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Escursionismo : Un anello per la Pera Luvera ed il monte Pietraborga
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 13/12/12 17:21
Notizia riferita al: 12/12/12
Letture: 2330

Un anello per la Pera Luvera ed il monte Pietraborga

Località di partenza: Bivio presso la pineta poco sopra la borgata Belvedere di Trana mt. 446
Dislivello: complessivamente mt. 650 c.ca
Tempo complessivo: 4 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

L’ultima propaggine di monti che separa la valle della Chisola da quella del Sangone si estende tra le cime che vanno dal monte S. Giorgio al monte Pietraborga e rappresenta un autentico naturale balcone sulle Alpi da una parte e sulla pianura dall’altra.
A questi monti si può accedere da più parti. Questo anello partendo dalla borgata Belvedere di Trana raggiunge prima il grande ammasso roccioso della Pera Luvera, la roccia del lupo, dalla quale si scende al colle di Prè proseguendo per la vetta del monte Pietraborga passando per le Prese. Per altro itinerario si ritorna a valle transitando per la bella borgata di Pratovigero.
Per la posizione naturale che occupa e per la modesta altitudine, al monte Pietraborga merita salire in una tersa giornata invernale dove la vista può liberamente spaziare sull’ampia cerchia di monti che vanno dalle Alpi Marittime al lontano Monte Rosa e poi oltre ancora, aprendosi lo sguardo alla vicina collina torinese e alla città da una parte, sulla bassa val di Susa, su quella del Sangone con la Sacra e i laghi di Avigliana, autentiche perle, dall’altra.

