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Escursionismo : Un anello per la chiesetta di S.Benedetto, il monte Roccia Cotello ed il colle di Pra Martino lungo la dorsale Chisone-Lemina
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 04/12/12 15:40
Notizia riferita al: 03/12/12
Letture: 1943

Un anello per la chiesetta S. Benedetto, il monte Roccia Cotello ed il colle di Pra Martino lungo la dorsale Chisone –Lemina

Località di partenza: Rotonda di Malanaggio mt. 450
Dislivello: mt. 550
Tempo complessivo: 5 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali editore

La lunga dorsale che separa la valle del Chisone da quella del Lemina è solcata da strade e sentieri che uniscono il fondovalle agli insediamenti montani quasi tutti ora disabitati. Oggi per lo più servono come piste per l’esbosco e l’abbandono oramai diffuso è dovuto alle industrie della valle che a suo tempo hanno assorbito molta manodopera locale determinando lo spopolamento della montagna, così come in tanti altri posti.
I versanti che danno sulla valle del Chisone e sulla valle del Lemina sono attraversati dalla strada che unisce S. Pietro Val Lemina con Villar Perosa per il colle di Pra Martino che può essere considerato punto di partenza per numerose escursioni –passeggiate lungo la boscosa dorsale che ammanta questi dolci pendii anche se è meglio avere a disposizione una carta che aiuta a districarsi, poiché le strade e i sentieri che li percorrono sono numerosi, tenendo anche conto del fatto che la fitta vegetazione non aiuta per nulla nell’orientamento.
Questo itinerario, panoramico sui monti della bassa e media val Chisone, parte da fondovalle, dalla rotonda di Malanaggio, dove una volta c’erano i mulini che frantumavano il talco. Da qui si sale sul ripidissimo sentiero che porta alla chiesetta di S. Benedetto dove la pendenza si smorza; oltre si percorre lungamente e piacevolmente uno stradello, sempre quasi in piano, che inoltrandosi sulla dorsale raggiunge infine il colle di Pra Martino. Ritornati per altra via a S. Benedetto, si riprende, questa volta in discesa, il ripido sentiero che riporta a fondovalle.

