Questa settimana la Compagnia dell'Anello compie il suo giro “a l'adrech” (come in occitano viene definito il versanti solatìo) percorrendo il tratto della Valle Stura da Moiola ai confini di Demonte e ritornando poi al punto di partenza sul versante opposto “a l'ubac” (cioè il versante ombreggiato) previo scollinamento alla cappella della Madonna Incoronata o Assunta, posta sul panoramico sperone roccioso proteso sulla valle Stura.
Con mia moglie Maria Teresa e l'amico José, lasciata l'auto nel parcheggio di piazza XXV Aprile di Moiola (688m) - l'antica Moliola (dal latino mollis, molliola e dal provenzale muliera col significato di luogo umido, acquitrinoso) - zaino in spalla, attraversiamo sul bel ponticello pedonale il rio Valle dei Colli e saliamo sulla sinistra in Via San Giovanni.
Ci soffermiamo incuriositi presso il lavatoio pubblico all'inizio di Via Vittorio Veneto per ammirare lo strano, ma significativo, monumento dedicato “alla donna e alla lavatrice” rappresentante il profondo cambiamento, apportato ad un'attività, nel passato quasi esclusivamente a carico femminile, che ha trasformato la ormai dimenticata faticosa “lishia”, in un'ora di cestello col semplice gesto di un dito su un pulsante...
Qui troviamo pure alcuni riferimenti e attività del progetto “Beica Ben!” realizzato nelle valli Stura, Grana e Maira, territori accomunati ancora oggi dalla forte identità occitana, per valorizzare il patrimonio culturale, naturalistico, paesaggistico e l’offerta di servizi outdoor attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.
Non dimentichiamo di consultare il pannello esplicativo del Bike Park Tajaré, con l'elenco della sentieristica realizzata nei comuni di Moiola, Gaiola, Rittana, Roccasparvera e Valloriate, consolidato ormai come uno dei più importanti siti delle nostre vallate per gli amanti della mountain-bike (alcuni bikers li incontreremo anche oggi). I percorsi, ottimamente segnalati e con una attenta manutenzione, sono pure liberamente usufruibili da chi pratica trekking,.corsa ed equiturismo.
Proseguiamo su Via Vittorio Veneto transitando accanto alla Parrocchiale di San Giovanni Battista dopodiché, passato una curva a sinistra seguita da un tratto con pendenza che va accentuandosi, lasciato l'asfalto, troviamo sulla sinistra l'imbocco di un ampio viottolo con varie indicazioni: un pannello titola che qui parte il sentiero che conduce all'Opera 5, una delle fortificazioni costituenti lo sbarramento di Moiola, recentemente risistemata e accessibile (con guida); informa inoltre che il sentiero era l'antica strada che portava al locale castello e che da questa si diramava il percorso, di probabile origine romana e ora detto “Oucha”, che conduceva a Demonte; ma non basta, un'ulteriore indicazione di “Lou Viage” segnala questo tragitto come Ippovia della Valle Stura e altre targhette, che troveremo sovente lungo il percorso lo segnalano pure come parte italiana del Cammino di Santiago, da Roma a Santiago e viceversa.
Quanta roba su questo sentiero! Ce n'è a sufficienza per perdersi nella storia di questo territorio, dall'epoca romana al Novecento attraversando il Medioevo...
È già mattina inoltrata, ma qui, appena sopra l'abitato di Moiola, il sole basso di questo periodo, ormai vicinissimo al solstizio d'inverno, non riesce ancora a superare la dorsale verso Est che dal Monte Croce s'allunga verso le cime del Roccoston, Saben e Pissousa. La temperatura è ancora rigida e la brina ricopre il fondovalle, ma più avanti, arrivati all'altezza della cappella e del ponte sullo Stura di San Membotto (San Mambò) e superata la deviazione che porta alle fortificazioni dell'Opera 5, quando il versante volge verso meridione, ecco l'amico sole che ci inonda con la sua luce e il suo tepore.
Ci liberiamo di uno strato di vestiario e proseguiamo nel bosco misto, a prevalenza di roverelle, in dolci saliscendi. Il percorso è ricco di incroci che l'intersecano a destra e a manca e non sempre troviamo le paline segnaletiche; in alcune occasioni ci vengono in aiuto le targhette blu del cammino di Santiago, in altre torna preziosa la traccia GPS sul navigatore, ma quando si è obbligati a passare accanto ad un recinto, al cui interno un gregge di pecore è governato da un grosso maremmano che ci abbaia contro, non possiamo far altro che camminare svelti, sperando che il cane si mantenga all'interno del recinto...
