Home | Foto | Video | Notizie | Agenda | GPS | Articoli | Meteo | WebCams | Contattaci | Aiuto

Menu principale

Album foto

Foto a caso

Album Foto > Album personali > Beppe46 11156 immagini in 410 albums visti 1013893 volte
Un anello in alta valle Argentera. Dalla valle Lunga alla valle della Gran Miol con salita alla Cima Roudel



Un anello in alta val Argentera. Dalla valle Lunga alla valle del Gran Miol con salita alla Cima Roudel.

Località di partenza: Pian della Milizia mt.2104
Dislivello: mt. 830
Tempo di salita: 3 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta val Susa – Alta val Chisone Fraternali
Editore

Unendosi a Oulx i torrenti Ripa e Dora danno vita alla Dora Riparia. Nella parte alta la valle della Ripa, comunemente denominata Valle Argentera, si sdoppia in due estesi valloni: da una parte la valle Lunga, dall’altra la valle della Gran Miol. Dalla valle Lunga si scende nella valle di Rodoretto, una delle valli del Germanasca, attraverso il colle di Rodoretto, mentre dalla valle della Gran Miol si raggiunge Prali per i passi della Longia e Frappier.
In questo itinerario, giunti al pian della Milizia, ci si sposta nella valle Lunga, dove propriamente nasce la Ripa, e tutta la si percorre sino alla conca terminale dove alcuni impegnativi intagli laterali permettono di accedere all’attigua valle della Gran Miol. Da questi si guadagna facilmente la vicina Cima Roudel dove a levante il pendio precipita sul vallone della Longia. Percorsi gli estesi sfasciumi e le rocce rotte che contraddistinguono i ripidi pendii tra la Punta della Gran Miuol e la Cima Roudel, scesi agli estesi declivi pascolativi, facilmente i resti di una traccia militare conducono all’alpeggio della Gran Miol dal quale per la strada di servizio si scende al Pian della Milizia dove questo anello si chiude.
Per via dell’alpeggio, per le numerose cime che le fanno da corona e per i facili colli che permettono di scendere a Prali, la valle della Gran Miol è assai frequentata dagli escursionisti a differenza dell’attigua, solitaria valle Lunga non percorsa nella parte terminale da alcun sentiero.
Di più gli intagli di cresta che danno sulla valle della Gran Miol sono di difficile accesso e i ripidi pendii di discesa sono fatti di rocce rotte e sfasciumi percorrendo i quali occorre prestare la giusta attenzione. Nondimeno questo itinerario si addice agli amanti le escursioni inconsuete come questa che percorre nella prima parte la solitaria ed estesa valle Lunga.
Dalla cima Roudel si ha una vista ampissima sulle valli, sulle cime perdendosi lo sguardo sino alla pianura da una parte, sull’estesa cerchia di monti dall’altra.

25 Immagine(i), Inserita il 18/08/2021

Un anello tra Cesana e Claviere. Le gorge di S. Gervasio, la Rocca Clari, il sentiero degli alpini per la Punta Rascià



Un anello tra Cesana e Claviere. Le Gorge di S. Gervasio con il ponte tibetano, la Rocca Clari, il sentiero degli alpini per la Punta Rascià.

Località di partenza: Tornante sulla strada per il Monginevro allo sbocco delle gorge di S. Gervasio
mt. 1511
Dislivello complessivo: mt. 950
Tempo complessivo: 6 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta Val Susa – Alta Val Chisone
Fraternali editore

Questo itinerario percorre nella prima parte del suo percorso le gorge di S. Gervasio, tra Cesana e Claviere in alta valle Susa, scavate nel corso dei millenni dalla continua erosione prodotta dalle acque della Piccola Dora alle falde delle dolomie dello Chaberton. All’interno della stretta gola è stato realizzato un ardito ponte tibetano, attrazione turistica di notevole fattura di recente realizzazione. Fuori le gorge, presa la strada per Sagnalonga, una breve deviazione consente si accedere alla Rocca Clari, dove sorgono i ruderi di un ricovero a suo tempo fatto saltare. Ridiscesi alla strada un’indicazione appropriata individua in punto il cui inizia l’imperdibile sentiero degli alpini per la Punta Rascià, geniale traccia che serpeggia con infinite svolte alle pendici del monte di cui si guadagna infine la panoramica cima avendo di fronte l’incombente mole dello Chaberton. Percorsa la panoramica cresta che segue, una facile traccia consente di portarsi al col Bercia, modesto valico che immette nella valle Gimont dalla quale facilmente si scende verso Claviere ripetendo così l’itinerario d’ascesa nelle gorge. Altrimenti, con percorso diverso, si può tornare percorrendo l’interminabile, polveroso stradello che passando per Sagnalonga dolcemente scende a valle riportando nelle vicinanze del punto di partenza.
Spettacolare, soprattutto nella prima parte del suo svolgimento, questo itinerario attraversa luoghi straordinariamente paesaggistici per l’ampio orizzonte che s’apre verso ogni dove avendo sempre incombente la mole dello Chaberton che domina la scena.

