Escursione con partenza dalla bograta Masselli di Pomaretto seguendo il sentiero che parte nei pressi del ponte sul torrente Germanasca e che sale alle borgate di Fort Louis e poi di Albarea per proseguire fino alla borgata San Tommaso. Da quest'ultima borgata ho seguito la pista forestale che confluisce nella strada sterrata diretta al colle LAs Arà che ho seguito fino al valico. Dal colle, ove si può arrivare anche salendo da Pramollo e da dove inizia il sentiero diretto al Gran Truc, mi sono diretto al vicino Truc Lausà per poi scendere al Piano Bruciato e brevemente risalire ad un vicino punto panoramico ove è presente una bacheca in legno. Ridisceso al Piano Bruciato, nei pressi di una palina in legno inizia la traccia di sentiero per rientrare a Pomaretto. Occorre prestare attenzione a dei segni di vernice rossa tracciati sui larici che servono ad individuare il punto di partenza del tracciato che purtroppo non è corredato di cartellonistica ne di segnavia. Individuato il sentiero ho inizato a scendere a valle, lungo un percorso immerso nel bosco, molto bello, che purtroppo confluisce in una pista forestale che ha praticamente cancellato l'originale tracciato che scendeva fino in fondo valle. La pista scende fino ad un punto ove ne incrocia altre e seguendo quella più a sinistra sono arrivato alla borgata Clot di Boulard . Durante la discesa lungo la pista ho accorciato leggermente il percoso seguendo ove possibile la traccia del vecchio sentiero che a tratti è ancora visibile. Oltre la borgata Clot seguendo in parte la strada ed oltrepassando le borgate Gilli e Subeirand sono rientrato alla borgata Masselli, punto di partenza del giro.
Data: 12/05/2013 Partenza da: Pomaretto ( To) frazione Masselli. Dislivello: Complessivo 1100 m. Zona: Val Chisone Comune di Pomaretto ( To) Difficoltà: E
17 Immagine(i), Inserita il 14/05/2013
I ponti del Gran Dubbione.
Escursione su sentieri facili e molto belli, perfettamente segnalati mediante cartelli precisi presenti un poco ovunque. Partenza da Dubbione nei pressi del ponte di Annibale ove seguo un tratto di strada che termina nei pressi di un cancello di una villa, oltre prosegue il sentiero contrasseganto dal n° 347 che sale alla chiesetta di Serforan transitando nei pressi di quella che fu la Cantina del Gallo e che ora è solo più un rudere. Oltre la chiesetta, al bivio, proseguo lungo il percorso diretto alla comba Gleisassa che è anche chiamato il percorso dei 7 ponti e che seguo fino alla borgata Rocceria. Da Rocceria salgo lungo la strada in direzione di Serremoretto per poi scendere fino alla b.ta Traversi dalla quale risalgo, sempre su strada, al ponte Vincent ove ha inizio il sentiero che mi porterà al colle del Besso. Partendo da Dubbione ho impiegato 2 ore e 50 minuti per raggiungere il colle lungo il percorso descritto. Al colle breve affaccio in val Sangone ed è già ora discendere seguendo il percorso di salita fino al ponte della strada posto a valle della borgata Traversi ove ha inizo il sentiero che scende a valle percorrendo la Comba Traversi. Anche questo tracciato è molto bello e presenta un punto ove si attraversa il torrente su di un ponte in pietra ad arco. Raggiunto il ponte delle Piane devo risalire fino alla chiesetta di Serforan non prima però di aver dato un'occhiata al vicino ponte di Costabella . Raggiunta la chiesetta di Serforan non resta che rientrare a valle ripercorrendo il tracciato fatto durante la salita. In questo tratto di percorso sono presenti numerosi pannelli ad illustrazione di episodi avvenuti durante il periodo della Resistenza e oggi che è il 25 aprile non è male dargli una lettura.
