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Album Foto > Album personali > Beppe46 10299 immagini in 382 albums visti 832287 volte
Un anello tra la val Chisone e la valle Germanasca. Dalla Punta Ceresa alla Punta Tre Valli



Un anello tra la val Chisone e la valle Germanasca. Dalla Punta Ceresa alla Punta Tre Valli

Località di partenza: Borgata Passoir mt. 829
Dislivello complessivo: mt.850
Tempo complessivo:& ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1.25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone
Fraternali Editore

A Perosa Argentina la valle del Chisone si divide dando inizio al solco vallivo della valle del Germanasca. La dorsale montuosa che separa le due valli presenta come prima cima significativa dominante gli abitati di Perosa Argentina e Pomaretto la Punta Ceresa mentre più su, superata una ripida balza, fitti boschi di abeti nascondono la Punta Tre Valli seconda cima raggiunta da questo itinerario.
Partendo dalla borgata Passoir, quasi a fondovalle Chisone, pervenuti all’abbandonata borgata di Champriand poco sotto lo sperone roccioso della Rocca la Pera, un lungo traverso ascendente nel chiuso del bosco consente di raggiungere la Punta Ceresa con bella vista su tutta la bassa valle del Chisone. Scesi poi all’abitato di Faure, borgata tuttora abitata più elevata di Pomaretto, si affronta infine la ripida balza nella faggeta che faticosamente porta a guadagnare la chiusa Punta Tre Valli che anticipa il colle della Buffa sulla via che per cresta conduce alla ben più corposa Punta Midi o Muret. Sia in ascesa che nello scendere si percorrono tratti di sentiero poco o per nulla segnati, recentemente però segnalati da opportuna cartellonistica, ma solo alcuni. Poco percorse queste tracce tendono a perdersi perché non mantenute aggiungendosi al tutto il fatto che su entrambi i versanti sono state tracciate di recente delle piste forestali finalizzate all’esbosco che di molto hanno sconvolto l’ambiente preesistente. Nel ritornare si transita infine per l’abitato di Coutandin borgata natale dei genitori di Fernandel l’indimenticabile don Camillo della serie cinematografica. Un recente cartello posizionato dal comune di Perosa Argentina, mentre evidenzia la casa lasciata dai suoi quando emigrarono in Francia dove il personaggio nacque, ne traccia un’esaustiva biografia subodorando che egli invece sia nato proprio qui.

30 Immagine(i), Inserita il 18/05/2019

Un anello per i monti Freidour e Tre Denti ed il rifugio Melano-Casa Canada dal colle Cro



Un anello per i monti Freidour e Tre Denti ed il rifugio Melano-Casa Canada dal colle Cro

Località di partenza: Colle di Cro mt. 1155
Dislivello complessivo: 650 mt. c.ca. Tutto l’itinerario è però un continuo saliscendi.
Tempo complessivo: 5 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

I monti Freidour e Tre Denti emergono sul lungo crinale che dalla pianura s’eleva verso monte separando le valli della Chisola e del Sangone da quelle del Noce, del Lemina e del Chisone.
Aspri, rocciosi e dirupati, sui versanti che danno sulle valli del Noce e del Lemina sono presenti numerose vie d’arrampicata e punto di partenza per accedervi è il rifugio Melano detto anche Casa Canada poiché l’originale struttura in tronchi, dono a Torino di quel paese, e stata posizionata il loco dopo le olimpiadi invernali del 2006.
Partendo dal colle di Cro, separante la valle del Lemina da quella del Chisone, giunti sul crinale al monte Sette Confini, con alterni alti e bassi tutto lo si percorre sino al colle della Bessa toccando per via prima il monte Freidour, dove spicca il monumento in ricordo degli aviatori caduti con il loro aereo tentando portare aiuti alla Resistenza nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, poi il monte Tre Denti con il traliccio reggente la Madonnina sul dente occidentale e la minuscola chiesetta su quello orientale. Un lungo traverso fatto a saliscendi riporta infine al colle di Cro toccando per via il rifugio Melano-Casa Canada.
I boscosi pendii che si attraversano, costellati da numerosi ammassi rocciosi, sono stati pesantemente attraversati dal fuoco che ha imperversato su questi versanti nell’autunno del 2017.
Grazie all’impegno e alla dedizione di volontari molti ostacoli sono stati rimossi, alcune tracce pulite e rimesse a nuovo come l’ingegnoso tratto di sentiero che dal colletto Castellar conduce al rifugio.
Da questi monti ampia vista in tutte le direzioni perdendosi lo sguardo verso la catena alpina da una parte e verso la pianura dall’altra.

