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Racchette da neve : Cima Cialancia con le ciastre, da San Bernardo Desertetto
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 09/12/25 11:11
Notizia riferita al: 27/11/25
Letture: 307
Racchette da neve

La neve, divenuta quest'anno una primizia di stagione, ci ha convinti a togliere dalla naftalina le racchette da neve (o ciastre, come le denominiamo noi nelle Alpi Occidentali, oppure ciaspole, cioè la definizione originaria delle Alpi del Nord-Est) per il piacere di camminare sul recente bianco manto che ricopre le forme e suggerisce nuove percezioni e flussi di energia dall'aria diventata frizzante che ci dilata i polmoni.
Ed ecco che oggi, insieme a mia moglie Maria Teresa e all'amico José - messa da parte l'esigenza di rispettare a tutti i costi la caratteristica del nostro gruppo, la Compagnia dell'Anello, che predilige un percorso ad anello anziché un ritorno sulla stessa traccia dell'andata – decidiamo di cimentarci in un classico percorso per le ciastre, cioè la salita da San Bernardo di Desertetto, frazione di Valdieri, alla Cima Cialancia, sulla cresta divisoria tra la Valle Gesso e la Valle Stura, nei pressi del Colle dell'Arpione.
Si tratta di una suggestiva gita, molto adatta anche al periodo invernale grazie alla sua esposizione soleggiata. La strato di neve attualmente caduto ci lascia tranquilli sulla sicurezza del tracciato. C'è da dire comunque che, in caso di abbondante innevamento, occorre valutare con attenzione la condizione nevosa dei pendii esposti a Sud che, senza il dovuto assestamento, potrebbero originare distacchi.
In auto raggiungiamo Borgo San Dalmazzo e proseguiamo per Valdieri continuando sulla strada della Valle Gesso fino a San Lorenzo, dove imbocchiamo sulla destra la stradina che sale fino a Desertetto dove parcheggiamo nell’ampio piazzale antistante la chiesa di San Bernardo.
La temperatura è sotto lo zero, ma il sole risplende e spande il suo tepore rendendo gradevole l'impatto esterno, pertanto, rifornite le borracce alla fontanella della piazza, zaino in spalla, c'incamminiamo lungo la strada che attraversa la frazione.
Oltrepassate le ultime case, dove la neve ricopre completamente la carreggiata, indossiamo le ciastre e proseguiamo sulla carrareccia, inizialmente con andamento pianeggiante e poi in leggerissima salita, toccando le case di Tetti dei Frè (1135 m.), borgata che fu distrutta e incendiata in un rastrellamento nazifascista, nell'inverno 1943/44, perché i suoi abitanti diedero ospitalità e rifugio ad alcuni profughi provenienti da St Martin Vésubie.
Continuiamo, ora in pendenza che progressivamente va aumentando, raggiungendo un bivio nei pressi dei ruderi di Tetti Borghignon; ove tralasciamo la strada sulla destra e proseguiamo sulla diramazione principale, che ora incrementa decisamente la pendenza.
Giunti ad una radura, procediamo sulla destra (il percorso sulla sinistra è più adatto come percorso estivo, poiché completamente ombreggiato, per raggiungere il Colle Arpione) sul sentiero risalente il pendio nel bosco esposto a Nord, prima di traversare verso destra in prossimità degli ultimi alberi, con vista panoramica sull'abitato di Desertetto e sul vallone di Entracque, per sbucare poi nell'ambiente spettacolare della vasta conca mediana racchiusa tra Cima Cialancia a destra e Monte Merqua a sinistra sullo sfondo blu cobalto di una splendida giornata
Seguendo la traccia attraversiamo tutto l'acrocoro nel centro, per risalire sulla destra con andamento serpeggiante il ripido pendio, a dir la verità con qualche difficoltà per la neve un po' allentata che consiglierebbe una traccia più lunga verso il fondo dell'altopiano, ma con andamento meno erto. Comunque giungiamo alla sommità della cresta, caratterizzata da una fascia di abeti rossi, con vista aperta sul versante della Valle Stura. Continuiamo sulla destra, risalendo il pendio-dorsale che via via si restringe diventando una facile, ma estetica cresta nevosa, abbastanza ampia, con andamento sinuoso risalente verso la Cima Cialancia (1885 m.)
Man mano che saliamo lo scenario si amplia e il nostro cammino diventa balcone straordinario sulla corona di cime che ci circondano: dalle Alpi Liguri, alle Marittime, alle Cozie e più oltre fino al massiccio del Monte Rosa senza dimenticare l'ottima vista della media Valle Stura e sulla pianura Cuneese e Torinese, fin sulle colline delle Langhe e Monferrato.
Una leggera brezza c'invita a iniziare la discesa. Ritorniamo quindi sulla parte più bassa della dorsale, avvicinandoci al Colle dell'Arpione (1746 m.) dove troviamo un posto riparato per una rapida pausa pranzo.
Di seguito scendiamo tagliando il pendio con alcuni “dritti”, facilitati dalla neve ormai allentata dove il tallone delle ciastre può facilmente fare presa, permettendoci di raggiungere in breve la traccia al centro della conca e, per non smentire del tutto il nome del nostro gruppo, di effettuare pure un “anellino”!
Completiamo quindi la discesa sullo stesso itinerario di salita terminando il nostro giro a Desertetto, stanchi, ma appagati per l'incanto e le emozioni che anche oggi la montagna ha saputo regalarci.
Escursione effettuata il 27 novembre 2025
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, José e Maria Teresa
Località di partenza: Desertetto di Valdieri: 1087m
Punto più elevato raggiunto: Cima Cialancia 1885m
Dislivello cumulato in ascesa: 816 m
Sviluppo complessivo del percorso: 11,7 km
Tempo in movimento: 4h 30'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 9/12/2025 12:29  Aggiornato: 9/12/2025 12:29
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 785
 Re: Cima Cialancia con le ciastre, da San Bernardo Desert...
Descrizione del percorso: Adriano
Fotovideocronaca: Adriano, José e Maria Teresa
Tracciato GPS, elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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