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Escursionismo : 4-5/07/2008 Mannaggia a Carlo Magno
Autore: Paola&Fabry (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 01/08/08 10:32
Notizia riferita al: 01/08/08
Letture: 1530

A lungo rimandata causa meteo avverso ed alluvione, finalmente questa volta riusciamo a partire per una 'comoda' 2 giorni. Si, comoda, perché se ci è passato Carlo Magno, vuoi che non ci passiamo noi? NO! Ma procediamo con ordine.

Chiunque abbia fatto una passeggiata a quote modeste in Valle di Susa, sarà incappato in un segnavia bianco-rosso oppure giallo con su impresso 'SF': il Sentiero dei Franchi.
Questo itinerario di circa 60 km è stato ufficialmente aperto al pubblico nel 1982 e si snoda da Oulx a Sant'Ambrogio sul versante destro della Valle.

Dopo averne letto la storia sul libro 'Il sentiero dei Franchi' (Centini, 1992, ed. Susalibri), decidiamo di provare e, nonostante le indicazioni del testo ed i suggerimenti di qualche amico che ci consigliano di suddividere il percorso in 3 giorni decidiamo, ottimisticamente, di compiere la gita in 2 giorni…

Partenza alle ore 7.30 dalle case Gad di Oulx. Si procede a mezzacosta su un pianeggiante sentiero che si affaccia sulla spianata di Pont Ventoux: qualche foto alla Dora Riparia ed ad un pittoresco lago verde e ci ritroviamo velocemente nel Parco Regionale del Gran Bosco di Salbertrand. Si prosegue poi attraverso le Case Pietragrossa (1190 m s.l.m.), quindi il sentiero sale nel bosco ed attraversa vari valloncelli (in uno dei quali perdiamo scioccamente la traccia e proseguiamo un po' fra maestose ortiche!) per poi scendere fino alle Case Gorge (1022 m s.l.m.) e risalire alla caratteristica frazione del Sapé (1187 m s.l.m.), in cui vediamo il caratteristico Forte, la bella meridiana e la fontana. Da qui il sentiero segue per un tratto la strada militare, per poi tornare nel bosco fino alle Grange Godisard (1135 m. s.l.m.) da cui si prosegue fino all'attraversamento della profonda gola del Rio Baccon. Superata questa prima incisione il sentiero risale e fra la vegetazione ci imbattiamo in uno strano 'fungo albino' e nei resti di uno scheletro… sarà mica Carlo Magno? ;)
Avanziamo ancora qualche metro e giunge, pesante, la vendetta del Re dei Franchi: il secondo ramo del Rio Baccon, complice la recente alluvione di fine maggio, è un disastro. L'incisione è molto profonda, con ripide sponde in materiale detritico piuttosto cementato, alte alcuni metri e senza sicuri appigli né per la discesa né per una eventuale risalita. Davanti a noi, sull'altra sponda, campeggiano vani i segnavia del SF, ma servirebbe un ponte tibetano per raggiungerli!
Passiamo oltre un'ora a cercare un passaggio alternativo a monte e a fare vari tentativi fino a che, con il morale che inizia a scendere, non decidiamo di tornare alle Case Godisard, scendere lungo un sentiero tracciato del Gran Bosco ad Exilles, ed aggirare il problema del torrente sul fondovalle.
Perdendo quindi quei 300 m di quota, si scende fino alla stazione di Exilles, si prosegue lungo la strada asfaltata e finalmente si attraversa il famigerato Rio che, anche qui a pochi metri dalla confluenza nella Dora, si è portato via la strada lasciandosi dietro distruzione, grossi blocchi e materiale detritico: i danni di quest'ultima alluvione sono più che evidenti.

Poco oltre l'attraversamento imbocchiamo sulla destra il sentiero 12 del Gran Bosco che, con una faticosa salita, conduce alle Grange Granpra e poi, lungo una strada pianeggiante in un bel bosco di larici, transita per le case Clot Rosset (1564 m s.l.m.). Con un iper-ritardo sulla (ipotetica) tabella di marcia si arriva al Frais (1590 m s.l.m.), ma sono le 4 del pomeriggio!
Proseguiamo comunque verso Madonna della Losa, ma il sentiero si confonde con le numerose piste delle mucche, per cui parecchie volte siamo costretti a fermarci e ritornare sui nostri passi: il risultato è che impieghiamo altre 2 ore per arrivare a Madonna della Losa (1201 m s.l.m.) L. Lungo la strada asfaltata ci avremmo messo meno, e ormai i miei piedi chiedono pietà!!!

Quasi trascinandoci si decide di proseguire. Da Madonna della Losa il sentiero (che si imbocca pochi passi a fianco della fontana) è una bella mulattiera che, dopo un po' di salita costeggia e supera il Rio Merdarello, per poi proseguire fino al Gran Mombello e perdere rapidamente quota sul costone.

