua una ripida salita che conduce ad una sterrata che pressoché in piano si inoltra verso il Monte Gitch.
Attraversato il bosco si passa sotto la cabinovia del Gitch e da qui torna ad essere asfaltata. Visto che il percorso compie un lungo semicerchio verso le abitazioni più lontane, non compiamo un taglio che ci conduce alla partenza della cabinovia e da qui risaliamo alla chiesa e per una sterrata raggiungiamo l'Alpenhof.

Data: 25 luglio 2009
Quota max: 1478
Partenza da: Maranza
Quota partenza: 1370
Dislivello: 155
Zona: Val Pusteria
Difficoltà: T

16 Immagine(i), Inserita il 17/10/2009

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