Mi cerca don Cornelio,”Giacomino ci sei domani? sai ho bisogno di scaricarmi,ho avuto un giornata molto intensa,due messe, un funerale,varie riunioni,ho bisogno di fa un giro su di li, dove vuoi tu,l’importante che sia nuovo, almeno per me e soprattutto da non incontrare nessuno!”
Nessun problema! li rispondo, ho il posto che fa per te...il Rasctias dalla borgata Caricarori in val Mayra,è un vallone solitario con un ardito sentiero scavato nella roccia,ed amene praterie finali”
Però quello che bastardamente ho omesso,anche per fargli una sorpresa, so che ha lui piacciono le sorprese,è l’attraversamento dell’immane groviglio di alberi, ramaglie e cespugli trascinati giù da tre enormi valanghe dell’inverno di due anni fa,che come in un imbuto hanno trascinato giù in finimondo,poi la nevicata della notte i rami carichi di neve i tronchi scivolosi hanno fatto si che il mio amico gioisse di questo ambiente orrido,
che nemmeno Dante avrebbe immaginato in un girone per i suoi dannati...Io ad un certo punto ho avuto qualche dubbio per riuscire ad uscire da quella forra,temevo di esserne inghiottito,
invece Cornelio dall’alto delle sue 72 primavere scavalca agilmente questo inenarrabile groviglio,che nemmeno le foto rendono l’idea,ma lui come un santone indiano pare fluttuare su di esso e mi trova l’uscita verso l’alto e come il finale dell’inferno dantesco”:salimmo su,el primo e io secondo/tanto ch’i’ vidi de le cose belle/che porta ‘l ciel,per un pertugio tondo”...
Ci troviamo finalmente per ampie praterie innevate,pare un paradiso,decine di camosci pascolano indisturbati l’erba che esce dalla neve,Quassù il “mondo è nostro”possiamo salire dove vogliamo,vedo in mio amico fuori dal mondo,io batto la “pianà” e lui mi segue come in “trance”si sta scaricando e nel medesimo tempo si sta caricando.Ha trovato il suo spazio liberato e liberante!
Non importa la meta,lui lascia sempre fare a me,da anni siamo in simbiosi...Arriviamo al colle del Rastcias la vetta e lì, facilmente a mezz’oretta,ma che importa! Da quì si vede già dall’altra parte,
e riuscire a vedere cosa c’è dall’altra parte e sempre stata la molla che ha spinto l’umanità verso l’ignoto.
Che spettacolo! quassù è arrivato l’inverno,cristalli di neve e ghiaccio si sono fermati sui pini e cespugli,una cosa fantastica a vedersi.
Come siamo stati fortunati ad arrivare fino qui ,il sole pare dare una mano al loro splendore,la natura si è vestita elegantemente nel farsi ammirare e il suo sforzo non è stato vano,perchè oggi ha due spettatori,
ma che dico! appena a casa metterò queste immagine in quella finestra sul mondo che è Internet,e anche dall’altra parte del mondo qualcuno le potrà ammirare...
Un tiepido sole ci permette di fare pranzo al riparo di una roccia,con un bicchiere di vino e una fetta di salame ci godiamo questo momento magico,io sparo delle cavolate al mio amico,lui mi conosce...
le faccio delle domande a cui nessuno può dare risposta,ma che vanno al di la del bene e del male...facciamo dell’Alta filosofia,(perché siamo in alta montagna).
Quà è già inverno,ma l’autunno rivendica ancora i suoi diritti,e pestando la prima neve sotto un bel sole,arriviamo di nuovo alla “congiuntion” ma non di ghiacciai come sul monte Bianco ma di tronchi d’albero.
Poi gli ultimi raggi del sole accendono l’autunno,facendo risplendere la foresta...Anche il mio amico risplende nell’animo, è felice di aver potuto ammirare il meglio tra le due stagione e la forza immane della natura,
che fa riflettere di come siamo piccoli e impotenti per contrastala,ma anche molto grandi per rispettarla e ammirarla...
Data:18-ottobre-2010
località di partenza:borgata Caricatori(Macra)
quota di partenza:997 mt
quota colle:2176 mt.
dislivello:2200 mt.c.
difficoltà EEB ( escursionisti,esperti,boscaioli)
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