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Album Foto > Album personali > roberto55 4056 immagini in 149 albums visti 320863 volte
Plan des Fontainettes ....che tristezza! 27/02/2010



Veloce escursione mattutina al Lago del Moncenisio.
Putroppo degli impegni inderogabili non mi permettono d'andare con gli amici alla 'Festa del Ghiaccio' così decido di fare un giretto fino al Moncenisio,posto delizioso durante la stagione invernale.
Nulla di rilevante per questa facile passeggiata, partenza dalla piana di San Nicolao con un bellissimo sole per arrivare ai Plan des Fontainettes con il cielo velato e l'umore sotto le ciaspole……
Dopo settimane di attesa finalmente é arriva la settimana della 'Festa del Ghiaccio', ma purtroppo degli 'Impegni inderogabili' mi costringono a essere a casa nel primo pomeriggio,una telefonata e tutta la programmazione del fine settimana è andata a pallino,proprio come 'ghiaccio al sole'.
E mentre gli amici staranno spiccozzando in Val Varaita io mi devo accontentare di ammirare le cascate delle 'Scale' …..……….ma non è la stessa cosa.


Data: 27/02/2010
Quota max: 2085
Partenza da: Piana di San Nicolao
Quota partenza: 1720
Dislivello: 365
Zona: Lago del Moncenisio

24 Immagine(i), Inserita il 01/03/2010

Cascata Y di Gressoney LUI,LEI e la lunga attesa



Una decina di giorni fa mentre scalavo la cascata dell'Alpenzù, il nostro web-master a poche centinaia di metri spicozzava sulla cascata a Y in vista di mete ben più prestigiose.
Puntuale come al solito relazionava la sua gita corredandola di un buon servizio fotografico.
Così mi è venuta l'acquolina in bocca e mi son detto;'ecco, questa è una salita che si potrebbe fare'.
Se subito dopo una nevicata vanno degli INA, delle guide con i clienti, dovrebbe essere una salita non esposta a slavine, ma…….meglio se gli chiedo ragguagli.
Così in settimana lo contatto per chiedergli informazioni sui pendii soprastanti la colata glaciale, ricevuta la sua rassicurante risposta mi convinco che la meta per questo fine settimana sarà proprio la 'cascata Y' di Gressoney.
Sabato mattina alle 8 arrivo con il mio 'fido' compagno, (ebbene sì,anch'io come Enrico ho un compagno di scalata che non mi tradisce) al parcheggio sottostante alla cascata dove c'è già una coppia di milanesi pronta a partire.
Bene, almeno oggi non dovrò battere traccia. Mentre io e Salvo ci mettiamo gli scarponi,l'imbragatura e prepariamo tutto l'armamentario il 'LUI' e la 'LEI' tergiversano un po', boh, mi chiedo come mai sono così lenti,poi finalmente si dirigono alla cascata.
Li raggiungiamo poco prima d'arrivare al primo salto e gentilmente mi chiedono se vogliamo passare davanti;'No,siete arrivati prima voi,non vi preoccupate,non c'è fretta'.
Però quando vedo la loro lentezza nel mettersi i ramponi, nel sciogliere le corde mi prende un'attacco di 'fregola',la pazienza ha un limite così,la prima volta in vita mia, (non mi piace ma l'ho fatto) faccio un sorpasso e inizio la salita.
Rapidamente salgo il primo tiro e inizio a recuperare Salvo mentre spunta 'LUI', il mio compagno mi raggiunge e mentre riparto 'LUI' arriva in sosta. Bene, le cordate si stanno stendendo così non ci daremo fastidio.
Supero un muretto più ripido andando a sostare sul lato destro del canale, mentre recupero vedo che su questo tiro c'è 'LEI' che conduce la cordata e devo dire che oltre a essere una bella 'tosa' è anche brava e veloce a maneggiare le picche.
Da qui i tiri sono decisamente più ripidi, nei tratti coricati c'è neve, ma come la colata si raddrizza il ghiaccio è bello scoperto, a tratti di ottima qualità, in altri tratti abbastanza insidioso perche' c'è una crosta da rigelo che dà qualche problema nel piantare gli attrezzi.
Superati altri due tiri raggiungo la sosta sotto la diramazione dell'Y,inizio a recuperare il mio compagno, ma poco dopo le corde si fanno dure,inizio a tirare a più non posso ma non salgono. Che succede?
Passano i minuti, ogni tanto provo a tirare,ma senza successo.
Cosà sarà capitato!
Urlo, ma non riusciamo a sentirci. Eppure non è caduto,è sempre stato in tiro.
Inizio a preoccuparmi. Dopo una ventina di minuti, le corde si allentano,così posso finalmente recuperare il mio amico il quale mi raggiunge.
'Ma cosa è successo?'
Salvo mi spiega che il 'LUI', che sta salendo da primo, non ha molta sicurezza e dimestichezza con le corde,così si sono ingarbugliate con le nostre e poi……'mi ha chiesto di non togliere l'ultimo chiodo perché non c'è la fa più'.
'Va bè, quando arriva in sosta,ricordati di fartelo dare'
Di fronte a me c'è l'ultimo salto,lungo e abbastanza verticale;nella lunga attesa ho avuto tempo e modo di studiarlo, così come previsto lo affronto sulla parte destra e con una divertente scalata esco e…..'è finita la corda!'.
Scavo un po' sotto la neve,scopro un grosso mammellone di ottimo ghiaccio,metto due chiodi e recupero Salvo il quale mi raggiunge raggiante di soddisfazione.
'Vado io!'
Anche lui!
Come il nostro web-master prova da primo, E AVVITA IL SUO PRIMO CHIODO!
Accidenti, siamo proprio dei COPIONI.
Così arriviamo ad un grosso masso dove è attrezzata la prima calata in doppia,raggiungiamo la pianta da dove inizia la seconda calata e mentre scendiamo vediamo finalmente la 'LEI' che con sicurezza sta salendo il tiro più verticale della Y.
E il nostro chiodo? Va beh, adesso scenderanno anche loro in doppia, li aspettiamo alla macchina,speriamo solamente che non siano troppo lenti a scendere.
Continuiamo le nostre calate,incrociando altre cordate che stanno salendo e senza problemi arriviamo alla base.
Alle 13;'Driiin,driin'
'Stai arrivando?Ti ricordi che….'
'Si,si,stai tranquilla, aspetto che mi rendano un chiodo e poi partiamo'

