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Album Foto > Album personali > Beppe46 10713 immagini in 394 albums visti 889593 volte
Un anello da Trana al monte Pietraborga per i sentieri del Malpaset e dei Torrioni



Un anello da Trana al monte Pietraborga per i sentieri del Malpaset e dei Torrioni

Località di partenza: Trana mt. 390
Dislivello: mt. 536
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

Il monte Pietraborga è l’ultima elevazione dello spartiacque Sangone – Chisola. Molte facili vie portano a questa modesta ma assai panoramica vetta a due passi da Torino. In questo itinerario si sceglie di raggiungerne la cima inizialmente per il sentiero del Malpaset, poi per quello dei Torrioni entrambi poco conosciuti e frequentati. Il primo, partendo direttamente dalla rotonda di Trana, sale nel bosco raggiungendo al termine di una ripida ascesa il colletto che immette sul versante ovest della montagna. Qui giunti lasciata la traccia per la borgata Pratovigero, che poi si percorrerà tornando, si rimane su quella che passando sul versante settentrionale raggiunge al termine dell’attraversamento il sentiero 450 che sale da Sangano. A metà di questo percorso si stacca il sentiero dei Torrioni che percorso porta direttamente in vetta. Questi torrioni si aggirano, ma volendolo si possono scalare per più vie con divertenti arrampicate con passaggi di varia difficoltà. Tra i vari torrioni il più interessante è il primo, alto, che presenta una bella parete, mentre un altro pure in principio, ma sulla destra è chiamato Torrione Garelli. Quello più alto ha due punte e si dice abbia dato il nome alla montagna perché in dialetto “borca” significa forcella di legno usata per sostenere i rami degli alberi.
Dalla cima di questa montagna la vista s’apre ampissima in ogni direzione portandosi lo sguardo dalle Marittime al Rosa e ancora oltre, mentre sull’immediato primeggiano i vicini solchi vallivi e l’arco di cime dal Monviso al Musinè con i due gioielli dei laghi di Avigliana. Una cima da raggiungere in una tersa e limpida giornata per quanto di lassù si vede.

25 Immagine(i), Inserita il 15/02/2020

Un anello per i monti Sapei e Rocca Sella dalla borgata Celle di Caprie. Rientro sul sentiero Tramontana



Un anello per i monti Sapei e Rocca Sella da Celle di Caprie. Rientro sul sentiero Tramontana.

Località di partenza: Borgata Celle di Caprie mt.
Dislivello complessivo: mt. 745
Tempo complessivo: 4 ore e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone - Collina di Rivoli Fraternali Editore

L’estesa dorsale montuosa che da fondo valle Susa s’estende verso il massiccio del Civrari presenta come cime intermedie il Rocca Sella e il monte Sapei tutte e due raggiunti in questo itinerario.
Partendo già da in quota, da Celle, borgata montana di Caprie comune della bassa valle di Susa, si percorre nella prima parte il sentiero 571 che passando per la fontana Barale transita più avanti per il colle della Bassa, detto anche Pra su Col, dal quale si sale alla prima cima, il monte Sapei. Percorso poi lungamente il facile crinale che divide la valle del Messa da quella del Sessi, scesi al colle Arponetto si guadagna infine la seconda cima, il dirupato Rocca Sella, dal quale alcune alternative consentono di scendere a valle. In questo caso si sceglie l’impegnativo sentiero Tramontana.
Essendo un poggio prospiciente la valle, il monte Rocca Sella consente un imponente visuale sulla bassa e media valle di Susa, sui monti e sui corsi vallivi sino alla non lontana città di Torino e sulla collina. In vetta è presente una minuscola cappella che può offrire riparo in caso di bisogno. Alcuni tratti del percorso, come quello che congiunge la fontana Barale al colle della Bassa e la discesa a valle per il sentiero Tramontana, pur non presentando particolari difficoltà o esposizione, per sono configurati sono riservati ad escursionisti con un minimo di esperienza.

