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Album Foto > Album personali > Beppe46 10399 immagini in 386 albums visti 846912 volte
Salita al monte Terra Nera



Salita al monte Terra Nera

Località di partenza: Borgata Rhuilles mt. 1665
Dislivello: 1435 mt.
Tempo di salita: 4 ore c.ca
Tempo di discesa: 3 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone Fraternali Editore

L’esteso crinale separante la valle di Thuras dalla valle francese della Serveyrette in alta valle Susa termina al colle di Thuras comunicante con le valli francesi del Queyras. Assai frastagliato dalla parte italiana, facilmente percorribile per cresta dalla parte francese, presenta colli e cime intermedie una delle quali è il monte Terra Nera così chiamato per i detriti di colore scuro che coprono i suoi versanti. Normalmente vi si accede dalle grange Thuras superando il torrente sul nuovo ponte presso la lapide che ricorda alcuni caduti che qui persero la vita durante la lotta partigiana. Saliti nel bel bosco di conifere al colletto che immette nel vallone Clausis tutto lo si percorre per pietraie e sfasciumi raggiungendo al termine di una faticosa salita la vetta del monte Terra Nera dove la visuale s’apre ampissima sulle valli e sui monti particolarmente sulla serie dei tremila che separano la valle di Thuras dalla valle Argentera.

20 Immagine(i), Inserita il 11/07/2019

Un anello da S. Colombano al Gran Pertus, ai Denti di Chiomonte



Un anello da S. Colombano al Gran Pertus, ai Denti di Chiomonte

Località di partenza: S. Colombano mt. 1286
Dislivello complessivo: mt. 840
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone – Val Chisone Fraternali Editore

Situata di poco a margine dell’imponente vallone di Galambra, nella media valle di Susa, la frazione di S. Colombano è raggiunta e attraversata dal GTA, che per un lungo tratto coincide con il Sentiero Balcone, SB, ed è punto di partenza degli stradelli che salgono da qui alle Grange della Valle e a quella di Clot di Brun sulla via per i Denti di Chiomonte passando dal Gran Pertuso Colombano Romean. Servita da una strada asfaltata che si dipana dalla statale, un tempo abitata da più di cinquecento persone, in questa soleggiata e aperta frazione del comune di Exilles vi sono oggi solo alcuni residenti fissi non incrementandosi la popolazione neppure durante la bella stagione posta com’è in posizione marginale nella valle.
Poco prima dell’ampio piazzale posto all’inizio dell’abitato, si supera il corposo e spumeggiante rio di Galambra, oggi oggetto di imponenti opere di presa funzionali, si presume, alla produzione di energia e per rifornire di acqua potabile un’assetata valle.
Da rilevare infine che al Gran Pertuso Colombano Romean alcune tubazioni da poco interrate hanno messo in sicurezza il primo tratto del rio fuoriuscente dal tunnel in direzione Exilles.
Dai calcarei Denti di Chiomonte vista ampissima sui monti e su tutta la media e bassa valle di Susa sino allo sbocco alla pianura dove emerge Torino.

30 Immagine(i), Inserita il 20/06/2019

Sul Sentiero dei Franchi da Salbertrand al Frais. Discesa su Chiomonte



Sul Sentiero dei Franchi da Salbertrand al Frais. Discesa su Chiomonte.

Località di Partenza: Salbertrand mt. 1010
Dislivello complessivo: 640 mt.
Tempo complessivo: 7 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone – Val Chisone. Fraternali Editore