Alle 15;'Driin,driin'
'Ma dove siete?'
'Senti, sto sempre aspettando che arrivino a portarmi la vite e….si,si,sono loro,stanno arrivando,tra cinque minuti partiamo'
'Ma per un chiodo…non potevi lasciarglielo, stare due ore al freddo ad aspettare un chiodo.'
E' meglio che finisca qui, mia moglie non sa che una vite da ghiaccio 'a le nen na broca'


Data: 13 Febbraio 2010
Partenza da: Gressoney La-Trinité
Quota partenza: 1650 m
Dislivello: 200 m
Zona: Valle di Gressoney
Difficoltà: Lato sinistro D+ (II/3)

24 Immagine(i), Inserita il 18/02/2010

Cascata dell'Alpenzù 06/02/2010



Nel mio archivio “celebrale” ho qualche centinaio di gite da fare; ci sono quelle da rifare perché sono state belle , quelle incompiute e sono da portare a termine, quelle consigliate dagli amici, e poi ci sono tutte quelle che vorresti fare per vari motivi che possono essere storici o perché leggendo qualche relazione pensi che dovrebbero essere belle .

Venerdì scorso una serie di sms con gli amici durante la giornata aveva ridotto il gruppone a una cordata da due, io e Salvo.
Chi non poteva, chi ha preferito dire di no per non litigare con il gentil sesso e poi con la neve che stava ancora cadendo c’era lo spauracchio del pericolo valanghe.

Quale gita proporre all’amico?

“Black out totale del sistema,neuroni fuori combattimento”

Se il sistema va in tilt bisogna ricorrere al vecchio archivio cartaceo, sistema obsoleto ma sempre funzionale.

Così mi sono ritrovato a scartabellare vari appunti, fotocopie e guide specifiche per trovare una cascata non troppo impegnativa e sicura dalle valanghe.

“Questa no perché troppo distante”
“Questa no perché troppo difficile”
“Queste troppo coricate e saranno coperte dalla neve”
“Queste nei canaloni troppo pericolose”

“No,no, è meglio che faccia un giro su internet, vediamo un po’….”

ECCOLA, finalmente, Cascata dell’Alpenzù, sicura dalle valanghe perché la cascata finisce in un bosco pianeggiante, un avvicinamento di soli 5 minuti dalla macchina, la discesa di soli 15 minuti di camminata, e poi questa ha anche un certo valore stoico, è stata la prima cascata a essere stata salita nella valle di Gressoney, cosa voglio di più?


