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Album Foto > Album personali > roberto55 4056 immagini in 149 albums visti 320863 volte
Bivacco Mario Balzola 12/07/2009



Gita Escursionistica-Alpinistica al Colle des Clochettes dove è ubicato il Bivacco Mario Balzola,3477 m. Partenza domenica di buon ora, tutti puntuali e alle 5 ci dirigiamo in Valle dove abbiamo l'appuntamento con Davide e Marrica a Cretaz, frazione di Cogne. Siamo in sette, tutti determinati ad arrivare almeno al primo bivacco, il Gratton, poi vedremo, se il tempo sarà sempre bello andremo al secondo bivacco, il Balzola. Alle 7,15 lasciamo il parcheggio, attraversiamo il torrente e subito dall'altra parte del ponte c'è una carta geografica con le paline indicanti i vari sentieri con i tempi stimati per giungere alle varie mete. Per arrivare al primo bivacco danno un tempo di 5 ore. Altre due orette, o poco meno, serviranno per la parte alpinistica che porta al colle tra la Grivoletta e la Grivola. Imbocchiamo un sentiero che con un ripido percorso sale nel bosco, attraversa un torrente, e con varie svolte ci porta alle prime baite abbandonate. Siamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, e per ricordarcelo, oltre i vari cartelli, un gruppo di almeno venti stambecchi ci osserva dall'alto, man mano che saliamo, loro, senza affanno si spostano sempre osservandoci, si vede che sono abituati alla presenza degli escursionisti, non danno cenni di nervosismo. Giungiamo alle baite di Les Ors inferiore dove ammiriamo le varie punte rocciose fra cui l'Herban e L'Ouille. Proseguiamo con un bel passo e arriviamo alla Croce della frazione di Les Ors Damon a 2030 m. poi, sempre con un bel passo raggiungiamo il casotto del P.N.G.P. del Pousset a 2286 m. Qui ci fermiamo a prendere fiato, inoltre dobbiamo aspettare Marco il quale non riesce a tenere il ritmo del 'trenino', in 1,15 abbiamo fatto 800 m. di dislivello! Sarà meglio darci una calmata altrimenti scoppieremo tutti. Il posto è meraviglioso, ci sono decine di marmotte che fischiano, stambecchi e camosci, un posto da sogno. Facciamo il pieno d'acqua all'ottima fonte ed ammiriamo la parete Est della Punta Pousset, potrebbe essere una meta per il futuro.