Il Sentiero dei Franchi ripercorre un ipotetico cammino di avvicinamento dell’esercito di Carlo Magno alle Chiuse all’inizio della valle Susa presidiate dai Longobardi. Ha rappresentato per secoli un percorso privilegiato per pellegrini e viandanti in transito nella valle. Questo sentiero, che si snoda sul versante all’Inverso, inizia a Oulx per terminare alla Sacra di S. Michele – Sant’ Ambrogio dopo aver toccato per via insediamenti religiosi un tempo assai importanti. Oggi lo si può definire un ampio tracciato escursionistico che offre a chi lo percorre l’opportunità di attraversare aree di notevole valore naturalistico come il parco del Gran Bosco di Salbertrand e quello dell’Orsiera – Rocciavrè.
Normalmente si sviluppa in quattro tappe. In questo itinerario s’è scelto di percorrere una lunga parte della prima, da Salbertrand al Frais con discesa su Chiomonte. Si attraversano nel percorso fitte foreste d’abeti e faggi incontrando per via alpeggi e piccoli insediamenti oggi normalmente disabitati dove la visuale s’apre sulla valle, sui monti e sulle borgate all’opposto. Nel tratto intermedio dalle Grange Coudissard a Clot Vacher, lungo e alquanto stancante, si superano scavati corsi d’acqua e alcuni passaggi sono stati attrezzati pur non essendoci alcun pericolo e tratti esposti. A questo proposito cartelli ne sconsigliano il percorso da novembre a aprile. Presso tutti gli abbandonati insediamenti che s’incontrano sempre un traccia sale da valle per proseguire poi verso gli alpeggi posti a monte, ai colli e alle cime. Guadagnata infine una pista forestale

25 Immagine(i), Inserita il 07/06/2019

Un anello tra la valle Germanasca e il vallone di Pramollo. Dal Truc Laouza al colle Laz Arà



Un anello tra la valle Germanasca e il vallone di Pramollo. Dal Truc Laouza al colle Laz Arà

Località di partenza: Borgata di Clot di Boulard mt. 807
Dislivello complessivo: mt. 875
Tempo complessivo: 6 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

L’esteso crinale a semicerchio separante le valli del Chisone e del Germanasca dall’ampio vallone di Pramollo a monte dell’abitato di S. Germano Chisone termina in vetta al Gran Truc a cui si accede percorrendo la lunga Costa Laz Arà che si dipana oltre il colle che porta questo nome servito da uno sterrato che percorre entrambi i versanti.
Partendo da una ormai disabitata borgata montana di Pomaretto, Clot di Boulard, all’inizio della valle Germanasca, un’interminabile pista forestale sale verso monte e dove termina inizia un sentiero che lungamente percorso porta sul crinale separante le valli al Piano Bruciato (Plan Quermà) dal quale si guadagna in breve la modesta ma assai panoramica cima del Truc Laouza.
Scesi da questa in breve allo storico colle Laz Arà, legato ai fatti che sconvolsero il Piemonte con l’assedio di Torino del 1706, uno sterrato – pista forestale scende il vallone di Riclaretto portandosi verso fondo valle che non si raggiunge perché una deviazione riporta al punto di partenza.
Oltre alle due piste forestali utilizzate in ascesa e per scendere, si percorrono sentieri non segnati tantomeno segnalati, poco frequentati oggi lasciati all’incuria e all’abbandono arrivando oramai la strada dappertutto.
Dalla modesta, piatta cima del Truc Laouza vista ampissima sul vallone di Pramollo, su tutte le valli del Germanasca e sui monti stagliandosi all’orizzonte l’ampia sella del colle del Pis che riporta in val Chisone.

25 Immagine(i), Inserita il 29/05/2019

Un anello tra la val Chisone e la valle Germanasca. Dalla Punta Ceresa alla Punta Tre Valli



Un anello tra la val Chisone e la valle Germanasca. Dalla Punta Ceresa alla Punta Tre Valli

Località di partenza: Borgata Passoir mt. 829
Dislivello complessivo: mt.850
Tempo complessivo:& ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1.25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone
Fraternali Editore