25 Immagine(i), Inserita il 03/05/2019

Un anello per il Rocca Sella da Celle



Un anello per il Rocca Sella da Celle

Località di partenza: Case Trucetto mt. 938
Dislivello: mt. 570
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora c.ca
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone –Collina di Rivoli Fraternali Editore

L’estesa dorsale montuosa che da fondo valle val Susa si propende verso monte terminando al massiccio del Civrari presenta come primo rilievo significativo il monte Rocca Sella. Aspro, roccioso, dirupato, apparentemente irraggiungibile, sulla sua cima salgono diverse vie alcune piuttosto impegnative. Sulla vetta da tempo è stata edificata una minuscola cappella, dominata da una statua della Madonna, che al bisogno può offrire un sicuro riparo.
Il punto di partenza di questo itinerario sono le Case Trucetto poste di poco a monte di Celle minuscola borgata montana di Caprie comune della bassa val di Susa.
Poiché le vie d’accesso al Rocca Sella sono numerose, in questo itinerario s’è scelto di proposito di utilizzare in salita un tratto del sentiero “Aurora” che poi si abbandona per il sentiero che porta al colle Arponetto, aggirando così il monte sul versante orientale, mentre per scendere si prende il “Canalone”, ripido ed impegnativo soprattutto nella parte alta.
Da questo montuoso balcone panorama ampissimo sulla valle, sui monti, sulla dirimpettaia Sacra di S. Michele aprendosi la vista sino alla vicinissima Torino.

30 Immagine(i), Inserita il 12/03/2019

Un anello sui monti di Mompantero. Dalla Madonna dell'Ecova al monte Molaras



Un anello sui monti di Mompantero. Dalla Madonna dell’Ecova al monte Molaras

Località di Partenza: Madonna dell’Ecova mt. 710
Dislivello complessivo: 690 mt.
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone – Val Chisone Fraternali Editore

La seicentesca chiesetta della Madonna dell’Ecova si trova sulla strada che da Susa sale verso il Rocciamelone poco sopra l’abitato di Urbiano nel comune di Mompantero. Da qui parte una traccia che alla borgata Braida, poco sopra l’edifico sacro, si sdoppia. Quella più a monte raggiunge Chiamberlando, quella più a valle si porta traversando in direzione della valle del rio Rocciamelone confluendo tutte e due a quote diverse sul sentiero 560 che salendo da fondovalle, da Foresto raggiunge al termine di una lunga ascesa il colle della Croce di Ferro dal quale si scende nella valle di Viù. In questo itinerario si percorre la prima in ascesa, la seconda tornando raccordandosi la traccia con il sentiero 560 sul quale si sta per un tratto nel percorso discendente dal monte Molaras meta ultima di questo anello.
Sostanzialmente si percorrono due sentieri quasi paralleli, traversando lungamente sul soleggiato versante di valle sopra la precipitante Rocca del Chiodo, per ambienti aridi e siccitosi, rocciosi, pesantemente percorsi di recente dal fuoco come altri di questa parte della valle di Susa.
I piccoli insediamenti che si incontrano, tutti oggi privi di residenti fissi, gli estesi muretti dei terrazzamenti, i sentieri che li attraversano stanno a testimoniare come nel passato questi posti fossero fortemente antropizzati ricavandone il montanaro sussistenza con la pastorizia e i coltivi che meglio si adattavano agli aridi pendii di questi versanti. Qui veniva coltivata la vite, i cereali, gli alberi da frutto, anche si fienava. Con l’abbandono si sono sostituiti ai coltivi via via le specie arboree come la roverella ed il pino silvestre di cui ora ci rimangono i resti carbonizzati.
Oltre la salita al panoramicissimo monte Molaras, deturpato da un enorme traliccio si spera tra poco demolito, in questo itinerario è assai interessante la parte in cui si discende per un tratto sul versante nord del monte nella valle del rio Rocciamelone ed il successivo attraversamento sotto le sue dirupate pareti meridionali. Itinerario che ben si presta ad essere effettuato dall’autunno inoltrato all’inizio della primavera poco fermandosi la neve sui soleggiati versanti che si attraversano.