35 Immagine(i), Inserita il 08/02/2020

Un anello per il monte Tre Denti Dalla borgata Scrivanda di Cantalupa. Rientro per il rifugio Melano - Casa Canada



Un anello per il monte Tre Denti dalla borgata Scrivanda di Cantalupa.
Rientro per il rifugio Melano – Casa Canada

Località di partenza: Borgata Scrivanda mt. 590
Dislivello complessivo: mt. 800
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

Nell’arco di monti compreso tra le valli Sangone e Chisone nel basso pinerolese vi sono suo interno le brevi valli della Chisola, del Noce e del Lemina racchiuse da una cerchia di monti di non elevata altitudine però aspri, selvaggi e dirupati dove sono presenti estese pareti rocciose con numerose vie d’arrampicata. Dalla Rocca Due Denti, sopra Tavernette, al monte Freidour si staglia un profilo di monti assai frastagliato dove primeggiano gli spuntoni rocciosi del Monte Tre Denti con la cappella su quello orientale e la Madonnina su quello occidentale. La salita a queste cime, di suo già impegnativa, è ora resa ancor più difficoltosa a seguito del fuoco che ha percorso questi versanti recentemente, con alberi carbonizzati caduti che ostacolano non poco nel procedere. Non di meno salire a queste vicine vette presenta un fascino particolare, che possono solo comprendere coloro che fin lassù ci sono andati, specie in una tersa giornata invernale quando il profilo dei monti si staglia ampissimo dalle Marittime al Rosa e ancora oltre.
Partendo dalla borgata Scrivanda di Cantalupa, nella valle del Noce, percorso un tratto della “Camminata del Sorriso”, ci si addentra di seguito in una valletta sulla pista forestale che conduce al colle Castellar che si lascia per il sentiero che per il colle della Bessa conduce in vetta agli spuntoni orientale e occidentale del monte Tre Denti. Al colle Aragno est si scende al colle Castellar, successivamente un lungo traverso conduce alla singolare costruzione del rifugio Melano Casa Canada dal quale si ritorna infine alla borgata Scrivanda.
Il percorso è fattibile quasi in ogni stagione perché la neve poco si ferma sui soleggiati versanti che si percorrono.

35 Immagine(i), Inserita il 01/02/2020

Un anello sui monti tra Bussoleno e Chianocco sino al Colletto. Eventuale proseguimento sino all'alpe Pianfè Superiore



Un anello sui monti tra Bussoleno e Chianocco sino al Colletto. Eventuale proseguimento sino All’alpe Pianfè Superiore

Località di partenza: Borgata Richettera mt. 640
Dislivello: mt. 612
Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone – Val Chisone Fraternali Editore

Le soleggiate borgate poste all’Indiritto sui monti di tra Chianocco e Bussoleno in bassa valle di Susa un tempo erano assai popolate mentre ora sono abitate da pochi residenti fissi. La strade costruite per facilitare gli spostamenti hanno invece solo favorito l’esodo massiccio verso le nascenti industrie di fondovalle che assicuravano al montanaro un reddito costante e dignitoso. Così coltivi, vigne pascoli lasciati all’abbandono sono tornati ad essere bosco.
Partendo dalle borgate Richettera e Argiassera di Bussoleno un desueto sentiero si porta verso monte terminando più sopra sul Sentiero degli Orridi che si percorre sino a Pietrabianca dove lo si lascia per la labile traccia che incuneandosi nella Comba delle Foglie porta al Colletto modesta sella che immette nel vallone del rio Prebec. Percorrendo appresso una pista forestale di servizio agli alpeggi si torna poi alle borgate di partenza per altro sentiero.
Una facile escursione questa per sentieri oggi dimenticati avente anche lo scopo di visionare il loco le condizioni della selvaggia Comba delle Foglie dopo gli immani disastri che hanno colpito la frazione S. Lorenzo di Bussoleno poco meno di due anni fa. Dal Colletto ampia vista sulla bassa e media valle di Susa e sui monti di entrambi i versanti di questa valle.

30 Immagine(i), Inserita il 25/01/2020

Un anello da Frassinere alla cappella di Prarotto in val Gravio



Un anello da Frassinere alla cappella di Prarotto in val Gravio

Località di partenza: Frassinere mt. 984
Dislivello: mt. 450
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone - Collina di Rivoli Fraternali Editore

