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Escursionismo : Un anello sui monti di Caprie. Dalla Rocca Bianca all'alpe Caprasio al Truc del Serro.
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 29/12/12 19:01
Notizia riferita al: 28/12/12
Letture: 1554


Un anello sui monti di Caprie. Dalla Rocca Bianca, all’alpe Caprasio, al Truc del Serro.

Località di partenza: Caprie mt. 380
Dislivello: mt. 700
Tempo complessivo: 6 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle di Susa – Musinè –Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

In bassa val di Susa la valle del torrente Sessi s’incunea profondamente, lateralmente a quella principale, terminando alle pendici dei monti Sbaron e Civrari separati dalla sella del Colombardo. Il corso d’acqua allo sbocco, prima di confluire nella Dora Riparia, forma un orrido, uno dei tanti da questa parte della valle Susa. Partendo da fondovalle, questo itinerario raggiunge prima la cima della Rocca Bianca, dov’è presente una ferrata e numerosi sono le vie di arrampicata, per la ripida traccia che percorre il valloncello ad est del massiccio, uscendo di sopra alla borgata di Campambiardo dove inizia il lunghissimo tratto quasi pianeggiante che porta all’alpe Caprasio. Raggiunto e superato il torrente Sessi, si ritorna a valle per l’opposto versante passando per il soleggiato borgo di Lajetto dove ci si immette sul sentiero 569 che partendo da fondovalle, da Condove, termina al colle del Colombardo. Rasentate scendendo le borgate di Siliodo, si prosegue per il rilievo del Truc del Serro, facilmente accessibile da una parte, ma precipitante da quella opposta, per poi proseguire lungamente sino ad una chiesetta dove si lascia la traccia che scende a Condove per quella per Caprie. Transitando poi per sentieri da tempo in abbandono, si raggiunge al fondo questo abitato dove l’anello si chiude.
Pur avendo uno sviluppo notevole, questo itinerario, a parte il faticoso tratto iniziale che porta in vetta alla Rocca Bianca, percorre lungamente, quasi in piano, strade sterrate e sentieri, piacevolmente. Ideale dall’autunno alla primavera, ben si adatta per tutti coloro che amano percorrere le vecchie mulattiere che partendo da fondovalle raggiungono i centri abitati e gli alpeggi posti a monte purtroppo oggi poco frequentate e rese inservibili arrivando ora la strada dappertutto.

