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Album Foto > Album personali > Beppe46 11450 immagini in 423 albums visti 1101012 volte
Salita al Roc del Boucher dalla valle di Thuras



Salita al Roc del Boucher dalla valle di Thuras

Località di partenza: Parcheggio poco a monte di Rhuilles mt.1730
Dislivello: mt. !555
Tempo di Salita: 6 ore c.ca dal parcheggio poco oltre Rhuilles
Tempo di discesa: 3 ore e 45 minuti c.ca
Difficoltà: EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta val di Susa – Alta val Chisone
Fraternali Editore

Le incantevoli valli Argentera e Thuras, poste in alta val di Susa, sono separate da un’estesa catena montuosa le cui cime superano tutte i tremila metri di altitudine. Non tutte sono facilmente raggiungibili per il dislivello da superare e per l’impegno che richiedono dal punto di vista fisico e alpinistico: tra queste il Roc del Boucher ai cui si accede unicamente dalla valle di Thuras.
A questa cima, un esteso ammasso roccioso, si perviene per vaghe tracce percorrendo da prima gli erbosi pendii di fondovalle, poi, giunti alla conca terminale, le rocce rotte e gli sfasciumi che contraddistinguono la parte alta del percorso raggiungendo, al termine di una faticosa ascesa, le due ravvicinate croci di vetta. A parte un’indicazione a fondovalle, dove si stacca il sentiero per questa cima, per tutta la durata dell’itinerario non si hanno altri riferimenti se non dati dai numerosi ometti che costellano l’ascesa, sempre da ricercare soprattutto là dove il sentiero serpeggia nell’alta erba delle praterie di fondo. La salita a questo monte è riservata, per questo e altri motivi, a escursionisti esperti che sappiano muoversi in ambienti privi o con pochi riferimenti, dove conta molto esperienza ed intuito. Non vi sono tratti esposti, ma questa panoramica cima la si raggiunge con tempi lunghi e dopo una faticosa ascesa.
Per questo e per altro ci pare di dire sia poco frequentata. Dalla cima imponente visuale sulle vette che la contornano e sui solchi vallivi.

26 Immagine(i), Inserita il 14/08/2023

Salta al monte Giornalet da Bessen Haut



Salita al monte Giornalet da Bessen Haut

Località di partenza: Bessen Haut mt. 1962
Dislivello: mt:1100
Tempo di salita: 3 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone
Fraternali Editore

L’estesa dorsale montuosa che va dal monte Banchetta, sopra Sestriere, al monte Barifreddo separando la valle Argentera dalla Val Troncea, nelle alte valli di Susa e del Chisone, presenta come cima intermedia il monte Giornalet meta di questa escursione.
Questa vetta, superante di poco i tremila metri, vista da fondo valle si presenta come un grosso mammellone roccioso a prima vista quasi inaccessibile per i ripidi pendii che bisogna affrontare per raggiungere la cima.
Partendo da Bessen Haut, piccola borgata si Sestriere, già in quota, percorso il piacevole stradello che conduce al nuovo bivacco Rattazzo in località “Sette Fontane”, superate le due superiori radure pascolative e abbandonata la traccia per il colle delle Rocce Platasse, si affrontano da prima i dolci pendii pascolativi, poi le rocce e gli estesi sfasciumi e le pietraie che portano in vetta a questo cima dove la prospettiva s’apre ampissima sui monti all’intorno e sui solchi vallivi.
Una traccia, a tratti visibile, comunque intuibile, non segnata, tantomeno segnalata, ma evidenziata da numerosi ometti, nel tratto finale assai ripida su pietraia, serpeggia sul fianco della montagna portando in cima a questo monte oggi contrassegnato da un grosso ometto di pietre.

25 Immagine(i), Inserita il 07/08/2023

Salita al bivacco Sigot nel vallone di Galambra



Salita al bivacco Sigot nel vallone di Galambra

Località di partenza: Parcheggio poco prima del rio di Galambra mt. 1780
Dislivello: mt. 1140
Tempo di salita: 4 ore e 15 minuti c.ca
Tempo di discesa: 3 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 1 Alta valle Susa