Nell’ottocento i comuni montani di Mocchie e Frassinere avevano nel complesso una popolazione che superava di gran lunga quella di Condove in bassa valle di Susa. Oggi sono pressoché spopolati animandosi i numerosissimi centri della valle del Gravio solo nei fine settimana e durante la bella stagione. La strada, costruita negli anni trenta del secolo scorso, anziché dar nuova vita alla borgate all’opposto ha facilitato l’esodo massiccio verso i centri di fondovalle che assicuravano una vita più dignitosa grazie al fiorire di nuove industrie manifatturiere. Così quelli che erano terrazzamenti ben tenuti, prati e coltivi, vigne e pascoli, abbandonati sono tornati ad essere bosco.
La Fede, radicata profondamente nell’animo dei montanari di questa valle, è ampliamente testimoniata dalle chiese, dalle cappelle e dai piloni votivi che numerosissimi s’incontrano per via come la cappella di Prarotto meta di questo itinerario.
Partendo dalla borgata di Frassinere un piacevolissimo, ampio sentiero percorre l’estesa dorsale che separa la valle principale da quella del Gravio raggiungendo al termine dell’attraversamento la cappella di Prarotto dedicata alla Madonna della Neve. Percorso poi un breve tratto del Sentiero Balcone della bassa valle, giunti alle case di Grange lo si lascia scendendo alla borgata Cugno e da questa a Mogliassi terminando al fondo presso l’alveo del torrente Gravio. Presa la strada che scende a valle la si abbandona superando il corso d’acqua ai ruderi del vecchio mulino oltre il quale rasentando ancora piccoli insediamenti tuttora abitati si torna a Frassinere dove questo anello si conclude.
Lungo il percorso ampissima la vista che si apre a semicerchio sui monti della Val Gravio, dalla Rocca Patanua alla Punta Lunella sino alla Punta Sbaron, mentre di lato primeggia il Palon, più dietro il Rocciamelone, all’opposto il lungo crinale separante la valle di Susa dalle valli del Sangone e del Chisone.

25 Immagine(i), Inserita il 10/01/2020

Un anello per il Poggio Pini da S. Germano Chisone



Un anello per il Poggio Pini da S. Germano Chisone

Località di partenza: Bivio per la borgata Rua e altre sulla strada che da S. Germano Chisone sale nel vallone di Pramollo mt. 560
Dislivello complessivo: mt. 800
Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Il Poggio Pini è il primo rilievo dell’esteso crinale separante la valle del Chisone dal vallone di Pramollo. La salita alla vetta partendo dalle borgate di poco a monte di G. Germano Chisone è ripida e diretta dovendo affrontare nell’ascesa poco più di settecento metri di dislivello, mentre la via più breve per arrivarci parte dalla borgata Ribetti una volta giunti a Ruata centro principale dell’alto vallone di Pramollo.
Questa escursione, da farsi preferibilmente dall’autunno alla primavera fermandosi poco la neve sui soleggiati pendii che si percorrono, affronta in ascesa e nel discendere sentieri abbandonati da tempo subito intuendo, per come appaiono, quanto oggi siano poco frequentati dato che la strada, oramai giungendo dappertutto, li ha resi inservibili. Sebbene siano sempre ben segnati con vari colori, sommariamente segnalati, questi sentieri meriterebbero interventi migliorativi snodandosi il percorso spesso tra alberi e rami caduti e tra i rovi che invadono la traccia specie nella parte bassa del percorso salendo. In ascesa a tratti di spostamento quasi in piano se ne alternano altri assai ripidi da percorrere, cosa che rende la salita faticosa e stancante.
Il panorama che si gode dal Poggio Pini, meglio da un vicino più aperto poggio, si estende ampissima su tutta la bassa e la media valle del Chisone, sui monti e sulle borgate di fondovalle e su quelle sparse sui soleggiati pendii.

25 Immagine(i), Inserita il 14/12/2019

Un anello per il colle, il rifugio e la Punta Barant sul sentiero dell'Autagna



Un anello per il colle, il rifugio e la Punta Barant sul sentiero dell’Autagna

Località di partenza: Ponte della Biava sul Pellice mt. 1023
Dislivello: mt. 1403
Tempo di salita: 4 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 3 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 7 Val Pellice Fraternali Editore

