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Album Foto > Album personali > Beppe46 11450 immagini in 423 albums visti 1099351 volte
Un anello dalle Grange della Valle al passo Clopacà passando per il Gran Pertuso e la Cima del Vallone



Un anello dalle Grange della valle al passo Clopacà passando per il Gran Pertuso e la Cima del Vallone

Località di partenza: Spiazzo poco prima del ponte sul rio Galambra mt. 1780
Dislivello: mt. 964
Tempo complessivo: 6 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia - Rocciamelone - Val Chisone Fraternali Editore

La sempre maggiore necessità di averne a disposizione grandi quantità ha fatto dell’acqua potabile un bene prezioso ed indispensabile al punto che tale risorsa oggi viene chiamata “Oro blu”. Non si spiegano altrimenti gli ingenti interventi di captazione che al presente stanno interessando due località toccate da questo itinerario: la grande conca del rio Galambra ed il rio fuoriuscente dal Gran Pertuso Colombano Romean. Sembra che con questi interventi si possano coprire le sempre maggiori richieste provenienti dalla valle Susa dopo aver prodotto queste acque l’energia elettrica derivante dal salto a cui saranno sottoposte.
In questo mutevole, sempre vario ed interessante itinerario non si raggiunge alcuna vetta significativa. Partendo dalle Grange della valle, gruppo di case ai piedi della grande conca di Galambra nel comune di Exilles in valle di Susa, raggiunto il Gran Pertuso Colombano Romean e i vicini Denti di Chiomonte, percorso il lungo crinale separante la valle principale dalla val Clarea, superati per via i resti del forte S. Ruggero in vetta alla Cima del Vallone, si raggiunge alla sommità del percorso il passo Clopacà da dove si torna a valle per l’ingegnosa traccia realizzata a suo tempo dai nostri militari.
Assai panoramico sulla valle, sull’incombente Niblè, sui monti all’opposto compresi quelli d’oltralpe, la vista s’apre ampissima anche sino alla lontana Torino avendo nel contempo la possibilità di vedere da vicino il frutto del lavoro che impegnò secoli fa Colombano Romean: il Gran Pertuso che porta il suo nome.

35 Immagine(i), Inserita il 21/07/2018

L'anello dei larici e dei pini cembri alle pendici dell'Albergian



L’anello dei larici e dei pini cembri alle pendici dell’Albergian

Località di partenza: Pourrieres mt. 1394
Dislivello: mt. 750
Tempo complessivo: 5 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Altra val Chisone Fraternali Editore

I versanti di nord ovest del monte Albergian, in alta val Chisone, sono ammantati da una fitta foresta di conifere: larici e pini cembri coesistono ad alta quota mentre più in basso è notevole la presenza del maggiociondolo. Questi boscosi pendii sono attraversati da piste forestali e sentieri che salgono dalle borgate di fondovalle a servizio degli alpeggi collegandoli tra loro.
La più rilevante traccia che percorre questi versanti è l’anello larici- cembreta che partendo da fondovalle, da Pourrieres, lungamente traversando raggiunge l’estesissima conca compresa tra i
monti Ciabertas e Albergian. Percorrendo da prima uno stradello, poi una ripida traccia, al termine dell’ascesa si raggiunge la base della conca dove sorge la “Capanna di Ambrogio” con vicina la fontana Zalaveja punto di partenza per salire al monte Ciabertas. Rimanendo fedelmente su questo significativo sentiero, sempre lungamente traversando, poi scendendo, si giunge ai pascoli a monte di Pragelato che non si raggiunge. Fatta inversione e rasentate le case Soucheres Basses si torna a Pourrieres per l’imperdibile traccia che passando per l’abitato di Fraisse si tiene lungamente vicina al torrente Chisone.
Dall’ampissima conca raggiunta, punto di partenza per ascendere al monte Ciabertas, la vista s’apre sull’imponente mole del monte Albergian, qui incombente, e sul lungo crinale di monti e colli all’opposto della valle dove transita la strada dell’Assietta.

