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Album Foto > Album personali > mgrau 2194 immagini in 78 albums visti 74232 volte
Monte Coltignone



Caldo prematuro, la neve più o meno se n'è andata, quindi posso ricominciare a muovermi un po'. In viaggio per Lecco passo in rassegna alcune possibilità, al solito non ho voglia di andar lontano, così punto a Rancio e al Coltignone. L'inizio è una menata, in ambiente molto urbanizzato. Si parte dal cimitero di Rancio, poi per un pezzo in mezzo alle case. Arrivo al bivio che indica Medale a dx, ma lo trascuro, per farla un po' più lunga. Arrivo alla stazione della teleferica (bassa), c'è una grande vista, è giornata di foen, proseguo per s.martino, raggiungo un punto dove si diramano tre sentieri, prendo quello più a destra che segna corno di medale: ricordo di aver fatto una volta un sentiero simile, partendo da s.martino, ma ora non mi sento di trascurare questa indicazione. Arrivo alla stazione alta della teleferica, qui indica medale a dx, ma scende e non mi va, così vado a sx, sentiero incerto seguendo una teleferica orizzontale, poi incrocio un buon sentiero che sale a dx e lo prendo. Incontro due che scendono, chiedo dove porta il sentiero, mi dicono al crocione di s.martino, anche al coltignone? chiedo, ma non sanno. Proseguo, il crocione suddetto sta su una deviazione a dx e non ci vado, proseguo a sx ed è un lungo traverso che mi porta a monte del corno medale, non ci vado, proseguo a sx per il coltignone, con altri lunghi traversi, a fianco del s.vittore, finalmente si arriva alla base del canale che porta in vetta, molto ripido, faticoso per me, sono piuttosto sfiatato e mi devo fermare spesso. A un 150m dalla vetta il canale è bloccato da un masso incastrato, si aggira a dx risalendo con catene una paretina, poi l'ambiente si apre e si raggiunge la vetta per prati ripidi. Qui c'è molta gente (si arriva dai resinelli in un mezz'ora), taglio la corda in fretta, scendo ai resinelli, e al rifugio SEL prendo per la val Calolden. Grande fioritura di ellebori, bucaneve, crochi. Arrivo sulla vecchia strada della valsassina, che credevo praticamente abbandonata dopo l'apertura della nuova, invece un traffico della madonna. Il paio di chilometri per tornare a Rancio è il rischio peggiore della giornata.

Data: 26 febbraio 2012
Quota max: 1473
Partenza da: Rancio (Lecco)
Quota partenza: 360
Zona: Lecchese
Difficoltà: E

22 Immagine(i), Inserita il 27/02/2012

Passo di Zapel



Provo una gita lunga, per uscire da lunga pigrizia. Sono da solo. Parto dal ponte di Primaluna, prendo la carrareccia per il rifugio Riva, ci arrivo verso le 10, poi seguo i cartelli per S.Calimero, e un centinaio di metri sopra incontro il bivio a destra che indica Passo della Stanga. Da qui lunga traversata a destra, in piano con leggeri saliscendi, poi una radura con un altro bivio, ancora dx, si traversa un vallone secco, e finalmente ecco l'annunciatissimo passo della stanga, una semplice scaletta che supera una fascia di roccette. entro ora nel vallone principale, tutto in ombra, con un freddo della madonna, e devo dire che lo ricordavo più semplice, ci sono due fasce di rocce, nella parte centrale, attrezzate con abbondanti catene, ma abbastanza esposte, poi una zona di mughi, poi un ghiaione terminale, qui comincia a scendere un venticello gelido, che finisce di congelarmi le mani, e finalmente sbuco al sole, in vista del nevaio del grignone, a quota 1900 e qualcosa. Qui incontro il sentiero segnato 36/37 che va dal rifugio Bogani alla vetta. E' la zona delle foppe, un piano carsico pieno di piccole doline, coperto da uno straterello di neve gelata, scivolosissimo per cui devo muovermi coi piedi di piombo. Arrivo alle 13 al Bogani, occupato militarmente da tavolate gavazzanti, mi bevo un bicchiere di rosso e chiedo notizie del sentiero che scende in val dei mulini. Mi dicono che 'è pieno di foglie' però i bolli ci sono, mi fanno una stima di un'ora e mezza 'ad andar piano'. Rettifico mentalmente in tre ore, e mi avvio. Il bivio, sentiero 39, è un po' sotto l'alpe di moncodeno, il sentiero è in effetti un ripidissimo scivolo di foglie, tutto in una infinita faggeta, tutto molto precipitoso, però sentiero piuttosto evidente, anche se circa a quota 900 sbaglio un bivio, finisco nel greto del torrente e perdo una cinquantina di metri. Arrivo verso le 16, come previsto, a prato san pietro, e da qui mi aspetta ancora un'oretta per la macchina.