Presa la superstrada della val Chisone, una volta superati i due tunnels, alla successiva rotonda di Malanaggio si esce alla prima portandosi per un tratto verso valle, in direzione di Porte sino al punto in cui si può lasciare l’auto nei pressi del campo sportivo poiché presso la rotonda è impossibile parcheggiare. In una diecina di minuti si ritorna indietro alla rotonda dove parte il segnalato sentiero che porta alla chiesetta di S. Benedetto. Subito la traccia s’alza affrontando la ripida dorsale dove sono d’aiuto le numerose segnature e i paletti con gli anelli che indicano il cammino seguendo un percorso didattico. La lunga, faticosa salita termina quando si è in vista di un notevole traliccio per le telecomunicazioni appena oltre il quale sorge la storica chiesetta di S. Benedetto, con vicino un’ampia area attrezzata e, poco più in là, un bel panoramico punto sulla valle.
1 ora e 30 minuti c.ca dal parcheggio.
Oltre si prosegue sullo stradello che s’inoltra in leggera discesa sino al punto in cui si raggiunge un quadrivio di strade dove termina anche quella asfaltata che sale sin qui da Porte. Per la pista forestale di sinistra si tornerà, pertanto si prosegue sulla traccia 12 per Pra Martino sulla quale sempre si starà sino a che si raggiungerà il colle. Lo stradello percorrerà il crinale per lunghissimi tratti in piano alternati ad altri dove si sale, ma sempre di poco. Fatte alcune svolte si prosegue tralasciando strade e sentieri di lato che spesso portano a delle case isolate o si perdono nel bosco. Così continuando, lasciata sulla destra una casetta ristrutturata, con un tratto prima in salita e poi pianeggiante, si raggiunge il punto in cui sulla sinistra si stacca l’ampia traccia che sale al monte Roccia Cotello, che subito si raggiunge. Su questo boscoso, modesto rilievo al posto della croce svetta un’antenna per le telecomunicazioni. Per la stessa via, o scendendo dalla parte opposta seguendo i pali della linea elettrica, si ritorna sulla traccia precedentemente abbandonata subito raggiungendo un colletto sul crinale incrocio di strade sterrate. Tralasciata quella di destra che scende, si prende la centrale che in breve raggiunge un panoramico slargo, dove termina, detto “Belvedere”, al centro del quale un singolare basamento di pietra regge una marmorea testa femminile che guarda la pianura verso Torino. Qualcuno sostiene possa essere l’effige della madre dell’avvocato Giovanni Agnelli, di casa da queste parti, ma non ci sono riscontri a questa affermazione: merita però essere vista.
Ritornati al quadrivio, sulla traccia principale, si prende ora quella che scende al colle di Pra Martino. Fatta la svolta si prosegue lungamente ancora quasi in piano rasentando una casa in abbandono e poi ancora un traliccio oltre il quale in breve si esce sulla strada asfaltata che sale sin qui da S. Pietro Val Lemina raggiungendo infine l’ampio slargo al colle di Pra Martino dove troviamo una notevole costruzione in deplorevole stato di abbandono.
1 ora e 30 minuti c.ca dalla chiesetta di S. Benedetto.
Tralasciando lo stradello che prosegue sulla dorsale e la strada che scende a Villar Perosa, si prende quella che aggira la costruzione sul lato opposto presto raggiungendo la recinzione che racchiude le colonie della RIV dove l’asfalto termina. Rimanendo sullo stradello che oltre prosegue, superata una dorsale, poco oltre si trova l’ingresso di quella che sino a non molto tempo fa era una miniera di grafite. Una cancellata sbarra l’ingresso e presso la vicina fontana una lapide ricorda il sacrificio di un minatore-partigiano che qui perse la vita. Fatta la svolta, volendo abbreviare il percorso, si può prendere la segnalata traccia per Porte che rapidamente riporta sul crinale, altrimenti ancora si prosegue raggiungendo in breve le case della borgata Miandassa, quasi tutte risistemate, dove spicca all’ingresso un bel pilone votivo dedicato a S. Grato. Prima di inoltrarsi tra le case si prende lo stradello sulla sinistra che traversando inizialmente per prati lasciati in abbandono, poi per un lungo tratto nella faggeta, permette di raggiungere la notevole fonte di Sagna la Feya dove ancora si continua, ora in leggera discesa, raggiungendo una casa isolata. Il taglio del bosco consente alla visuale di allargarsi da una parte verso il Gran Truc ed il Poggio Pini, dall’altra parte verso le dirupate pareti ovest del monte Cucetto sino alla Punta della Merla e alla Punta dell’Aquila, mentre al centro emerge il solco della val Chisone con l’abitato di Villar Perosa con all’orizzonte i monti della media valle. Proseguendo ancora per un tratto, fatta la successiva svolta, ci si immette su una più ampia traccia forestale che sale da Prato Marino dove di prende a sinistra. Alternando lunghi tratti in piano ad altri dove si sale, sempre di poco, questa termina al quadrivio posto poco prima della chiesetta di S. Benedetto dove arriva la strada asfaltata che sale da Porte, nel punto in cui questo anello si chiude. Qui giunti si può ritornare a valle, alla rotonda e poi al punto in cui si ha lasciato l’auto, percorrendo il ripido sentiero che s’abbassa oltre la chiesetta, già percorso salendo, oppure decidere di scendere per la strada, (5 km), che tocca alcuni insediamenti montani di Porte. In questo caso occorre preventivare anche un tratto di strada asfaltata, quella che da Porte porta al parcheggio. Scendendo con comodo si allunga di c.ca 15 minuti rispetto al sentiero.
2 ore e 15 minuti c.ca dal colle di Pra Martino.






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