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Escursionismo : Un anello per le borgate montane di Inverso Pinasca sino al Poggio Pini e al Piano Bruciato
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 09/05/12 07:33
Notizia riferita al: 07/05/12
Letture: 2315

Un anello per le borgate montane di Inverso Pinasca sino al Poggio Pini e al Plan Quermà

Località di partenza: borgata Enfous mt. 815
Dislivello: mt. 950 c.ca
Tempo complessivo: 7 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Salendo la val Chisone, superata la deviazione per S. Germano Chisone e il grande vallone di Pramollo, si intravedono alcuni insediamenti abitativi che emergono dai boschi ammantando il versante: sono le borgate montane del comune di Inverso Pinasca. Questo itinerario, inoltrandosi lungamente, ne tocca alcune raggiungendo al termine di un lungo traverso fatto di saliscendi una dorsale che si risale percorrendo la ripida, faticosa traccia che consente di guadagnare alla sommità la cresta e poi il panoramico Poggio Pini. Continuando poi sul sentiero che lungamente prosegue di sotto il crinale, si raggiunge infine un colletto nei pressi del Piano Bruciato( Plan Quermà). Di qui una traccia scende ripida a fondovalle terminando su una pista forestale che riporta all’abitato di Enfous.
Il primo tratto è assai panoramico sulla valle del Chisone e sui monti dell’opposto versante, mentre poi la visuale s’apre sulle numerose borgate del vallone di Pramollo, sui monti della valle Germanasca, sul Gran Truc da una parte, sulla Punta Muret dall’altra.
Durante il percorso, soprattutto nella prima parte dell’itinerario, si incrociano numerose strade e sentieri che salendo da fondovalle proseguono poi verso monte e altrettante piste forestali; chi volesse fare questo percorso, oltre la carta, è meglio che abbia con sé le indicazione di seguito riportate.