A Perosa Argentina la valle del Chisone si divide dando inizio al solco vallivo della valle del Germanasca. La dorsale montuosa che separa le due valli presenta come prima cima significativa dominante gli abitati di Perosa Argentina e Pomaretto la Punta Ceresa mentre più su, superata una ripida balza, fitti boschi di abeti nascondono la Punta Tre Valli seconda cima raggiunta da questo itinerario.
Partendo dalla borgata Passoir, quasi a fondovalle Chisone, pervenuti all’abbandonata borgata di Champriand poco sotto lo sperone roccioso della Rocca la Pera, un lungo traverso ascendente nel chiuso del bosco consente di raggiungere la Punta Ceresa con bella vista su tutta la bassa valle del Chisone. Scesi poi all’abitato di Faure, borgata tuttora abitata più elevata di Pomaretto, si affronta infine la ripida balza nella faggeta che faticosamente porta a guadagnare la chiusa Punta Tre Valli che anticipa il colle della Buffa sulla via che per cresta conduce alla ben più corposa Punta Midi o Muret. Sia in ascesa che nello scendere si percorrono tratti di sentiero poco o per nulla segnati, recentemente però segnalati da opportuna cartellonistica, ma solo alcuni. Poco percorse queste tracce tendono a perdersi perché non mantenute aggiungendosi al tutto il fatto che su entrambi i versanti sono state tracciate di recente delle piste forestali finalizzate all’esbosco che di molto hanno sconvolto l’ambiente preesistente. Nel ritornare si transita infine per l’abitato di Coutandin borgata natale dei genitori di Fernandel l’indimenticabile don Camillo della serie cinematografica. Un recente cartello posizionato dal comune di Perosa Argentina, mentre evidenzia la casa lasciata dai suoi quando emigrarono in Francia dove il personaggio nacque, ne traccia un’esaustiva biografia subodorando che egli invece sia nato proprio qui.

30 Immagine(i), Inserita il 18/05/2019

Un anello per i monti Freidour e Tre Denti ed il rifugio Melano-Casa Canada dal colle Cro



Un anello per i monti Freidour e Tre Denti ed il rifugio Melano-Casa Canada dal colle Cro

Località di partenza: Colle di Cro mt. 1155
Dislivello complessivo: 650 mt. c.ca. Tutto l’itinerario è però un continuo saliscendi.
Tempo complessivo: 5 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

I monti Freidour e Tre Denti emergono sul lungo crinale che dalla pianura s’eleva verso monte separando le valli della Chisola e del Sangone da quelle del Noce, del Lemina e del Chisone.
Aspri, rocciosi e dirupati, sui versanti che danno sulle valli del Noce e del Lemina sono presenti numerose vie d’arrampicata e punto di partenza per accedervi è il rifugio Melano detto anche Casa Canada poiché l’originale struttura in tronchi, dono a Torino di quel paese, e stata posizionata il loco dopo le olimpiadi invernali del 2006.
Partendo dal colle di Cro, separante la valle del Lemina da quella del Chisone, giunti sul crinale al monte Sette Confini, con alterni alti e bassi tutto lo si percorre sino al colle della Bessa toccando per via prima il monte Freidour, dove spicca il monumento in ricordo degli aviatori caduti con il loro aereo tentando portare aiuti alla Resistenza nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, poi il monte Tre Denti con il traliccio reggente la Madonnina sul dente occidentale e la minuscola chiesetta su quello orientale. Un lungo traverso fatto a saliscendi riporta infine al colle di Cro toccando per via il rifugio Melano-Casa Canada.
I boscosi pendii che si attraversano, costellati da numerosi ammassi rocciosi, sono stati pesantemente attraversati dal fuoco che ha imperversato su questi versanti nell’autunno del 2017.
Grazie all’impegno e alla dedizione di volontari molti ostacoli sono stati rimossi, alcune tracce pulite e rimesse a nuovo come l’ingegnoso tratto di sentiero che dal colletto Castellar conduce al rifugio.
Da questi monti ampia vista in tutte le direzioni perdendosi lo sguardo verso la catena alpina da una parte e verso la pianura dall’altra.