Ripartiamo con una leggera discesa che ci porta al fondo del vallone del Pousset, poi, attraversando alcuni ruscelli ci portiamo all'inizio della parte rocciosa, anzi, detritica, che sale verso i contrafforti della Punta Pousset. Siamo un po' preoccupati per Marco, si vede che non riesce a tenere il ritmo, ci fermiamo un'altra volta e Davide gli scarica un po' di peso, oltre alla giacca a vento si fa dare anche i ramponi e la piccozza. Commento ad alta voce che così 'zavorrato' Davide dovrebbe rallentare l'andatura!! Paolo mi aggiorna sull'ultima impresa atletica del nostro amico, come al solito non pubblicizzata da parte sua. Sabato scorso alle 6 è partito da Chieri in bicicletta fino a Pont dove si è riposato fino alle 22. Poi è salito al Vittorio Emanuele e dopo un piccolo pisolino e salito sul Grampa da dove con una rapidissima discesa è arrivato alle 6 di nuovo al parcheggio di Pont. Cambio di abbigliamento, un'attimo di relax e un' altra pedalata fino a Chieri. Minkia!! Anzi, MINKKIA!!( Quando ci vuole, ci vuole!) Paolo, da parte sua gli è andato incontro a Quincinetto per scortarlo nella parte finale del lungo w.e.
Così, lo stuzzichiamo facendogli un sacco di domande sull'impresa ma anche facendolo parlare di continuo non riusciamo a toglierli il fiato. Beato lui!! Da parte nostra facciamo il possibile per rimanere 'uniti'.
Giungiamo al bivio dove a destra si va alla punta Pousset, a sinistra la traccia va verso il Gratton. Seguendo le numerose frecce gialle, in forte risalita su terreno franoso, ognuno con il proprio passo ci avviciniamo alla rampa finale che precede la spianata dove ci dovrebbe essere il bivacco. Una gigantesca pietraia ci farà dannare ancora per una mezzoretta, poi, finalmente giungiamo al Gratton a 3198 m. da dove possiamo ammirare il bacino glaciale del Trajoz e di fronte, dalla parte opposta del ghiacciaio ci appare la selvaggia parete est della Grivola con la lunga cresta che la unisce alla Grivoletta. Qui c'è il colle con il Balzola. Alla nostra sinistra fanno bella mostra la Punta Rossa, la Nera e la Bianca. Purtroppo siamo rimasti in cinque, all'inizio della pietraia Marrica decide di rimanere con Marco e quando arriveranno al bivacco Gratton si fermeranno ad aspettare il nostro ritorno.
Da qui siamo scesi e attraversando tutto il ghiacciaio ci siamo portati sul versante opposto e risalendo il pendio roccioso siamo arrivati, finalmente, al Bivacco Balzola in un posto poco frequentato. E' stato emozionante e motivo di gioia quando abbiamo aggirato l'ultimo spuntone e alla nostra destra è apparso improvvisamente il rifugio di lamiera, un vero nido d'aquile. Dopo una piccola merenda, foto varie abbiamo rifatto tutto il percorso a ritroso giungendo alle macchine esattamente dopo 10 ore dalla partenza. Gita che rimarrà nei miei ricordi come una delle più belle, sia per i luoghi veramente selvaggi e d'altri tempi, sia per l'affiatamento e l'amicizia del 'Gruppo Alpinistico C.AI. di Chieri'.

Da Cretaz 1499 m al Bivacco Gratton (Col Pousset) 3198 m Difficoltà E
Dal Bivacco Gratton al Bivacco Balzola (Col Clochettes) 3477 m Difficoltà PD
Dislivello accumulato in salita; circa 2200 m

74 Immagine(i), Inserita il 17/07/2009

Nord del Monte Ambin....e Sommeiller 04/07/2009



Alle 5,30 lascio la macchina al parcheggio del Mariannina Levi, il termometro segna che ci sono 15°, del resto in pianura c'erano 23°! La temperatura è un po' troppo elevata per fare una via di neve ma ormai sono qui e tanto vale andare a vedere. Durante la salita al colle d'Ambin mi tengono compagnia una coppia di stambecchi i quali mi seguono come fossero cagnolini. Arrivato al nevaio sotto al canalino devo indossare i ramponi, grazie ad un ottimo rigelo la neve è durissima, ciò mi rincuora. Ad un tratto i due amici si fermano e fanno un rapido dietro front, il motivo? Lassù al colle c'è qualcuno che ci guarda, un cane. Infatti quando arrivo al colle c'è il suo padrone, un simpatico francese che mi accoglie con una tazza di caffè. Che incontri che si fanno in montagna! Mentre sorseggiamo la bevanda commentiamo il fronte nuvoloso che sta arrivando da Sud, poi ci diamo appuntamento al bivacco Sigot, la loro prossima meta. Stanno facendo un trekking di tre giorni. Invece per me dovrebbe essere un punto di riferimento durante il rientro alla macchina, forse! Non so ancora se farò il giro che mi sono prefissato, devo vedere le condizioni della parete Nord Est dell'Ambin. Alle otto mentre scendo sul ghiacciaio di Rudelagnera per andare verso la parete penso che se non è più che in ottime condizioni torno indietro. Ricordo di aver letto, circa un anno fa, che in questo periodo si era sfiorata una tragedia, sulla parte ripida tre cordate erano state travolte da una slavina , fortunatamente senza grandi conseguenze,perciò devo valutare bene cosa fare. Fin qui la neve è dura ma il sole inizia già a scaldare e nel giro di pochi minuti,il tempo di arrivare a vedere l'intero versante, inizia a mollare!! Finalmente riesco a vedere tutto il pendio, c'è più roccia e sfasciumi che neve. Il percorso più innevato e lineare passa a destra delle fasce rocciose a metà parete ed esce ad un colletto a destra della vetta. Qui la neve è ancora buona, non durissima ma non si sfonda ancora, in alto c'è una specie di cornice ma sembra più che assestata, decido di salire e punto decisamente al colletto salendo la parte più ripida. Dopo circa un'ora sono fuori dal pendio nevoso e in pochi minuti risalendo sfasciumi giungo in vetta. Sorpresa! Gli alpinisti che hanno vissuto la brutta esperienza della caduta hanno pensato bene di ritornare da queste parti per mettere una targa ricordo. Devono proprio aver preso un grosso spavento!!!! Sono a metà della gita, mi devo sbrigare perché il fronte nuvoloso sta arrivando e non promette niente di buono, ripercorro a ritroso un pezzo di cresta e proseguo su nevai e sfasciumi sino alla vetta del Sommeiller, sosta per mangiare e bere, una bombetta energetica e giù per l'interminabile normale. Una serie di nevai e pendii di sfasciumi mi portano nelle vicinanze del bivacco Sigot, dove decido che è meglio che non mi fermi, mi devo affrettare, si sentono già dei tuoni in lontananza. Spingo sulle gambe ma la lampadina della riserva è già accesa da un po', questa discesa mi sembra interminabile, poi finalmente, dopo otto ore dalla partenza arrivo al rifugio, il tempo di bere una lattina e viaa di corsa alla macchina. Il tempo di cambiarmi ed inizia a piovere.!! Anche oggi sono riuscito a non bagnarmi!!

Data: 04/07/2009
Quota max: 3333m
Partenza da: Parcheggio rifugio Mariannina Levi
Quota partenza: 1849 m
Dislivello: 1484
Zona: Gruppo dell'Ambin
Difficoltà: PD+

62 Immagine(i), Inserita il 06/07/2009

Cima del Souffi, Canale Nord 27/06/2009



Non è possibile! Guardo e riguardo le previsioni del tempo, ma non sono più le stesse che si visualizzavano al mattino. Venerdì sera imperversavano i temporali e le previsioni non erano delle più incoraggianti. Dopo aver consultato due o tre siti meteo decido di andare nelle Marittime dove prevedono una finestra di bel tempo per il sabato fin verso le 15.Così decido di andare a fare il canale di neve e ghiaccio che porta in punta alla Cima del Souffi. Da pochi giorni hanno recensito la salita di questo canale e sembra che ci sia ancora neve, a parte una spaccatura non ci dovrebbero esserci dei problemi.
La sveglia suona prestissimo, peccato che mi riaddormento. Poco dopo, tanto dopo, mi sveglio e guardo l'orologio, mi è sembrato di aver chiuso gli occhi per un minuto invece sono passati 40 minuti. Giù dal letto e in pochi minuti sono in macchina diretto alle Terme di Valdieri. Quando arrivo, proprio davanti alle terme, il ponte e la carreggiata stradale sono intasati da decine di mucche. Hanno appena scaricato cinque camion e stanno cercando di radunarle per portarle al Gias delle Mosche.
Ci sono almeno una dozzina di persone che con urla, incitamenti spingono la mandria sulla strada. Chiaramente con la macchina non si passa. Mi dicono di portar pazienza che nel giro di un quarto d'ora la strada sarà libera. Intanto arrivano altre vetture e la coda inizia ad allungarsi.
Per non perdere tempo mi fermo a bordo strada per cambiarmi ed indossare gli scarponi, almeno è un lavoro già fatto e non perdo tempo. Mi rimetto in marcia ed arrivo sul lungo pianoro del Gias delle Mosche, le mucche sono tutte al torrente a dissetarsi, le altre macchine hanno proseguito per il fondo valle. Parcheggiata la macchina torno verso le terme a cercare la traccia che sale nel vallone del Souffi. Solitamente mi piace pianificare le mie uscite, leggere le relazioni, studiare l'itinerario sulle cartine, ecc.ecc., invece questa volta avendo deciso all'ultimo momento non ho grandi nozioni. Mi ricordo che l'inizio dovrebbe essere vicino al secondo ponticello e niente di più.
Così quando sono nelle vicinanze della grossa valanga e pensando di essere ormai vicino al ponticello vedo una traccia che entra nel bosco. La prendo e quasi subito mi rendo conto che non può essere quella giusta, mi chiedo come fanno i ripidisti a salire con gli sci sullo zaino? Devo decidere; o tornare indietro oppure andare avanti spostandomi più a sinistra. Decido di proseguire ben sapendo che mi farò un bel cu..! Infatti salgo per ripidi pratoni, trovandomi delle barriere rocciose sui miei passi, qualcuna riesco ad aggirarle, su altre mi devo arrampicare. Procedo senza sapere esattamente dove mi trovo, su un terreno per niente simpatico e dicendo più volte; mai più!!!! Mi rendo conto che se mi dovessi far male in un posto come questo sarebbero veramente poco simpatico, guai a scivolare! Poi a forza di spostarmi a sinistra, scavalcando cambi di pendenza, torrenti, seguendo tracce di camosci arrivo finalmente nel vallone del Souffi, sbuco proprio a lato del conoide di ingresso del canale. Rispetto alle fotografie fatte la settimana prima la neve si è veramente assottigliata. Dagli sfasciumi mi calo verso la parte innevata, calzo i ramponi e decido di percorrere la lingua innevata sul lato destro del conoide finché si raccorderà con il lato sinistro alla base del canalino, Ormai il conoide al centro tra le due lingue innevate presenta una larga fascia di sfasciumi. Arrivato alla base del canale decido di percorrere il lato sinistro, anche qui c'è un isolotto roccioso che divide il pendio in due parti. Risalgo su neve dura il ripido pendio dove ci sono tracce del temporale della sera precedente, ogni tanto si intravedono chiazze più bianche, si tratta di grandine che è coesa con la vecchia neve. Strana cosa, è meglio stare sulla neve vecchia, è durissima e i ramponi fanno buona presa, invece in alcuni punti la grandine non è portante e si sprofonda un po'. Risalgo il canalino fino ad una prima spaccatura dove pianto le picche nella parte superiore e supero la crepa. Da qui in avanti il percorso si fa interessante, la pendenza aumenta fino a toccare per qualche decina di metri i 50°, poi il ghiaccio termina contro un masso per poi riprendere subito sopra. Bei passi di misto con i ramponi ai piedi, per un attimo penso di fare una foto ma subito dopo mi convinco che la cosa migliore è di rimanere concentrato e di togliersi in fretta dalla situazione. Ripreso il pendio, sempre su neve/ghiaccio proseguo fino ad un'altra spaccatura. Ormai più che un canale è una goulotte larga non più di due metri, dopo dieci metri circa la neve finisce e con qualche passo su terra e detriti mi ritrovo al colletto. La vista sul gruppo dell'Argentera è veramente spettacolare; 'Ricordi' e nuovi 'Progetti'. Non mi resta che andare in cima al Souffi, fare un po' di fotografie e poi divallare verso il rifugio Bozano e portarmi al parcheggio. Quando scendo guardo e riguardo da dove sono salito e mi rendo conto che ho sbagliato alla grande l'avvicinamento; e mi dico 'mai più senza studiare bene il percorso'.


Data: 27/06/2009
Quota max: 2616
Partenza da: Gias delle Mosche
Quota partenza: 1569 m
Dislivello: 1047 m
Zona: Valle Gesso
Difficoltà: PD++

36 Immagine(i), Inserita il 01/07/2009

Elioterapia ...mancata a Serre-Thibaud 21/06/2009



Doveva essere una giornata all'insegna della 'elioterapia' ma il sole si è visto solo a sprazzi. Dopo il violentissimo temporale di sabato sera ci alziamo che c'è un pallido sole, ci facciamo coraggio e saliamo al Colle del Monginevro. L'aria è bella fresca e sulle cime più alte si vede una spruzzata di neve o grandine , i rimasugli del temporale.

Lasciata la macchina al parcheggio risaliamo le piste da sci fino all'arrivo degli impianti di 'Le Serre-Thibaud' a 2550 m. L'aria è sempre fresca e un pallido sole cerca di fare capolino attraverso le nuvole, tutto sommato non possiamo lamentarci, il tempo tiene e non piove. In tutto il giorno non abbiamo incontrato anima viva, infatti quando arriviamo al parcheggio è deserto come al mattino. Da queste parti questo periodo è proprio stagione morta.


Data: 21/07/2009
Quota max: 2550
Partenza da: Colle del Monginevro
Quota partenza: 1850
Dislivello: 700
Zona: Colle del Monginevro
Difficoltà: E

18 Immagine(i), Inserita il 01/07/2009

Torre Germana, intramontabile Signora 20/06/2009



17/07/1982

Spigolo Sud-Ovest della Torre Germana, chiamato anche via Boccalatte, difficoltà D-.
Salita fatta con Franco A., stile alpinistica, trovato pochi chiodi malsicuri e soste non rassicuranti. Abbiamo aggiunto blocchetti e un excentric. Ribattuto i chiodi ballerini. Roccia sicura. Le Asolo hanno finito di fare il loro lavoro. In settimana dovrò passare da Volpe.

Questo che avete appena letto è il commento che avevo scritto subito dopo aver salito la Torre Germana molti anni fa. Io sono cambiato, sono passati 27 anni, ma anche 'Lei', la Germana è cambiata. Con il restyling che le hanno fatto, sembra ancora più bella! Soste attrezzate con due spit e al posto dei chiodi malsicuri qualche spit che ti rendono la salita un vero 'plaisir'. Ho portato Walter che aveva piacere di fare una salita in montagna dopo le varie vicissitudini ospedaliere ed è stato, per me, un vero piacere avergli proposto questa via, intramontabile salita, intramontabile 'Signora'.( anche se le han fatto un restyling)


Data: 20/06/2009
Partenza da: Parcheggio parete dei Militi
Zona: Dolomiti della Valle Stretta
Difficoltà: D-

29 Immagine(i), Inserita il 28/06/2009

........e poi la Teresita 14/06/2009



...............verso il canalone che ci porta all'attacco dell'Ago Teresita, uno splendido torrione isolato molto appuntito . Anche qui c'è una catena che ci facilita la risalita di placco nate lisce e viscide e finalmente arriviamo alla 'Porta d'Inferno', uno stretto intaglio tra la nostra torre e la Torre Angelina. La via che abbiamo scelto percorre uno spigolo molto aereo, il primo tiro con una bella placca iniziale e poi su un muro verticale con difficoltà continua fino alla sosta. Sul secondo tiro le difficoltà calano, è veramente una via fantastica, roccia più che ottima, esposizione continua e un paesaggio sempre più bello. Quando arriviamo in cima capiamo perché questa torre si chiama 'Ago'; in quattro non riusciamo a starci.
Come sempre, tutte le cose belle finiscono in fretta, con una doppia da 60 metri ci caliamo e non ci rimane che raggiungere gli amici che ci stanno aspettando giù al bar. Una bella merenda sinoira, acqua, tanta acqua, birra, altre birre e poi il lungo viaggio di ritorno con la classica coda. In nottata arriviamo a casa dopo aver fatto un'indigestione di altri progetti arrampicatori. Che depravati!!!


Ringrazio Jack, Mario e Davide per le fotografie che mi hanno dato.


Vie salite;

Torrione Clerici 1930 m.
Spigolo Boga; Mario Dell'Oro (Boga), Cesare Ferrario, Giovanni Giudici 15/07/1934.

Ingaggio un po' difficoltoso e pericoloso per la qualità della roccia, due lunghezze di 2, poi la via procede su magnifica roccia; L1, 5 sostenuto / L2, 4+ / L3, 4 / L4, 4 / L5, 3

Ago Teresita 1860m
Spigolo A.P.E. (Associazione Proletaria Escursionisti); Erminio Dones, Carlo Castelli 13/09/1914 superando il primo salto con un lancio di corda dal prospiciente spigolo Nord dell'Angelina. Gaetano Polvara e Vittorio Ponti salgono la via integralmente il 19/08/1919

Magnifica via su spigolo aereo e panoramico, ottima roccia; L1, 5+ continuo / L2,4+ continuo


Data: 14/06/2009
Zona: Grignetta,Lecco
Difficoltà: D

37 Immagine(i), Inserita il 25/06/2009

Grignetta - Prima ci siam fatti la (Torre) Clerici.........14/06/2009 (Continua)



Seguono altre fotografie

74 Immagine(i), Inserita il 25/06/2009

Grignetta - Prima ci siam fatti la (Torre) Clerici.........14/06/2009



Nel regno dei 'Ragni di Lecco'.
Era da un po' che si parlava di andare in Grigna, nelle prealpi lombarde, così Davide organizza un'uscita di due giorni, sabato e domenica del 'Gruppo Alpinismo' - C.A.I. di Chieri.
Come al solito c'è sempre qualche intoppo, sabato mattina devo essere al lavoro, impegno inderogabile! Porca miseria, saranno almeno cinque anni che non lavoro al sabato, proprio questa volta mi doveva capitare? Ad ogni modo non sono il solo a non poter partire al mattino così ci organizziamo in due gruppi; Davide,Mario e Luigi partono al mattino presto per poter arrampicare tutto il giorno, io con lo skipper, Jack e Andrea partiamo alla sera.
Tanto per non rimanere inattivo appena esco dal lavoro passo a prendere Beppe e andiamo a Caprie a fare qualche tiro. Caldo insopportabile e roccia bollente. Non è stata una delle migliori idee. Il pomeriggio passa velocemente così in fretta e furia ci dirigiamo all'appuntamento con gli amici che ci aspettano, carichiamo la macchina e finalmente partiamo diretti ai 'Piani dei Resinelli' sopra Lecco. Raggiungiamo gli altri al rifugio S.E.M., sono abbastanza cotti, oltre il viaggio hanno arrampicato tutto il giorno e il caldo anche qui non è mancato. Prima di coricarci, ci beviamo un buon boccale di birra e ci facciamo raccontare le loro avventure.
Hanno arrampicato alla bastionata dei Magnaghi dove hanno salito lo spigolo Antidorn al Magnaghi Meridionale,poi hanno salito il Sigaro di Dones ed infine sul Magnaghi Settentrionale la Bartesaghi. Niente male!
Domenica mattina dopo aver fatto una ricca colazione partiamo verso il settore Ovest, Val Tesa. Percorrendo il sentiero della Direttissima attraversiamo una vera selva di guglie e torri che la fantasia può assimilare ai denti di una bocca un po' disordinata, aperta in una gran risata (Grignare,appunto,nel dialetto lombardo, da qui il nome Grigna). Da qui si possono vedere le varie torri separate da profondi canaloni; il Fungo, la Torre, il Lancia, il Campaniletto, il Torrione Clerici, la Guglia Angelina e l'Ago Teresita. Sullo sfondo vediamo i verdi prati dei Resinelli e il Lago.
Che emozione trovarci nei luoghi dove Cassin, Mauri, Bonatti, Boga, Comici, Corti, Varale e tanti altri illustri arrampicatori hanno aperto innumerevoli capolavori. L'affollamento non manca così procediamo verso il Colle Valsecchi dove decidiamo di salire lo spigolo 'Boga' alla Torre Clerici. Camminando su sentieri esposti, risalendo in parte delle piccole ferrate e aiutandoci con catene per superare dei ripidi roccioni arriviamo finalmente nei pressi della nostra torre. Ci leghiamo in tre cordate ed iniziamo la nostra avventura. Davide con Andrea partono come saette, io seguo a ruota con Mario e lo Skipper, Jack con Luigi ci seguono. Risaliamo il canale che ci porta all'attacco della via per due lunghezze di corda, qui bisogna fare molta ma molta attenzione, è tutto instabile, non è proprio un percorso rilassante. Decisamente un ingaggio pericoloso! Arriviamo all'attacco dello spigolo giusto in tempo per vedere Davide fare gli ultimi metri del primo tiro. Recupera Andrea cosi Jack può partire con il suo socio. Poi è la volta di Mario a cui ho lasciato molto volentieri il comando della cordata. Su una roccia fantastica sfilano via i tiri, uno dopo l'altro. La chiodatura non è stile falesia, qui sono stati parsimoniosi nel mettere le protezioni. Il primo tiro, decisamente impegnativo, è stato quello che ci ha maggiormente messi alla prova, poi integrando con friens e nuts abbiamo proseguito su placche e camini verticali fino alla cresta che ci ha portato in vetta. E'stata veramente un'arrampicata 'plaisir'. Dopo la classica foto di gruppo, ci caliamo con una doppia sul versante opposto e raggiungiamo il colle Valsecchi. Dal colle prendiamo un sentiero che ci dovrebbe riportare sul sentiero principale da percorrere a ritroso, ma qualche cosa bolle in pentola! Siamo soddisfatti della scalata appena fatta ma………,Davide lancia la proposta;'E se ci facessimo un'altra salita veloce,veloce? Chi è d'accordo?'. Detto e fatto, Mario, Andrea ed io accettiamo subito. Luigi è soddisfatto di quello che ha fatto ieri ed è più che appagato della salita dello spigolo appena salito, lo Skipper getta la spugna, il primo tiro strapiombante lo ha scioccato! Jack si vuole risparmiare per il lungo viaggio di ritorno che ci aspetta.( Ringrazio nuovamente la sua disponibilità a guidare la macchina sia all'andata che al ritorno). Così ci dirigiamo di corsa verso …………………


Data: 14/06/2998
Partenza da: Piani dei Resinelli
Zona: Grignetta,Lecco
Difficoltà: D

70 Immagine(i), Inserita il 25/06/2009

Grotta dell'Edera e ...il solito imbecille



Mare o montagna? Montagna, mare, mare montagna !!! Alla fine abbiamo trovato un compromesso. Andiamo nel Finalese, così almeno posso arrampicare!

La scelta è stata azzeccata e ha messo pace tra i litiganti! Mentre qualcuno andava in spiaggia e si lamentava per il cattivo tempo, la parte arrampicatrice della famiglia si dirigeva alla falesia di Montesordo ed era contenta che il tempo fosse nuvoloso. Altrimenti ci saremmo rosolati!!

Così abbiamo fatto diversi tiri nel settore centrale e alla parete dimenticata. Visita d'obbligo alla grotta dell'edera dove qualche big si stava cimentando a scalare su gradi dal 7 in su.

Piacevole giornata, con qualche goccia di pioggia e sorpresa finale. Un vetro della macchina rotto per prendere delle idiozie.

Dal momento che la macchina era in uno spiazzo usato esclusivamente da persone che vanno a scalare in zona devo pensare che in tutti gli ambienti ci sono degli emeriti imbecilli !!