Al ponte della Biava, sulla via che da Bobbio Pellice porta a Villanova, parte la traccia dell’Autagna, un ampio sentiero che tutto percorso termina alla Colletta, all’ultimo tornate sulla strada che dalla Conca del Pra sale al col Barant. Certamente antecedente a questa, il sentiero dell’Autagna è una vecchia mulattiera militare realizzata a suo tempo per collegare rapidamente il fondovalle Pellice con l’attiguo vallone dei Carbonieri dove sorge il rifugio Barbara. Progettato e realizzato ingegnosamente con cura dai nostri soldati sul finire dell’ottocento, questo sentiero è stato per anni lasciato all’abbandono prima del suo ripristino che l’ha reso nuovamente fruibile. Partendo da fondovalle, dal ponte della Biava, senza mai cessare di salire, con ripetute svolte e lunghe diagonali ascendenti la traccia transita più su nei pressi del panoramico Castellus. Rasentando poi per via l’imponente Agugliassa, questo sentiero termina alla Colletta poco prima del giardino botanico Peyronel sulla via per il col Barant. Ampio, sempre visibile, segnato, presenta tratti di muretto a secco tutt’oggi ancora ben conservati che lo proteggono a monte e lo sorreggono a valle, trovando sempre la via d’ascesa prima nel chiuso della faggeta, poi nel lariceto. Alla Colletta, dove termina, s’immette sulla strada che dalla Conca del Pra sale al Col Barant, dove una vecchia costruzione militare è stata trasformata in rifugio. Senza alcuna difficoltà si sale infine alla assai panoramica Punta Barant dove la visuale s’apre ampissima sui monti sino alla pianura. Volendo sviluppare un anello si torna a valle percorrendo l’interminabile pista militare che a svolte scende alla Conca del Pra dove si può decidere di raggiungere Villanova per strada, meglio ancora per il tortuoso sentiero che si snoda sulla sponda destra del Pellice.
Per strada, utilizzando per via tratti di sentiero, da Villanova si scende infine al ponte della Biava.
Il sentiero militare dell’Autagna è assai frequentato dai bikers esperti che lo utilizzano appropriamente per scendere a valle raggiunto che hanno il col Barant dalla Conca del Pra o dal vallone dei Carbonieri.

39 Immagine(i), Inserita il 14/10/2019

Un anello per pinete e alpeggi sui monti tra Savoulx e Bardonecchia



Un anello per pinete e alpeggi sui monti tra Savoulx e Bardonecchia

Località di partenza: Borgata Gleise mt. 1556
Dislivello: mt. 680
Tempo complessivo: 5 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n°1 Alta Valle Susa Fraternali Editore

Data l’esposizione gli estesi pendii all’Indiritto tra Savoulx e Bardonecchia sono ricoperti da una fitta foresta di larici, soprattutto di pini silvestri, mentre nella parte alta, dove cessa la copertura arborea, prosperano tuttora estese praterie vocate al pascolo dei bovini con gli alpeggi dei pastori.
Partendo dalla borgata Gleise, sulla via che da Bardonecchia sale ai bacini, si percorrono lungamente due tracce parallele poste a diversa altezza. Raggiunti con la prima gli alpeggi di La Roche attorno alla chiesetta della Madonna delle Nevi passando per le Grange Suppas e Foens, si prosegue verso monte sullo stradello che sale da Savoulx raggiungendo alla sommità il Sentiero Balcone dell’alta valle. In senso opposto si percorre poi la seconda traccia, che in breve raggiunge i resti del Forte Foens. Qui giunti, lasciato il Sentiero Balcone che prosegue verso i bacini, si scende a valle tornando a Gleise sull’incantevole sentiero militare che prima di raggiungere la borgata incontra per via la cappella di Maria Ausiliatrice a picco sullo scavato vallone del rio Perilleux.
Soprattutto nella parte alta del percorso la visuale s’apre libera in ogni direzione, sui monti delle alti valli Chisone e Susa, spaziando lo sguardo dal monte Ciantiplagna alla Punta Nera, che domina Bardonecchia, mentre di fronte primeggia il crinale dalla che dallo Chaberton va alla Punta Charrà con la Punta Clotesse, la Grand Hoche e la Guglia d’Arbour.
Se non fosse per il faticoso tratto in ascesa che passando per gli alpeggi unisce tra loro le due tracce, questo itinerario si potrebbe definire una piacevole passeggiata nelle pinete che ammantano i pendii tra Savoulx e Bardonecchia.

30 Immagine(i), Inserita il 04/10/2019

Un anello tra la Valle Stretta e la Valle della Clarée



Un anello tra la valle Stretta e la valle della Clarée.