25 Immagine(i), Inserita il 11/08/2021

Un anello per la cappella della Cotolivier da Chateau Beaulard



Un anello per la cappella della Cotolivier da Chateau Beaulard

Località di partenza: Chateau Beaulard mt. 1400
Dislivello: mt. 700
Tempo di salita: 2 ore e 15 minuti c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 1 Alta valle Susa Fraternali Editore

La cappella di Notre Dame de Lumiere, ovvero Nostra Signora della Luce, si trova sulla prima elevazione del lungo crinale separante a Oulx, in alta valle Susa, la valle della Dora da quella della Ripa. Vi si giunge percorrendo una strada e alcuni sentieri salgono a questo piccolo edificio sacro partendo dagli abitati di fondovalle. La vetta, facile da raggiungere da tutti i versanti, è meta degli escursionisti e degli amanti la mountain bike nella bella stagione, mentre d’inverno viene spesso raggiunta con le ciaspole o con gli sci. In questo itinerario si parte dall’abitato di Chateau Beaulard e sia per ascendere che per tornare si percorrono i pendii che degradano nella valle della Dora. Ricoperti da fitte foreste d’abeti e di larici, s’aprono di tanto in tanto ad amene radure pascolative, mentre quelli della valle della Ripa, più impervi e soleggiati, erano un tempo costellati di insediamenti e borgate oggi tutte disabitate.
Si sale a questa cappella per l’ampia e aperta visuale che s’apre ampissima sulla media e alta valle di Susa e sull’estesa cerchia di monti che la racchiudono a cominciare dall’incombente Chaberton.

27 Immagine(i), Inserita il 03/11/2020

Un anello nelle valli del Germanasca. Dalla borgata Fontane ai monti Fetulà e Truscera



Un anello nelle valli del Germanasca. Dalla borgata Fontane ai monti Fetulà e Truscera

Località di partenza: Borgata Fontane di Salza mt. 1412
Dislivello: mt. 800
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone – Pinerolese Fraternali editore

L’esteso crinale separante la valle di Rodoretto da quella di Salza, laterali a quella principale che porta a Prali, termina al colle della Balma dal quale si può ascendere al monte Pignerol passando per il colle della Valletta o salendo direttamente i ripidi pendii che portano a questa vetta.
La soleggiata borgata di Fontane, adagiata sul versante principale di valle, appartiene però al comune di Salza. Da questo minuscolo centro abitato, oggi con pochissimi residenti, parte una strada che porta a Didiero, sede comunale, scavalcando al Colletto delle Fontane dove un mantenuto stradello scendendo a valle transita per un’estesa, chiusa ma incantevole foresta: l’abetina di Salza. Dovendo ascendere ai monti Fetulà e Truscera, cime poste sul crinale separante la valle di Rodoretto da quella di Salza, al colletto delle Fontane si prosegue invece sino al colle di Serrevecchio, raggiunto da un sentiero che sale direttamente da Rodoretto. Qui giunti una traccia s’inoltra lungamente nel bosco e guadagnando quota si porta al colle separante il monte Fetulà dal monte Truscera. Da questa ampia sella facilmente si ascende alle due vicine cime. Nel salire si percorre un tratto del sentiero “ Lou viol de Valter”, anello che partendo da Rodoretto riporta poi a questa località passando per altra via.
Dalla vetta del monte Truscera la visuale s’apre ampissima sui monti, sulle valli, sino alla pianura.
Spettacolare è l’arco di monti che s’estende dalla Punta Vergia al monte Pignerol con i vari colli che separano tra loro le cime.