32 Immagine(i), Inserita il 16/07/2018

Un anello da Prali alla conca dei Tredici Laghi rientrando per il col Giulian



Un anello da Prali alla conca dei Tredici Laghi rientrando per il Col Giulian

Località di partenza: Stazione d’arrivo del 2do tratto di seggiovia al Bric Rond mt. 2480.
Dislivello complessivo: mt. 150
Tempo complessivo: 4 ore e 30 minuti c.ca.
Difficoltà: T/E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

All’incantevole conca dei Tredici Laghi, nella parte terminale della Val Germanasca, la valle di Prali, giungono alcuni sentieri e diverse tracce militari risalenti alla fine dell’ottocento quando sul posto furono edificati dei notevoli ricoveri militari intitolati al gen. Perrucchetti il fondatore degli alpini. A questa conca, tra le altre, ne giunge una proveniente dalla Rocca Bianca passando per l’incantevole lago d’Envie che poi prosegue, con alterni alti e bassi, sino al rifugio del lago Verde.
Questa importante arteria, ampia, sorretta a valle e protetta a monte da muretti di sostegno e contenimento tuttora in buono strato di conservazione, è un tragitto tra i più interessanti delle alpi occidentali: sicuramente merita di essere conosciuto e percorso per intero.
Per completare il giro scendendo poi a Prali, data la lunghezza complessiva dell’itinerario, è conveniente utilizzare i due tratti di seggiovia terminanti al Bric Rond. Altrimenti si può pernottare, alla fine del primo giorno, al rifugio del lago Verde o al bivacco Soardi sotto il Bric Bucie riservandosi di salire su una vetta il giorno successivo prima di scendere a valle.
Data la presenza di un bambino si è pensato bene di interrompere il percorso un po’ prima di metà strada, allo storico col Giulian, per la lunghezza complessiva e per sviluppate lingue di neve compattata che ancora ricoprono i versanti a nord dei monti, impegnative da attraversare. Tornando è guardando indietro non si può che rimanere meravigliati per la bellezza dei posti raggiunti in questo itinerario.

25 Immagine(i), Inserita il 12/07/2018

Un anello per la Rocca Bianca dalla val Germanasca



Un anello per la Rocca Bianca dalla val Germanasca

Località di partenza: Bivio per Crosetto presso il ponte della Gianna sul Germanasca mt. 1203
Dislivello: mt. 1180
Tempo di salita: 4 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Sull’esteso crinale separante la valle principale del Germanasca, terminante nell’ampissimo anfiteatro di Prali, dalla conca Cialancia, la prima cima che s’eleva è la Rocca Bianca.
I luoghi che si percorrono per raggiungerla, un tempo frequentatissimi per vie delle miniere di talco, oggi abbandonate, erano attraversati dal Gran Courdoun, ingegnoso sistema misto di decauville e teleferiche ideato alla fine dell’ottocento per trasportare a valle il minerale grezzo. Funzionante sino agli anni sessanta del secolo scorso sono tuttora presenti in loco manufatti in rovina come i locali in uso ai minatori e le stazioni di partenza delle teleferiche alla Colletta Sellar e alla Punta Croc, mentre i tratti di decauville presentano muretti di sostegno e di contenimento crollati, per l’inclemenza del tempo, per via dei bovini al pascolo, riprendo possesso di tutto l’invadenza della vegetazione.
Al colle della Balma, nei pressi delle Rocca Bianca, transita anche quella che a suo tempo fu un’importante arteria militare collegante il fondo valle alla conca dei Tredici Laghi passando per l’incantevole lago d’Envie. Questa imperdibile traccia può diventare una valida alternativa per il rientro utilizzando però i due tratti di seggiovia e l’autobus di linea da Prali al ponte della Gianna data la lunghezza complessiva del percorso.
Per quello che hanno rappresentato e rappresentano tutt’oggi per l’economia locale le miniere di talco è un vero peccato che manufatti, sentieri, locali e altro legato alle miniere siano lasciati all’incuria e al completo abbandono. Non è cosi, ad esempio, per la decauville utilizzata a suo tempo per la costruzione della diga di Rochemolles.
Dalla cima della Rocca Bianca vista ampissima sui monti e sulle valli del Germanasca sino alla pianura.