Data: 4 dicembre 2011
Quota max: 1900
Partenza da: primaluna
Quota partenza: 500
Zona: Grigna settentrionale
Difficoltà: EE

19 Immagine(i), Inserita il 05/12/2011

Monte Pilastro



Con M per un giretto nella zona di Esino. Lasciamo la macchina sopra il Cainallo, e prendiamo per la bocchetta di Prada. Qui a dx, si segue il crinale, facile, con un breve passaggio su placche, in cima senza problemi, pappa, poi scendiamo dal crinale opposto verso la bocchetta di Calivazzo. Sentiero già fatto più volte anni fa, più impegnativo di quanto ricordavo (gli anni passano), ma senza problemi fino a che si sta fuori dal bosco, poi diventa molto sporco e incerto. Fortunatamente mi ricordo che all'ultima sella prima di calivazzo bisogna prendere a sx (a dx mi ero malamente perso l'ultima volta), qui nessuna indicazione, il sentiero sparisce, lo si ritrova alla base delle rocce a sx, poi bene o male si arriva. Da Calivazzo all'alpe di Lierna, poi giù diretti al torrente fino a ritrovare il sentiero di costa sull'altro versante, poi a un bivio a dx, verso Natre, e con traverso lunghetto alla macchina.

Data: 28 ottobre 2011
Quota max: 1800
Partenza da: Cainallo, Esino
Quota partenza: 1200
Zona: Grigna settentrionale
Difficoltà: EE

19 Immagine(i), Inserita il 04/11/2011

Resegone



Con V e L. Finalmente questa eterna estate è finita. Oggi fa freddo, c'è un vento gelido e in alto troveremo ghiaccio per terra.
Partiamo da Brumano, passiamo per il passo della porta e la passata (cippo di confine dello stato di milano del 1728), da qui iniziamo la brutale salita della cresta S del resegone. Troviamo un bivio a metà, che indica un sentiero che non conosco, la panoramica stien mi pare, e prendiamo questo. Abbastanza esile ed esposto, ma bello e ben tracciato, che ci riporta in cresta alla forcella dei solitari. Qui cominciamo ad incrociare il grosso delle truppe, con cui ci accompagneremo fino alla fine. Un bel po' di saliscendi fino al rifugio Azzoni, dove consumiamo i nostri viveri insieme con un mezzo di rosso, visitina alla vetta, dove V non è mai stata, poi discesa per il versante E verso il passo del pallio - che non si raggiunge - e brumano.

Data: 10 ottobre 2011
Quota max: 1800
Partenza da: Brumano
Quota partenza: 900
Zona: Orobie lecchesi
Difficoltà: EE

24 Immagine(i), Inserita il 10/10/2011

Monte Alben



Con V e L partiamo dal colle di Zambla, salendo inizialmente per un sentiero buono ma non segnalato che si apre a sx subito dopo il cosiddetto parco avventura - una serie di passerelle tese fra gli alberi. Il sentiero sale ripido in un bel bosco, grazie a dio siamo nell'ombra, fa un caldo bestiale. Arriviamo alla forcella di Brassamonti (o un nome così), poi c'è un traverso in leggera salita, e purtroppo al sole, verso un'altra forcella, dove si comincia ad incontrare il grosso dei gitanti, e da qui parte la lunga e accidentata cresta che porta in vetta. Un sacco di gente, caldo, caligine, non si vede nulla. In cima è una bolgia, e tagliamo la corda presto. Discesa per la stessa via.