25 Immagine(i), Inserita il 29/10/2020

Un anello da Bousson a Sauze di Cesana



Un anello da Bousson a Sauze di Cesana

Località di partenza: Bousson mt. 1450
Dislivello complessivo: mt. 170
Tempo complessivo: 3 ore c.ca
Difficoltà: T/E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta Val di Susa – Alta Val Chisone Fraternali Editore

A Oulx la valle di Susa si sdoppia: il ramo di destra è la valle di Bardonecchia, quello di sinistra la valle della Ripa con i centri abitati di Cesana, Bousson e Sauze di Cesana. A Bousson prende corpo la valle di Thuras, mentre la Ripa s’incunea verso la l’alta valle da tutti conosciuta come la valle Argentera. Alti monti cingono queste valli e due valichi permettono di comunicare con la vicina valle francese della Durance mediante il colle del Monginevro e con la valle del Chisone attraverso il colle del Sestriere.
Questo breve itinerario, quasi una passeggiata, congiunge l’abitato di Bousson con quello di Sauze di Cesana percorrendo da prima i soleggiati pendii dove prati e coltivi da tempo sono stati abbandonati vocandosi l’economia completamente al turismo, mentre nel ritorno, all’opposto, si costeggia lungamente il torrente Ripa alla base delle estese foreste di conifere proprie di questo versante.
L’attraversamento, sia andando che ritornando, dati i modesti dislivelli dell’itinerario, può definirsi una piacevole passeggiata per luoghi incantevoli, specie se fatto d’autunno per il contrasto cromatico dei colori: dal verde degli abeti al giallo aranciato dei larici e degli aceri, dal bianco delle prime nevi all’azzurro del cielo.

25 Immagine(i), Inserita il 09/10/2020

Salita al colle di Rodoretto da Prali



Salita al colle di Rodoretto da Prali

Località di partenza: Borgata Cugno presso Prali mt. 1470
Dislivello complessivo: mt. 1560
Tempo di salita dalla borgata Cugno: 5 ore e 45 minuti c.ca
Tempo di discesa sino alla borgata Cugno: 3 ore e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Oltre Perrero le valli del Germanasca s’aprono a ventaglio presentando, oltre a quella principale, le valli di Rodoretto, Salza e Massello. Cinte da vette che s’avvicinano e superano di poco i tremila metri di altitudine, alcuni colli permettono di comunicare con le contigue valli Chisone e Susa. Attraversate dal GTA, all’escursionista offrono numerosi punti d’appoggio, ovvero posti tappa, che sorgono solitamente dove iniziano le vallate.
Il colle di Rodoretto, meta di questo itinerario, consente di scendere nella valle Lunga, una delle due valli terminali della valle Argentera, alle sorgenti della Ripa, corso d’acqua che con la Dora di Bardonecchia dà vita a Oulx alla Dora Riparia, mentre l’attiguo colle della Valletta permette l’accesso alla val Troncea dove nasce il Chisone.
La via più breve per raggiungere il colle di Rodoretto parte dalla borgata Ciai posta all’inizio della valle. Incontrando per via minuscole borgate oggi prive di residenti, giunti all’ultima, la Balma, ancora si prosegue per la Bergeria della Balma, detta l’Alp, dove prende vita una traccia militare, un’ampia mulattiera, che interminabile, lo raggiunge perché al colle vi sono ancora i ruderi di una casermetta.
In questo itinerario di proposito si parte dalla borgata Cugno di Prali da dove si sale alla Costa Galmount, che immette nella valle di Rodoretto. Questa scelta permette di attraversare e apprezzare l’incantevole abetaia che estesamente ammanta l’inverso della valle e di percorrere il “Sentiero dei Pastori” valdesi.
Dal colle di Rodoretto la vista s’apre ampissima sulla Valle Lunga, sulla valle Argentera, sulle cime, particolarmente sull’imponente catena montuosa Ripa – Thuras dove emerge la Punta Ramiere.