Località di partenza: Grange di Valle stretta mt. 1765
Dislivello: Complessivamente mt. 1480
Tempo complessivo: 8 ore e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1.25.000 n° 1 Alta valle Susa Fraternali Editore

Partendo dalle Grange di Valle stretta, ora territorio francese, guadagnato il col du Vallon si scende percorrendo l’interminabile sentiero che porta a Névache nella valle della Clarée. Si torna poi alle Grange di Valle Stretta per l’incantevole sentiero che transitando per il vallone di Roubion sale al col di Thures.
Con questo anello, lungo ma non impegnativo, per buoni camminatori, pur non raggiungendo alcuna cima significativa si sconfina lungamente in territorio francese raggiungendo, al termine di un’interminabile discesa, Névache nell’incantevole valle della Clarée. Usciti dall’abitato, prima uno stradello, poi un ben mantenuto sentiero sale a svolte all’estesissimo pianoro terminante al col di Thures transitando nei pressi dell’omonimo laghetto.
Si attraversano luoghi di grande valore paesaggistico, propri di entrambe le valli, per sentieri sempre evidenti, ben segnati e ben segnalati come il sentiero che da Névache sale al col di Thures per il vallone di Roubion incontrando per via un Camino delle Fate.

30 Immagine(i), Inserita il 28/09/2019

Un anello in alta valle Argentera. Dal passo della Longia al col Mayt con salita al Gran Queyron



Un anello in alta valle Argentera. Dal passo della Longia al col Mayt con salita al Gran Queyron

Località di partenza: Pian della Milizia mt. 2104
Dislivello complessivo: mt. 1100
Tempo complessivo: 7 ore e 30 minuti c.ca
Difficolta: E Dal Gran Queyron al col Mayt EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta Val Chisone Fraternali Editore

L’incantevole valle Argentera, dove nasce il torrente Ripa, tutta percorsa al fondo si sdoppia: sulla sinistra la valle Lunga conduce al colle di Rodoretto, sulla destra il vallone della Gran Miol porta al passo della Longia. Per entrambi questi colli si scende nelle valli del Germanasca.
Il vallone della Gran Miol, che si percorre in questo itinerario, è dominato sulla sinistra dalla cima Frappier, sulla destra dal Gran Queyron. Tutte e due queste vette, pur superando i tremila metri di altitudine, sono facilmente raggiungibili.
Percorsa per intero tutta la valle Argentera, al fondo, nel punto in cui si sdoppia, si prosegue sulla destra e sempre restando su uno stradello in discrete condizioni, si prende a salire nel bosco raggiungendo più sopra il Pian della Milizia, dove sorgono i ruderi del ricovero Gravier. Presso il ponte sul torrente si può lasciare l’auto.
Preso lo sterrato che lascia questo incantevole pianoro lo si percorre sino al termine, sino alla bergeria della Gran Miol, praticando le svolte e i lunghi traversi che facendo guadagnare quota la raggiungono. Oltre l’alpeggio si prosegue facilmente, per vaghe tracce, e andando di conca in conca, superate per via modeste balze, si giunge al fondo nella valletta dove ci s’immette sul sentiero 607, segnato, che in ripida ascesa porta a raggiungere più sopra il passo della Longia dove all’opposto fondovalle si vede l’abitato di Prali. Di qui, volendolo, si può salire alla modesta vetta della Cima Frappier, mt. 3004. Altrimenti un evidente sentiero traversando porta al successivo passo Frappier, poi ai ruderi di un ricovero dove sul retro parte la traccia che ripida sale guadagnando alla sommità la croce di vetta del Gran Queyron, mt. 3060 con vista ampissima sulle valli e sui monti. Volendo sviluppare un anello si può percorrere l’esteso crinale che da questa cima porta allo storico col Mayt subito dicendo che questo tratto, per come è configurato, è riservato ad escursionisti aventi una certa esperienza. Giunti a questa depressione che permette di comunicare con il Queyras francese, superata la casermetta XXIII dove è stato allestito un ricovero, si scende al fondo praticando di seguito l’interminabile, piacevole traccia che stando si poco sopra il torrente riporta al Pian della Milizia superando per via l’incantevole cascata discendente dalla sovrastante Punta Ramiere.

40 Immagine(i), Inserita il 03/08/2019

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