Questa volta la Compagnia dell'Anello va in trasferta ai confini della provincia di Cuneo per raggiungere il più prossimo comune dell'astigiano, Coazzolo, al centro di una delle più rinomate zone di produzione dell'uva moscato, materia prima per produrre il vino Asti DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) che, nella versione spumante, è il “bollicine” dolce più conosciuto a livello internazionale.
In verità lo scopo è anche quello di andare a visitare la “Chiesetta del Moscato”, alter ego della Cappella del Barolo di La Morra, decorata da David Tremlett, uno dei due artisti, che avevano restaurato la cappella di La Morra.
Il periodo della nostra scampagnata è azzeccato poiché la raccolta dell'uva Moscato - una delle prime uve, insieme al Pinot, a giungere a maturazione – è ormai terminata e quindi non arrechiamo disturbo al momento finale più importante delle operazioni nel vigneto, la vendemmia, che rappresenta per il viticoltore la ricompensa finale del lavoro di un'intera annata.
Anzi possiamo approfittare della deliziosa degustazione dei dolci “rapet” (piccoli grappoli) non raccolti, poiché non ancora maturi al momento della vendemmia, che resteranno ad appassire sui tralci dei filari.
Arriviamo in auto da Alba fino a Neive e proseguendo in direzione di Castagnole delle Lanze, troviamo sulla destra l'imbocco della SP 194 che in breve sale fino a Coazzolo (quando ci siamo stati noi questa strada era bloccata e abbiamo dovuto passare da Castagnole tramite la SP 39b).
Comunque, arriviamo a Coazzolo (275m), delizioso paese con poco meno di 300 abitanti, che segna il confine amministrativo tra le province di Cuneo e Asti e naturalmente fa parte del territorio UNESCO Langhe, Roero e Monferrato. Ha origini risalenti all'epoca romana con il nome di Coatolium. Alla fine del 1200 il paese, già appartenente alla diocesi di Alba, venne occupato dagli astesi e vi succedettero diversi feudatari. Di quel periodo resta testimone il castello: un gioiello del XIII secolo incastonato tra le affascinanti colline delle Langhe. Alcune camere della residenza privata, appartenente alla famiglia Stella, sono state aperte come B&B ad ospiti in cerca di ritmi lenti, silenzio ed autenticità.
Ma veniamo alla nostra escursione. Parcheggiamo nel piazzale della Chiesa parrocchiale dedicata a San Siro e, zaino in spalla, iniziamo il nostro giro incamminandoci sulla Via Maestra in direzione Sud e dopo circa 300 metri svoltiamo sulla stradina che scende a sinistra.
La giornata è soleggiata con clima splendido e, appena fuori dai caseggiati del paese, ci rendiamo subito conto cosa significhi essere nel sito UNESCO: colline ricoperte di vigneti a perdita d'occhio, borghi, casali, torri e castelli d'origine medioevale che svettano nel panorama in armonia e equilibrio con le attività di produzione di vini, internazionalmente riconosciuti tra i più importanti prodotti enologici del mondo.
Costeggiamo un laghetto e proseguiamo in salita sul versante opposto della valletta fino a imboccare sulla sinistra una sterrata sulla dorsale della Valle Bera che passa tra rigogliosi vigneti e panorami infiniti.
Scendiamo sulle capezzagne verso il fondovalle e passando presso la cascina Asse, attraversiamo la Sp65. Qui rientriamo nel territorio amministrativo della provincia di Cuneo e del comune di Castiglione Tinella per sconfinare poco dopo nel comune di Santo Stefano Belbo.
Su viottolo tra campi e noccioleti raggiungiamo l'asfalto di Via Valle Bera che percorriamo per un centinaio di metri per svoltare a destra su sterrato seguendo la segnaletica rosso-gialla del “Ultra Trail del Moscato di Santo Stefano Belbo” che transita a cascine Basanotti, continua a sinistra e raggiunge il rio che guadiamo poco più avanti.