Alle 9 di sera, sotto i castagni e nel primo prato che incontriamo con pendenza inferiore al 100% :/, FINALMENTE, montiamo la tenda! I piedi, ormai in condizioni molto critiche, vengono anestetizzati dalle 'fresche' e dolci acque di un torrentello e poi, dopo una frugale cena, si cerca di dormire, seppur con qualche difficoltà dovuta alla sistemazione 'in discesa' della tenda. Beh, con il buio che incombe si può mica fare i difficili sulla sistemazione.. ;p

Il mattino arriva troppo presto, e rimettere gli scarponcini è un trauma! Comunque si continua e, scendendo lungo la strada militare del Colle delle Finestre e poi svoltando a destra, si raggiunge la Borgata Assiere di Meana (864 m s.l.m.) da cui si procede lungo una mulattiera selciata fino a Menolzio (728 m s.l.m.), attraversando il Rio Scaglione su un caratteristico Ponte in Pietra.
Da Menolzio si volta a destra, subito prima del ponte, in via Prà la Grangia, e la si segue in falsopiano fino ad una curva a destra, oltre la quale la strada scende. Dalla curva si imbocca la sterrata in salita a sinistra e poi si segue la mulattiera, a tratti in decisa salita, che porta a Prà la Grangia inferiore (1350 m s.l.m).

Dopo una meritata sosta per il pranzo si prosegue verso est lungo la strada sterrata e, superato il pianoro della Cappella delle Toglie (1435 m s.l.m.) si trova, ancora sulla sinistra, l'indicazione verso il Rifugio Amprimo al Pian Cervetto (1385 m s.l.m.), che si raggiunge dopo aver risalito un paio di colletti e passata la Frazione Comba (1405 m s.l.m.). Questa frazione di percorso, con l'attraversamento del Rio Gerardo, è veramente bucolica, le ampie praterie nei pressi della Comba sarebbero state il posto ideale per passare la notte… con la tenda in piano, sic!

Viste le critiche condizioni fisiche e l'ora si decide di interrompere la nostra escursione al Paradiso delle Rane (1260 m s.l.m., circa), dove i comprensivi genitori ci vengono a recuperare…
Missione non compiuta, quindi, ma ritenteremo, sempre in due giorni con partenza da Exilles e percorrendo il tratto Frais-Madonna della Losa lungo la strada asfaltata. E, soprattutto, con un po' più di allenamento!!!

Il giro è comunque molto bello, sia nel tratto da Madonna della Losa verso la Bassa Valle, sia nell'alta Valle, dove però è purtroppo interrotto in corrispondenza di Exilles. Speriamo che, nonostante gli esigui fondi degli Enti preposti, sia possibile ripristinarlo e renderlo fruibile al maggior numero possibile di escursionisti, perché ne vale veramente la pena!

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Autore Commento
Paola&Fabry
Inviato: 4/8/2008 13:33  Aggiornato: 4/8/2008 13:33
Primo della classe
Iscritto: 12/1/2007
Da:
Inviati: 46
 Re: 4-5/07/2008 Mannaggia a Carlo Magno
Beh, buono a sapersi, grazie delle dritte!

Perché, prima o poi, il giro lo vogliamo finire, ma a questo punto sarebbe meglio far prima qualche sopralluogo, per non trovarsi (magari di sera tardi ) a non sapre neanche più dove si è...

Ciao e buone gite a tutti!

Paola

Autore Commento
bertugeo
Inviato: 4/8/2008 18:41  Aggiornato: 4/8/2008 18:41
Guru
Iscritto: 29/12/2005
Da: chivasso
Inviati: 279
 Re: 4-5/07/2008 Mannaggia a Carlo Magno
Io ne ho visto un tratto che parte dalla strada per il colle delle finestre con tanto di cartello indicatore. Però ho solo notato il tratto che scende verso la bassa Valle non ho visto il tratto che arriva dall'alta valle. forse bisogna percorrere a piede un trato di asfalto.

Autore Commento
f.senore
Inviato: 2/8/2008 21:22  Aggiornato: 2/8/2008 21:22
Guru
Iscritto: 26/5/2005
Da: Sant'Ambrogio di Torino
Inviati: 279
 Re: 4-5/07/2008 Mannaggia a Carlo Magno
Confermo che anche per la parte finale del percorso il sentiero non è più molto riconoscibile se non si conoscono i posti. Dal Pian dell'Orso a Rocciacorba non ci sono problemi perché c'è solo quel sentiero che segue (più o meno) la cresta.
Da Rocciacorba alla Sacra il percorso non è sempre facile da trovare, complici le paline segnaletiche che in alcuni luoghi sono cadute e la mancanza di tracce di vernice.
Qualche anno fa hanno messo dei pannelli come quello che avete fotografato alla Madonna della Losa con un percorso schematico, improbabile e perfettamente inutile.
Va bene che così non hanno dovuto camminare, ma avrebbero fatto meglio a spendere i soldi risegnalando il sentiero.
Attenzione anche alle vecchie edizioni della carta IGC che riportavano (che strano...) un percorso sbagliato. Nei pressi di Rocciacorba il sentiero era segnato come se passasse per le Prese la Brilla, in zone dove i sentieri sono scomparsi da decenni. Per fortuna le nuove edizioni sono state corrette.
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