Home | Foto | Video | Notizie | Agenda | GPS | Articoli | Meteo | WebCams | Contattaci | Aiuto

Menu principale

Album foto

Foto a caso

Album Foto > Album personali > Beppe46 11451 immagini in 423 albums visti 1095689 volte
Un anello per il monte Rocca Sella dalle borgate di Rubiana



Un anello per il Rocca Sella dalle borgate di Rubiana

Località di partenza: Borgata Giorda Superiore mt. 827
Dislivello: mt. 681
Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle di Susa – Musinè – Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

Certamente il monte Rocca Sella è una delle cime più significative della bassa val di Susa e numerose sono le vie, escursionistiche e d’arrampicata, che raggiungono la rocciosa vetta dov’è presente una minuscola cappella dominata da una statua della Vergine
Questo itinerario, partendo da Giorda Superiore, borgata di Rubiana, sale sulla cima della montagna utilizzando un sentiero poco frequentato. Segnalato solo all’inizio, non segnato, stando lungamente sulla dorsale sud-est che s’eleva dalla pianura, ci si immette poi sulla più ampia traccia che sale dalle case Trucchetto, puntando decisi verso la vetta che si raggiunge percorrendo un ripido tratto che s’alza e si insinua tra le rocce. Scesi poi al colle Arponetto, posto a nord della vetta, si ritorna a valle lungo un’altra piacevole traccia, anche questa poco frequentata, che scende alle Muande Arpone, ampia sella raggiunta da uno stradello che percorso riporta alla borgata Giorda Superiore.

26 Immagine(i), Inserita il 09/04/2017

Un anello da Almese al santuario della Madonna della Bassa per la Goja del Pis ed il Sentiero delle Guardie



Un anello da Almese alla Madonna della Bassa per la Goja del Pis ed il Sentiero delle Guardie

Località di partenza: Borgata Fucinassa, sopra Almese mt. 409
Dislivello: mt. 748
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle di Susa – Musinè – Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

Il paese di Almese, nella bassa val di Susa, è attraversato dal torrente Messa che poco più su presenta un corso assai accidentato, stretto com’è da una gola profonda, erosa, con pareti verticali ravvicinate, dove il corso d’acqua scendendo forma pozze e cascatelle. Una di queste è detta la “Goja del Pis”, con un salto di c.ca 14 mt. al fondo del quale s’è formata un’ansa. All’alveo si scende con sentiero che si stacca da quello che percorre superiormente questa incisa forra che comunque merita essere vista, dal basso raggiungendola, o da sopra dal punto panoramico tra le rocce oggi messo in protezione.
Raggiunta più avanti una pista forestale, la si segue sino alla borgata Prassero percorrendo poi un altro tratto significativo di questo itinerario, vale a dire “Sentiero delle Guardie”, traccia che traversa salendo lungamente nella pineta uscendo di sopra sulla su un’altra pista forestale – tagliafuoco che conduce al santuario della Madonna della Bassa. Ritornando è consigliabile ripercorrere la stessa strada tanto il percorso è vario ed interessante. In alternativa si può scendere a valle passando dal pilone Mollar, come da specifiche di cui al fondo, sviluppando quindi un anello.
I sentieri e le piste forestali di questo itinerario percorrono lungamente pendii ammantati da pini e larici frutto di intensive opere di rimboschimento effettuate nella prima parte del secolo scorso che hanno profondamente cambiato questi assolati versanti un tempo spogli e brulli.