Ebbene sì,squadra vincente; non si cambia!

Salvo, ragazzo determinato più che mai, tutto quello che gli proponi va sempre bene, essendo all’inizio della carriera alpinistica è entusiasta di fare esperienza, tutti aspetti positivi per legarsi con lui.

Io, che cerco di non perdere il momento magico che sto vivendo. Sarà anche che ho la consapevolezza che gli anni stanno passando inesorabilmente e che “ogni lasciata è persa”, meglio approfittarne.

Così sabato mattina di buon ora partiamo per la bella valle di Gressoney e arriviamo al parcheggio sotto la cascata completamente vuoto.

Finalmente saremo i primi e non avremo nessuno di sopra, però…...
c’è anche l’aspetto negativo, dovremo “pulire” la via di salita.

Infatti la nevicata terminata da poche ore ha lasciato una spanna di soffice neve che dovrò togliere ad ogni colpo di piccozza per potermi ancorare con sicurezza nel ghiaccio.

Dopo un duro “lavoro di pulizia” sui primi tre tiri arriviamo alla sosta che precede gli ultimi due , anche qui c’è da pulire il ghiaccio dalla neve ma la verticalità del muro non ha permesso alla farina di depositarsi in grossa quantità.

“Occhio Salvo, sono sul delicato, se volo parte la bottoniera!”

Quando sono uscito dall’ultimo tiro non avevo più nessun chiodo nella cintura, tutti “li ho messi”!!

“Robyyyy metti in tiro,tiraaaa!!”
“Salvo, sei in tiro!”

“Uff, finalmente fuori , ma Roby, ti sei accorto che un chiodo era molle?”

“Veramente il ghiaccio è talmente sottile che due chiodi sono andati dall’altra parte, nell’acqua!!”

Partenza da;Chemonal (Gressoney-Saint-Jean)
Quota partenza;1550 metri
Dislivello; 180 metri circa
Zona; Valle di Gressoney (Aosta)

Difficoltà; D+ I/3+
L1; 25 metri (70°-80°)
L2; 55 metri Facile pendio con muro (10m. a 75°-85°).
L3; 70 metri di canale
L4; 20 metri a 80°
L5; Tiro chiave 30 metri a 85°-90°

FOTOGRAFIE DI SALVO

20 Immagine(i), Inserita il 10/02/2010

Controcorrente alla Punta dell'Aquila ...dite la VOSTRA 31/01/2010



La salita alla Punta dell'Aquila è una gita conosciutissima dagli escursionisti Torinesi dove incontri sempre qualcuno in estate e ancor di più d'inverno quando il percorso è coperto dalla neve.

Nel periodo invernale la salita alla vetta diventa una vera processione, faccio mie le parole di Enzo, dove si snoda una fila di persone munite di ciaspole o di sci.

Uno dei motivi per cui si và all'Aquila è che si trova vicinissima a Torino ed è un posto dove vai in rilassatezza senza patemi d'animo.

Per chi, come me, non ama molto stare tra la folla, l'alternativa è partire presto in modo da non intrupparsi nel serpentone che si snoda da metà mattinata fino a pomeriggio inoltrato.

Domenica scorsa avendo la mattinata libera mi sono recato di buon'ora all'Alpe Colombino da dove sono partito con le ciaspole ai pedi alle 7,30, solo soletto, anzi con Baloo.

Nell'ampio piazzale c'era solamente una macchina di qualche escursionista più mattiniero di me.

Dopo qualche minuto di marcia, al sorgere del sole, rivolgo lo sguardo verso il parcheggio dove già 6 o 7 macchine avevano scaricato gli occupanti, ho subito pensato 'ecco le avanguardie del serpentone'.

Oggi non voglio parlare del paesaggio,del vento, delle difficoltà o della qualità della neve, ma vorrei raccontare la mia gita 'controcorrente'.

Quando ormai sono al di sopra della stazione intermedia vedo a circa 20 minuti da me l'escursionista mattiniero che punta decisamente verso la vetta.

Quando a mia volta arrivo a pochi metri dalla punta, il signore spunta dalla piccola costruzione in cemento e mi apostrofa dicendomi;

' Dai sbrigatevi, vi sto aspettando per bere il the'

Arrivo in cresta accelerando il passo, poi, dopo la foto di rito alla Croce e al Monviso, anziché percorrere gli ultimi metri finali senza ciaspole, opto per un dietro front e vado dallo sciatore che mi sta aspettando.

