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Escursionismo : Un anello da Claviere al lago Gignoux - Dei Sette Colori
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 24/06/14 11:27
Notizia riferita al: 21/06/14
Letture: 9513

Un anello da Claviere al lago Gignoux – Dei Sette Colori

Località di partenza: strada Claviere – Sagna Longa, nel punto in cui è segnalata la deviazione per il lago e la Punta Rascià – col Bercia mt. 1920
Dislivello: complessivamente 670 mt. raggiungendo la Cima Saurel
Tempo di salita: 2 ore e 45 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti:
Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone Fraternali Editore

Questo itinerario, partendo da Claviere in alta valle Susa, porta all’incantevole lago Gignoux, detto dei Sette Colori. Si percorre, nella prima parte, l’imperdibile sentiero degli alpini che raggiunge la Punta Rascià da dove si prosegue sino al col Bercia e ancora oltre sempre mantenendosi sul crinale, o poco sotto, seguitando poi sullo stradello che conduce al colletto che permette di scendere al lago dei Sette Colori. Volendo conquistare una cima, con una breve deviazione, si può facilmente raggiungere la cima Saurel e da questa scendere al lago.
Notevole, posto in una magnifica posizione, assai panoramico, il lago dei Sette Colori è così chiamato per la sfumatura del colore delle sue acque.
Fatto il giro del lago, per tornare si può salire al col Gimont percorrendo appresso il sentierino che porta nei pressi della cima Saurel, dove si prende lo stradello che scende e che poi si lascia abbassandosi nel vallone Gimont lungo un’evanescente traccia che al termine raggiunge l’ampio piano dove sorge il lago Freddo nei pressi del rifugio Baita Gimont da dove si torna a valle con una traccia alternativa alla strada che lo raggiunge.
Questo itinerario, oltre che portare lago, permette, salendo inizialmente alla Punta Rascià, di percorrere l’ardito sentiero degli alpini attraversando poi luoghi di una straordinaria bellezza paesaggistica aperti e assai panoramici verso ogni dove. Si torna a valle scendendo nel vallone Gimont su sentieri poco percorsi perché troppe sono le strade di origine militare che solcano questi ameni pendii, battuti d’inverno dagli sciatori, nella bella stagione dai bikers.