35 Immagine(i), Inserita il 04/07/2018

Un anello da Mattie al monte Fassolino



Un anello da Mattie al monte Fassolino

Località di partenza: Borgata Menolzio di Mattie mt.725
Dislivello: mt. 784
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa. 2 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa –Val Cenischia – Rocciamelone – Val Chisone Fraternali Editore

Sul monte Fassolino, modesta vetta non lontana dalla strada che da Susa sale con ripetute svolte al colle delle Finestre per scendere poi in val Chisone, alla fine dell’ultimo conflitto è stata edificata
una grande statua del Sacro Cuore di Gesù, dominante la valle, in ringraziamento per la fine delle ostilità. Dal Colletto di Meana questo monumento è raggiungibile a piedi in un quarto d’ora c.ca su comodo sentiero.
Il percorso proposto in questo itinerario si sviluppa partendo da Menolzio, borgata di Mattie. Stando per un lungo tratto sul “Sentiero dei Franchi”, superato il corposo rio Scaglione, alla borgata Assiere di Meana lo si lascia per la traccia terminante ad una svolta della strada che da Susa sale al colle delle Finestre passando per Meana. Rimanendo lungamente a margine di questa arteria molta amata da bikers, un sentiero, il 515, sale rasentandola più volte. Si ritorna faticosamente sulla stessa al Colletto di Meana dal quale si sale in vetta al monte Fassolino. Volendolo si può ancora proseguire, in aggiunta, sino alla chiesetta della Madonna della Neve. Percorso nel ritornare un tratto di strada si scende a valle utilizzando un sentiero alternativo assai ripido e disastrato, però sempre evidente.
Il tratto da Menolzio alla strada per il colle delle Finestre, quasi pianeggiante, è assai piacevole da percorrere, mentre in quello che porta al Colletto di Meana, mai cessando di salire, la fatica è mitigata da un percorso che si sviluppa all’interno di un’ombrosa foresta di faggi, abeti e larici.
Dall’aperta cima del monte Fassolino vista ampissima sui monti all’opposto, dove spicca il Rocciamelone, e su un’estesa parte della media valle di Susa.

30 Immagine(i), Inserita il 22/06/2018

Un anello da Chiomonte al Frais



Un anello da Chiomonte al Frais

Località di partenza: Fuori Chiomonte, presso del sottopasso della ferrovia mt. 790
Dislivello: mt. 750
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Valle Susa – Val Cenischia – Rocciamelone - Val Chisone Fraternali Editore

I versanti all’Inverso della valle di Susa, ammantati di fitti boschi, castagni sul fondo valle, larici e abeti più su, di tanto in tanto s’aprono a verdeggianti radure pascolative dove sono presenti minuscoli insediamenti ancora oggi finalizzati al pascolo. Molto case lasciate in abbandono sono state ristrutturate animandosi questi luoghi specie nei fine settimana o durante il periodo estivo. Ciò è stato reso possibile grazie ad una fitta rete di strade e stradelli che partendo dai centri importanti di fondo valle raggiungono e collegano tra loro queste località. Ciò ha fatto si che i sentieri non più utilizzati hanno perso col tempo la loro funzione non provvedendo più alcuno alla loro manutenzione e pulizia. Pertanto, pur essendo segnati sulle carte, oggi sono per lo più quasi impercorribili in quanto invasi da alberi e rami caduti mai rimossi, pietrame dovuto al grufolare dei cinghiali e altri impedimenti che rendono difficile il transito al punto di dover passare a margine nei prati, oppure dover scegliere in alternativa tratti di strada.
Questo è quanto è stato trovato in questo itinerario che partendo di poco fuori Chiomonte, nella media valle di Susa, sale al turistico Pian del Frais. Un vero peccato perché tutti gli insediamenti incontrati per via sono posizionati in posti incantevoli e assai panoramici, a margine di chiuse ed estese foreste d’abeti, dove i ruscelli precipitano a valle gonfi d’acqua dopo un inverno nevoso.