Dopo 5 minuti di socializzazione in mezzo al gelido vento era come se ci conoscessimo da una vita.
Scambio di biscotti, accetto una tazza di the, Baloo ne approfitta per scroccare qualche briciola e ci salutiamo augurandoci altre belle gite.

Lui con gli sci facendo ampie curve punta a valle, io con le mie ciaspole ripercorro il pistone verso la stazione intermedia.

Man mano che scendo incrocio i primi escursionisti che stanno arrivando, chi con le pelli di foca, chi con le ciaspole, tutti quanti con gli sguardi pieni di soddisfazione, ormai manca poco per la punta, poi, con una giornata solare come oggi……..

E' facile incrociandoci salutarci e scambiarci i saluti;

'Ciao'
'Ciao'
'Mattiniero oggi!'
'Ma si, devo essere a casa alle 11'

Con altri invece abbiamo, come si fa di solito, commentato la qualità della neve;

'Il vento questa settimana ha rovinato tutto'
'Si, per voi che sciate forse non è un gran ché, ma con le ciaspole va sempre bene'

Quando sono arrivato alla stazione intermedia avrò incrociato una trentina di persone con le quali avevo fatto uno scambio di saluti o qualche piccola ciacolata.

Da qui in giù, invece, mi è sembrato che le cose stessero cambiando.

Al mio 'ciao', qualcuno rispondeva con un 'bondì!', oppure con un 'salve'.

Man mano che mi stavo avvicinando alla fine della gita, il tipo di saluto in risposta al mio 'ciao' era più formale; 'arrivederci' oppure 'buongiorno'.

Così sono arrivato all'ultimo tornante della pista da dove vedi tutto il piazzale dove al mio saluto da qualcuno non ho addirittura ricevuto risposta.

Scena muta.

Sul piazzale dove c'erano in quadrupla fila decine e decine di macchine mi sono guardato attorno, un po' sconsolato, un po' deluso non dalla maleducazione di qualche persona ma da come certa gente vive una gita in montagna.

Capisco che se uno sta facendo una gara di velocità non abbia tempo di salutare uno sconosciuto che ti incrocia, ma domenica a metà mattinata c'erano solamente tanti escursionisti normali e mischiati tra di loro c'erano anche tanti……….

'Forse chi si alza prima è più educato dei dormiglioni?'
'Ma cosa dici??!'

'Forse ho perso qualche puntata di educazione civica e sono io che ho le pigne in testa?'
'Ma dai, i tempi sono cambiati!'

'UN MOMEMTO, adesso chiedo al popolo della 'fiocavenmola' cosa ne pensa al riguardo poi ne riparliamo.

'Secondo me è che anche tra la gente amante della montagna ci sono tanti 'stronzi'.'

Dite la vostra che io dico la mia.

No,io l'ho già detta, DITE LA VOSTRA.

17 Immagine(i), Inserita il 07/02/2010

Cascata Gomorra a Ollomont 24/01/2010



Alcune fotografie del mio amico Giacomo del 'Gruppo Alpinismo' del CAI di Chieri.

Grazie Jack

37 Immagine(i), Inserita il 04/02/2010

Cascata Gli alberi e la felicità a Pineta Nord 30/01/2010



Sabato mattina poco dopo le 7,30 con Salvo eravamo al parcheggio poco prima di Bellino per salire la famosa 'Ciucchinel'.

La nostra intenzione era di scalare questa cascata soprattutto per il suo valore storico, infatti probabilmente fu la prima cascata ad essere salita in piolet-traction in Italia nei lontani anni '70 e poi….doveva essere la prima cascata completa per Salvo, infatti lui non era mai andato oltre ai monotiri.

Invece l'idea è naufragata nei 30-40 cm di neve fresca caduta….,ma quando è nevicato?

Durante la settimana ho consultato tutti i siti piemontesi,liguri e lombardi alla ricerca di notizie aggiornate sulle condizioni di questo nastro ghiacciato, l'unica notizia risaliva alla domenica precedente dove si diceva che la traccia era ottima, bene, anzi,benissimo.

Non mi rimaneva che tenere sott'occhio il bollettino della neve.

Ok, qualche centimetro di neve su un'ottima traccia non ci avrebbe creato problemi, invece tutto è andato a pallino.

Già raggiungere il ponte che attraversa il torrente è stata un'impresa, poi sul sentiero sprofondavamo fino alle ginocchia, siamo andati ancora un po' avanti nella speranza di trovare una neve un po'…….