25 Immagine(i), Inserita il 03/05/2019

Un anello per il Rocca Sella da Celle



Un anello per il Rocca Sella da Celle

Località di partenza: Case Trucetto mt. 938
Dislivello: mt. 570
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora c.ca
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone –Collina di Rivoli Fraternali Editore

L’estesa dorsale montuosa che da fondo valle val Susa si propende verso monte terminando al massiccio del Civrari presenta come primo rilievo significativo il monte Rocca Sella. Aspro, roccioso, dirupato, apparentemente irraggiungibile, sulla sua cima salgono diverse vie alcune piuttosto impegnative. Sulla vetta da tempo è stata edificata una minuscola cappella, dominata da una statua della Madonna, che al bisogno può offrire un sicuro riparo.
Il punto di partenza di questo itinerario sono le Case Trucetto poste di poco a monte di Celle minuscola borgata montana di Caprie comune della bassa val di Susa.
Poiché le vie d’accesso al Rocca Sella sono numerose, in questo itinerario s’è scelto di proposito di utilizzare in salita un tratto del sentiero “Aurora” che poi si abbandona per il sentiero che porta al colle Arponetto, aggirando così il monte sul versante orientale, mentre per scendere si prende il “Canalone”, ripido ed impegnativo soprattutto nella parte alta.
Da questo montuoso balcone panorama ampissimo sulla valle, sui monti, sulla dirimpettaia Sacra di S. Michele aprendosi la vista sino alla vicinissima Torino.

30 Immagine(i), Inserita il 12/03/2019

Un anello sui monti di Mompantero. Dalla Madonna dell'Ecova al monte Molaras



Un anello sui monti di Mompantero. Dalla Madonna dell’Ecova al monte Molaras

Località di Partenza: Madonna dell’Ecova mt. 710
Dislivello complessivo: 690 mt.
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone – Val Chisone Fraternali Editore

La seicentesca chiesetta della Madonna dell’Ecova si trova sulla strada che da Susa sale verso il Rocciamelone poco sopra l’abitato di Urbiano nel comune di Mompantero. Da qui parte una traccia che alla borgata Braida, poco sopra l’edifico sacro, si sdoppia. Quella più a monte raggiunge Chiamberlando, quella più a valle si porta traversando in direzione della valle del rio Rocciamelone confluendo tutte e due a quote diverse sul sentiero 560 che salendo da fondovalle, da Foresto raggiunge al termine di una lunga ascesa il colle della Croce di Ferro dal quale si scende nella valle di Viù. In questo itinerario si percorre la prima in ascesa, la seconda tornando raccordandosi la traccia con il sentiero 560 sul quale si sta per un tratto nel percorso discendente dal monte Molaras meta ultima di questo anello.
Sostanzialmente si percorrono due sentieri quasi paralleli, traversando lungamente sul soleggiato versante di valle sopra la precipitante Rocca del Chiodo, per ambienti aridi e siccitosi, rocciosi, pesantemente percorsi di recente dal fuoco come altri di questa parte della valle di Susa.
I piccoli insediamenti che si incontrano, tutti oggi privi di residenti fissi, gli estesi muretti dei terrazzamenti, i sentieri che li attraversano stanno a testimoniare come nel passato questi posti fossero fortemente antropizzati ricavandone il montanaro sussistenza con la pastorizia e i coltivi che meglio si adattavano agli aridi pendii di questi versanti. Qui veniva coltivata la vite, i cereali, gli alberi da frutto, anche si fienava. Con l’abbandono si sono sostituiti ai coltivi via via le specie arboree come la roverella ed il pino silvestre di cui ora ci rimangono i resti carbonizzati.
Oltre la salita al panoramicissimo monte Molaras, deturpato da un enorme traliccio si spera tra poco demolito, in questo itinerario è assai interessante la parte in cui si discende per un tratto sul versante nord del monte nella valle del rio Rocciamelone ed il successivo attraversamento sotto le sue dirupate pareti meridionali. Itinerario che ben si presta ad essere effettuato dall’autunno inoltrato all’inizio della primavera poco fermandosi la neve sui soleggiati versanti che si attraversano.