20 Immagine(i), Inserita il 04/04/2013

Un anello per le soleggiate borgate di Caprie sino alla Rocca Bianca



Un anello per le soleggiate borgate di Caprie sino alla Rocca Bianca

Località di partenza: Slargo presso il ponte sul rio sulla strada che da Caprie sale a Piagnolo mt. 400 Dislivello: mt. 750 complessivi c.ca
Tempo complessivo: 6 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle di Susa – Musinè – Val Sangone
Collina di Rivoli Fraternali Editore

Questo itinerario, che sceglie di salire alle soleggiate borgate di Caprie, tutte raggiunte oggi dalla strada, percorrendo lungamente un sentiero che parte da fondovalle, incontra, nel procedere, piccoli nuclei di case tutt’oggi ancora abitati, mentre altri sono da tempo abbandonati e diruti. Raggiunta alla sommità la borgatina di Comba, dove partono i sentieri per la valle del Sessi e per il Rocca Sella, si scende poi a valle passando per Camparnaldo e Campambiardo, dove oltre si può, con una deviazione, salire in vetta alla Rocca Bianca per poi ritornare sui propri passi ed intraprendere la traccia che attraversando lungamente degli assolati, boscosi pendii, riconduce al punto di partenza.
Ideale per le stagioni che vanno dall’autunno alla primavera, questo anello ha uno sviluppo notevole, spaziando dalla chiesetta di S. Pancrazio alle pendici del Rocca Sella sino alla Rocca Bianca, avendo altresì la possibilità di scegliere, sia per salire che per scendere, di alcune alternative, che questi versanti offrono; la bella mulattiera che da Piagnolo sale a Celle è stata recentemente ripulita, mentre altri tratti, tutti comunque percorribili, necessiterebbero di alcuni interventi migliorativi, come la lunga traccia per la borgata Sala che parte poco fuori l’abitato di Campiambiardo.

25 Immagine(i), Inserita il 24/03/2013

Un anello nel vallone del Gran Dubbione per il colle di Cro ed il monte Parpaiola



Un anello nel vallone del Gran Dubbione per il colle Cro ed il monte Parpaiola

Località di partenza: Dubbione presso il ponte di Annibale mt. 550
Dislivello: mt. 684
Tempo complessivo: 6 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei Sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

Il vallone del Gran Dubbione, “Una valle che profuma d’antico”, s’incunea profondamente lateralmente alla valle principale del Chisone ed è chiuso dalla cerchia di monti che vanno dal monte Cucetto al monte Cristetto passando per la Punta della Merla e la Punta dell’Aquila. Là dove si divide per formare da una parte la Comba Gleisassa, con la spettacolare via dei sette ponti, e la comba dei Traversi dall’altra, parte anche una traccia che risalendo il rio Costabella ed il Combale delle Combe raggiunge alla sommità il colle di Cro sul crinale che separa la valle del Chisone e quella del Lemina. Uno stradello percorre lungamente questo crinale toccando per via vari colli. Proseguendo sullo stesso, superato quello di Pra Martino, dove transita la strada che consente di scendere in val Chisone o in val Lemina, si giunge alla cappella di S. Benedetto dove una strada ed un sentiero scendono a fondo valle Chisone.
Questo itinerario s’incunea all’interno della vallone del Gran Dubbione percorrendo la traccia posta sulla sinistra orografica del torrente, normalmente poco conosciuta e frequentata, scendendo poi al corso d’acqua di cui si risale per un tratto il corso. Saliti al colle di Cro e percorso lungamente il crinale, guadagnata la cima del monte Parpaiola, si scende a valle per un’altra via che transita per la borgata di Giborgo.
Questa del Gran Dubbione è senza dubbio un’incantevole valle che merita essere conosciuta per i numerosi itinerari che in essa si possono effettuare e per i singolari ambienti che si attraversano, aprendosi a ventaglio, nella parte mediana oltre la cappella di Serforan, a tre valloni che nella parte alta diventano spettacolari, aspri e selvaggi.