25 Immagine(i), Inserita il 02/10/2020

Un anello dal rifugio Levi-Molinari alle Casses Blanches passando per il monte Chabrière



Un anello dal rifugio Levi – Molinari alle Casses Blanches passando per il monte Chabrière

Località di partenza: Parcheggio prima del ponte sul rio di Galambra mt. 1770
Dislivello complessivo: mt. 1000
Tempo di salita: 3 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 1 Alta Valle Susa Fraternali Editore

Sul finire dell’ottocento, per esigenze militari, furono realizzati diversi percorsi per monti fatti di sentieri, mulattiere e strade che intersecandosi tra loro univano Giaglione ai forti in quota sino alla zona di Bardonecchia. Detta “Sentiero dei 2000” una di queste vie transita per il ricovero delle Casses Blanches (Bianche rotture) dove sul frontale dell’edificio, oggi ridotto a rudere, la data 1899 testimonia gli anni di costruzione della struttura. La cima delle Casses Blanches s’erge di poco a monte del ricovero.
Giunti per strada nell’ampio vallone di Galambra, dove sorge il rifugio Levi- Molinari, per sentiero si sale sul monte Chabrière, anch’esso fortificato, per poi intraprendere il lungo attraversamento su quella che doveva essere un’ampia mulattiera di servizio ai forti che transitando per l’esteso vallone detto Clot Cheval porta al ricovero delle Casses Blanches. La singolare traccia poi prosegue ardita portandosi nel vallone del rio Geronda e salendo a svolte raggiunge il colle dell’Argentera. Questo tratto, spettacolare e impegnativo, da percorrere con attenzione, è detto “Via Rusa”.
Per voler fare un anello e non ripercorrere per intero l’itinerario di salita, ritornando si può utilizzare l’interessante sentiero che aggirando il monte Chabrière con un lungo attraversamento nella parte meridionale del monte riporta al punto di partenza.
Dalla cime delle Casses Blanches vista ampissima sui monti e sull’intera valle di Susa, da fondovalle allo Chaberton.

30 Immagine(i), Inserita il 18/09/2020

Salita al colle e alla Cima del Pelvo dalla valle Argentera



Salita al colle e alla Cima del Pelvo dalla valle Argentera

Località di Partenza: Parcheggio del Pelvo in valle Argentera mt. 1840
Dislivello: mt. 1430
Tempo di salita: 4 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 3 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone Fraternali Editore

Il sentiero 614 che unisce il fondovalle della valle Argentera al colle e alla cima del Pelvo non è più in catalogo tra i sentieri del CAI e il perchè lo si capisce bene salendo a questa cima. La traccia originale non è più percorribile per via dei dissesti alluvionali verificatesi nel corso degli ultimi anni sostituita da un’altra in alternativa che percorre le immense pietraie sottostanti la Punta Serpentiera dove una lunga serie di ometti sempre da ricercare segna la via.
La Cima del Pelvo con la dirimpettaia Cima Serpentiera fa parte di una serie di vette separanti la valle Argentera dalla valle di Thuras: le uniche raggiungibili dalla valle Argentera insieme alla più elevata tra tutte, la Punta Ramiere.
Dopo il tratto iniziale nel bosco, raggiunto il rio che di sotto forma una spettacolare cascata, lo si supera e risalendo l’opposta sponda si raggiunge un’ampia radura dove la traccia termina ed inizia il resto del percorso contrassegnato da una interminabile serie di ometti nelle immense pietraie che percorse portano al colle del Pelvo dove la salita alla cima non presenta alcuna difficoltà. Si intuisce che il loro posizionamento sia stato lasciato all’iniziativa individuale: così è stato anche in questa ascesa dove molti ometti sono stati riposizionati e migliorati, altri creati dal nuovo.
La salita alla vetta, stancante, lunga e faticosa, è riservata ad escursionisti con una certa esperienza soprattutto per chi sale a questa cima per la prima volta: non seguire o perdere il riferimento degli ometti vuole dire cacciarsi in una serie di guai.
Da questa solitaria cima vista impagabile sulle valli e sulle cime che le coronano, dalle più immediate alla più lontane.

35 Immagine(i), Inserita il 25/08/2020

Un anello nella valle di Rochemolles. Dal rifugio Scarfiotti alla cresta e alla Punta S. Michele rientrando per il Passage di Courousset ed il col d'Etiache



Un anello nella valle di Rochemolles. Dal rifugio Scarfiotti alla Cresta e alla Punta S. Michele
rientrando per il Passage de Courousset e il col d’Etiache

Località di partenza: Grange du Fond (Rifugio Scarfiotti) mt. 2150
Dislivello complessivo: mt. 1110
Tempo complessivo:
Difficoltà: EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e dei rifugi 1:25.000 n° 104 Bardonecchia – Monte Thabor – Sauze D’Oulx IGC.

