In questo periodo autunnale sono solito scegliere gite di tutto riposo senza mettermi una meta prefissa,si è già soddisfatti della stagione che sta per concludersi,quindi tutto ciò che viene di più, è buono. Per oggi l’obbiettivo primario è di andare a dormire al bivacco Cavarero poi si vedrà...
Arrivo alla borgata Camperi ho i miei problemi a parcheggiare,ci sono alcuni camion in attesa delle mucche che arrivano dalle loro “vacanze”,un’interminabile mandria al suono malinconico dei loro campanacci sono sospinte ad una ad una sui camion,le vedo salire recalcitranti,nel senso che tirano calci perché non vogliono salire,
sembra che sappiamo qual è la loro destinazione,bene che vada saranno stipate in stalle moderne senza poter muoversi,col il fieno che li passa davanti e la mungitrice che le spreme da dietro.
Invece per altre ,ahimè! solo perchè non rendono più,andranno ad allietare le nostre mense...
Attendo che la strada sia libera,e siccome si sta facendo tardi,appena riesco parcheggiare la mia Opel Corsa prendo su di corsa su per la val Corsaglia. Con una valle che si chiama così non posso mica andare piano!
I colori dell’autunno sono sfavillanti,è il momento migliore per venire da queste parti,lassù al bivacco mi attende una stufa che mi permetterà di farmi cuocere le raviole,e mi terrà al calduccio,ho tutto il necessario una piccolo “apiot”e una piccola “ressia.
La legna la raccato cammin facendo,c’è una gran quantità di rami secchi e piccoli tronchi sul percorso,e “varda che bel toc’d fò!,e pìa stà rama ‘d ghersia!..”Arrivo al bivacco con una bella fascina sullo zaino che potrei scaldarmi una settimana. Meglio così, quello che non servirà a me servirà ad altri!
E’ un po come quando da piccolo andavo all’asilo...quando era la stagione fredda oltre il cestino della merenda da un mano, dall’altra parte,sotto il braccio si portava da casa anche un bel pezzo di legno,serviva per la causa comune. Ricordo che suor Amabile,la direttrice,ci insegnava anche ad accendere la stufa,e guai,a sprecare i fiammiferi e la carta, erano cose preziose...
Arrivo al bivacco appena in tempo per “fare la legna”ed a salire fino alla vicina Cima dello Zucco che oltre a godermi il tramonto,lassù poco sotto la vetta in vicino ad una roccia,c’ è il punto telefonico,per avvertire Carla dove sono,
sì! perché quando sono partito da casa non avevo un’idea precisa di dove andare,perché col passare una mattinata convulsa tra case di riposo e pratiche burocratiche,non volevo assolutamente mettermi una meta.
Chissà come mai? a casa di solito vado a letto con le galline,mentre qua nel bivacco tra un piatto di raviole un pezzo di formaggio e due caldarroste,sono andato a nanna che è quasi mezzanotte.
E pensare che ero da solo,si c’e Jolie,ma lei quando ha la pancia piana si ritira nei suoi appartamenti. Che importa, anche se domani mi gira solo più di scendere va bene lo stesso.
Ma..il mattino mi trova già fuori a godermi l’alba,mi guardo attorno e penso se e il caso di salire,ma si! facciamo il Bric di Conoja,non l’ho mai salito,è vicino e arrivo a casa presto...
Ma l’appetito vien mangiando,dalla vetta del Conoja si apre una visuale magnifica laggiù si “vede”il mare con sopra un mare di nuvole,ma immaginare che ci sia è ancora più bello!
Poi faccio vedere a Jolie:guarda laggiù c’è Oneglia! almeno dovrebbe,Lei mi dice: no! è Imperia! allora io la ribatto,spiegandoli che per il popolo è sempre Oneglia,ma un giorno un signore con manie di imperialismo le cambiò il nome...
Come dicevo l’appetito vien mangiando! il Pizzo d’Ormea è laggiù che pare invitarmi a salire,beh! solo più quella cima poi ritorno indietro,ma quando arrivo su questa bella vetta vedo la lunga dorsale della cima Ferrarine,e praticamente sono circa a metà dell’anello,sarebbe stupido tornare indietro,
se lo facessi farei come quel podista che si era avventurato in un maratona,ma arrivato ai 21 km,sentendosi stanco decise di ritornare indietro fino alla partenza sempre di corsa....
Quindi su una traccia di sentiero che va e viene e con infiniti sali e scendi passo sulla punta Ferrarine,poi sulla cima Termini,dove termina il percorso aprico per perforare in una giungla di arbusti fino alla bassa omonima.
Una amena conca attorniata da una faggeta vestita d’autunno mi accompagna fino ad entrate in un fitto bosco ,
all’inizio ho un momento disorientamento,non c’è alcuna traccia di sentiero,e naturalmente con me non ho mai altimetro e cartina,allora attivo il mio GPS naturale,e col il fiuto di Jolie ,da prima seguo dove vedo delle pietre messe in modo non naturale,poi una debole traccia, poi un bollino rosso..Evviva! anche questa volta non sono riuscito a perdermi!
Però in certi momenti ho dovuto “cercarmi” per non perdermi! Arrivo all’auto dopo otto ore di cammino,un’altra volta decido per una gita lunghissima, chissà se riuscirò solo a fare quattro passi!
data:5-6 ottobre-2010
località partenza:borgata Camperi (Bossea)
quota partenza:850 mt.
quota max 2531 mt.
dislivello totale:2500 mt. c.
difficoltà EE
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