Data: 25/04/2013 Partenza da: Dubbione di Pinasca (To) Dislivello: Complessivo 1030 m Zona: Bassa val Chisone - Comune di Pinasca ( To) - località Dubbione Difficoltà: E
20 Immagine(i), Inserita il 27/04/2013
Fontana Guraja
In occasione di una precedente escursione nella quale avevo salito il monte S. Giorgio e poi il Pietraborga, scendendo verso Sangano, avevo notato le indicazioni per la fontana Guraja e mi ero ripromesso di fare, in futuro, un sopralluogo. Cogliendo l'occasione di un fine settimana piovoso che non invoglia a fare grandi spostamenti, decido di andare a vedere la fontana Guraja salendo prima alla vetta del m.te San Giorgio e poi passando per il Rubataboè. Raggiunto poi il colle del Pre scendo lungo il sentiero nel vallone verso Sangano fino a raggiungere il cartello in legno che indica il sentiero per la fontana Guraja che in breve, con una leggera risalita, raggiungo. Scopro che la fontana, con annessa statuetta della Madonna, è stata ricostruita dopo che una frana, nel 1994, aveva distrutto quella originale. A tal proposito consiglio chi volesse approfondire l'argomento di consultare il sito www.3confini.it, ove è ben descritta la storia della fontana. Dalla fontana proseguo poi lungo sentieri e strade sterrate fino a raggiungere il pilone di S. Isidoro nei pressi della regione Merlino. Nei pressi del pilone ha inizio una traccia di sentiero che sale in direzione della strada sterrata che porta in vetta al m. San Giorgio e che in essa confluisce nei pressi della bacheca dedicata alla betulla. Raggiunta la strada anzichè rientrare al punto di partenza, per il puro gusto di camminare, proseguo in direzione della vetta del S. Giorgio che raggiungo per la seconda volta nella giornata accumulando così poco più 1000 m di dislivello. Un buon allenamento nonostante il meteo non favorevole.
Data: 20/04/2013 Partenza da: Piossasco - Ca Dorina inizio pista sterrata per il Monte San Giorgio Dislivello: complessivo 1040 m Zona: Piossasco (To) Difficoltà: E
4 Immagine(i), Inserita il 23/04/2013
Alla punta ed al passo della Mulattiera risalendo le piste da sci ( chiuse).
Salita alla punta e al passo della Mulattiera sfruttando le piste da sci ormai chiuse . Partenza dal piazzale del Melezet percorrendo la pista n° 25 Guglia Rossa fino allo Chesal. A seguire tratto pianeggiante fino ad imboccare la pista 27 Thabor fino a raggiungere l'impianto di Vallon Cros ove a monte dell'arrivo, in breve, si raggiunge la cresta e la punta della Mulattiera. Spettacolare vista sulla sulla punta Charrà innevata. Proseguito, per sfizio, sul filo di cresta con percorso sali- scendi fino a raggiungere il passo della Mulattiera. Ritorno a valle lungo il medesimo percorso di salita.
Data: 13/04/2013 Quota max: 2467 Partenza da: Melezet (To) Quota partenza: 1370 Dislivello: 1097 Zona: Bardonecchia - Alta Val Susa
17 Immagine(i), Inserita il 16/04/2013
Salita al Musinè da Pian d'la Feia e la via del canalone.
Escursione al Musinè con salita dal bel tracciato che porta a Pian d'la Feia partendo dalla mulattiera acciottolata che sale a Sant'Abaco poco sopra il campo sportivo di Caselette, inizia, sulla destra, il sentiero che ad un certo punto transita nei pressi di una fontana. Ho trovato il percorso più gradevole di quello classico della cresta della croce. Tra l'altro è ben battuto segno che sono molti quelli che lo percorrono. Giunto in vetta ho deciso di scendere sul versante sud per provare a salire il sentiero denominato via del canalone, la cui partenza è posta nei pressi di una vasca dell'acqua sulla quale è riportata la denominazione della via. Avevo notato l'indicazione durante una precedente salita lungo il sentiero del versante sud. La via del canalone, divertente quanto basta per un normale escursionista, è contrassegnata da ometti in pietra e bolli in vernice bianca. Occorre solo evitare di imboccare le vie di arrampicata, cosa possibile seguendo le indicazioni presenti in loco. In merito alla via del canalone occorre fare i complimenti a chi ha curato la tracciatura del percorso che è veramente divertente. Raggiunta nuovamente la vetta del Musinè discesa lungo il tracciato classico fino alla partenza nei pressi del campo sportivo. A questo punto, per pura curiosità ho seguito la strada sterrata che parte a fianco della fontana raggiungendo prima le indicazioni riguardanti un antico acquedotto e poi i resti del centro sportivo ove è presente un vecchio skilift ormai abbandonato. Finita l'esplorazione rientro, sempre lungo la sterrata, fino al campo sportivo e poi in piazza Cays, punto di partenza.
