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Escursionismo : Un anello per il bivacco Chiaberto
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 11/06/14 19:44
Notizia riferita al: 09/06/14
Letture: 2329

Un anello per il bivacco Chiaberto

Località di partenza: Bivio per Bonetti- Alteretti sulla strada Susa – La Riposa mt. 1193
Dislivello: mt. 850 c.ca
Tempo complessivo: 5 ore e 30 minuti c.ca compresa la salita alla Punta Bosconero
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone - Val Chisone Fraternali Editore

Il bivacco Chiaberto è stato ricavato utilizzando un ex alpeggio, le grange Monio alle pendici del Rocciamelone, sui pendii che dalla cima degradano sulla val Cenischia. E’ raggiungibile in tre modi: dal Forte di Pampalù a margine della strada che da Susa sale alla Riposa, da Alteretti, poche case sui monti di Mompantero per il “Sentiero dei Monaci”e da Novalesa sul “Sentiero dei Pellegrini” che prosegue poi verso la vetta della montagna passando dal rifugio Cà d’Asti.
Questo itinerario, fatto di continui saliscendi, utilizza nella prima parte sentieri da tempo in abbandono, oramai quasi impercorribili, che conducono dal bivio per Bonetti-Alteretti al Forte di Pampalù da dove si prosegue per il facile stradello che porta al bivacco. Si torna poi al punto di partenza scendendo sin quasi Novalesa sul ripido “Sentiero dei Pellegrini” da dove si risale al punto di partenza stando sull’interminabile, faticosa traccia che taglia lungamente i boscosi, rocciosi pendii alle falde del Rocciamelone, a monte di Novalesa e Venaus. Salvo lo stradello che da Pampalù raggiunge il bivacco, sia salendo che scendendo si utilizzano sentieri che oggi quasi più nessuno percorre, poco o per nulla segnati, invasi da ostacoli che nessuno rimuove, dove la vegetazione oramai ha ripreso il sopravvento e la traccia a stento si riconosce. Cose che rendono questo anello un tantino impegnativo, adatto ad escursionisti che sappiamo muoversi in ambienti particolari.