Data: 2 ottobre 2011
Partenza da: Zambla alta
Zona: Val Seriana
Difficoltà: E

10 Immagine(i), Inserita il 10/10/2011

Pizzo 3 signori



In fuga dai 32 gradi della pianura, pensiamo ad un giro nel gruppo dei 3 signori, che Marco curiosamente non conosce. Una telefonata alla gestora del rifugio Trona soliva ci garantisce l'apertura ad personam, partiamo da Gerola il 13 verso le 11, dalla stazione della funivia dell'enel, e saliamo per la valle della pietra, prima con moderata salita, poi, al bivio per il rifugio Falc, per una rampa senza tregua nel bosco. Arriviamo ai prati dell'alpe verso le 15 (andiamo piano), il rifugio è ancora chiuso, e aspettiamo con fede. La gestora Elisa arriverà con la spesa verso le 18. Se fossimo di quelli attenti all'inquinamento elettromagnetico ce la daremmo a gambe, il rifugio sta esattamente sotto un megaelettrodotto.
Buona cena, si parla col la Elisa, veniamo informati del fardello di burocrazia (e spese) sulle spalle dei gestori di rifugi, e degli occhiuti controlli dell'ASL.
Il mattino partiamo verso le 7,30, saliamo in breve alla bocchetta di Trona, vista sulla val varrone, prendiamo la via breve per il FALC (ferant alpes laetitiam cordibus) , lo troviamo inaspettatamente aperto, su verso la forcella di piazzocco, poi la groppa del 3 signori. Qui si cominciano ad incontrare altri gitanti, in buona parte pensionati (è martedì), arriviamo su alle 10.30, insiema ad un folto gruppetto. Discussioni per la discesa. Volendo fare un anello, Marco vorrebbe passare per il rifugio Benigni e Pescegallo, io propendo per un percorso più breve e penso più interessante, lago rotondo, lago zancone, e ancora pescegallo, o forse fenile. Alla fine, carte alla mano, vinco io. Discesa alla boccheta dell'inferno, risalita alla selletta di fronte, 2500, facile contro ogni apparenza, e di là un canalino detritico precipita sul lago, 250 metri sotto, bellissimo, fuori dal mondo, circondato da paretoni da ogni parte, col pizzo di Trona incombente. Da lì altra lunga scarpata verso la val pianella, poi lago zancone, curiosamente definito 'il lago più bello delle orobie' su due guide (suppongo sia la sindrome del copia e incolla), in realtà normale, e certo meno suggestivo del lago rotondo più sopra. Costegiamo questo, in alto, poi il lago di trona fino all'altezza della diga, incrociamo un'ottima mulattiera che ci porta fina alla sella del pich, qui troviamo un segnale per fenile, che eviterebbe di andare a pescegallo. Qui Marco propone di dividerci: lui scenderà a pescegallo (400m di discesa) e io a Fenile e alla macchina (900m) per poi recuperarlo a pescegallo, così da dare sollievo alle sue provate ginocchia. Così facciamo, io dopo una iniziale difficoltà nel trovare il sentiero scendo in meno di un'ora per una lunga serie di tornanti nel bosco arrivo a fenile alle 17 e alla macchina alle 18.

Data: 13 e 14 settembre 2011
Quota max: 2554
Partenza da: Gerola alta
Quota partenza: 1050
Zona: Orobie
Difficoltà: E

36 Immagine(i), Inserita il 15/09/2011

Bivacco Forcola, alpe Scima



Con l'amico Marco si era pensato di fare un giro dal bivacco Suretta al rifugio Bertacchi, ma arrivati oltre Madesimo vediamo che il maltempo dei giorni scorsi ha riempito tutto di neve, per di più a N delle alpi il maltempo continua, fa un freddo cane, quindi ripieghiamo su un giro 1000m sotto, tranquillo: Voga, bivacco Forcola, alpe Scima, Cermine e di nuovo Voga.
Qui il tempo in effetti è buono, arriviamo a Voga tardi, verso le 13, io come sempre non ricordo il percorso e ci incamminiamo in piano, salvo poi scoprire che stiamo andando all'alpe Cermine, cioè stiamo facendo il giro a rovescio. Vabbè, diciamo, vada per questo verso, ma quando arriviamo al guado del torrente troviamo un volume d'acqua proibitivo, e torniamo sui nostri passi, contando di poter invece passare l'indomani sulla via del ritorno. Quindi torniamo a Voga, seguiamo per un po' la strada asfaltata (chiusa al traffico) , fino ad un tornante dove si trova la palina che indica Forcola. Si sale ripidi nel bosco, raggiungendo la base di un enorme traliccio (la val forcola è tutta percorsa da un colossale elettrodotto), poi vari gruppi di baite. All'alpe Dardano (forse) trovo una vecchia conoscenza, un signore che due anni fa ha dato ricovero a me e ai nipotini, fradici per un nubifragio, che mi riconosce e ci invita dentro per un bicchiere, ci racconta delle sue disavventure di salute.
Dopo la visita, raggiungiamo l'alpe Buglio e poi in breve il bivacco. Un riposino, poi mi metto a cucinare per la cena: salendo abbiamo trovato un grosso porcinello (un po' passato e intriso d'acqua per la verità) e lo utilizzo per un risotto.
Non ci sono grandi distrazioni, per cui poco dopo le 9 siamo a nanna, e il risveglio è poco dopo le 5. Prima delle 7 siamo in cammino. Si era sentito di maltempo, invece non c'è una nuvola.
Prendiamo il sentiero per l'alpe Cima (o Scima), un mezza costa piuttosto accidentato, con parecchi saliscendi, in condizioni non troppo buone, e ci mettiamo più di un'ora. Arriviamo, non c'è nessuno, ci saziamo dello spettacolo (la posizione è superba), e ripartiamo per l'alpe Cermine, un'altra ora di crinale precipitoso. Questa è tutta un cantiere, baite rimesse a nuovo, grandi lavori in corso, pare di essere in Svizzera per l'eleganza delle baite, poi prendiamo il traverso verso Voga. Questo molto ben tenuto, bellissima mulattiera comoda, ma non finisce mai, non scende mai, traversa e traversa verso monte. Infine raggiungiamo il torrente, è calato, e con qualche attenzione riusciamo a passare senza togliere le scarpe, poi in pochi minuti siamo a Voga e alla macchina.


Data: 20 e 21 luglio 2011
Quota max: 1850
Partenza da: Voga (Menarola)
Quota partenza: 1050
Zona: val Chiavenna
Difficoltà: E

52 Immagine(i), Inserita il 22/07/2011

Monte Ferraro



Tempo incerto, speranza che migliori, o che in alto ci sia il sole, ma il cielo non ha voluto. Gran freddo, grigio, qualche fiocco di neve. Con Carlo abbiamo scelto una spalla del monte Gradiccioli, nel Malcantone (Ticino), contando di restare fuori dalla neve. Partiamo da Arosio (quello svizzero), a 800m e rotti, si inizia per strada, poi sterrata e poi sentiero. Qui c'è un dito di neve fresca, il bosco è tutto brinato, va tutto bene finchè stiamo sul versante S, poi si passa sul lato W, un traverso in leggera salita, verso la sella a N del monte ferraro, ma a un 300m prima della sella il terreno diventa di colpo coperto di ghiaccio, anche ai lati la neve è dura e vetrata, e dopo un paio di cadute pensiamo che sia il caso di tornare in tempi migliori.

Data: 30 gennaio 2011
Partenza da: Arosio (Ticino)
Zona: Malcantone
Difficoltà: E

12 Immagine(i), Inserita il 01/02/2011

Cornagera



Passeggiata nella neve, in mezzo alle vicine guglie e conicoli della Cornagera. Da Aviatico, stazione della funivia, saliamo diretti sui prati innevati, in parte seguendo la pista di sci. Presto si incontra un segnale sulla dx, indica Cornagera, e di lì si entra in un labirinto di guglie. Ci infiliamo, strisciando sulle spalle, nel Bus della Carolina, un budello di una cinquantina di metri, più avanti Vittorio ci porta all'imbocco di un altro budello, ma l'ingresso con una scarpata ghiacciata ci fa desistere. Passiamo poi sul lato al sole, e ritorniamo in breve alle macchine. Presenti Vittorio, Carlo, Cesare, Svetlana.

Data: 22 gennaio 2011
Partenza da: Aviatico
Zona: Bassa val Seriana
Difficoltà: T

21 Immagine(i), Inserita il 01/02/2011

Monte S.Giorgio



Neve bassa, gita bassa con M. Pur essendo un posto stranoto, non ci siamo mai stati prima.
Partiamo da Riva s.Vitale, con qualche problema per lasciare la macchina: ogni centimetro quadrato è a pagamento. Troviamo infine un buco, solo dopo vedo che, defilato, c'è un cartello di privato. Tant'è, rischiamo, e ci andrà bene. Saliamo verso NW, senza incontrare nessuno, bel sentiero con appena un po' di neve. Si trova un po' di gente quando sbuchiamo sul crinale S. Dalla vetta scendiamo sull'altro lato, W, verso Meride e poi alla macchina con un traverso in un ambiente inaspettatamente severo.

Data: 23 gennaio 2011
Partenza da: Riva s.Vitale (Ticino)
Zona: Lago di Lugano
Difficoltà: T

13 Immagine(i), Inserita il 31/01/2011

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