Nei pressi di Tetto Ferrero oltrepassiamo una prima installazione di pannelli fotovoltaici e proseguiamo scendendo in direzione di frazione Pianetto (ël Pianét) imboccando sulla destra la Via Véia per San Lorenzo ed entrando nel territorio del comune di Demonte. Passiamo presso la nuova cappella frazionale e iniziamo la svolta a 180 gradi che ci riporterà indietro con un lungo traversone affrontando la salita sulla Via 'd la Madona verso la cappella dell'Incoronata. Attraversando l'abitato di San Lorenzo, in magnifica posizione soleggiata, abbiamo occasione d'incontrare un'arzilla ultranovantenne innamorata di questo posto del quale, augurandoci una buona camminata, ci descrive le peculiarità climatologiche.
Appena superate le ultime case, a dimostrazione dell'ottima posizione “adrech”, solatia, del posto, fiancheggiamo un'ampia installazione di “agrivoltaico” cioè di pannelli fotovoltaici posti a un'altezza di due metri da terra per permettere la coltivazione del suolo sottostante. Il periodo invernale non ci dà modo di capire cosa venga coltivato lì sotto, ma l'importante penso sia il risultato di ottenere energia pulita con minor impatto ambientale possibile.
Il sentiero, ben mantenuto e segnalato, sale nella “Reura”, cioè nella boscaglia a prevalenza di roveri e roverelle insieme a qualche nocciolo, farnie, cerri, ginepri e conifere isolate, lasciando, a foglie ormai cadute, ampi spazi panoramici sulla bassa valle Stura e sulla dorsale della destra orografica capeggiata dalle vette del Monte la Piastra (1835m) e della Cima Cialancia (1885m).
Superata la linea elettrica di alta tensione, a circa quota 860m, il sentiero s'impenna in direzione dei Rouchas 'd la Frandra e dal Noué per proseguire poi in leggera ascesa fino a quota 980m dove perde quota per qualche decina di metri per sottopassare il Goulounas, uno scosceso canalone roccioso incassato tra due pareti rocciose: la Barma 'd la Marìa e la Balaquiaouza. In questa zona, sono presenti alcuni tratti un po' esposti e, pur essendo il sentiero abbastanza ampio, sono state installate, per maggiore sicurezza, delle corde, utili sopratutto in caso di neve o gelo.
Raggiungiamo quindi il colletto dove, a sinistra c'è il bivio per il Col del Bal e Tetti Masué, mentre a destra proseguiamo per la Cappella dell'Incoronata che raggiungiamo con una breve salita sullo sperone roccioso circondato a Sud-Est dagli impervi canaloni rocciosi Gorja 'd l'Ëmbars Grant (Canalone dell'ostacolo grande), Gorja 'd la Cazota (Canalone della casetta) e Gorja dal Moulin (Canalone del mulino).
La Cappella dell'Assunta (1006m), dedicata, come dice il nome, a Maria Vergine Assunta, conosciuta anche come Madonna Incoronata, è stata costruita molto probabilmente nella prima metà del XVII secolo, come ex voto, durante la peste di manzoniana memoria che colpì anche la Valle Stura. Essa infatti costituisce un piccolo santuario, sul modello di quello di S. Anna di Vinadio, e raccoglie al suo interno numerosi quadretti votivi di questi ultimi due secoli portati fin lassù da Moiolesi e non. La chiesetta, posta sul crinale meridionale del Vallone dei Colli da cui si può ammirare uno stupendo panorama sulla Bassa Valle Stura, è stata edificata utilizzando blocchi calcarei provenienti da cave locali. La sua cura è affidata ai Massari e ogni anno si celebra la festività religiosa il 15 agosto, accompagnata dalla festa paesana nella frazione dei Colli.
Il posto panoramico stupendo e la giornata soleggiata ci convincono per una rilassante sosta rifocillatrice, dopodiché è d'obbligo un passaggio alla poco distante Big Bench, il cui percorso è costellato da figure in legno, colorate in blu come la panchina panoramica, rappresentanti la flora e la fauna locale, realizzate dagli studenti delle Scuole Medie di Demonte.
Non ci resta che scendere sulla Via 'd la Madona verso Moiola, nel “Bosc” tra bei castagneti, ora sul versante “ubac” cioè quello rivolto a Nord del “Valoun di Col”, transitando dalla borgata Tetto Borbone e appresso ai ruderi del Castello di Moiola, risalente al XII secolo e indicato come "Castrum Sancti Benedicti"; che fu molto probabilmente sede del castellano del paese di S. Benedetto e che successivamente passò nel XIV secolo a quello di Roccaspavera.
Chiudiamo così presso il bar del paese questo interessantissimo e piacevole percorso ad anello che ci regala il ricordo di una bella giornata passata in eccellente compagnia.
*bibl. - Comune di Moiola e ATPM (Atlante Toponomastico del Piemonte Montano)
Escursione effettuata il 11 dicembre 2025
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da Adriano, José e Maria Teresa
Località di partenza: Moiola 688m
Punto più elevato raggiunto: Cappella dell'Incoronata o Assunta 1006m
Dislivello cumulato in ascesa: 500m
Sviluppo complessivo del percorso: 9,3 km
Tempo in movimento: 3 ore
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc