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C'era una volta : Il filo incantato
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 19/11/11 11:30
Notizia riferita al: 19/11/11
Letture: 5095
C'era una volta

Una favola per grandi e piccini

IL FILO INCANTATO
Massimo era un bambino davvero strano: gli piaceva sognare tantissimo a occhi aperti, soprattutto a scuola quando la lezione non gli interessava molto. Il maestro, che lo considerava intelligente ma svogliato, gli chiese un giorno seccato: “A cosa stai pensando, Massimo? Perché non stai attento? “. “Sto cercando di immaginare cosa farò da grande “, rispose il bambino. “Oh, non è una bella cosa , - replicò il maestro - cerca di godere quest’età meravigliosa e spensierata e spera che gli anni della giovinezza scorrano lentamente “.
Massimo non riusciva a capire le parole del maestro. A lui non piaceva aspettare. Infatti, quando era inverno e pattinava sul ghiaccio, non vedeva l’ora che arrivasse l’estate per poter nuotare; quando poi arrivava la tanto sospirata estate, desiderava l’autunno per poter giocare con l’aquilone sul grande prato vicino a casa. Massimo aveva un’amica, Maria, una bambina poco più piccola di lui che abitava nella casa di fronte. Quando la vedeva arrivare correndo con i suoi capelli biondi e gli occhi azzurri sempre sorridenti, Massimo pensava: “Quando sarò grande la voglio sposare… Perché non sono già grande? “. Insomma, se qualcuno chiedeva a Massimo qual’era la cosa che di più desiderava al mondo, riceveva una risposta ben precisa: “Io vorrei che il tempo passasse in fretta….”.
Un giorno d’autunno, Massimo si fermò a riposare, dopo una corsa, sulla panchina nel parco. All’improvviso si sentì chiamare. Si voltò di scatto e vide una vecchietta che lo chiamava con dolcezza. La vecchietta mostrò al bambino una scatoletta d’argento con un forellino da cui usciva un filo d’oro e gli disse: “Guarda, Massimo, questo filo sottile è il filo della tua vita. Se proprio desideri che il tempo per te trascorra velocemente, non devi far altro che tirare un po’ di filo. Un piccolissimo pezzo di filo corrisponde ad un’ora della tua vita. Soltanto, ricordati di non dire a nessuno che possiedi questa scatoletta, altrimenti morirai il giorno stesso. Tienila, e buona fortuna “. La vecchietta consegnò al bambino la scatoletta e scomparve. Massimo tornò a casa saltellando dalla felicità con la scatoletta in tasca.
Il giorno dopo, a scuola, il maestro si accorse che Massimo era più distratto del solito e gli fece una lavata di capo. “Ecco, sei sempre con la testa tra le nuvole! Finirai bocciato, te lo posso garantire, se continui così….” Massimo era veramente stanco si sentire sempre questi predicozzi e pensò di usare il filo per accorciare le giornate di scuola. In pratica, quasi ogni mattina, tirava un pezzettino di filo e così, appena entrato in classe, sentiva la voce del maestro che diceva: “Le lezioni sono finite, potete andare a casa”.
Il bambino era felicissimo: la vita era un susseguirsi di giornate di vacanza e di giochi all’aria aperta. Trascorsi un po’ di giorni, però, Massimo cominciò ad annoiarsi e pensò: “Oh, come sarebbe bello aver già finito la scuola e poter lavorare!”. Una notte in cui non riusciva ad addormentarsi, Massimo decise di dare una bella tiratina al filo e così, la mattina seguente, si svegliò che aveva i baffi, faceva l’ingegnere e aveva messo su una bella fabbrica. Era molto felice del suo mestiere e per un po’ tirò il filo con moderazione, giusto per far arrivare in fretta i soldi a fine mese. Un giorno si ricordò di Maria. Telefonò ad amici e conoscenti finché la trovò. Era diventata proprio una bella ragazza. Massimo prese il coraggio a due mani e le chiese: “Maria, mi vuoi sposare? Sono un uomo con la testa sulle spalle e ho una buona posizione”. Maria, sorridendo, rispose di si, ma quando andarono dai genitori di lei si sentirono dire fermamente: “Siete ancora giovani e vi conoscete poco, aspettate almeno un anno”. La ragazza si rattristò molto, ma il giovane la confortò dicendole con il sorriso sulle labbra: “Non ti preoccupare, Maria, vedrai che quest’anno volerà”. Infatti, l’anno trascorse in un baleno, grazie al filo magico. Ogni sera, prima di addormentarsi, Massimo ne tirava un pezzetto. Mancava ormai un mese alle nozze, quando arrivò a Massimo una cartolina. Era il governo che lo voleva a fare il soldato. Salutò tutti con le lacrime agli occhi, soprattutto la sua cara Maria, che piangeva ancora più di lui. Dopo pochi giorni di vita di caserma, Massimo fu assalito da una tremenda nostalgia; diede una bella tiratina al filo e così si trovò a casa alla vigilia delle nozze. Fu un matrimonio bellissimo. Un particolare turbò Massimo per un momento: la sua mamma era invecchiata ed aveva già molti capelli grigi. Si pentì di aver tirato così spesso il filo magico e promise a se stesso che, ora che era grande, non l’avrebbe fatto più. Mantenne la promessa per un paio di anni, ma un giorno Maria gli annunciò sorridendo che stava aspettando un bambino. “Aspettare” era un verbo che a Massimo non era mai piaciuto. Non seppe resistere alla tentazione di abbracciare presto suo figlio e ricominciò a tirare il filo quasi ogni giorno. Una sera tirò il filo un po’ troppo e il giorno dopo si trovò un bel po’ più vecchio e con due figli: uno andava già al liceo e l’altro all’università. Così tutto ricominciò da capo. Ogni volta che si presentava un problema, Massimo tirava il filo per risolverlo in fretta: quando gli affari andavano male, quando qualcuno era ammalato, quando gli veniva voglia di sapere chi avrebbe vinto il campionato di calcio, quando voleva vedere subito come andava a finire lo sceneggiato a puntate sulla TV….
Una mattina, Massimo si guardò allo specchio e scoprì di avere i capelli bianchi. Si sentiva molto stanco e insoddisfatto. Ora anche la casa era vuota e Maria, mamma mia come era invecchiata anche lei, non riusciva a capire come mai, lei ed il marito, non avessero molto da ricordare della vita passata insieme. “Sembra anche a te che tutto sia passato in un soffio”, gli chiedeva. “Come è possibile che i nostri figli siano cresciuti così in fretta”. Massimo non poteva rispondere e si sentiva molto triste. Erano ormai due vecchietti, pieni di acciacchi, e le giornate più lunghe che mai. Ma ora stava ben attento a non tirare più il filo magico.
Un giorno che sonnecchiava nel parco, sulla solita panchina, Massimo si sentì chiamare. Aprì gli occhi e vide la vecchina che, tanti anni prima, gli aveva regalato la scatoletta con il filo magico. “Allora Massimo, com’è andata. Il filo magico ti ha procurato una vita felice, secondo i tuoi desideri?”. “Non saprei…Grazie a quel filo non ho dovuto attendere o soffrire troppo dei problemi della vita, ma ora mi accorgo che tutto è passato così in fretta ed eccomi qui, vecchio e debole…”.
“Ah, si -disse la vecchina- e che cosa vorresti allora”. “Vorrei tornare bambino”, disse Massimo con un po’ di vergogna. “E poter rivivere la mia vita senza il filo magico. Vivere come tutte le altre persone e accettare tutto quello che la vita mi riserva, senza essere più impaziente”. “Lo desideri davvero”. “Si” disse Massimo senza esitare un attimo. “Quello che ho passato in questi anni mi è servito di lezione e sono sicuro che non ricadrei più negli stessi errori”. “Se è così, sono davvero felice di averti aiutato a comprendere una grande virtù: la pazienza. Vedrai che ora gusterai di più la vita e sarai in grado di apprezzare anche i momenti di fatica e di sconforto che senz’altro incontrerai nel tuo cammino. Ora non ti resta che restituirmi la scatoletta e….buona fortuna, Massimo”. Appena Massimo pose nella mano della vecchina la scatoletta, si addormentò di un sonno profondo.
“Ehi, dormiglione! Sveglia!” Massimo aprì gli occhi e si trovò nel suo letto, con la mamma (giovane e bella) che lo guardava dolcemente. Corse allo specchio e vide il solito volto paffuto da bambino. Baciò e abbracciò la mamma come fossero cent’anni che non la vedeva più. Si lavo e si vestì in un baleno, mangiò la colazione come un fulmine e partì per la scuola. Per strada incontrò Maria, che era anche lei la solita bambina bionda. La prese per mano e, mentre correvano sul marciapiede, le disse: “Ho un sacco di cose da raccontarti….. Ma tu lo sai che la nostra età è la più bella?”.


