Piacevole e facile escursione che si sviluppa prima tra abetaie e lariceti, poi su dolci pascoli con sullo sfondo il Pic de Rochebrunne.
Il meteo prevede nuvole al mattino e pioggia al pomeriggio,i nostri amici sono dubbiosi se partire o nò. Sandro che da tempo non prende acqua insiste sul sì.
L'avventura ha inzio al bivio lago Nero-grangie Chabaud tra le frescure del bosco di larici e maggiociondoli non ancora in fiore, il canto del cuculo e il picchiettio del picchio rosso, mentre il cielo si rasserena e lo Chaberton fa capolino tra le rade nuvole. Il gruppetto di temerari raggiunge dopo un'ora di cammino le grangie Chabaud (m.1918), l'abbandono è totale dopo le vicende belliche del 1940 e l'esodo dei primi anni 50.
Pia guida il gruppetto nella valletta del torrente Chabaud che si allarga verso gli alti ed ampi pascoli dell'omonimo colle (m.2217). Sulla panoramica cresta di confine, già antico dopo il congresso di Vienna,ne è testimone un cippo contraddistinto dalla croce sabauda da un lato e dall'altro dal giglio delfinale. Quì il panorama spazia dalla vicina Dormillouse, al Pic de Rochebrunne al lontano gruppo del Pelvoux-Barre des Ecrins.
Guadagnati i successivi colli Bourget e Bousson, le mutevoli condizioni atmosferiche improvvisamente peggiorano con forti raffiche di vento gelido e grandine costringendo i quattro pellegrini di raggiungere con non poca fatica il fragile e temporaneo riparo che può offrire la garitta del Poggio dei Carabinieri, un tempo ricovero dei gendarmi posti a contrastare l'attività di contrabbando nelle valli alpine. Aumentata la temperatura e diminuita l'attività temporalesca il gruppo scende al vicino lago di Fontanafredda, sempre di più interrato, e prosegue in dolce discesa fino alla Capanna Mautino (m.2110), ancora chiusa in questa stagione, ove trovano un più adeguato riparo per il frugale pasto.
Ora il cielo si apre lasciando spazio al sole che fa capolino tra i radi nuvoloni permettendo a Franca di guidare il gruppo verso l'alpeggio ove fanno incetta di verdure di monte (cicorie, spinaci,...) ed in breve guadagnare il suggestivo lago Nero, avvolto da cupe leggende di masche e tesori nascosti. Quì l'anello si chiude formando un cerchio quasi perfetto.
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