35 Immagine(i), Inserita il 08/01/2019

Un anello per la Sacra di San Michele



Un anello per la Sacra di San Michele

Località di partenza: Piazzale dove parte la ferrata “Carlo Giorda” mt. 360
Dislivello: mt. 600
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti c.ca
Difficoltà: T/E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone - Collina di Rivoli Fraternali Editore

Si dice che Umberto Eco si sia ispirato alla Sacra di San Michele per scrivere il romanzo “Il nome della Rosa”. Simbolo della regione Piemonte, la Sacra di San Michele è un’antichissima abbazia costruita attorno all’anno mille in vetta al monte Pirchiriano all’inizio della valle di Susa. Dedicata all’arcangelo San Michele si trova al centro di una via di pellegrinaggio lunga più di duemila chilometri che partendo da Mont Saint Michel in Francia porta a Monte Sant’Angelo in Puglia. Frutto dell’ingegno umano, imponente vista dall’esterno, il suo interno parla di arte e cultura mostrandosi agli occhi dei visitatori con grande impatto ed immediatezza. Vi si accede facilmente perché una strada arriva quasi nei pressi, mentre alcuni sentieri salgono da valle o scendono da monte.
In questo itinerario, partendo dal punto in cui inizia la ferrata “Carlo Giorda” che ardita porta in vetta al monte Pirchiriano, giunti a Sant’Ambrogio si sale al complesso monastico per la geniale traccia costellata dalla croci delle stazioni della Via Crucis, mentre per tornare a valle si percorre l’altra traccia che dal piazzale della Croce Nera scende all’abitato di Chiusa San Michele da dove in breve si torna al punto di partenza.
Data la sua importanza, per quanto è in essere e per quanto in essa è conservato, all’interno del complesso monastico della sacra di San Michele è stato allestito un percorso museale permettendo al visitatore di vedere, conoscere e ammirare questo manufatto frutto della Fede e dell’ingegno umano.

35 Immagine(i), Inserita il 01/01/2019

Un anello da San Didero ai ruderi della chiesetta della Trinità



Un anello da San Didero ai ruderi della chiesetta della Trinità

Località di partenza: San Didero mt.410
Dislivello: mt. 660
Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle di Susa – Musinè – Val Sangone -Collina di Rivoli Fraternali Editore

I soleggiati versanti all’Indiritto delle nostre valli, con le borgate, i piccoli insediamenti, gli alpeggi, un tempo erano assai popolati. Oggi non è più così. I sentieri che da fondovalle salivano alle borgate e tra loro le univano, spesso ampi e lastricati, non più percorsi e mantenuti tendono a perdersi, soprattutto quelli più marginali. I muretti dei terrazzamenti crollati, l’invadenza delle vegetazione caduta e non rimossa, i rovi e i cespugli spinosi, la mancanza totale di manutenzione, creano una barriera che di anno in anno si fa via via sempre più impenetrabile: le strade arrivando dappertutto non hanno salvato le borgate dallo spopolamento rendendo nel contempo inutili ed inservibili i sentieri. Prova ne fa che quelli che si percorrono in questo itinerario, sia per salire che per scendere, non sono segnati né segnalati.
In questo itinerario, partendo da San Didero comune della bassa val di Susa, toccando per via borgate per lo più oggi disabitate, molte abbandonate da tempo, si raggiungono al termine dell’ascesa i ruderi della chiesetta della Trinità sulla via che porta a Maffiotto e al “Sentiero balcone” della bassa valle. In alternativa alla traccia che da San Didero sale direttamente ai ruderi della chiesetta della Trinità passando per le borgate montane si propongono altri tratti che allungando di poco il tragitto permettono di praticare e di conoscere sentieri normalmente poco percorsi e frequentati come quello che da Leitera Inferiore riporta a San Didero passando per la borgata Toto.