In ricordo di Mario Sigot, alpinista caduto anni fa sulla Grand Hoche, il CAI di Susa ha realizzato un bivacco posizionato nell’alto vallone di Galambra sopra Exilles in valle Susa.
Punto di partenza per accedere ai cinque tremila che lo attorniano, vale a dire il Truc Peyrous, la Cima del Vallonetto, la Punta Galambra, la Punta Sommeiller e la Punta d’Ambin , il bivacco sempre aperto possiede otto posti letto ed è dotato di coperte, tavolo e panche, persino di illuminazione fornita da un piccolo impianto, acqua non molto distante. Normalmente lo si raggiunge dal vallone di Galambra: data la sua felice posizione, oltre alle cime citate, è possibile valicare scendendo verso Bardonecchia percorrendo la Valfredda oppure il vallone di Rochemolles. Ambienti a suo tempo fortemente militarizzati come testimoniato dai ruderi dei ricoveri, alcuni sentieri alternativi, impegnativi, di recente risegnati e mantenuti, permettono di traversare rimanendo sempre in quota così raggiungendo prima quello che sale al bivacco Blais a colle d’Ambin est e da questo il monte Niblè oppure il rifugio Vaccarone passando dal passo Clopaca.
La salita al bivacco Sigot, lunga e faticosa, rimane pur sempre appagata dall’ospitalità che la struttura offre non che dall’ampissima veduta che da lassù si gode sulle cime che l’attorniano.

19 Immagine(i), Inserita il 24/07/2023

Un anello in val Germanasca. Dalla borgata Bessè alla cima Meisoun passando dalla borgata Fontane



Un anello in val Germanasca. Dalla borgata Bessè alla cima Meisoun passando per la borgata Fontane.

Località di partenza: Borgata Bessè mt. 1020
Dislivello complessivo: mt. 570
Tempo complessivo: 4 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Borgate senza più residenti, sentieri che più nessuno percorre, miniere di talco da tempo chiuse, altra ancora in attività, cime sconosciute ai più, arditi sentieri: ecco cosa s’incontra sviluppando questo insolito itinerario.
Partendo dalla borgata Bessè, all’inizio del vallone di Massello, uno dei quattro del comprensorio del Germanasca, salendo e poi scendendo per superare asperità, si giunge a Pomeifrè dove è attiva una miniera nella quale si estrae il Talco: è l’unica ancora in funzione nella valle rispetto alle numerose di un tempo. Stando per un tratto vicini al torrente, più avanti lo si lascia per salire a Fontane, frazione di Salza, percorrendo un ardito sentiero, andino per come è strutturato, certamente la cosa più interessante di tutto l’itinerario. Posta in una soleggiata posizione, da Fontane ancora si sale in direzione del Colletto delle Fontane, che non si raggiunge, prendendo per via lo stradello che porta alla cima Meisoun e poi all’insediamento posto poco sotto la boscosa cima che ha questo nome. Di qui si torna a Bessè restando lungamente sul sentiero di valle.
Fatto per chi ama camminare, questo percorso alterna lunghi tratti piacevolmente pianeggianti ad altri dove si sale o si scende attraversando luoghi e località fuori dal solito giro, comunque assai panoramiche sulla valle di Prali e su quelle limitrofe.

25 Immagine(i), Inserita il 29/11/2022

Un anello in val Pellice. Da Bobbio ai ruderi dell'alpe del Colletto



Un anello in val Pellice. Da Bobbio ai ruderi dell’alpe del Colletto

Località di partenza: Piazza del municipio a Bobbio Pellice mt. 744
Dislivello: mt. 624
Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale1:25.000 n° 7 Val Pellice Fraternali Editore

L’ultimo comune della val Pellice è Bobbio. I versanti all’Indiritto, soleggiati ed ameni, pullulano di borgate ancor oggi con molti residenti, quelli all’Inverso invece sono ricoperti da fitte foreste: latifoglie, soprattutto castagni nella parte bassa, faggi, abeti e larici man mano si sale. Parliamo dei pendii sottostanti l’esteso crinale che partendo da fondovalle separa la valle principale dall’attigua Comba dei Carbonieri. Alcuni colli tra le cime permettono di comunicare tra le due valli. Il più importante è il col Barant o Baracun dove uno stradello avente origini militari salendo dalla Conca del Pra, dove sorge il rifugio Jervis, permette di scendere al rifugio Barbara Lowrie.
Su questo crinale, già in quota, sino a non molto tempo fa esisteva un alpeggio che si raggiungeva percorrendo un ripido sentiero: l’alpe del Colletto oggi ridotta a rudere. E’la meta di questo itinerario che partendo da fondovalle, da Bobbio Pellice, la raggiunge stando sempre su uno stradello sostanzialmente realizzato per permettere l’esbosco. Si sale e si scende piacevolmente, senza fretta, e tutto il percorso è ciclabile.
A metà c.ca della salita si può abbreviare il percorso, che pertanto diventa quasi una passeggiata, percorrendo la Pista Alta rientrando poi a Bobbio per la Pista Bassa. Queste due tracce sono state utilizzate ritornando così da poter sviluppare un anello.

25 Immagine(i), Inserita il 22/11/2022

Un anello da Oulx al Forte di Chateau Beaulard. Il tiglio di Villaretto.