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Autore Commento
roby48
Inviato: 21/11/2011 16:46  Aggiornato: 21/11/2011 16:46
Matricola
Iscritto: 12/6/2011
Da: Verzuolo
Inviati: 1
 Re: Il filo incantato
veramente bello,fa pensare che non solo i bambini ma anche noi qualche volta siamo come Massimo.....

Autore Commento
elbarto
Inviato: 20/11/2011 23:10  Aggiornato: 20/11/2011 23:10
Matricola
Iscritto: 2/8/2011
Da: cinisello balsamo mi
Inviati: 12
 Re: Il filo incantato
Bellissimo. è vero che quella è l'età più bella, purtroppo non per tutti i bambini. La vita ti porta in pari, almeno così credo, perciò la pazienza è necessaria. Come diceva un grande saggio conviene aspettare sulla riva del fiume che il cadavere del nemico passi.

Autore Commento
mauro
Inviato: 19/11/2011 22:39  Aggiornato: 19/11/2011 22:39
Allievo
Iscritto: 21/11/2005
Da:
Inviati: 28
 Re: Il filo incantato
Gia ........

Autore Commento
Jacolus
Inviato: 19/11/2011 19:58  Aggiornato: 19/11/2011 19:58
Iscritto: 5/12/2008
Da: Piasco
Inviati: 10819
 Re: Il filo incantato
BELLISSIMO!!!!
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