Data: 3/4/2013 Partenza da: Caselette (To) piazza Cays Dislivello: Complessivo 1000 m Zona: Caselette (To) Difficoltà: E (EE - Tratti F per salire il percorso del canalone)
15 Immagine(i), Inserita il 05/04/2013
Anello nei boschi del Talucco per i monti Parpaiola, Balmella, Faie e 7 confini.
Passeggiata ad anello con partenza da Cantalupa nei pressi della borgata Scrivanda con percorso vario su piste sterrate, sentieri e tratti percorsi in mezzo al bosco senza traccia alcuna. Il percorso si è snodato dal colle dell'Infernetto per poi scendere al Talucco e risalire alle borgate Costabella, Cutas e Crepalupo fino a raggiungere, passando nei boschi, la sterrata che porta al colle del Cro nei pressi del bivio ove è presente la diramazione per la località Fraita. Da questo colletto salita al monte Parpaiola, completamente immerso nella vegetazione, per poi ritornare sulla sterrata diretta al colle del Cro. Seguendo la sterrata, oltrepassato il col Lubè salita al vicino monte Balmella per poi raggiungere il colle del Cro e da qui risalire, su neve, al monte Fajè e al vicino monte sette Confini. Da quest' ultimo monte discesa al colle Sperina e poi rientro alla borgata Scrivanda passando da Casa Canada. Giro per appassionati delle passeggiate nei boschi che tocca modesti rilievi immersi nella vegetazione e scarsamente panoramici che ha richiesto, complessivemente 5 ore per essere effettuata. Una curiosità ; transitando sulla pista sterrata nei pressi della b.ta Cutas, sopra al Talucco, sono visibili delle sculture in legno a forma di totem realizzati da qualche artista locale.
Data: 23/03/2013 Partenza da: Cantalupa (To) b.ta Scrivanda. Dislivello: complessivo 1100 m Zona: Cantalupa e poi Talucco - colle del Cro Difficoltà: E
21 Immagine(i), Inserita il 24/03/2013
Piacevole escursione alla punta Aquila.
Consueta ma sempre piacevole salita pomeridiana alla punta Aquila tanto per togliere la polvere alle racchette da neve. Per l'occasione dalla vetta ho proseguito lungo la cresta spartiacque che va in direzione del colle della Meina e dell' Uja,, fino alla vetta senza nome che si trova alla confluenza tra la cresta spartiacque con la cresta Inverso la morte che sale dalla Punta della Merla. Giornata dal meteo ottimale.
Data: 15/03/2013 Partenza da: Piazzale Alpe Colombino - Giaveno (To) Dislivello: Complessivo 1000 m Zona: Giaveno (To)
7 Immagine(i), Inserita il 19/03/2013
Anello Rocca Vautero, Monte Rochisie e Freidour.
Bella passeggiata ad anello in val Noce, con partenza nei pressi della chiesa parrocchiale di Cantalupa seguendo via Scrivanda e poi imboccando la strada Saretto fino a dove inizia il sentiero diretto alla cappella Maddalena e di qui seguendo strade forestali e sentieri ho raggiunto la panoramica Roccia Vautero. Il giro prosegue lungo il sentiero di cresta che in breve porta alla Montagnetta per poi scendere al colle Infernetto. Dal colle ho seguito la sterrata che scende in direzione del Talucco fino in corrispondenza del sentiero che sale al 'sigaro ', un vistoso roccione sul quale si sviluppano alcune vie di arrampicata. Alla base del roccione il sentiero termina e con risalita nel bosco ho raggiunto un punto panoramico, sulla val Lemina, delimitato da un muretto in pietra Proseguendo poi in salita ho raggiunto la sommità del monte Rochisie per poi scendere al colle Eremita e proseguire, in salita, fino al colle Ciardonet. Da quest'ultimo colle, su neve, percorrendo il sentiero che transita nei pressi della fontana Torino, ho raggiunto il colle Sperina e poi la vetta per l' occasione innevata, del monte Freidour. Per la discesa ho seguito il percorso di cresta, ove dopo la nevicata non era ancora transitato nessuno, fino al cole Aragno ovest scendendo poi lungo il ripido e per l'occasione scivoloso, sentiero diretto a casa Canada. Lungo il sentiero, poco prima di raggiungere il rifugio ho imboccato il nuovo sentiero che porta al Colletto Castellar e l'ho seguito fino ad un certo punto per poi abbandonarlo scendendo direttamente nel bosco fino a raggiungere la pista forestale che scende alla borgata Scrivanda. Percorsa tutta la pista sterrata ed oltrepassando il sentiero che sale a Casa Canada e il bivio con la sterrata diretta alla fontana calda, ho raggiunto la borgata Scrivanda dalla quale, su strada asfaltata, ho raggiunto il punto di partenza a Cantalupa chiudendo il giro. Un bel giro non troppo lontano da casa. Buone gite.