Un anello da Oulx al Forte di Chateau Beaulard. Il tiglio di Villaretto.

Località di partenza: Primo tornante della strada Oulx -Cappella della Cotolivier mt. 1185
Dislivello complessivo: mt. 500
Tempo complessivo: 5 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone
Fraternali Editore

Il crinale che da Oulx s’eleva separando la valle della Dora da quella della Ripa presenta un primo rilievo sul quale s’erge la chiesetta della Madonna della Cotolivier raggiunta da uno stradello che partendo da fondovalle tocca per via piccoli nuclei abitativi. Mentre i pendii che degradano nella valle della Ripa sono aperti e soleggiati, quelli sul versante Dora sono ricoperti da fitte foreste di conifere e latifoglie.
In questo itinerario, percorso un tratto di strada in direzione della cappella della Cotolivier, al primo tornante la si abbandona prendendo lo stradello che in breve porta alle poche case di Villaretto dove sorge un tiglio centenario. Scesi poi al fondo, alla chiesetta della Madonna della Neve, lungamente di prosegue non lontano dal corso della Dora, raggiungendo più avanti il bivio dove si lascia la traccia che prosegue sul piano per il sentiero che addentrandosi in una stretta gola esce di sopra alla borgata di Chateau Beaulard dominata verso valle dal mammellone detto “Il Forte”, meta di questo itinerario, che si raggiunge. Ritornati alla borgata si rientra alla strada per Oulx per altra via sviluppando così un anello.
Dato che si parte da fondovalle, questo itinerario si presta ad essere effettuato in una bella giornata autunnale, per la mitezza del clima, per il contrasto cromatico dei colori dato dal “foliage”, dall’azzurro del cielo e dal bianco della prima neve sulle cime.

25 Immagine(i), Inserita il 21/10/2022

Le scuolette Beckwith delle valli valdesi



La scuolette Beckwith delle valli valdesi

Il 17 febbraio del 1848 il re Carlo Alberto di Savoia annunciò che i valdesi, perseguitati e costretti molte volte a dolorosi esili, erano finalmente liberi e avrebbero avuto gli stessi diritti degli altri abitanti del Piemonte.
Mentre nel resto dell’Italia, allora non ancora unificata, l’analfabetismo era diffuso, nelle valli valdesi grazie al generale inglese Charles Beckwith l’alfabetizzazione raggiunse picchi incredibili non confrontabili con nessun’altra realtà italiana contemporanea. Grazie a questo generale furono costruite scuole in edifici adatti che portano ancor oggi il nome del loro promotore. Le scuole erano dotate di materiali innovativi che lo stesso Beckwith fece arrivare direttamente dall’Inghilterra. Lo stesso organizzò corsi di aggiornamento per docenti presso la Scuola Normale di Losanna in Svizzera e introdusse l’uso della lingua italiana.
A Gros Passet, borgata nel vallone di Massello - val Germanasca, una scuoletta Beckwith è stata recentemente ristrutturata. Sedendo tra i banchi il visitatore potrà andare con il pensiero a quei bambini e bambine che lì impararono a leggere e scrivere portandosi da casa un ceppo di legno che avrebbe riscaldato la scuola.

7 Immagine(i), Inserita il 14/10/2022

Una passeggiata ad anello nel vallone di Massello



Una passeggiata ad anello nel vallone di Massello

Località di partenza: Borgata Gros Passet mt.1300
Dislivello complessivo: mt. 500 c.ca
Tempo complessivo: 2 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: T/E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Quella di Massello, con Salza e Rodoretto, sono le valli laterali del bacino fluviale del Germanasca staccandosi queste sulla destra orografica rispetto alla valle che conduce a Prali.
Al ponte Rabbioso, poco oltre Perrero, si lascia la valle principale e percorrendo inizialmente una stretta gola si giunge all’ampio anfiteatro dove s’apre il vallone di Massello.
Un tempo assai popolate, le numerose borgate di questa valle oggi hanno pochi residenti. Coltivi e praterie sono state da tempo abbandonate basandosi l’economia locale oggi non più sull’agricoltura e sulla pastorizia.
Il vallone di Massello, poco frequentato dagli escursionisti, è di una straordinaria bellezza paesaggistica. Alcuni colli permettono di scendere nell’attigua valle del Chisone e cime significative coronano la valle. Il rio che scorre forma a monte di Balsiglia una spettacolare cascata e un ardito sentiero scavato dagli alpini taglia le pendici meridionali del monte Ruetas.
Questa valle, inoltre, è strettamente legata agli eventi storici che riguardano la fede valdese. A Balsiglia un museo ricorda il glorioso rimpatrio del 1689 quando ritornando dall’esilio in Svizzera i valdesi fronteggiarono l’esercito franco-sabaudo.
Un percorso museale tra le borgate della valle, denominato “La ruota e l’acqua”, inoltre, permette di conoscere e comprendere quanto un tempo questi luoghi fossero abitati e come la popolazione potesse trarre sostentamento da un’economia prettamente agricola.
In questo itinerario, partendo dalla borgata di Gros Passet, oggi con solo due residenti, ci si addentra sul versante soleggiato di valle raggiungendo un abbandonato alpeggio. Con ampio giro ad anello si torna poi al punto di partenza.