Percorrendo la nuova superstrada della valle Chisone si esce alla rotonda dei monoliti seguendo l’indicazione per Prali e la valle Germanasca. La strada che si percorre, toccando numerose borgate e case sparse, si porta verso Pomaretto e superando le frazioni di Chianavasso e Chiabriera raggiunge, più avanti, la deviazione segnalata per la borgata Enfous. La stretta strada che si stacca sulla sinistra prende subito a salire e le svolte in forte ascesa che seguono permettono di raggiungere questo abitato dove si può lasciare l’auto presso il piccolo slargo posto all’inizio delle case.
Al di sopra del parcheggio parte uno stradello che costeggiando inizialmente i prati s’inoltra poi lungamente nel bosco. Un paio di svolte e in breve si raggiunge la prima borgata, Girbout, dove si continua sull’ampia traccia pianeggiante che superata una bella sorgente con panchina in pietra conduce alle case della successiva borgata Couciauvin. Trascurata la pista forestale che sale, subito si incrocia la strada che giunge sin qui da fondovalle, raggiungendo più avanti le case della borgata Combavilla dove si affronta l’unico tratto nel quale occorre prestare un po’ di attenzione. Bisogna infatti scendere sino alla sottostante borgata di Serre, già in vista, e per farlo si deve prendere il sentiero che s’abbassa sulla sinistra proprio nel punto in cui vi è un lampione della luce. Passando tra le case e costeggiando orti e giardini si prende poi a sinistra uscendo così fuori dall’abitato dove la traccia s’abbassa ripida. Man mano si scende si scopre un piacevole, selciato sentiero che si porta al fondo dove si attraversa il rio su un bel ponticello di pietre. Tralasciata la strada che scende a fondovalle subito ci si trova alla borgata di Serre dove, allo slargo posto all’inizio dell’abitato, si sale per poco per poi subito scendere sempre continuando su uno stradello che, incrociata un’altra pista forestale, porta alla successiva borgata di Pejrot, che si supera, costeggiando lungamente una ringhiera metallica. Al successivo bivio non si scende subito immettendosi la traccia su un’altra più ampia. Il tratto che segue percorre lungamente un boscoso versante con un lungo traverso dove si superano nel procedere alcuni corsi d’acqua, che si guadano. Così continuando si raggiunge un bivio dove ancora si tralascia la traccia che scende a valle proseguendo per poco sino al successivo altro bivio, dove sempre si va verso monte, trascurando la strada che scende alla borgata Saret. Che si sia nel giusto lo conferma una scritta su un masso posto sul ciglio della strada segnalante l’inizio di una pista forestale. Subito dopo si tralascia un’altra pista forestale, interdetta da una catena, sempre proseguendo diritti. Fatti un paio di tornanti in ascesa si prende poi una nuova, recente pista forestale, da poco tracciata, che subito scende ad attraversare un rio. Si risale brevemente per poi abbandonarla per la traccia sulla sinistra che s’inoltra in piano nella faggeta e che conduce ad alcune case abbandonate poste al limitare dei prati. Siamo giunti a Pra Pons mt. 775. Qui troviamo una bella fontana con vasca e l’indicazione per salire al Séo dì Pin, il Poggio Pini e alla costa di Laz Ara. Sino a qui si è percorsa una parte del lunghissimo sentiero contrassegnato con la sigla SV 300 (sentiero di valle) e, rispetto al punto di partenza, la borgata di Enfous, si è 40 mt. più bassi.
2 ore e 30 minuti c.ca dalla borgata di Enfous.
Si prende ora il sentiero che porterà da prima ad un colletto sul crinale e poi sul Poggio Pini. La traccia che si percorre, segnata da numerose sempre presenti tacche blu, gialle, arancioni ed ora biancorosse, subito si eleva affrontando lungamente una ripida dorsale attraversando quasi subito la nuova pista forestale, quella abbandonata prima di raggiungere Pra Pons. La lunga e faticosa ascesa termina quando si raggiungono delle successive indicazione nei pressi del sentiero che scende a S. Germano. Proseguendo ancora lungamente più avanti la pendenza si attenua quando, aggirata la successiva dorsale, ci si porta sul versante di Pramollo. Il lungo tratto quasi in piano che segue, nella pineta, consente di raggiungere un insediamento sepolto dall’invadente vegetazione: le case Pini oltre le quali la traccia riprende a salire. Un paio di svolte in forte ascesa permettono di raggiungere un colletto sul crinale dove troviamo ancora una casa, un’area di sosta e numerose indicazioni. In una diecina di minuti si raggiunge il rilievo del Poggio Pini mt. 1231, assai panoramico sulla valle e sui monti. Sulle rocce di cima troviamo una bacheca bisognosa di essere risistemata, una grossa panchina ed un lampione della luce (?)
2 ore c.ca da Pra Pons.
Scesi al colletto e tralasciata la traccia per Ribetti, si prende quella verso monte che si percorrerà lungamente stando sotto il crinale. Continuando si raggiungono più avanti prati e pascoli delimitati dai soliti muretti passando a monte di Pra-Lunìe, dove si prosegue per un lungo tratto quasi in piano, avendo in vista le numerose borgate montane del vallone di Pramollo. Poi si riprende a salire, per gli aperti pascoli, tra i cespugli e la rada pineta, raggiungendo altre praterie e altre case oltre le quali la traccia si alza in un’umida valletta. Troviamo come riferimento degli sbiaditi segni, degli ometti e di lunghi pali bianchi con anello rosso che segnano i punti in cui il sentiero sembra perdersi tra l’erba dei pascoli. Un’ultima, lunga, faticosa diagonale ascendente nel bosco, porta ad uno stretto colletto in cresta a cui segue un tratto quasi in piano che consente di uscire su di un’ampia sella sul crinale. Questo colle, posto non lontano da Plan Quermà, Piano Bruciato, è quotato mt. 1625: è il punto più elevato dell’anello.
1 ora e 30 minuti c.ca dal Poggio Pini. Ora, spostandosi un poco verso destra, subito si individuano segni rossi sulle rocce e anelli dello stesso coloro sui larici che segnano il punto in cui parte il sentiero che porta a valle. All’inizio la traccia è appena evidente perdendosi tra l’erba dei pascoli; poi, scendendo, diventa sempre più pronunciata. Percorrendo lungamente questo modesto sentiero che s’abbassa, a tratti ripido, lasciato il lariceto si entra nella chiusa faggeta facendo attenzione a non perderlo perché le foglie a tratti lo nascondono: infatti nei punti chiave sono stati posizionati alcuni ometti. Così continuando, sempre scendendo e di molto più in basso, la traccia termina su un’ampia pista forestale sulla quale ci s’immette e che si seguirà lungamente verso valle non essendoci la possibilità di praticare scorciatoie. Facendo il percorso in senso inverso il punto in cui il sentiero si stacca dalla pista forestale è di difficile individuazione. L’ampia traccia scende ora ripida verso valle e le numerose svolte con i traversi che seguono permettono di perdere quota così raggiungendo al fondo un punto in cui si intersecano quattro strade. Quella che riporta a Enfous è quella più bassa che scende verso destra. Percorso questo stradello nella valletta, quasi in piano, si raggiungono i prati e poi le case della borgata dove questo lungo anello si chiude.
1 ora e 30 minuti c.ca da Plan Querma.





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Autore Commento
Beppe46
Inviato: 11/5/2012 6:45  Aggiornato: 11/5/2012 6:45
Iscritto: 16/6/2010
Da: Torino
Inviati: 13794
 Re: Un anello per le borgate montane di Inverso Pinasca s...
Dalla carta mi pare di capire che, uscito alla rotonda dove trovi l'indicazione per Prali, quasi subito raggiungi Fleccia, dove c'è la sede del comune di Inverso Pinasca. Più avanti, dovresti trovare tutta una serie di indicazioni per salire alle numerose borgate, tra le quali Serre e Combaviola.
L'itinerario da me fatto, a parte appunto il tratto discendente da Combaviola a Serre, che comunque vedi là in basso, sembra complicato a farsi. In realtà, quando sei lì, tutto è più semplice e fattibile.
Tra le cartine che dà in omaggio la Provincia di Torino, c'è anche quella della "Val Germanasca-Bassa val Chisone" da dove ho estratto l'itinerario. In realtà sono state realizzate da Fraternali per conto, appunto, della Provincia di Torino. Se non lo hai già fatto, passa a ritirarle: merita.
Cordiali saluti e buone gite.

Autore Commento
ste67
Inviato: 10/5/2012 23:33  Aggiornato: 10/5/2012 23:33
Guru
Iscritto: 9/2/2010
Da:
Inviati: 320
 Re: Un anello per le borgate montane di Inverso Pinasca s...
Complimenti, una bella gita ben descritta, da provare.
Una curiosità, nella descrizione della discesa da Combaviola a Serre parli di una mulattiera selciata che scende a valle sai mica da quale località del fondo valle la si può rintracciare per eventualmente utilizzarla per agganciare il percorso descritto.
Saluti e complimenti per le dettagliate descrizioni delle escursioni.
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