Cambiare gita all’ultimo momento ai miei amici è difficile ma non impossibile,tanto più che avevano già deciso per il Becco Alto dell’Ischiator con un nome così altosonante che ricorda i tempi antichi dei trovatori era difficile farli desistere, ed io che mi sono aggiunto all’ultimo minuto eticamente non era corretto deviarli ma ho messo in alternativa all’Ischiator “Le Grand Queyron” con un nome così pomposo che al sol pronunciarlo riempe la bocca,da far si i miei amici sono stati tutti a bocca aperta,ed hanno ceduto alla mia “violenza”.
Assieme a me c’è Dany Guido Aldo,e Gorgio,con naturalmente Jolie. Io gli decanto l’intinerario,che feci una ventina d’anni fa ,ma con l’avanzare degl’anni si perde la memoria,e tutto sembra di nuovo,nuovo.
Partiamo dal Bout du Col con l’intenzione di salire alla Bocchetta,ma...siamo subito stati invitati da una traccia che sale dall’altra parte che vedremo poi la segnaletica che porta al passo Frappier.Il sentiero si snoda su ripidi pendii erbori e vertiginosi traversoni. Salendo davanti a me ho Giudo e Dany che che stanno magnificando l’acquisto di un nuovo computer,parlano una lingua a me sconosciuta fatta di”Mbpt,Spam,Facebook,Software,Link etcc etcc...”
e tra un Byte e un Acer arriviamo a pestare la prima spruzzata di neve della stagione,di fronte a noi svetta imponente e maestoso Il Grand Queyron,tutto bello infarinato,e a tale visione ridimensioniamo le nostre velleità a più miti intenzioni,
e... al passo Frapper voltiamo le spalle all’innevato Grand Queyron,per i verdi e esposti pendii del Frappier. Tuttavia salire quella dorsale esporta su erba e terreno reso duro come in cemento dal gelo non è stato proprio banale.
Sulla vetta siamo schiaffeggiati da un freddo vento,il tempo di qualche foto che guadagniamo in fretta il passo della Longia e scendiamo per omonimo vallone. Quasi arrivati al passo della Bocchetta troviamo la “pera ‘d disnè” anzi un vero e proprio masso, che poi per digerire sarà teatro di tanto eroici quanto inutili tentativi di “free climber da parte di Dany,
ma non rimarrà inviolato dall’inossidabile Aldo che ha voluto mettere alla prova la tenuta della sua tibia fracassatosi questa primavera.
Ma mi devo soffermare un momento per descrivere cosa Aldo ci ha offerto,oltre il suo gesto atletico,ha allargato sul “tavolo” un salame fatto in casa e pane casareccio,oltre una bottiglia da “stup”del suo vino,naturalmente per finire come corroborante non poteva mancare il suo genepy di ottima qualità...In questo convivio Jolie ne approfittato di tutti i vari assaggi genepy compreso...
Poi verso le due scendiamo per il passo della Bocchetta in una poesia di colori,sul fondo resiste ancora un residuo di una grossa valanga dell’inverno di due anni fa. Poi per uno sterrato calpestando le foglie morte, arriviamo di nuovo al Bout du Col completando l’anello.
Durante quel tratto vediamo l’indicazione per il passo della Bocchetta che volevo prendere questa mattina,accidente ho sbagliato tutto!
Volevo andare a sinistra invece sono andato a destra,volevo fare il giro in senso anti orario invece sono andato in senso orario! Ma...andare controcorrente è sempre più difficile....
Data:13-ottobre-2010
località partenza:Bout du col (Prali)
quota partenza 1700 mt. c.
quota vetta .3003 mt.
dislivello:1300 mt. c.
difficoltà:EE
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