Raggiunta Trana, località all’inizio della Val Sangone, seguendo le indicazioni si prende la strada per le borgate Biellese e Pianca alla rotonda nei pressi del ponte sul torrente Sangone.
La strada, rasentata da prima la recinzione della cava di pietrisco ora abbandonata per via dell’amianto, e poi per un tratto il torrente, raggiunge in breve le poche case della borgata Belvedere dove si prende a sinistra per il villaggio “La Betulla” e la borgata Biellese. Salendo si svolta ancora a sinistra sulla via Marmolada che si segue per poco perché al superiore bivio ancora si tiene la sinistra per Pratovigero ed il colletto di Damone. Presso il successivo slargo si può lasciare l’auto. Volendolo si può abbreviare il percorso salendo con il mezzo direttamente alla borgata di Pratovigero.
Altrimenti, preso lo stradello che sale, a tratti rovinato, subito facendo una prima svolta e poi, più avanti, altre due ravvicinate, proseguendo si giunge in vista delle prime case della borgata che si aggirano dal basso. Alla successiva svolta si prende a sinistra raggiungendo Pratovigero Superiore dove troviamo la fontana, la bella chiesetta di S. Pancrazio, il forno e molte case rimesse a posto.
Al forno si prende a destra la strada che porta al colle di Damone. All’inizio ancora asfaltata, sale inizialmente ripida subito giungendo in vista di una grande casa gialla dove la pendenza si smorza diventando lo sterrato che traversando nel bosco raggiunge il colle dove, oltre la solita bacheca, si trovano molte indicazioni. Per un lungo tratto si procederà sul sentiero SDB, Davide Bertrand, segnato, dedicato a ad un ragazzo che perse la vita nel tardo inverno 1999 cercando, con altri volontari, di spegnere un furioso incendio sul monte S. Giorgio. Proseguendo sulla sinistra, subito lasciando la traccia che si inerpica, il “Sentiero dei Celti” per il quale si tornerà, si continua sulla pista forestale recentemente ripristinata e dotata di fondo acciottolato che lungamente s’inoltra quasi in piano incontrando per via una fontanina oltre la quale ancora si continua, per un tratto ora salendo di poco, così raggiungendo il punto in cui lo stradello piega quasi a gomito là dove sorgono altre indicazioni. Siamo al Colletto delle Prese. Il sentiero che prosegue diritto, quasi ostruito dai rovi, scende direttamente alle Prese di Piossasco, la strada sulla sinistra porta in cresta verso il monte Pietraborga oppure alle Prese di Sangano, mentre, sulla destra partono due tracce parallele: il sentiero Chiantore, recentemente ripristinato dagli appassionati di MTB, di sopra il David Bertrand per la Pera Luvera e questo si prende.
Sempre ben segnato in biancorosso e da piastrine metalliche dov’è stilizzato un rapace, lo stradello subito facendosi sentiero s’inoltra verso la Montagnassa, cresta rocciosa che si estende lungamente che si percorre stando appena sotto il crinale. Lunghi tratti quasi in piano si alternano ad altri brevissimi dove si sale o si scende, giungendo più avanti ad un punto dove il crinale precipita come pure il sentiero. Qui giunti un ometto e un cartello segnalano il sentiero che scende direttamente al colle di Prè e che poi si prenderà. Per intanto ancora si procede scendendo per un breve tratto sino a raggiungere l’esteso roccione della Pera Luvera mt. 833. Ci si stacca dal sentiero e con un semplice tratto d’arrampicata, aiutati da una corda fissa, si sale su questa panoramica roccia dove è stato edificato a suo tempo un pilone ora restaurato. Veramente un punto assai panoramico.
1ora e 30 minuti c.ca dal bivio presso la pineta.
Tornando si sale poi al superiore bivio dove parte il sentiero per il colle di Prè. Quello che segue è l’unico tratto che occorre affrontare con un minimo d’attenzione perché si scende ripidi, per rocce, saltini e altro che rendono impegnativo il procedere. Segnato con uno strano disegno a forma di pesce stilizzato, con tratti rossi, con bande attaccate ai rami degli alberi, scendendo con accortezza si raggiunge al fondo un enorme traliccio elettrico e poi subito dopo la strada presso il colle di Prè. Qui giunti alcune indicazioni suggeriscono come raggiungere il monte S. Giorgio oppure le Prese ed il monte Pietraborga. Prendendo a sinistra lo stradello in rovina che s’inoltra lungamente in piano si raggiungono prima le poche case delle Prese di Piossasco Inferiori, a cui segue la disastrata chiesetta della Madonna della Neve, poi le Prese di Piossasco Superiori, un tantino mese meglio. Restando sempre sulla strada, più avanti si giunge in vista delle Prese di Sangano dove abitano alcuni residenti fissi. Oltre il secondo gruppo di case che formano l’abitato, segnalato e segnato parte sulla sinistra un sentiero che, una volta preso, fatta la svolta, porterà in breve, per prati e coltivi abbandonati da tempo, sul crinale dove transita uno stradello sul quale ci si immette percorrendolo lungamente sino a che si raggiunge il singolare Sito dei Celti, con i giganteschi Menhir. Ancora un breve tratto e subito si perviene al punto in cui lo stradello termina e un sentiero si inerpica guadagnando alla sommità la vetta del monte Pietraborga mt. 926.
1ora e 15 minuti c.ca dalla Pera Luvera Presso la croce visuale ampissima su Torino, la collina, la pianura e sulla cerchia di monti che vanno dalle Marittime al Viso, mentre dalla parte opposta la vista s’apre sui monti della Val Sangone, sulla bassa val di Susa e sui laghi di Avigliana spingendosi lo sguardo assai lontano sino al Rosa e ancora oltre. Scesi poi allo stradello si può raggiungere direttamente la borgata di Pratovigero lungo il ripidissimo sentiero-pista forestale sconsigliato solo in caso di terreno bagnato perché scivoloso. Altrimenti si continua percorrendo lungamente e piacevolmente il crinale sino all’indicazione per il colle di Damone e Pratovigero dove si prende a destra la traccia che scende. Giunti al colle questo anello si chiude. Non resta che proseguire sullo stradello che in breve riporta alla borgata di Pratovigero e da questa scendere per strada al bivio nella pineta poco sopra la borgata Belvedere.
1 ora e 15 minuti c.ca dalla vetta del monte Pietraborga.


CURIOSITA’
Il termine colletto di Damone è diventato esempio per come si siano stravolti nel tempo i nomi originali italianizzando termini che avevano un loro specifico significato. Il termine originale era Colletto da Mônt.



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