Percorrendo la statale n° 24 in Valle Susa, prima del ponte sul torrente Sessi che precede di poco la grande cava di pietrisco, si prende a destra la via Torino e in breve si giunge a Caprie. Raggiunto il centro abitato si svolta a sinistra e poi subito a destra per la via Pettigiani all’inizio della quale si può lasciare l’auto.
Prendendo per un brevissimo tratto lo strada per Novaretto la si lascia per la via Giardini sulla quale si sta sino alla via Colomba dov’è segnalato l’accesso alla ferrata. Al fondo, presso la solita bacheca, parte uno stradello che più avanti si trasforma in sentiero. Trascurate le indicazioni per la ferrata e le vie di arrampicata, si prosegue per un tratto costeggiando vecchi terrazzamenti in abbandono trovando più avanti l’indicazione per Campambiardo. Poi si comincia a salire stando sulla traccia che percorre il canalino est del massiccio della Rocca Bianca e che, man mano ci si addentra, diventa sempre più ripida. Le numerose svolte che seguono su un erto pendio permettono di guadagnare quota raggiungendo più su il punto in cui, aggirato un grosso masso, il sentiero si sdoppia dove sorgono delle indicazioni. Prendendo a sinistra, raggiunto il punto di uscita della ferrata, dove una cassetta contiene il quaderno di vetta, seguendo segnature blu si sale ancora così guadagnando l’ammasso roccioso più elevato, la vera cima della Rocca Bianca mt. 698 contrassegnata da una croce in betulla. Vista ampissima sulla valle, sui monti e sulla Sacra di S. Michele dalla parte opposta.
1 ora c.ca da Caprie.
Scesi dalle rocce di vetta, sempre seguendo le ripetute segnature e i numerosi ometti, traversando sul versante dell’orrido di Caprie o stando sul crinale, con alcuni saliscendi si raggiunge un primo bivio e poi un secondo dove, presso una bacheca, è segnalata la traccia che scende a Sala. Qui giunti si prosegue per Campambiardo, già in vista, che si raggiunge al termine di un tratto pianeggiante. Percorrendo il tratto di strada che attraversa l’abitato, superata la chiesetta, giunti quasi tornante, la si lascia prendendo a sinistra per l’alpe Caprasio e Pratobotrile. La traccia che ora si percorre, uno stradello sempre in discrete condizioni perché mantenuto, con un lunghissimo traverso pianeggiante nella faggeta, si porta progressivamente all’interno della valle del Sessi. Un ultimo tratto ascendente, che si supera con un paio di svolte lasciando sulla sinistra l’estesa parete della falesia Cevrè, anticipa di poco l’attraversamento del rio e poi la conca dove sorge l’alpe Caprasio mt. 992, poche case alla sommità di prati tuttora ben tenuti.
1 ora e 30 minuti c.ca dalla vetta della Rocca Bianca.
Giunti alle case si prosegue, stando sempre sull’ampia traccia che sale ripida, riprendendo di sopra il sentiero alla superiore casa e poi ancora più su sino ad una dorsale dove sorgono dei ruderi superati che si hanno si continua lungamente, quasi in piano o scendendo di poco, raggiungendo un primo rio e poi un secondo, più corposo, a cui segue un tratto, sempre in piano, che porta ad una successiva dorsale con bella vista sulle sottostanti case di Mianda. Di qui in avanti si scende, a tratti ripidi, percorrendo una scavata traccia che al fondo raggiunge il torrente Sessi che si attraversa su di un ponte subito trovando, sull’altra riva, delle indicazioni. Lasciata la traccia sulla destra per il Colombardo, si prende quella di sinistra, priva di indicazione, che scende a Lajetto costeggiando per un primo tratto il corso del torrente. Questo interminabile, ma piacevole sentiero si snoda lungamente quasi in piano o scendendo di poco nel bosco dove, di tanto in tanto, s’aprono macchie di antichi pascoli e prati abbandonati. Attraversata una zona umida, si raggiungono le prime case di Lajetto scendendo al piazzale antistante la chiesa dove spicca un caratteristico, slanciato campanile con orologio. Presa la strada, subito la si abbandona per lo stradello che s’abbassa transitando davanti ad una fontana trasformandosi subito in sentiero. Si percorrerà ora un lungo tratto del sentiero 569 che scende a valle rasentando la cinta del cimitero, oltre il quale ancora si prosegue costeggiando i soliti terrazzamenti in abbandono e altri prati. Segnato dalle solite dilatate tacche biancorosse e da paletti con gli anelli, si procede alternando lunghi tratti in piano ad altro dove si scende, sempre di poco, incontrando nel percorso due bei piloni, così uscendo ad un tornante della strada che da Caprie sale alle borgate di Siliodo. Percorso un tratto breve di asfalto al successivo tornante si lascia la strada che scende prendendo lo stradello che si porta verso una casa colonica superata che si ha riprende il sentiero che in breve raggiunge il terzo pilone, il pilone Combaiere, posto all’inizio del sentierino che adduce in vetta al vicinissimo Truc del Serro, punto panoramico sui monti e sulla valle.
2 ore e 15 minuti c.ca dall’alpe Caprasio.
Ritornati al pilone si riprende la traccia che ora s’abbassa percorrendo una boscosa valletta. Una serie di tornanti permettono di perdere rapidamente quota e scendendo subito si capisce che un tempo doveva essere assai percorsa. Le pietre del selciato sono lucide e levigate e i piloni stanno ad indicare i punti nei quali chi transitava per queste mulattiere poteva fare un attimo si sosta per riposare dicendo un’orazione. Così continuando finalmente si esce in un aperto punto panoramico dove, presso una bella chiesetta recentemente restaurata, la prospettiva s’apre sulla valle. Oltre ancora si scende per un breve tratto sino a che si lascia il sentiero che piega a destra, verso Condove, per proseguire diritti raggiungendo delle case e poi, poco sotto, uno stradello sterrato che confluisce sulla strada asfaltata che sale da Caprie nel punto in cui si trova l’indicazione per Pertussetto. Percorso un breve tratto di strada sulla sinistra parte un sentierino, mentre sul lato opposto s’inoltra lo stradello che porta alla borgata di Comba. Si scende lungamente verso valle, sino alle prime case di Caprie, raggiungendo al fondo ancora un pilone, da poco restaurato, dove ancora si continua diritti sullo stradello che prosegue stretto tra case, più avanti costeggiando lungamente un muro di cinta in mattoni. Raggiunta la sommità si scende la stradina asfaltata che rasenta le case dell’antico borgo di Caprie e, fatta la curva, si esce sulla piazzetta S. Rocco dove spicca la bella chiesetta dei santi Rocco e Sebastiano. Presa la via Coppo e traversato il torrente Sessi sulla passerella, si finisce sulla via Pettigiani raggiungendo il punto in cui si ha lasciato l’auto dove questo anello si chiude.
1 ora e 15 minuti c.ca dal Truc del Serro.



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