25 Immagine(i), Inserita il 18/03/2013

Il Bosco dell'Impero



Il Bosco dell’Impero

La sistemazione dell’alto bacino del torrente Lemina, realizzata da parte del Consorzio Provinciale Rimboschimenti, incominciò cent’anni fa alle pendici del monte Rochisie con il rimboschimento di alcuni incolti e terminò poco prima dell’ultima guerra mondiale allorché venne inaugurato il “Bosco dell’Impero” (denominazione di chiara impronta fascista) nel territorio posto poco sopra l’abitato di Talucco nella val Lemina.
Prima dell’inizio dei lavori l’area appariva completamente nuda, impoverita da tagli troppi intensi effettuati sul bosco preesistente e dal pascolo caprino che impediva ovunque lo sviluppo di nuove piantine.
L’intervento fu dunque realizzato con lo scopo di proteggere questi versanti dai problemi di erosione e di instabilità che avrebbero potuto coinvolgere le borgate sottostanti, in quel tempo molto popolate.
In tal senso furono costruite, oltre a sentieri e piccole strade di servizio, alcune opere accessorie di sistemazione costituite da muretti in pietra e piccole briglie (sbarramenti trasversali che servono a limitare la pendenza dei corsi d’acqua).
La scelta delle specie da impiegare nel rimboschimento fu orientata verso “piante rustiche” cioè in grado di adattarsi con facilità alle condizioni locali e soprattutto di svilupparsi si terreni poveri, poco profondi e con forte erosione superficiale.
Osservando bene la situazione attuale si può certamente riconoscere che il lavoro intrapreso ha raggiunto i risultati prefissati di copertura del suolo e di regimazione delle acque e oggi, laddove vi era un paesaggio lunare, c’è un bosco rigoglioso in piena attività.
Nella parte del rimboschimento alle quote superiori, lungo la cresta che unisce il colle Ciardonet al monte Rochisie, la specie più frequente è senza dubbio il pino silvestre che oramai si è decisamente naturalizzato espandendosi oltre l’area originaria di impianto. Nella parte bassa invece, in quello che è definito il vero e proprio “Bosco dell’Impero”, sono più diffusi il larice e l’abete rosso.
Nel corso degli anni sono stati eseguiti degli interventi di miglioramento che hanno provveduto ad allontanare dal bosco tutti i soggetti poco sviluppati (perché chiusi, nella lotta per la ricerca della luce, da altri individui più vigorosi), malati o oramai quasi morti per attacchi di parassiti. Questi interventi sono però stati condotti in modo discontinuo e solamente su aree limitate, cosicché attualmente vi sono vaste zone (la fascia alle quote superiori) che necessitano urgentemente di tagli in grado di liberare dalla concorrenza soggetti di buon avvenire, in particolar modo le giovani piantine (la cosiddetta “rinnovazione”), che affollano il sottobosco, al fine di aiutare i processi di ricambio naturale e di garantire la continuità nel tempo della copertura arborea.

4 Immagine(i), Inserita il 14/03/2013

Un anello per il monte Freidour lungo il sentiero David Bertrand



Un anello per il monte Freidour lungo il sentiero David Bertrand

Località di partenza: Talucco nella val Lemina mt. 765
Dislivello: mt. 700 c.ca
Tempo di salita: 3 ore e 15 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 15 minuti c.ca tornando per il rifugio Melano- Casa Canada
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

Al monte Freidour, posto sulla lunga dorsale che separa la valli della Chisola e del Sangone da quelle del pinerolese, si può salire in vari modi. Questo itinerario, partendo dalla val Lemina, da Talucco, lo raggiunge passando per numerosi colli: per il colle Infernetto ed il colle Eremita che precede di poco l’ampia sella del colle Ciardonet oltre il quale ancora si prosegue per il colle Sperina. Si ritorna poi a valle transitando per il rifugio Melano – Casa Canada posto sotto le dirupate pareti della Rocca Sbarua dove sono presenti numerose vie di arrampicata.
Dal colle Infernetto al colle Sperina, stando sul versante di Cantalupa, del Noce, si percorre un lungo tratto del sentiero dedicato a David Bertrand, volontario AIB che perse la vita nell’incendio sul monte S. Giorgio. Questo sentiero, sempre ben segnato e segnalato, molto panoramico, partendo da Roletto termina a Piossasco dopo aver traversato lungamente per monti. Se si esclude il tratto in ascesa che dal colle Ciardonet porta al colle Sperina e poi in vetta al monte Freidour, questo itinerario può definirsi una rilassante, piacevole, lunga passeggiata nei boschi.