15 Immagine(i), Inserita il 04/10/2022

Un anello in alta valle Argentera. Dal bivacco Casalegno sotto il col Mayt ai laghi della Fioniere



Un anello in alta val Argentera. Dal bivacco Casalegno sotto il col Mayt ai laghi della Fioniere

Località di partenza: Parcheggio Montenero dove la valle Argentera si divide mt. 1912
Dislivello complessivo: mt. 988
Tempo complessivo: 5 ore e 45 minuti c.ca compresa la salita al col Mayt.
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone Fraternali Editore

La valle Argentera è la valle dove nasce la Ripa che con la Dora di Bardonecchia a Oulx dà vita alla Dora Riparia. Al fondo questa valle si divide in due: quella si sinistra è propriamente la valle dove nasce la Ripa è ha nome valle Lunga perché così configurata, mentre quella di destra è la valle della Gran Miol dove nella parte mediana sorge un elevato alpeggio che produce il Plaisentif, la toma alle viole.
Partendo dal parcheggio Montenero, nel punto in cui la valle Argentera si divide, in questo itinerario si percorre lungamente il vallone della Gran Miol sino al valloncello che risalito porta da prima ai ruderi della caserma XXIII, dove è stato ricavato un locale ad uso bivacco, poi, volendolo, si sale al col Mayt che immette nel Parco Naturale Regionale del Queyras in territorio Francese. Tornati al bivacco, ancora traversando e salendo si possono infine raggiungere i laghi della Fioniere posti sotto la Punta Ramiere. Percorrendo luoghi di una straordinaria bellezza paesaggistica si può tornare a valle per altra via sviluppando così un anello. Si sappia che questo sentiero alternativo, evidente e segnato di rosso, è facilmente e piacevolmente percorribile nella sua parte alta, mentre quando si entra nel bosco, cioè nel suo tratto terminale, è assai ripido e numerosi impedimenti naturali come alberi caduti, frane e altro ostacolano non poco il cammino. Nondimeno merita essere percorso.
Per tutta la durata dell’itinerario la vista s’apre ampissima sulle valli e suoi monti che le cingono.
Spettacolare l’ambiente circostante i laghi della Fioniere.

29 Immagine(i), Inserita il 20/09/2022

Un anello al nuovo bivacco Matteo Corradini alla Dormillouse



Un anello al nuovo bivacco Matteo Corradini alla Dormillouse

Località di partenza: Rhuilles mt. 1665
Dislivello: mt. 1182 per il bivacco Corradini, 1235 per la Cima Dormillouse
Tempo di salita: 4 ore c.ca
Tempo di discesa: 3 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone Fraternali
Editore

Il bivacco Corradini è stato realizzato presso la cima Dormillouse in ricordo di Matteo. Aveva solo 17 anni quando ci ha lasciati. Matteo amava molto la montagna, “adorava la neve, lo sci alpinismo e il free ride. Gli piaceva la gita alla Dormillouse dove saliva ogni anno per poi lasciarsi scivolare nella polvere”.
Il bivacco Matteo Corradini si trova poco sotto la cima Dormillouse, sullo spartiacque di confine tra la valle di Thuras e la valle francese della Cerveyrette sulla via per ascendere in vetta al monte Terra Nera.
Partendo da Rhuilles in valle Thuras e percorrendo lungamente il disastrato stradello che sale nel vallone Chabaud in direzione del colle, presso i ruderi di un bunker fatto saltare si prosegue sulla mulattiera che sale alle opere di difesa predisposte a suo tempo dai nostri militari presso la cima Dorlier. Giunti più sopra si percorre lungamente nella valletta a cui seguono due balze che portano la traccia al lac du Fond da dove, ancora in ripida ascesa, fatta la terza, si perviene al bivacco Corradini allestito poco sotto la vetta della cima Dormillouse su un poggio al riparo dalla valanga.
Per rientrare, in alternativa al percorso d’ascesa, si può scegliere di percorrere l’interminabile cresta di confine, la Crete de la Dormillouse, scendendo poi direttamente al col Chabaud dal quale si torna a Rhuilles. Spettacolare e imperdibile quanto di lassù si vede.

30 Immagine(i), Inserita il 13/09/2022

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