Le basse temperature delle nostre zone ci invogliano a cercare qualche grado C° in più e allora, viste le previsioni, con mia moglie Maria Teresa decidiamo di trasferirci per due giorni, con il camper, nella vicina Liguria per effettuare qualche bella escursione vista mare.
La scelta cade sul Pizzo d’Évigno, un'elegante piramide erbosa a poca distanza dal mar Ligure e vetta più alta del Golfo Dianese, nonché punto di convergenza delle vie di crinale che risalgono da Capo Berta, Colla di San Pietro e Cervo. Questa altura è anche chiamata Scortegabecco o Monte Torre poiché pare certo che sulla sua cima vi fosse una torre di avvistamento. È considerata, a ragione, uno dei punti panoramici più belli di tutto l’imperiese per la superba vista che offre sulle Alpi Liguri, sul mare (con la Corsica), sull’Appennino Ligure, sull’Appennino Tosco-Emiliano e sulle Alpi Apuane. Grazie alla sua sagoma piramidale molto regolare, il Pizzo d’Évigno è riconoscibile anche da molto lontano e si può risalire abbastanza agevolmente da tutti i versanti tramite sentieri che dipartono dal colle del Ginestro, da Chiusanico, dalla Colla di Diano San Pietro, dal Passo Grillarine di Diano Arentino e da Évigno (frazione di Diano Arentino).
La Compagnia dell'Anello conosce questa cima per averla già raggiunta alcune volte da più lati e oggi decidiamo di salirla partendo dall'abitato di Évigno, il che ci permetterà di compiere un bell'anello su tutto il versante Sud-orientale della montagna.
A Évigno, punto di partenza dell'escursione, si può arrivare benissimo anche in auto, ma avendo a disposizione sul camper le biciclette, decidiamo di utilizzarle, come facevano gli escursionisti di una volta, quando le auto erano una rarità riservata a pochi, per raggiungere il luogo d'inizio della camminata, cioè il paese di Évigno.
E allora, zaino in spalla, partiamo per la nostra escursione dal livello del mare, pedalando da Diano Marina verso Diano San Pietro, Borganzo, Roncagli fino ad Évigno, dove, presso la locanda “Panorama Dianese”, seppur temporaneamente chiusa per lavori di manutenzione, cortesemente accettano di ospitare le nostre biciclette.
L’escursione ha inizio dalla piazzetta di Évigno (390m) situata di fronte alla chiesa di San Bernardo risalente al XVI secolo, dove troviamo le prime indicazioni sul percorso tramite le nuove paline segnaletiche della recente riqualificazione sentieristica, curata dal comune di Diano Arentino, che guidano sul percorso “Belvedere Pizzo d'Évigno” consigliando le diverse possibilità alternative per giungere sulla vetta.
Noi optiamo per un anello, da percorrere in senso orario, ascendente sulla dorsale Sud passando per il Monte Caro, per scendere poi dalla cima sulla dorsale Est, in fondo alla quale imboccare, al Passo La Colla, la bella mulattiera che raggiunge e supera l'impluvio del Rio San Pietro andando a chiudere l'anello in basso.
All'inizio la stradina è asfaltata, ma poco oltre la cappella della Madonna della Neve diventa sterrata. Più avanti, ignoriamo l'indicazione per La Colla (sarà il nostro itinerario di ritorno) e compiamo una secca svolta sulla sinistra dove ha inizio la mulattiera che s'inoltra tra le piante. Avanziamo nel bosco misto con prevalenza di rovere, roverella e carpino rilevando che non è presente la maggior parte della flora caratteristica della macchia mediterranea, a parte, sparsi qua e là, alcuni cespugli di cisto in attesa di fiorire.
Procedendo ignoriamo una seconda deviazione sulla destra per La Colla e incontriamo due pacifici muli di ritorno dai pascoli alti, che ci cedono il passo e continuano tranquillamente il loro ritorno a valle.
Incontriamo l'ultimo bivio che permette l'ascesa tramite il passo La Colla e arriviamo ad una bella radura attrezzata con tavolo da pic-nic che c'invita ad una sosta e un breve spuntino. Il sentiero inizia ora un traversone verso ponente, costeggiando in basso il ripido versante che ci divide dalla sommità della dorsale, fino ad abbandonare il tracciato che prosegue per il Passo Grillarine, per iniziare sulla destra l'attacco al ripido versante.
Ci accorgiamo subito che questo tratto di sentiero non ha subìto la riqualificazione del tragitto fin qui percorso. Difatti non è sempre facile individuare la traccia e sovente occorre farsi strada tra rovi e sterpaglie, ma il tratto è breve e il punto di arrivo sul crinale è facilmente individuabile.
Arriviamo pertanto nei pressi del panettoncino chiamato Monte Caro (842m), dove iniziamo a seguire il filo divisorio tra i pascoli dei due versanti in direzione della ben visibile croce di vetta del Pizzo d'Évigno.
Ora il bosco è terminato e gli ultimi 150-200 metri di dislivello sono per la quasi totalità occupati da estesi pascoli, con la visuale che si apre a 360 gradi e ci fa progredire come fossimo sospesi tra la Valle dell'Impero e il mare lucente della costa.
Con tanta bellezza intorno a noi torna anche più leggera la salita dell'ultimo strappo che ci porta ai piedi dell'immensa croce del Pizzo d'Évigno (989m) e accanto alla bella Madonnina che rivolge il suo sguardo protettivo sul Golfo Dianese.
Dopo le foto di rito iniziamo il ritorno scendendo sulla dorsale orientale da cui lo sguardo vola subito sulla Valle Merula, con il lungo abitato di Testico, teatro di tante gite e sfide agonistiche amatoriali in bici.
Il versante è ripido, ma la marcia è resa facile e piacevole dal soffice tappeto erboso sul quale alcuni cavalli stanno pascolando. L'immagine ispira pensieri rivolti alla serenità e alla pace interiore, come un rifugio dalle contraddizioni e dalle tensioni della realtà quotidiana.
Arriviamo al bivio La Colla (790m) dove ritroviamo l'ottima segnaletica che ci porterà, attraverso il magnifico bosco del versante meridionale, al guado del Rio San Pietro, al momento a secco, e con breve risalita al punto in cui il nostro bell'anello si chiude.
Tornati a Évigno, recuperiamo le bici e, salutato e ringraziato il titolare della locanda “Panorama Dianese”, torniamo al camper con la temperatura che, all'arrivo dell'ombra, si è abbassata e ci lascia infreddoliti, ma felici per la bella avventura di oggi tra mare, monti e cielo.
Escursione effettuata il 29 novembre 2025
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da Adriano e Maria Teresa
Località di partenza: Évigno 390m (in bici: Diano Marina 20m)
Punto più elevato raggiunto: Pizzo d'Évigno 989m (in bici: Évigno 390m)
Dislivello cumulato in ascesa: 632m (in totale 1014m)
Sviluppo complessivo del percorso: 8,3 km (in totale 26,3 km)
Tempo in movimento: 3h 10' (in totale: 4h 30')
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc