Un anello per il Roc duYermou passando per il pilone Pupioun e le borgate del Ciargiur.
Località di partenza: Borgata Pantera zona Cervelli di Coazze mt. 897
Dislivello: mt. 600
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n°4 Bassa valle di Susa – Musinè –Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editori
Bella, distensiva passeggiata tra la val Sangone e quella del Sangonetto sino al grande ammasso roccioso del Roc du Yermou, molto panoramico, passando per il bel pilone Pupioun e per le caratteristiche borgate del Ciargiur poste sul crinale divisorio tra le due valli
Giunti alla rotonda davanti la parrocchiale di Giaveno si prosegue in direzione Coazze. Tralasciando le successive diramazioni per Pontepietra e per Coazze, ci si mantiene sempre sul fondovalle, direzione Forno, raggiungendo infine il ponte sul torrente Sangonetto, che si supera.
Appena oltre, a destra, nei pressi di una cappella – pilone di ottima fattura, troviamo l’indicazione per la frazione Cervelli e le sue borgate. La strada prende a salire subito ripida e alcune svolte consentono di guadagnare rapidamente quota così raggiungendo il bivio nei pressi delle case della borgata Pantera dove si prosegue diritti oltrepassando una caratteristica fontana da poco risistemata. Poco dopo, presso uno slargo, si può lasciare l’auto.
Subito si individua una traccia che sale rasentando i prati: è il sentiero dedicato a don Zanella, che fu parroco dei Cervelli per moltissimi anni. Poco più sopra, superata un’asciutta canaletta che portava sin qui l’acqua del torrente, con a margine la traccia che costeggiandola porta a Prietto, borgata all’inizio della valle del Sangonetto, il sentiero raggiunge il bivio segnalato per il pilone Pupioun. Lasciata la traccia che prosegue diritta per la borgata Dandalera e l’alpe Palè, si segue questa indicazione prendendo il sentiero che sale traversando nel bosco sino alle svolte terminali che consentono di giungere in vista il pilone al quale di perviene. Veramente notevole, ha di significativo che è posto su delle rocce al limitare di un poggio sulla dorsale che separa la valle del Sangone da quella del Sangonetto. Recentemente restaurato, slanciato, è assai panoramico verso la piana di Giaveno e la non lontana Torino da una parte, verso i monti dall’altra.
Oltre si prosegue portandosi il sentiero di poco sul versante del Sangonetto e la bella traccia che si percorre, appena sotto il crinale, taglia un versante ammantato da un fitto sottobosco di rododendri e mirtilli, dove ai noccioli e altre latifoglie si sostituiscono i larici man mano si sale. Lungamente traversando, procedendo senza troppo faticare, si esce infine sui prati che precedono le borgate del Ciargiur, dove troviamo ancora un pilone votivo, con già in vista l’ammasso roccioso del Roc du Yermou che si raggiungerà. Volendolo, ci si può portare sul vicino panettone della cima della Falconiera, strapiombante sulla val Sangone. Si superano poi nell’ordine il Ciargiur da Val, quello di Mezzo, dove il Cai di Coazze ha realizzato un rifugio autogestito, salendo infine a quello d’Amount dove troviamo una graziosa chiesetta e una fontana dedicata al beato Piergiorgio Frassati che tanto amava questi monti.
Riprendendo ripida, una traccia percorre ora lungamente la dorsale a monte dell’insediamento trovando alla sommità l’indicazione per scendere alle borgate del Forno, che si tralascia, per seguire quella per Palè e Pian Gorai e subito dopo quella per il Roc du Yermou, ben segnata dalle solite tacche biancorosse. Poco oltre si stacca sulla destra un sentierino che traversando in piano tra i rododendri si porta al notevole ammasso roccioso che rapidamente si raggiunge. Il Roc du Yermou, mt. 1470, assai panoramico, è il punto più elevato di questo anello.
Si scende ritornando sui propri passi sino al Ciargiur da Val dove, poco prima del pilone, parte sulla destra un sentiero segnalato da un cerchio blu con al centro un punto dello stesso colore. La traccia che ora si prende, a differenza di quella percorsa in salita, attraversa, sin quasi al fondo, ambienti aspri, rocciosi, selvaggi perché il versante che dà sulla val Sangone così è configurato. Le svolte iniziali sotto la cima Falconiera, permettono di perdere rapidamente quota attraversando pietraie e rasentando pareti rocciose dove brevi tratti in piano si alternano ad altri più numerosi dove si scende ripidi. Il fondo, dilavato in alcuni punti dallo scorrimento dell’acqua, è a tratti sconnesso, così da rendere disagevole il cammino. Così continuando si raggiungono, quasi al fondo, delle case: le Prese Ostorero, dirute e da tempo abbandonate, e poi, poco più sotto, una chiusa valletta con rio che precede di poco i terrazzamenti della borgata Giovalera. Ancora un breve tratto, prima paralleli al rio, poi in piano rasentando i prati, e finalmente si esce sullo stradello sterrato che collega Giovalera al borgata Ostorera. Poco oltre troviamo le prime case ed un altro pilone. Si lascia la strada per percorrere la traccia che si porta tra le case, che si oltrepassano, trovando al termine l’asfalto. Fatto un breve tratto di strada, si raggiunge il punto in cui si ha lasciato l’auto, dove questo anello si chiude.
1 ora e 15 minuti c.ca dal Roc du Yermou.
CURIOSITA’: La parola Charjour letteralmente significa “caricatoi”. Di cosa non è dato sapersi.
Il Roc di Yermou in zona è conosciuta anche come “La Bella Addormentata” perché, osservato dal vallone dell’Indiritto, ricorda il profilo di una donna dormiente. Dalla sua sommità, come detto, si gode un ampio panorama sui monti, da una parte, sulla piana di Giaveno sin alla non lontana Torino, dall’altra. I tre nuclei abitativi del Charjour, sono sullo spartiacque tra il vallone “Dou Forn” (Sangone) e quello “D’Adrèch” (Sangonetto).
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