30 Immagine(i), Inserita il 05/06/2018

Un anello alla scoperta dell'Abetina di Salza



Un anello alla scoperta dell’abetina di Salza

Località di partenza: Borgata Didero di Salza mt. 1240
Dislivello: 333 mt.
Tempo complessivo: 3 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

I valloni di Massello e di Salza, insieme a quello di Rodoretto, sono laterali tributari del torrente Germanasca che termina la sua corsa nel Chisone tra Pomaretto e Perosa Argentina in bassa valle. Il piccolo comune di Salza, formato da diverse borgate adagiate su soleggiati pendii, presenta all’Inverso un chiuso bosco, dove crescono secolari abeti bianchi, giganteschi faggi e larici, chiamato comunemente “Abetina di Salza”. Il bosco di Abete Bianco (Abies Alba) di Salza è iscritto nel Libro Nazionale dei boschi da seme. Le abetine come quella di Salza si trovano anche nei valloni di Garnier e Bourcet in val Chisone, in val Pellice, nel Gran bosco di Salbertrand e in poche altre valli del Piemonte.
Partendo da Didero, capoluogo del comune di Salza, utilizzando stradelli, piste forestali e sentieri ci si addentra nell’abetina dove crescono giganteschi esemplari di abete bianco, faggio e larici raggiungendo al termine il crinale al Colletto delle Fontane dove proseguendo fedelmente sullo stesso verso monte una panoramica traccia, per cime e colli intermedi, raggiunge il colle della Balma, quello della Valletta, che dà sulla val Troncea, salendo da questo in vetta ai monti Pignerol e Lungin.
Dal colletto delle Fontane uno sterrato in discrete condizioni scende all’opposto nella valle principale. In loco, dov’è presente un’attrezzata area di sosta, ampia vista sui monti dell’alta valle di Prali. Si torna poi a valle utilizzando la strada sterrata oppure il sentiero che più volte la taglia.
Un’ultima annotazione. Se gli incendi che hanno devastato le nostre valli lo scorso autunno hanno procurato ingenti danni al patrimonio boschivo, ben di più si può dire di questo inverno dove la copiosa neve caduta ha di fatto danneggiato il bosco provocando il piegamento di alberi, la rottura di rami, soprattutto quella delle cime, rendendo perciò impegnativo il transito su strade e sentieri ricolmi attualmente di vegetazione abbattuta.

30 Immagine(i), Inserita il 28/05/2018

Un anello da Mattie all'alpeggio delle Toglie e al monte Benetto



Un anello da Mattie all’alpeggio delle Toglie e al monte Benetto

Località di partenza: Borgate di Mattie mt. 700
Dislivello: mt. 1006
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone - Val Chisone Fraternali Editore

Partendo dalle borgate di Mattie, grosso comune all’Inverso a monte di Bussoleno in bassa val di Susa, alcune tracce convergono a ventaglio nei pressi del ponte sul rio Corrente dove unendosi diventano il sentiero 525 GTA che passando per l’alpeggio delle Toglie raggiunge al termine il bivacco e la bergeria dell’Orsiera. Giunti sul crinale separante la valle del rio Scaglione da quella del rio Corrente facilmente si sale in vetta al monte Benetto. Scesi nei pressi di Pra la Grangia, poche case raggiunte da una strada che sale da fondovalle, si torna a Mattie per altro sentiero. Per via le strada che li ha resi superflui, i due sentieri utilizzati in questo itinerario sono ora in cattive condizioni, specie il secondo, e avrebbero bisogno di seri interventi di ripristino e di pulizia della traccia.
Le case delle Toglie (Teullie), la chiesetta e l’alpeggio, posto tappa GTA quando in loco sono presenti i margari, sono messi in un’incantevole posizione dominati dalla Punta di Mezzodì. Di qui transita il GTA mentre il “Sentiero dei Franchi” prosegue in direzione del rifugio Amprimo a Pian Cervetto. Durante la bella stagione l’alpeggio delle Toglie diventa un punto di riferimento fondamentale per gite, ascensioni e traversate nel parco dell’Orsiera.