25 Immagine(i), Inserita il 12/03/2013

Un anello sui monti di Foresto tornando per il Truc S. Martino



Un anello sui monti di Foresto tornando per il Truc S. Martino

Località di partenza: Foresto, frazione di Bussoleno in val di Susa mt. 500
Dislivello complessivo: mt. 680 c.ca
Tempo complessivo: 4 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone – Val Chisone Fraternali Editore

Il rio Rocciamelone nasce alle pendici di questa montagna e prima di sfociare nella Dora Riparia forma un orrido, forse il più significativo della bassa valle di Susa insieme al vicino di Chianocco.
Questo itinerario s’inoltra lungamente sugli assolati pendii che contraddistinguono questi versanti. Attraversato il corso d’acqua si sale all’alpe Meisonasse, da tempo diruta, oltre la quale si scende ritornando al rio presso le Voute. Di qui una segnata traccia, traversando sotto la Rocca Rossa, guadagna la dorsale con il panoramico Truc S. Martino che domina l’abitato di Foresto e di lato l’incassato orrido dove scorre il rio Rocciamelone.
Molto panoramico e vario perché alterna tratti in piano ad altri dove si sale, si scende per poi riprendere a risalire, questo anello ben si presta per le stagioni che vanno dall’autunno alla primavera quando questi assolati versanti presto si liberano della neve permettendo di conoscere l’interno dell’orrido dove scorre il rio Rocciamelone ed i sentieri che lo percorrono facendo il paio con quello per l’alpeggio dell’Armita e Cà Teissard di maggiore estensione.

25 Immagine(i), Inserita il 05/03/2013

Un anello per il monte Musinè lungo le piste tagliafuoco



Un anello per il monte Musinè per le piste tagliafuoco

Località di partenza: Slargo presso il rio poco oltre la borgata Rivera mt. 400
Dislivello: mt. 750 c.ca
Tempo di salita: 2 ore e 45 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle di Susa – Musinè – Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

Nella prima metà del secolo scorso ingenti interventi di riforestazione hanno interessato i pendii ad est del torrente Messa tra i monti Curt e Musinè solcati oggi da piste tagliafuoco. Queste ampie tracce, poste parallelamente a diversa altitudine, questo itinerario le percorre per salire in vetta al Musinè e per discendere. Partendo dalla chiesetta della Madonna delle Grazie, che merita essere vista, si sale per sentiero alla prima tagliafuoco sulla quale si sta lungamente raggiungendo l’assolato versante sud del Musinè sul quale si sale immettendosi sulla traccia che parte da Pra Saboe presso Morsino. Lasciata la vetta del monte, rimanendo per un lungo tratto sul crinale che porta al monte Curt, giunti al colle della Bassetta si prosegue scendendo alla superiore pista tagliafuoco che si percorre integralmente sino al punto in cui si ricongiunge alla prima presso il parcheggio di Pera Pluc. Agli interminabili tratti pianeggianti sulle piste tagliafuoco, si alternano quelli su sentiero, soprattutto nella parte alta del percorso, che permettono di raggiungere la vetta del monte, punto assai panoramico dove spicca una gigantesca croce.
Questo itinerario, per stradelli e sentieri che solcano estete pinete, ben si presta per le stagioni che vanno dall’autunno alla primavera, quando questi soleggiati pendii presto si liberano dalla neve consentendo di salire su una cima significativa senza particolari difficoltà.