30 Immagine(i), Inserita il 25/12/2018

Un anello sui monti di Condove. Da Mocchie al sacrario dei caduti della Veccherezza



Un anello sui monti di Condove. Da Mocchie al sacrario dei caduti della Veccherezza

Località di partenza: Mocchie mt. 794
Dislivello: mt.700
Tempo complessivo: 5 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone –Collina di Rivoli Fraternali Editore

Nell’alto vallone del Gravio, in bassa val di Susa, erano presenti durante la Resistenza alcune formazioni partigiane. Pochi giorni prima del 25 aprile in quei luoghi caddero in un’imboscata alcuni combattenti la Libertà, giovani vite spezzate dall’odio e dalla violenza. A perenne ricordo di quegli avvenimenti a monte di Mocchie, nel punto in cui il rio Balmusello s’appiana dando origine ad una conca, è stato edificato un sacrario, detto della Veccherezza, dove a ridosso di un roccione è stata posta una lapide con i nomi dei caduti. Il luogo è anche un sacrario che ricorda e unisce tra loro le vittime dell’odio, della violenza di tutte le guerre.
In questo itinerario, partendo da Mocchie borgata montana di Condove, comune della bassa val di Susa, per strade, stradelli e sentieri, incontrando per via borgate per lo più oggi disabitate, si raggiunge, al termine dell’ascesa, il sacrario dei caduti della Veccherezza. I numerose piloni presenti, le chiesette delle borgate sparse sui soleggiati pendii, ci rammentano la Fede profonda dei montanari di questa valle testimoniata dalla scritta sotto la croce al colle del Colombardo: “An ricort ed la gent ch’à l’ha passà ij so di su ste poure montagne rendand gloria a Nosgnor con so travaj”.
Rientrando si rasenta l’imponente Rocca Grisolo dalla cui cima la vista s’apre ampissima sui monti e sulle valli.

25 Immagine(i), Inserita il 16/12/2018

Un anello nella valle del rio Fronteglio sino al colle Colletto o colletto del Forno



Un anello nella valle del rio Fronteglio sino al colle Colletto o Colletto del Forno

Località di partenza: Ponte sul rio Fronteglio a Pontepietra mt. 580
Dislivello: mt. 550
Tempo di salita: 2 ore e 15 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

Appena superata Trana la prospettiva s’apre d’improvviso sulla valle del Sangone stagliandosi all’orizzonte il profilo dei monti che la chiudono. Aprendosi a ventaglio sono numerose le valli laterali che la conformano tutte percorsi da ruscelli gonfi d’acqua dopo forti piogge o al disgelo.
In questo itinerario si percorrono i due versanti di valle del rio Fronteglio che confluisce nel Sangone a Pontepietra a monte di Giaveno: in ascesa la parte all’Inverso, tornando quella all’Indiritto avendo come punto più elevato, meta del percorso, la modesta ma assai panoramica sella del colle Colletto, altrimenti detto colletto del Forno, posto su una dorsale discendente dalla Punta dell’Aquila. Salendo, dopo la borgata Savoia raggiunta ancora da uno stradello, si incontrano per via i ruderi di alcuni insediamenti al centro di praterie e coltivi da tempo in abbandono, mentre tornando se ne attraversano altri, molti con le case ristrutturate essendo serviti dalla strada e perché posti su un soleggiato versante. Giunti all’abitato di Veisevera con un breve traverso discendente ci si porta al guado del rio Fronteglio dal quale si torna a Pontepietra ripassando per la borgata Baronera.
Molti insediamenti marginali della val Sangone, come quelli che s’incontrano nella valle del rio Fronteglio, con un forte carico umano sino agli anni sessanta del secolo scorso, versano oggi nel più totale abbandono diventati come sono dei ruderi all’interno di una vegetazione che si fa sempre più fitta, mentre altri, serviti dalla strada in parte sono stati ristrutturati popolandosi però solo nei fine settimana o durante la bella stagione. Tutti ci raccontano di un recente passato fatto di sacrifici, duro lavoro per ricavare dalla terra quanto necessario alla sopravvivenza.