30 Immagine(i), Inserita il 20/05/2018

Un anello da fondovalle Pellice al rifugio degli Invincibili



Un anello da fondovalle Pellice al rifugio degli Invincibili

Località di partenza: Di poco a monte della borgata Subiasco mt. 750
Dislivello: 606 mt.
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 7 Val Pellice Fraternali Editore

Sui soleggiati versanti all’Indiritto tra Villar e Bobbio Pellice, con gli estesi terrazzamenti dove un tempo non lontano venivano coltivati i cereali, prosperava la vite, si falciavano i prati e pascolavano le greggi, ancora oggi sono presenti delle minuscole borgate, alcune delle quali abitate, mentre altre, quelle più elevate o poste in località impervie, sono state da tempo abbandonate. Questi pendii sono compresi tra le combe del rio Rospard e quella del rio Subiasco, incassate, aspre e dirupate. Profondi conoscitori dei luoghi, nella seconda, come ci dice la storia, i valdesi opposero una valida resistenza alle truppe franco-piemontesi prima e dopo il Glorioso Rimpatrio al punto che questa valle ancora oggi serba il nome di “Vallone degli Invincibili”.
Un sentiero “andino” percorre il vallone degli Invincibili sino a Barma d’Aut, mentre sulla strada di servizio agli alpeggi più montani sorge il rifugio che porta questo nome, meta di questo itinerario. Si può partire già in quota, dalla borgata Bessè: di proposito questo itinerario inizia invece da fondovalle, da Subiasco, scoprendo così un tratto della geniale traccia, poco conosciuta e frequentata, che ugualmente raggiunge la borgata. Continuando sul sentiero si sale poi al rifugio utilizzandone un altro per tornare unitamente ad un tratto della strada per gli alpeggi. Salendo ampia vista sull’alta valle Pellice e sull’estesa cerchia di monti che la cingono.

20 Immagine(i), Inserita il 26/04/2018

Un anello alla scoperta della valle del rio Turinella



Un anello alla scoperta della valle del rio Turinella

Località di partenza: Bivio superato il ponte Palestro sul Chisone a Porte mt.436
Dislivello complessivo: mt.400
Tempo complessivo: 6 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 7 Val Pellice Fraternali Editore

Attraversato poco oltre l’abitato di Porte il torrente Chisone sul ponte Palestro, due rii paralleli confluiscono nel corso d’acqua. Sono il rio Ciauvina ed il rio Turinella separati nella parte terminale dal modesto rilievo detto Pan di Zucchero.
Utilizzando sentieri, stradelli, soprattutto piste forestali finalizzate all’esbosco, questo itinerario ad ampio semicerchio percorre lungamente i boscosi pendii della valle del rio Turinella incontrando per via dopo il notevole abitato di Prarostino molte case isolate, da tempo abbandonate, altre riattate, piccoli borghi ancora abitati. A parte il tratto iniziale che ripido guadagna la cima del monte Craviale, si percorrono lungamente piacevoli tratti in piano attraversando per boschi che poi sono l’unica ricchezza di queste valli.
Volendolo con una breve deviazione lungo la via si può raggiungere il tempio evangelico di Roccapiatta con il vicino cimitero prima di riprendere l’attraversamento terminante alla borgata Garossini dalla quale si scende a valle percorrendo in ultimo un tratto di strada vicino al torrente che riporta al punto di partenza.
A parte il tratto iniziale che porta in vetta al monte Craviale tutto il resto dell’itinerario si può considerare una lunga, piacevole passeggiata all’interno di una valle tutta da scoprire.

30 Immagine(i), Inserita il 21/04/2018

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