Data: 9/03/2013 Partenza da: Cantalupa (To) pressi chiesa parrocchiale. Dislivello: Complessivo 1260 m. Zona: Cantalupa (To) - Val Noce Difficoltà: E ( EE a tratti causa neve scendendo dal colle Aragno ovest)
21 Immagine(i), Inserita il 14/03/2013
Anello San Giorgio Pietraborga e Montagnassa.
Poco tempo a disposizione e d ancor meno voglia di fare chilometri in auto ed allora il Monte San Giorgio è una valida soluzione collegandolo, magari, con alcune punte a lui vicine. Partenza da Piossasco nei pressi della sbarra che chiude al transito la strada forestale diretta al monte S. Giorgio per poi salire in vetta seguendo l'itinerario che si snoda lungo la cresta est. Dalla vetta discesa al colle della Serva e risalita al Rocas - Rubataboè per poi scendere al colle di Prè. Giunto a questo colle noto, con piacere, che è stato tracciato un nuovo sentiero che scende direttamente al cippo degli Alpini posto sulla pista sterrata che sale al S. Giorgio. Il tracciato, che percorrerò al ritorno, è indicato da un cartello posto su palina in corrispondenza del suddetto colle e poi è reso evidente da spezzoni di nastro bicolore bianco - rosso posti lungo il percorso. Dal colle di Prè seguo la strada in direzione delle prese di Sangano per poche centinaia di metri fino ad incontrare sulla destra una traccia, evidenziata da un vecchio cartello in legno, diretta al cippo degli Alpini . ( Su tale traccia, ad un certo punto, confluisce il nuovo percorso tracciato di recente citato in precedenza). Seguo il percorso, una vecchia mulattiera, fino ad un bivio, ove tralascio la parte che prosegue a destra per scendere lungo il tracciato, segnato da macchie di vernice bianco - rosse poste sugli alberi, che scende nel vallone in direzione di Sangano. Il tracciato è un poco da ricercare avendo l'obiettivo di transitare nei pressi di una costruzione isolata delimitata da una recinzione in muratura nei pressi della quale è presente una sbarra metallica oltre la quale parte una sterrata che trasformandosi in sentiero e passando nei pressi di un grande traliccio va a confluire nella strada asfaltata che da Sangano sale a quella che era la vecchia polveriera . Percorro un breve tratto della strada fino in corrispondenza del sentiero De Vitis che seguo fino al monumento dedicato ai caduti della resistenza proseguendo oltre fino ad una piazzola ove vi sono alcuni tavoli in legno. Nei pressi di questi ultimi manufatti parte il sentiero diretto al Pietraborga che seguo transitando sulla modesta punta del Colletto . Dal monte Pietraborga seguo la strada sterrata di cresta che transita alle pietre dei Celti e poi al ripetitore . Da quest'ultima località discesa fino a confluire nella sterrata che sale da Prato Vigero per poi imboccare poco oltre il sentiero diretto alla Montagnassa. Oltre questa cima discesa nei pressi della Pera Luvera, a monte della quale svolto a sinistra imboccando la traccia diretta al colle di Prè. Dal colle di Prè percorro in discesa il sentiero da poco tracciato raggiungendo la strada sterrata in corrispondenza del cippo degli Alpini. A questo punto seguedo in discesa la sterrata del monte San Giorgio chiudo il giro che ha richiesto complessivamente un tempo di 5 ore e 20 minuti. Buone gite a tutti.