30 Immagine(i), Inserita il 01/12/2018

Un anello per la cappella della Cotolivier da Amazas



Un anello per la cappella della Cotolivier da Amazas

Località di partenza: Amazas mt. 1162
Dislivello: mt. 942
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta del sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta Valle Susa - Alta val Chisone Fraternali Editore

A Oulx la valle di Susa si sdoppia: sulla destra la valle della Dora prosegue per Bardonecchia mentre a sinistra prende corpo la valle della Ripa. Sul primo rilievo significativo della lunga dorsale separante le due valli è posta la cappella della Cotolivier, meta di questo itinerario, dedicata alla Madonna della Luce, edificata a seguito di un miracoloso avvenimento del passato.
Alcuni sentieri partendo dal fondo delle due valli raggiungono questo minuscolo edificio sacro: anche uno stradello che salendo da Oulx prosegue poi per il colletto e l’alpe Pourachet prima di trasformarsi nel sentiero che porta al passo di Desertes dal quale si scende a Plampinet nella valle della Clarèe.
In questo itinerario, partendo da una praticamente disabitata borgata di fondovalle Ripa, Amazas, la prima che s’incontra andando verso Cesana, si raggiunge la cappella della Cotolivier passando per Pierremenaud e per Vazon dove sorge il rifugio alpino “La Chardouse” aperto quasi tutto l’anno. Da questa borgata, dove transita la strada che sale da Oulx, si sale per ripido sentiero al piccolo edificio sacro, punto assai panoramico da una parte verso le due valli e i monti che le cingono, dall’altra verso l’ampio solco vallivo della valle di Susa, sugli innumerevoli insediamenti, sugli alpeggi, sulle foreste d’abeti, di larici e di pini che ammantano i pendii. Si torna poi a valle transitando piacevolmente sul sentiero che per via incontra altre disabitate borgate. Nessuna difficoltà per via delle innumerevoli indicazioni che si incontrano nel cammino: sempre puntuali e precise accompagnano per tutto l’itinerario.

35 Immagine(i), Inserita il 17/11/2018

Un anello tra i valloni di Fenils e Desertes con salita alla croce Faure sulla Punta Gardiol



Un anello tra i valloni di Fenils e Desertes con salita alla croce Faure sulla Punta Gardiol

Località di partenza: Fenils mt. 1263
Dislivello complessivo: mt. 1130
Tempo di salita: 3 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 3 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone Fraternali Editore

La boscosa dorsale che da fondovalle si porta verso monte separando i valloni di Fenils da quello di Desertes, tra Oulx e Cesana in alta valle Susa, presenta come massima elevazione il poggio della Punta Gardiol, dominata dalla Rocca del Lago, sulla quale sorge una croce metallica, la croce Faure.
Sulla strada costruita sulla fine dell’ottocento dai nostri soldati per armare lo Chaberton, già molto in alto si stacca sulla destra una traccia, anch’essa di origine militare, che sempre salendo porta al colletto del Lago da dove in breve si raggiunge l’erbosa cima che contraddistingue la Punta Gardiol. Onde evitare di percorrere il tratto di strada che da Fenils sale a Pra Claud si può utilizzare l’interdetto stradello ai mezzi che passando per il colletto Grigio, il colletto Rosso raggiunge ugualmente poi per panoramico sentiero Pra Claud passando per le Case Colletto.
La visuale che s’apre dalla Punta Gardiol verso monte è più che spettacolare dominati come sono questi luoghi dalle dolomitiche cime della Rocca del Lago e dalla punta Clotesse, separate dal passo di Desertes, con la traccia militare che lo raggiunge a svolte passando per il ripristinato ricovero VIII, mentre sulla sinistra si staglia l’esteso, ripidissimo vallone, anch’esso percorso da un sentiero militare che sale zizzagando al passo dell’Asino.
Costeggiando il lago di Desertes, ridotto a pozza stagione inoltrata, un lungo sentiero scende alla sottostante conca per poi risalire a svolte raggiungendo al termine dell’attraversamento la dorsale separante la valle della Dora da quella della Ripa, luoghi dominati dalla croce di San Giuseppe. Lasciata la traccia che prosegue per il colletto Pourachet, la chiesetta della Cotolivier scendendo poi a Oulx, ben segnalata si stacca ancora una traccia militare che piacevolmente s’abbassa con ripetute svolte ai ruderi della caserma di Plan la Selle a cui segue un altrettanto piacevole traverso discendente che porta alle Grange Millaure e poi su stradello al disabitato borgo di Desertes, un tempo comune autonomo, dove spicca la bella chiesetta con il vicino cimitero. Da qui una lunga, quasi pianeggiante traccia altrettanto piacevolmente attraversa per intero tutto il vallone di Desertes portando al colletto Grigio dal quale si discende a Fenils.

40 Immagine(i), Inserita il 28/10/2018

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