Proseguiamo sull'altro versante, nuovamente tra vigneti fino ad un bosco misto ove imbocchiamo un sentierino sulla destra semi-nascosto tra la fitta boscaglia. Salendo il tracciato diventa più evidente e verso la cima, per alcune decine di metri, la pendenza si fa più accentuata e richiede attenzione, specie in caso di terreno bagnato.
È questo comunque il tratto più difficoltoso e faticoso dell'intero percorso dopodiché, si para davanti a noi un'ampia capezzagna tra estesi vigneti di moscato che punta diritto al crinale sul quale spicca la slanciata sagoma della parrocchia di Santa Margherita della frazione Valdivilla di Santo Stefano Belbo.
Saliamo con la temperatura che nel frattempo si è alzata e torna quindi di conforto la possibilità di rinfrancarci degustando alcuni dei grappolini della dorata uva moscato tralasciati dalla vendemmia. Giunti alla sommità sulla strada provinciale di Valdivilla, nei pressi del cimitero (ove c'è la possibilità di rifornire le borracce con acqua potabile), continuiamo sull'altro lato della strada imboccando via Bricco dei Torre, a servizio delle Cascine del Re (423m), punto più elevato del nostro percorso.
Ritorniamo sulla Sp51 e la seguiamo fino alla frazione Bosi, facente parte del comune di Mango, dove troviamo un'ottima area pic-nic, ideale per la nostra pausa pranzo.
Ben rifocillati, riprendiamo il cammino tenendo la destra al bivio presso borgata Romanino, così pure svoltiamo a destra al successivo bivio dove troviamo l'indicazione per la Chiesetta di Coazzolo, ma prima di giungervi individuiamo il bivio per la Vigna dei Pastelli che richiede l'ascesa alla vicina collina. Ma c'è da dire che la fatica di salire i 50 metri di dislivello è abbondantemente ripagata dalla possibilità di ammirare una particolare installazione artistica: una fila di pastelli giganti e colorati che spuntano all’inizio di ogni filare e che regalano un trionfo di vivacità sull’apice di questo poggio ai confini tra Langhe e Monferrato offrendo uno scorcio magico che si estende dai vigneti langaroli fino al Monviso.
Ridiscendiamo e ci avviamo, rientrando nel comune di Coazzolo, alla cappella della Beata Maria Vergine del Carmine, edificio di culto costruito alla fine del XVIII secolo in aperta campagna e ora conosciuto come Chiesetta di Coazzolo o Chiesetta del Moscato, in seguito ai lavori di pittura eseguiti nel 2017 dall’artista britannico David Tremlett con la tecnica del Wall Drawing (letteralmente "disegno a muro") riferito a un'opera d'arte che si estende su una parete di grandi dimensioni. Nel contesto dell'arte concettuale, il termine è associato all'artista Sol LeWitt, per cui l'opera risiede più nell'idea e nelle istruzioni che nel gesto fisico di dipingere o disegnare”. L’utilizzo di questa tecnica offre al visitatore un effetto visivo molto intenso, dagli interessanti spunti cromatici che richiamano i colori del paesaggio circostante. La superficie dell’edificio è stata suddivisa in tre parti, ognuna delle quali presenta un colore dominante: Terra di Siena per il corpo della Chiesa, giallo per l’atrio porticato e verde oliva per il basamento e la sacrestia. Il risultato è un tripudio di colori che si conforma all’ambiente collinare.
Salutiamo un nutrito gruppo di motociclisti lombardi che dedicano una sosta per ammirare la Chiesetta e ci incamminiamo a concludere il nostro giro rientrando a Coazzolo.
Escursione effettuata l'11 settembre 2025
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Adriano, Carla, Caterina 1, Caterina 2, Giuseppe e Maria Teresa
Località di partenza: Coazzolo 275m
Punto più elevato raggiunto: Cascine del Re 423m
Dislivello cumulato in ascesa: 425m
Sviluppo complessivo del percorso: 11,5 km
Tempo in movimento: 3h 30'
Difficoltà: E (Escursionistico) vedi scala difficoltà
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc