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Escursionismo : Anello di Croce Meloy, da Tetti di Dronero
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 07/04/26 01:01
Notizia riferita al: 12/03/26
Letture: 123

Una breve escursione verso una destinazione semisconosciuta in bassa Valle Maira segnalatami dall'amico Marco, dronerese DOC e appassionato camminatore.
Con mia moglie Maria Teresa decidiamo quindi di andare a provare questo giro ad anello sulla Costa Meloy, che parte dalla bella località di Tetti di Dronero, verso la metà del mese di marzo ed è stato piacevole e interessante, ma con le piante ancora spoglie. Ripetuto quando la vegetazione abbia già intrapreso l'attività primaverile assume sicuramente un carattere ancora migliore.
Con l'auto, poco dopo essere usciti dall'abitato di Dronero al termine del lungo rettilineo che porta all'ingresso della Valle Maira, nel curvone troviamo sulla sinistra l'indicazione per Tetti e altre località. Attraversiamo il ponte sul Maira e siamo già a Tetti dove si può parcheggiare nella piazzetta poco prima della chiesa del XV secolo dedicata a S. Michele e S. Margherita.
Ci documentiamo sulla sentieristica locale scorrendo gli occhi sui pannelli turistici e, zaino in spalla, iniziamo il cammino per raggiungere la Croce Meloy sull'omonima Costa, ben visibile a sovrastare l'abitato di Tetti.
Ritorniamo indietro per poche decine di metri lungo Via Moschieres fino al bivio sulla destra con la palina indicante Fraz, Archero. Seguiamo il tracciato nella piana tra prati e frutteti, cui fanno guardia sorprendenti spaventapasseri, incrociando una stradina asfaltata serpeggiante, lungo la quale ammiriamo un bel pilone votivo.
La carrozzabile affianca il Rio Olivengo inoltrandosi nel vallone all'inizio del quale sottopassiamo il canale Enel (lo vedremo bene lungo il sentiero di ritorno). Questo canale fa parte di un importante sistema idroelettrico che attraversa la Valle Maira: una realizzazione ingegneristica risalente ai primi tre decenni del secolo scorso che attinge l'acqua dalla zona di Saretto e fornisce energia alle centrali idroelettriche di Acceglio, Marmora, San Damiano e Dronero.
C'inoltriamo nel valloncello accompagnati dal rigoglio delle fioriture gialle delle primule e bianche e pervinca dell'erba trinità arrivando presso la borgata Luciano, toponimo corrispondente al cognome di antichi abitanti locali. Qui, dal 1500 aumentò la popolazione grazie alla creazione di una fornace per produrre la calce e qui si trova un affresco di Giors Boneto con Madonna e Bambino. Nel bosco di castagni adiacente alla borgata si trova un tipico “secaor”, essiccatoio di castagne e più in alto, presso una casa isolata, c'è una capanna con tetto in paglia.
Imbocchiamo la sterrata sulla destra che sale nel bosco misto con tratti di abetaia e qualche fabbricato in stato di abbandono.
Inaspettata la vista del Campanellino di primavera (Leucojum vernum) una bulbacea che fiorisce al termine dell'innevamento, subito appresso ai bucaneve e a volte viene confuso con questo, ma mentre il bucaneve ha una corolla con petali appuntiti, il campanellino ha fiori tondeggianti.
Ci troviamo nel versante “adrech o adret”, cioè rivolto a Sud, della Costa Meloy, a quota di circa 1350m, nella località denominata Malmarì, localmente Mal marrit, col significato di luogo impervio e isolato.
Da questo punto, seguendo il percorso, evidenziato da tacche bianco-rosso, inizia il tratto più severo e ripido dell'intero giro con stradella che s'inerpica verso la cresta riducendosi più sopra - in corrispondenza di un'abetaia con parecchie piante sradicate dal vento e dalla neve che hanno ostruito il vecchio percorso – a sentierino serpeggiante a cavallo della cresta, in leggera discesa fino a raggiungere una radura dove si erge la Croce Meloy (1070m).
Non abbiamo riferimenti per capire il significato etimologico di tale nome, ma comunque il posto è suggestivo per la posizione dominante su Tetti con scorci panoramici sulla bassa Valle Maira e sui crinali laterali divisori tra la Valle Grana da una parte e la Valle Varaita dall'altra.
Il posto si presta pure per una sosta ristoratrice e per alcune foto dopodiché iniziamo la discesa sul versante “ubac”, cioè rivolto a Nord, della Costa Meloy su buon sentiero fino a incrociare una comoda strada forestale che seguiamo verso destra, prima in leggera salita e poi in discesa, superando la ramaglia di un faggio caduto di traverso sul passaggio.
Raggiungiamo così il bivio di borgata Luciano che permette di percorrere un giro ad anello più breve. Troviamo infatti delle indicazioni “Quat pass cun Marco” e “Quat pass cun Mariano”, cioè quattro passi con Marco o con Mariano, e nel punto di arrivo del nostro percorso a Tetti si trova pure un pannello con le indicazioni per questi “quat pass”!
Da qui una bella sterrata traversa il versante verso sinistra e la quota, ormai sotto i mille metri, permette la vegetazione di rigogliosi castagni che ci accompagnano fino all'attraversamento del canale Enel, già visto in transito aereo durante la salita. C'è da dire che è singolare vedere in mezzo ad un castagneto un siffatto manufatto per il trasporto dell'acqua. In genere è consueto e fa parte del paesaggio tra i campi, orti e frutteti della pianura...
Sulle ripe della stradina che è ormai prossima a Tetti mia moglie non si trattiene dal cogliere i teneri germogli di tarassaco occhieggianti tra l'erba, e a ben ragione, perché la sera ci gusteremo una deliziosa insalatina!
Escursione effettuata il 12 marzo 2026
Compagnia dell'Anello costituita per l'occasione da Adriano e Maria Teresa
Località di partenza: Tetti di Dronero: 660m
Punto più elevato raggiunto: Croce Meloy 1070m
Dislivello cumulato in ascesa: 475m
Sviluppo complessivo del percorso: 7 km
Tempo in movimento: 2h 30'
Difficoltà: E (Escursionistica)(vedi scala difficoltà)


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