A Bardonecchia in alta valle Susa le valli alpine s’aprono a ventaglio. Quella più a destra è l’incantevole valle di Rochemolles con l’interminabile, polverosa strada che superato l’abitato raggiunge da prima le Grange du Fond, dove sorge il rifugio Scarfiotti, poi il colle Sommeiller dove un tempo veniva praticato lo sci estivo su un ghiacciaio che ora non esiste più. Una corona di vette ardite e spettacolari coronano la valle oggi contrassegnata dal lago derivante dalla sbarramento sul rio di valle.
Meta di questa escursione è la cresta (Pierre Minieu) e la Punta S. Michele che si raggiungono dai ruderi dell’alpe d’Etiache con un lunghissimo traverso che porta la traccia sin sotto l’imponente bastionata rocciosa del Pierre Menue (Aiguille de Scolette) da dove si sale alla cresta S. Michele che tutta si percorre sino alla cima che porta questo nome. Il rientro a valle si fa per il ripidissimo Passage di Courousset percorrendo gli instabili sfasciumi e le pietraie che portano al colle d’Etiache da quale si scende su comodo sentiero alle Grange du Fond dove sorge il rifugio Scarfiotti.
Per il solo Passaggio di Courousset questa escursione è riservata ad escursionisti aventi una certa esperienza: tutto l’itinerario non è segnato, né segnalato e giunti alla grande conca sottostante il Pierre Menue non esiste più alcuna traccia pur non presentando la cresta S. Michele alcuna difficoltà.
Dalla cresta e dalla Punta S. Michele vista impareggiabile sull’intero vallone di Rochemolles, sulle cime che coronano la valle spingendosi lo sguardo sino al non lontano lago del Moncenisio.

35 Immagine(i), Inserita il 21/08/2020

Un anello per la Punta della Gran Miol dalla valle Argentera



Un anello per la Punta Gran Miol dalla valle Argentera

Località di partenza: Piano della Milizia mt. 2104
Dislivello: 900 mt.
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta Val Chisone Fraternali Editore

La valle Argentera dove nasce il torrente Ripa che unendosi a Oulx con la Dora di Bardonecchia forma la Dora Riparia, verso le sorgenti si sdoppia dando vita da una parte alla valle Lunga, dall’altra alla valle del Gran Miol.
L’ampia valle della Gran Miol è coronata da una serie di colli e cime: alcune facilmente accessibili come il Gran Queyron e la Cima Frappier, altre un tantino impegnative da raggiungere come la cima Roudel e la Punta della Gran Miol meta di questo itinerario.
Percorsa per intero tutta l’incantevole valle Argentera, giunti al fondo dove si sdoppia si prende a destra il ripido stradello che più sopra raggiunge il Piano della Milizia dove si prosegue sino al suo termine, ovvero la bergeria della Gran Miol con gli ameni pendii che ancora nascondono la cima.
Una traccia avente origini militari dall’alpeggio prosegue verso un superiore lago. Quando si giunge alle alte conche pascolative si punta diritti verso l’evidente Punta del Gran Miol che si raggiunge percorrendo gli estesi sfasciumi che nella parte terminale si fanno sempre più ripidi al punto di dire che la cima è riservata ad escursionisti con una certa esperienza. Per sviluppare un piccolo anello si può tornare a valle passando per il lago e da questo scendendo liberamente gli aperti pendii ritornare alla bergeria della Gran Miol.
Da questa vetta, dove all’opposto il pendio precipita verso la valle Lunga, la vista s’apre ampissima sulle due valli e sulle cime che le coronano distinguendosi nettamente all’orizzonte i primi rilievi che s’elevano dalla pianura come i monti Pietraborga, S. Giorgio e Tre Denti.

25 Immagine(i), Inserita il 07/08/2020

410 albums in 41 pagina(e) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 41

Accesso
Nome utente:

Password:


Registrati

Hai perso la password?

Condividi

Cerca
Google


Ricerca avanzata


Installa motore di ricerca

Utenti connessi
89 utenti sono connessi

Iscritti: 0
Visitatori: 89

altri...

A quanto siamo...
Siamo a:



pagine visitate

Pubblicità

   


Google
LaFiocaVenMola.it - info@lafiocavenmola.it