Data: 2/3/2013 Partenza da: Piossasco ( To) Dislivello: Complessivo 1270 m Zona: Piossasco - Sangano (To) Difficoltà: E
14 Immagine(i), Inserita il 07/03/2013
Anello Musinè mont Curt.
In una recente escursione al Musinè avevo percorso un tratto della cresta spartiacque in direzione del mont Curt terminando, per ragioni di tempo, la gita anzitempo. In quell'occasione avevo valutato la possibilità di concatenare le due cime, il Musinè e il m. Curt sfruttando il sentiero di cresta e rientrando lungo le piste tagliafuoco. Avendo a disposizione un poco di tempo in più dell'altra volta tento l'impresa. Partenza dal villaggio dei Pioppi e salita su sentiero fino ad incrociare la pista tagliafuoco proveniente da Caselette in prossimità della bacheca del rio Curt. Dalla bacheca seguo la pista in direzione Milanere per poche decine di metri fino al cartello che indica la salita alla vetta del Musinè. Il sentiero sale bene, ripido, fino ad incontrare quello che avevo percorso la volta precedente ove vi è l'indicazione di alcune vie alpinistiche . Al bivio giro a sinistra p ercorrendo il tracciato diretto alla vetta raggiungo la grande croce del Musinè. Anche in questo caso per proseguire seguo il tracciato percorso la volta precedente che si snoda lungo la cresta spartiacque ed è contrassegnato da tacche di vernice blu. In discesa raggiungo un colletto ove vi è la palina con la deviazione per Val della Torre, con numerosi sali scendi la traccia di cresta prosegue fino al bivio ove vi è il sentiero per scendere alla pista tagliafuoco, che tralascio per proseguire lungo la traccia per la Taisonera. Leggera salita e poi anche in questo caso lunga cresta a tratti saliscendi fino al piazzale della Taisonera ove termina la pista tagliafuoco che sale dal pilone della Costa posto sopra Almese. Proseguo lungo il sentiero diretto alla cima del mont Curt . La cima è insignificante in quanto completamente immersa nel bosco e pertanto poco panoramica. Per la discesa imbocco la traccia, indicata da una palina in legno nei pressi della vetta, che scende diretta nel bosco ad incrociare la pista tagliafuoco che dal pilone della Costa sale alla Taisonera. Si tratta di un percorso poco battuto, contrassegnato da segni rossi sbiaditi ed un poco scivoloso a causa delle foglie e dell' erba secca. Raggiunta la tagliafuoco la seguo in discesa fino all'incrocio con la pista che sale alla Madonna della Bassa. In breve raggiungo il pilone della Costa . A margine del pilone scendo seguendo il sentiero che porta ad intersecare una pista tagliafuoco per poi oltrepassarla fino a confluire nella pista che da Pera Pluc porta alla località Prasabò. Per chiudere il giro inizio a seguire tale pista dapprima in salita e poi raggiunto il punto di maggior altezza inizio a scendere oltrepassando una vasca antiincendio incontrando poco dopo il bivio per il punto panoramico. Seguo la pista che sale al punto panoramico raggiunto il quale scorgo, poco più in basso, una traccia che scende sul versante sud e la percorro cercando di raggiungere la pista tagliafuoco diretta a Caselette. La traccia dopo un poco si perde e devo scendere lungo le pietraie passando al di sotto delle grandi scritte bianche visibili dalla bassa val Susa, evitando di finire nelle zone occupate degli arbusti spinosi e dai rovi. Con un pò di ravanamento la discesa termina sulla pista tagliafuoco e percorrendone un breve tratto, arrivo alla bacheca del rio Curt da dove tramite il sentiero percorso all'andata rientro al villaggio I Pioppi. Bel giro, a tratti avventuroso, che ha richiesto complessivamente 5 ore e 15 minuti circa di camminata. Buone gite a tutti.
Data: 20/2/2012 Partenza da: Villaggio I Pioppi Almese (TO) Dislivello: complessivi 1390 Zona: Almese (To) Difficoltà: E ( tratto dal punto panoramico alla pista tagliafuoco EE)