21 Immagine(i), Inserita il 21/02/2013

Un anello per sentieri e borgate nella valle del Sangonetto sino al col Bione



Un anello per sentieri e borgate nella valle del Sangonetto sino al col Bione

Località di partenza: Borgata Sartorera nel vallone dell’Indiritto mt. 1002
Dislivello: mt. 428
Tempo complessivo: 4 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa val di Susa – Musinè – Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

Un tempo le tante piccole borgate all’Indiritto, nel vallone del Sangonetto, erano molto abitate e numerosi sentieri salivano ad esse da fondovalle e le collegavano. Ora la strada arriva dappertutto e pertanto i sentieri, specie quelli marginali, non più percorsi e frequentati, sono in stato di abbandono, a volte quasi impercorribili. Di solito l’escursionista, per quelli più battuti, raggiunge le mete più significative della valle come il col Bione o percorre la lunga cresta che prosegue per il colle del Vento passando per il colle Bè Mulè ed il piano dell’Orso, oppure si porta verso l’alpe Palè e di Giaveno sino al lago Blu e ancora oltre.
Questo itinerario, di proposito, raggiunge numerosi piccoli insediamenti e abbandonati alpeggi di questo assolato versante utilizzando sentieri poco frequentati comunque percorribili: lunghi tratti in piano si alternano ad altri dove si sale, raggiungendo infine il col Bione, piccola sella che comunica con la valle di Susa, dov’è presente una cappella dedicata alla Madonna della Neve.
Adatto ad ogni stagione, perché la neve poco si ferma su questi soleggiati pendii, questo panoramico itinerario ben si presta per tutti coloro che amano percorrere sentieri e mulattiere con l’unico scopo di praticare una sana camminata in montagna alla scoperta di minuscole borgate e sentieri sconosciuti che poi sono i piccoli gioielli della valle.

20 Immagine(i), Inserita il 07/02/2013

Un breve anello nella valle del Sessi



Un breve anello nella valle del Sessi

Località di partenza: Slargo poco oltre la chiesetta della borgata di Siliodo Inferiore mt. 760 Dislivello: mt. 280
Tempo complessivo: 3 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: T/E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n ° 4 Bassa val di Susa – Musinè – Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

Il torrente Sessi nasce alle pendici dei monti Sbaron e Civrari per confluire nella Dora Riparia a valle di Caprie, in bassa val di Susa, dopo aver formato un orrido, uno dei tanti di questa parte della valle. Passando per i borghi montani di Lajetto e Pratobotrile, due tracce parallele si inoltrano lungamente addentrandosi all’interno del vallone per poi congiungersi quando raggiungono il corso d’acqua nei pressi del pilone dell’Immacolata, punto in cui la traccia nuovamente si divide per salire da una parte al colle la Bassa, dall’altra al Colombardo, là dove è stato ricostruito il nuovo ponte sul torrente.
Addentrandosi all’interno del vallone queste tracce permettevano di salire ai minuscoli alpeggi oramai abbandonati da tempo. Si superano nel procedere modesti dislivelli perché la pendenza è sempre minima e numerosi sono i tratti pianeggianti che assicurano una piacevolissima passeggiata avendo questi luoghi un fascino discreto e particolare che non muta con l’avvicendarsi delle stagioni. Di più, i tanti piloni votivi che si incontrano lungo il percorso testimoniano la profonda fede della gente di queste avare montagne che rendeva gloria a Dio con il proprio duro lavoro.
Ogni tanto, quando la vegetazione si dirada, lo sguardo si spinge verso i monti che fanno da corona alla valle, come la lunga cresta che dal Rocca Sella sale al Civrari, con le falesie e i gli ammassi rocciosi che emergono dai pendii di questo selvaggio vallone a due passi da Torino.

25 Immagine(i), Inserita il 05/02/2013

423 albums in 43 pagina(e) 1 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 43

Accesso
Nome utente:

Password:


Registrati

Hai perso la password?

Condividi

Cerca
Google


Ricerca avanzata


Installa motore di ricerca

Utenti connessi
78 utenti sono connessi

Iscritti: 0
Visitatori: 78

altri...

A quanto siamo...
Siamo a:



pagine visitate

Pubblicità

   


Google
LaFiocaVenMola.it - info@lafiocavenmola.it