Raggiunta Susa si prende la strada per il Rocciamelone che sale verso monte transitando per la frazione Urbiano di Mompantero. Oltre le ultime case si restringe e le svolte che seguono consentono di raggiungere la chiesetta della Madonna dell’Ecova dove ancora lungamente si prosegue lasciando per via le indicazioni per raggiungere varie borgatine sparse sul pendio. Di molto più avanti, oltre il bivio per Pietrabruna, nel punto in cui si trova quello per Bonetti-Alteretti, a margine della strada si può lasciare l’auto.
Occorre ora portarsi al forte di Pampalù dove parte lo stradello per il bivacco Chiaberto subito individuando il sentiero che sale verso monte nella pineta. Questo primo tratto è quello che ancora si percorre facilmente. Tornati di sopra sulla strada, dalla parte opposta riprende il sentiero che s’inoltra traversando di poco a monte di Case Alpini. Piegando poi a sinistra si prosegue nel bosco e diventando via via la vegetazione sempre più invadente di nuovo si esce sulla strada. Il terzo tratto è quasi impercorribile per via di alberelli e arbusti cresciuti sul sentiero, dei rami caduti e altri ostacoli che intasano la traccia. In qualche modo si torna ancora sulla strada. Il quarto ultimo tratto è decisamente impercorribile e le soluzioni che si prospettano sono due: seguitare sulla strada del Rocciamelone sino al bivio per il Forte, oppure risalire l’erboso, libero, ripido sovrastante pendio. Se così si sceglie di fare, scegliendo la via migliore faticosamente si raggiunge lo stradello che porta al Forte di Pampalù sul quale si esce. Della ottocentesca fortezza poco rimane se non l’ingresso, ancora significativo. Ciò che ora emerge sono solo una selva di antenne. Poco prima del Forte si trova l’indicazione per le Grange Monio, ora bivacco Chiaberto, segnalate a c.ca un’ora. Lo stradello che si prende, fatta la svolta, s’inoltra lungamente in piano nella pineta prendendo poi più avanti per un tratto a salire. Fatte ancora un paio di svolte si raggiunge infine il colletto che immette sul versante della val Cenischia. Volendolo, facendosi largo faticosamente tra i rami bassi degli abeti e seguitando fedelmente sul crinale a sinistra della depressione, si può raggiungere la boscosa cima della Punta Bosconero mt. 1781, punto più elevato dell’itinerario. Tornati al colletto lo stradello ora prende a scendere. Dopo la seconda svolta la pendenza si accentua compiendo la traccia più a valle un lungo traverso di spostamento quasi in piano che porta al punto in cui si trova ad un bivio l‘indicazione del “Sentiero dei Monaci”. Preso riporta ad Alteretti transitando per la Batteria Paradiso, complesso militare sottostante il Forte Pampalù. Questa scelta potrebbe essere fatta volendo sviluppare un anello più breve. Oltre le indicazioni si risale per un tratto raggiungendo una dorsale dove la vista s’apre sull’erboso versante dove emergono alcuni alpeggi tra i quali quello delle Grange Monio, oggi bivacco Chiaberto. Scesi ad una valletta dove scorre un modestissimo rio si raggiunge uno slargo dove ancora sorgono delle indicazioni. Lasciato lo stradello che sulla destra sale all’alpe Pendente e all’alpe Crest, si prosegue su quello che s’inoltra in piano raggiungendo l’alveo del rio Crosiglione dove lo stradello termina. Attraversato il corso d’acqua su una passerella in breve si perviene alle Grange Monio, bivacco Chiaberto con la superiore chiesetta. Posto a mt. 1665 sul pendio degradante dal sovrastante Rocciamelone, il bivacco, sempre aperto, è formato da due locali sovrapposti. Oltre un piano terra ad uso refettorio al piano superiore si contano 16 posti letto dotati di coperte.
2 ore e 30 minuti dal bivio Bonetti-Alteretti.
Oltre al “Sentiero dei Monaci”, che da qui prosegue verso Ferrera-Moncenisio toccando altri alpeggi, per il bivacco Chiaberto transita anche il “Sentiero dei Pellegrini” che, salendo da Novalesa, al rifugio Cà d’Asti s’immette sul sentiero 558, quello che partendo da Susa porta in vetta al Rocciamelone. Occorre ora individuare questo sentiero che si prenderà verso valle. Attraversando quasi in piano le praterie di lato al bivacco, si individua di poco sotto, sulla destra, una casa al limitare dei prati e del bosco. Qui transita il sentiero 585/PL che inizialmente costeggiando dei muretti, piegando sempre a destra raggiunge un corposo gruppo di case, ora in totale abbandono, la borgata Traverse nascosta dalla vegetazione, dove spicca la chiesetta, purtroppo anch’essa ridotta ad un rudere. Oltre l’ultima casa posta in basso si traversa tra i prati ed appena si rientra nella faggeta il sentiero diventa più evidente apparendo, di tanto in tanto, anche delle segnature biancorosse. Si scende, a tratti ripidi, avendo in vista giù in basso lo scavato solco dove scorre e mormora il rio Crosiglione. Poi raggiunti due bivi, dove si prende sempre a sinistra, dopo il secondo la traccia prende a scendere repentinamente e le numerose svolte che seguono, ora vicine, ora distanziate a seconda della natura del pendio, consentono di perdere rapidamente quota sul soleggiato, aspro pendio, terminando al fondo ad uno slargo dove ci s’immette su uno stradello. Subito dopo, trascurato quello che si porta verso il rio, si rimane su quello che piega a destra. Più avanti, tra due ravvicinate svolte parte un’ampia traccia in piano che presto raggiunge dei ruderi, le Case Castellana oltre le quali riprende stando sul ciglio della ripa. Piegando poi a destra si traversa per prati dismessi e molto abbandono. Costeggiando antichi terrazzamenti si raggiunge al fondo uno stradello presso delle case dove, prima si piega a destra, poi al fondo a sinistra proseguendo verso il rio Crosiglione che si supera su un ponte fatto di tubi in cemento. In moderata ascesa si raggiungono le case delle Grange Fay dove inizia l’ultimo tratto dell’itinerario che riporterà al punto da cui si è partiti, ovvero la borgata Alteretti sulla strada Susa – La Riposa. Questo anello un tantino anomalo prevede un tratto terminale che si conclude salendo, superando dalle Grange Fay ad Alteretti un ulteriore dislivello di 350 mt. Non segnalato alla partenza, poco evidenziato da segnature rosse assai distanziate, spesso evanescenti e sbiadite, partendo dalla borgata procede inizialmente in falsopiano. Poi entrando nel fitto del bosco si affrontano alcuni tratti assai ripidi, faticosi, sovente poco appariscenti. Subito s’intuisce quanto sia poco percorso perché invaso da rami caduti, alberi messi di traverso non rimossi, dove procedere risulta difficile anche per l’invadenza della vegetazione che ha ripreso in sopravvento. Tratti in piano si alternano ad altri dove si sale o si scende per superare continue asperità. Lungamente continuando si giunge al termine dell’ascesa in vista di tre enormi tralicci ravvicinati. E’ la linea elettrica ad alta tensione di valle che sale dalla centrale sottostante di Venaus. Raggiunti, la traccia passa sotto due di essi. Come ci si porta sul versante della val Susa, la pendenza si smorza. Traversando per praterie e macchie di pini si raggiunge uno stradello che percorso porta alla borgata Alteretti. Oltre si prosegue ancora e fatte le svolte ascendenti costeggiando le casermette e le dirute case Bonetti si raggiunge il bivio sulla strada per la Riposa dove questo lungo anello si chiude.
3 ore c.ca dal bivacco Chiaberto.

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