Data: 01/06/2009
Partenza da: Final Borgo
Zona: Finalese, Rocca Carpanea, Montesordo
Difficoltà: dal 5 al 6a

35 Immagine(i), Inserita il 02/06/2009

Lunga escursione immerso nella nebbia. 17/05/2009



Lunga escursione immerso nella nebbia!

Gita che avrei dovuto fare qualche settimana prima per poter trovare delle condizioni migliori.

Escursione già tentata nel dicembre del 2007 ma fù interrotta sulla punta dell'Uja perché c'era troppa neve fresca. Domenica invece la neve era troppo molle, così anche questa volta non sono arrivato dove mi ero preposto di giungere. Pazienza!

Si tratta della lunga cresta spartiacque Val Sangone / Chisone, tra la punta dell'Aquila e il Monte Bocciarda.

Lascio il parcheggio alle 6,15 speranzoso per il tempo, le previsioni in zona non sono un gran ché, oltre tutto la temperatura in bassa quota è abbastanza alta.

Mentre salgo verso l'Aquila c'è un piccolo spiraglio tra le nubi che mi fà ben sperare ma dura solamente qualche minuto, subito dopo arriva la nebbia che mi accompagnerà per tutto il tragitto.

In realtà il percorso estivo non percorre il filo di cresta, con varie digressioni il sentiero si porta ora di qua e ora di là dei due versanti, invece io ho voluto percorrere fedelmente il filo di cresta, così il percorso si è rivelato più variegato, neve con tratti di roccette e la ricerca finale di un passaggio sicuro per poter acceder all'ultima punta ma ….andiamo per ordine.

Quando arrivo in punta all'Aquila la nebbia non è ancora fitta e vedo la lunga cresta in tutta la sua bellezza, la neve fino a questo punto ha tenuto bene e dopo un piccolo ristoro mi rimetto in cammino.

E' un lungo sali scendi che toccando piccoli colletti e punte innominate mi dovrebbe portare al Bocciarda.

Punta dell'Aquila (2125mt), Punta della Meina (2101mt), Colle della Meina (1974 mt), Monte Uja (2158), fin qui è tutto ok, da questo punto la neve inizia a mollare alla grande, ormai gli scarponi iniziano ad andare giù, bisogna farsi leggeri per poter galleggiare! Porta Sarasina (Colle a 2081 mt), la rocciosa Porta Sarasina (Vetta a 2200 mt),Colle Bocciarda (2109 mt), la neve è sempre più molle.

La neve dei pendii in Val Sangone iniziano a scaricare, sulla Bocciarda, dove dovrei salire, iniziano a venire giù delle piccole slavinette. NON si passa!!

Invano mi calo nei ripidi pendii del Val Chisone alla ricerca di un passaggio che aggiri il vasto versante roccioso del monte Bocciarda, l'intenzione è di portarmi verso il colle la Roussa. Ma poco dopo desisto, è un terreno infido e poco sicuro, non vorrei mai……

Ritorno sui mie passi e mi riporto in cresta fermandomi sulle rocce della punta Sarasina. Dopo una lunga sosta ristoratrice ripercorro a ritroso la cresta dove ormai si sprofonda fino alle ginocchia.

Dopo 9 ore esatte arrivo al parcheggio, anzi, al bar dove mi faccio una bella media. Meritata!!

NOTA NEGATIVA; al ritorno si è pure rotto un bastoncino, che supplizio!!!

NOTA POSITIVA; la prima persona che ho incontrato è stato un ragazzo che saliva all'Aquila mentre io scendevo. Da queste parti è difficile essere da soli. O forse sono io che ho completamente sbagliato il periodo?? ( Penso proprio di sì !!)


Data: 17/05/2009
Partenza da: Alpe Colombino
Dislivello: Circa 1400 mt
Zona: Cresta spartiacque Val Sangone-Val Chisone
Difficoltà: EE

36 Immagine(i), Inserita il 20/05/2009

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