35 Immagine(i), Inserita il 08/01/2019

Un anello per la Sacra di San Michele



Un anello per la Sacra di San Michele

Località di partenza: Piazzale dove parte la ferrata “Carlo Giorda” mt. 360
Dislivello: mt. 600
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti c.ca
Difficoltà: T/E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone - Collina di Rivoli Fraternali Editore

Si dice che Umberto Eco si sia ispirato alla Sacra di San Michele per scrivere il romanzo “Il nome della Rosa”. Simbolo della regione Piemonte, la Sacra di San Michele è un’antichissima abbazia costruita attorno all’anno mille in vetta al monte Pirchiriano all’inizio della valle di Susa. Dedicata all’arcangelo San Michele si trova al centro di una via di pellegrinaggio lunga più di duemila chilometri che partendo da Mont Saint Michel in Francia porta a Monte Sant’Angelo in Puglia. Frutto dell’ingegno umano, imponente vista dall’esterno, il suo interno parla di arte e cultura mostrandosi agli occhi dei visitatori con grande impatto ed immediatezza. Vi si accede facilmente perché una strada arriva quasi nei pressi, mentre alcuni sentieri salgono da valle o scendono da monte.
In questo itinerario, partendo dal punto in cui inizia la ferrata “Carlo Giorda” che ardita porta in vetta al monte Pirchiriano, giunti a Sant’Ambrogio si sale al complesso monastico per la geniale traccia costellata dalla croci delle stazioni della Via Crucis, mentre per tornare a valle si percorre l’altra traccia che dal piazzale della Croce Nera scende all’abitato di Chiusa San Michele da dove in breve si torna al punto di partenza.
Data la sua importanza, per quanto è in essere e per quanto in essa è conservato, all’interno del complesso monastico della sacra di San Michele è stato allestito un percorso museale permettendo al visitatore di vedere, conoscere e ammirare questo manufatto frutto della Fede e dell’ingegno umano.

35 Immagine(i), Inserita il 01/01/2019

Un anello da San Didero ai ruderi della chiesetta della Trinità



Un anello da San Didero ai ruderi della chiesetta della Trinità

Località di partenza: San Didero mt.410
Dislivello: mt. 660
Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle di Susa – Musinè – Val Sangone -Collina di Rivoli Fraternali Editore

I soleggiati versanti all’Indiritto delle nostre valli, con le borgate, i piccoli insediamenti, gli alpeggi, un tempo erano assai popolati. Oggi non è più così. I sentieri che da fondovalle salivano alle borgate e tra loro le univano, spesso ampi e lastricati, non più percorsi e mantenuti tendono a perdersi, soprattutto quelli più marginali. I muretti dei terrazzamenti crollati, l’invadenza delle vegetazione caduta e non rimossa, i rovi e i cespugli spinosi, la mancanza totale di manutenzione, creano una barriera che di anno in anno si fa via via sempre più impenetrabile: le strade arrivando dappertutto non hanno salvato le borgate dallo spopolamento rendendo nel contempo inutili ed inservibili i sentieri. Prova ne fa che quelli che si percorrono in questo itinerario, sia per salire che per scendere, non sono segnati né segnalati.
In questo itinerario, partendo da San Didero comune della bassa val di Susa, toccando per via borgate per lo più oggi disabitate, molte abbandonate da tempo, si raggiungono al termine dell’ascesa i ruderi della chiesetta della Trinità sulla via che porta a Maffiotto e al “Sentiero balcone” della bassa valle. In alternativa alla traccia che da San Didero sale direttamente ai ruderi della chiesetta della Trinità passando per le borgate montane si propongono altri tratti che allungando di poco il tragitto permettono di praticare e di conoscere sentieri normalmente poco percorsi e frequentati come quello che da Leitera Inferiore riporta a San Didero passando per la borgata Toto.

30 Immagine(i), Inserita il 25/12/2018

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