Un anello per la Conca del Prà
Località di partenza: parcheggio prima dell’abitato di Villanova mt. 1248
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 15 minuti c.ca
Dislivello: 500 mt. c.ca
Difficoltà: E
Rifermenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 7 Val Pellice Fraternali Editore
L’incantevole conca del Prà in alta val Pellice è uno dei più estesi pianori della alpi occidentali ed è il punto di partenza per numerose escursioni e gite sulle cime della valle. Oggi la si può raggiungere percorrendo uno stradello sterrato che, partendo da Villanova, conduce al grande piano dove all’inizio sorge il rifugio Jerwis aperto tutto l’anno.
L’itinerario in oggetto propone di salire alla conca del Prà tramite un sentiero alternativo, poco conosciuto e poco frequentato, che si sviluppa dall’altra parte del Pellice: non presenta alcun tipo di difficoltà perché sempre evidente e ben segnato consentendo così di godere delle bellezze di questo angolo di valle in una prospettiva completamente diversa snodandosi in ambienti più aspri e montani rispetto a quelli dell’opposta sponda del Pellice.
Per rientrare si può ripercorrere a ritroso questo sentiero, oppure, volendo sviluppare un anello, utilizzare la strada d’accesso alla grande conca che facilmente riporta a Villanova.
Giunti a Villanova, al termine della strada provinciale della val Pellice, si può lasciare l’auto nell’ampio parcheggio che precede le case della borgata.
Attraversata l’imponente cascata del rio Pissoi e successivamente il piccolo centro con la caratteristica fontana, subito dopo si lascia la traccia che prosegue per la conca del Prà prendendo il “sentiero alternativo”, che inizia con uno stradello che scende verso il torrente che si attraversa su un ponte di legno. Subito appaiono le solite tacche biancorosse che si presenteranno puntuali per tutto il percorso. Questo sentiero è stato recentemente ripulito dai residui delle valanghe e sistemato a puntino con ponticelli di tronchi che permettono l’attraversamento dei rii e con altri manufatti che agevolano il cammino. Si compie un balzo complessivo di c.ca 500 mt. e lo si fa con un lungo traverso ascendente che, partendo da Villanova, permette di pervenire al culmine alla conca del Prà. Inizialmente ci si inoltra nel bosco raggiungendo quasi subito un aperto pendio battuto dalla valanga che si risale sino alla sommità. Data la natura del luogo e gli ambienti che si attraversano si incontreranno nel percorso diverse zone dove è evidente il danno procurato alla vegetazione da questa calamità naturale. Al termine di questo primo tratto si prosegue, ora si in falsopiano nel lariceto, salendo poi ripidi a guadagnare la cima di un promontorio roccioso, con bella vista sul notevole salto che qui compie il Pellice. La traccia, incuneandosi tra le rocce, raggiunge, dopo un altro tratto in falsopiano, il torrente nel punto in cui al di là si scorge la notevole cascata del Pis. La traccia segue ora per un breve tratto il corso d’acqua transitando appresso per una zona sorgiva posta ai piedi di un’imponente parete, palestra di roccia, attrezzata. Di qui in avanti l’ambiente diventa ancora più aspro, selvaggio e roccioso e quando si attraversa in moderata ascesa la zona così configurata il fondo si fa un lastricato di pietre. Un tratto più ripido è risolto con alcune svolte ascendenti a cui segue un traverso dove al culmine, superata una valletta con rio, si scende poi per un tratto costeggiando delle pareti rocciose. Proseguendo si raggiunge, più avanti, un’ampia zona solcata da alcuni corsi d’acqua dove sono evidenti i segni del passaggio di discese valangose. Continuando nel rado lariceto, sempre in moderata ascesa, si esce infine all’ultimo tornante della strada che da Villanova sale alla conca del Prà poco dopo l’attraversamento su di un ponte del torrente Pellice. Rimanendo per un breve tratto sullo sterrato subito si raggiunge la bella conca. Volendolo ci si può portare al rifugio Jervis per un ristoro.
2 ore c.ca da Vinnanova.
Per tornare si può ripercorrere a ritroso lo stesso sentiero, oppure utilizzare la strada sterrata che senza alcuna difficoltà riconduce a Villanova. Se si sceglie la seconda soluzione, dal rifugio Jerwis si prende l’evidente traccia che si porta al colle della Maddalena, posto alla base di una parete attrezzata per l’arrampicata, oltre il quale si scende con alcune svolte sulla strada. Praticando di seguito le scorciatoie che tagliano alcuni tornanti, si raggiunge il piano dove è possibile ammirare l’imponente cascata del Pis. Seguitando, stando sempre sullo sterrato, ad un certo punto si stacca sulla destra il sentiero segnalato che porta direttamente a Villanova, che si prende. Si scende, e alcune svolte permettono di perdere rapidamente quota superando, più sotto, su un ponticello il rio Crosenna e il segnalato sentiero per l’alpeggio. Non resta che continuare sulla traccia che facendosi stradello raggiunge in breve prima il bivio dove parte il sentiero alternativo, poi l’abitato di Villanova dove questo anello si chiude.
1 ora e 15 minuti c.ca dalla Conca dal Prà.
MODESTA VARIANTE: Giunti al punto in cui si stacca il sentiero che scende direttamente a Villanova, si può invece proseguire rimanendo sullo sterrato. Saliti alle case Mirabuc, superato più avanti il rio che scende dal vallone di Crosenna, si continua ancora per un po’ sino a poco oltre uno steccato di protezione in legno dove sulla destra scende un sentiero. E’ il 121 che partendo da Villanova terminerà al colle di Malaura. S’abbassa a tratti ripido e le ripetute svolte che seguono permettono al fondo alla traccia di terminare sullo stradello poco prima di Villanova.
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