Raggiunta Cesana, in alta valle di Susa, si prosegue verso il confine di stato. Superata la Piccola Dora e i tunnel, giunti alla rotonda di Claviere ci si porta verso il centro abitato e rasentato il grande parcheggio si prende poi a sinistra la strada per Sagna Longa che parte costeggiando la bella chiesetta della borgata. Si scende ad attraversare il rio e dopo le ultime case la strada diventa uno sterrato che cominciando a salire costeggia una pista da sci. Dopo due svolte ravvicinate, raggiunta la Grangia la Coche ed il punto in cui parte la strada per la Baita Gimont, ancora si prosegue sullo sterrato sino all’indicazione per la Rocca Clari – Percorso della Torbiera. Poco oltre, quando si trova quella per la Punta Rascià ed il col Bercia, a margine della strada si può lasciare l’auto.
Si prende ora lo stradello verso monte, per la Punta Rascià ed il col Bercia, che si percorre per un breve tratto, perché appena dopo lo si lascia per la traccia che piegando a sinistra subito entra nel bosco nel punto in cui si trova ancora l’indicazione per questa cima. Per lo stradello che prosegue diritto per la baita Gimont si tornerà. Il sentiero che sale alla Punta Rascià, detto “Degli alpini”, è certamente una delle cose più interessanti di questo percorso. Ampio e sempre evidente, privo di pericoli, recentemente rimesso a posto e segnato, avendo un’origine militare prende a salire con pendenza regolare e costante un ripido pendio incuneandosi tra le rocce, altrimenti impercorribili, sostenuto e valle e protetto a monte da muretti tutt’oggi ancor ben conservati. Dopo alcuni traversi di spostamento che portano alla base della bastionata rocciosa, le numerose svolte che seguono, ravvicinate o distanziate a seconda della natura del pendio, permettono di guadagnare rapidamente quota, aprendosi nel contempo la vista, man mano che si sale, sul Monginevro, su Cesana e la valle e sullo Chaberton posto di fronte. Così continuando, quasi raggiunta la sommità, piegando a destra si raggiunge il crinale che si percorrerà fedelmente sino al col Bercia, e ancora oltre, guadagnando nel procedere l’ometto di vetta della Punta Rascià, mt. 2346, poi la Croce Bianca ed infine il col Bercia avendo da una parte lo stradello che scende a Sagna Longa e dalla parte opposta il vallone Gimont con i monti ed i colli che lo racchiudono.
1 ora e 30 minuti c.ca dal parcheggio.
Giunti al colle si sale di poco a dove termina un impianto di risalita oltre il quale, quando si trova una bacheca, inizia il “Sentiero della Fede e “Degli alberi secolari”. Stando sul crinale, raggiunta la Madonnina con bella vista sul sottostante laghetto Granet, ancora si prosegue scendendo infine ad un colletto dove ci s’immette su uno stradello nel punto in cui sorgono delle indicazioni. Trascurata la traccia di sinistra che porta al lago Nero, si prende a destra per il lago dei Sette Colori, sempre continuando sullo stradello che inizialmente s’inoltra in piano e che poi prende a salire le svolte sotto il Roc la Luna che consentono di guadagnare un colletto, dove inizia la costa la Luna, portandosi poi la traccia sul versante della valle Gimont. Si percorrono luoghi di una rara bellezza paesaggistica, molto aperti e panoramici. Proseguendo per un tratto in piano, raggiunto il punto in cui si stacca sulla destra lo stradello che tagliando la parte alta del valle Gimont porta al Colletto Verde, la traccia s’appressa alla base della Cima Saurel. Lasciato lo stradello che porta ad un ultimo colletto, il col Saurel che permette di scendere rapidamente al lago dei Sette Colori, volendolo si può salire il vetta alla Cima Saurel mt. 2451, punto più elevato dell’anello, percorrendo una breve ma ripida traccia, oltre la quale facilmente si scende alla stazione d’arrivo di un impianto di risalita. Da questa un ripido pendio consente, sul versante francese, di scendere al lago Gignoux e dei Sette Colori, un gioiello incastonato tra i monti.
1 ora e 15 minuti c.ca dal col Bercia.
Qui giunti, avendo del tempo ancora a disposizione, si possono scegliere, per tornare, diversi itinerari alternativi a quello che ha raggiunto il lago. In questo caso, fatto il giro dello specchio d’acqua, si sale al col Gimont percorrendo poi il sentierino che porta alla stazione d’arrivo dell’impianto di risalita, dove si prende lo stradello che scende a valle. Fatte un paio di svolte e raggiunta l’ampia traccia che dalla Costa la Luna porta al Colletto Verde, dalla parte opposta un sentierino serpeggia tagliando più avanti lungamente un ripido pendio scendendo tra cespugli di rododendro e di ginepro strisciante. Più sotto si piega a destra raggiungendo così al fondo una zona sorgiva detta Gran Sagna dove la traccia sembra perdersi. Dovendo raggiungere il rifugio-Baita Gimont, giunti a questo punto si trascura il sentiero che percorre lungamente il fianco sinistro della valle rimanendo invece vicino alla pista da sci non lontano dal rio stando mediamente di sotto l’impianto di risalita. Così facendo, senza difficoltà, si scende al piano dove a margine sorge il lago Freddo non distante dal rifugio-baita Gimont.
Per tornare al punto in cui si è partiti sarà sufficiente seguitare lungo la strada che scende a valle. Meglio ancora conviene salire di poco, sino al rifugio, dove si prende lo stradello che s’inoltra tra la costruzione ed una Madonnina. Questa incantevole, riposante traccia, salvo due brevi tratti dove si scende, s’inoltra lungamente quasi in piano nel lariceto oltrepassando nel procedere ancora un impianto di risalita ed una pista dove ancora si prosegue oltre terminando infine sullo stradello che scende dal col Bercia dove ci s’immette prendendolo verso valle. Percorso porta prima al bivio per la Punta Rascià, dove l’anello si chiude, e poi sulla strada per Sagna Longa.
2 ore c.ca dal lago dei Sette Colori.

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