'E'inutile Salvo, ci facciamo un mazzo per nulla, non perdiamo tempo inutilmente, torneremo un'altra volta, andiamo a Pontechianale'

'NO, un'altra volta sui monotiri!'

Così per salvare la mattinata e per onorare la promessa fatta all'amico che avrebbe salito una via di più tiri siamo andati nell'anfiteatro di 'Pineta Nord' e abbiamo fatto 'Gli Alberi e la Felicità'.

'Mai sentito parlare di questa cascata?'

Si tratta del percorso originale fatto da Marchisio & C. nel lontano 1980 sulla cascata 'Pineta Nord' e che Gian Carlo Grassi nella sua guida 'Ghiaccio dell'Ovest' aveva denominato 'Gli Alberi e la Felicità'.

Nell'estrema parte destra del muraglione c'è una quinta rocciosa e alla sua destra si trova una goulotte con una stalattite, il passo chiave dell'intera salita. Una volta superato questo tiro si accede al tiro finale che porta nel bosco dove normalmente una traccia riporta alla base.

Inutile dire che Salvatore era al settimo cielo e io molto soddisfatto di avergli fatto provare l'ebbrezza di una salita di più tiri.

Difficoltà; D+ II/3+
Dislivello ; 110 m.

20 Immagine(i), Inserita il 04/02/2010

Cascata Gomorra ...con l'uscita ciccata e cicchetto finale! 24/01/2010



Arriviamo alla frazione Glacier di Ollomont abbastanza presto, ma anche oggi non saremo i primi a salire, ci sono già delle macchine parcheggiate.
Oggi bisogna essere veloci in quanto le cascate sono esposte a Nord-Ovest e noi dovremmo finire di scalare prima che il sole inizi a scaldare il ghiaccio.

Dal parcheggio in circa 40 minuti arriviamo ai piedi delle due principali cascate; Sodoma e Gomorra.
Sulla cascata Sodoma c'è già una cordata che sale e una G.A. con il cliente stanno aspettando che si liberi la candela per poter iniziare a loro volta.

Uno scambio di battute con Bassanini, la G.A., e arriva il truppone, ora siamo pronti a fare le cordate.

Con me si legano Andrea, il Barbarossa, e Radu, conoscente di vecchia data.

Salgo sul lato destro della colata con un tiro di circa 35-40 metri a 75° fino ad una sosta a spit in una nicchia rocciosa che raggiungo non senza difficoltà in quanto per raggiungere i cordoni di sosta bisogna allungarsi per bene nel passare dal ghiaccio alla roccia.

Gli amici che sono legati mi raggiungono, sono raggianti, ma quant'è scomoda questa nicchia….

Riparto riportandomi sul ghiaccio con qualche passo a sinistra, metto subito un chiodo di protezione sul muretto verticale, sono solo 5-6 metri, ma gli 85° nelle braccia si fanno sentire. Poi percorrendo una stretta goulotte raggiungo un altro punto di assicurazione.

Quando gli amici mi raggiungono riparto subito facendo il tiro di trasferimento sul facile canale semi nevoso, tralascio la sosta a sinistra e proseguo nell'anfiteatro allestendo una sosta ai piedi dell'ultimo muro.

Leggendo le varie relazioni risulta che l'uscita classica a sinistra sia la più semplice, invece le varianti sulla destra dovrebbero essere decisamente più impegnative.

Però guardo e riguardo l'uscita del percorso classico che porta al bosco sommitale ma non mi ispira fiducia, termina con un stretto passaggio quasi privo di ghiaccio, si vede il colore della terra.

Invece il lato destro del muro sembra più glaciale, forse anche più remunerativo,vedremo…….

Un'ultima controllata ai chiodi mi dà un senso di fiducia;si sono tutti appesi alla cintura,posso partire.

Percorro verticalmente i primi 10 metri i quali sono abbastanza diritti, ora da qui posso valutare il tutto per benino, uno sguardo a destra dove ci sarebbe la colonna d'uscita ma…..rispetto alle fotografie delle varie relazioni è tutt'altra cosa, troppo piccola e oltre tutto è staccata dalla base.

No, non mi fido, preferisco salire ancora un po' per valutare se l'uscita diretta è alla mia portata.

Salgo diritto per altri 15 metri tra gli incitamenti degli amici, qui sono veramente sul verticale, ma mano a mano che salgo mi rendo conto che sto facendo una ..zzata, sopra la grotta ci sono ancora un paio di metri strapiombanti e il ghiaccio è a meduse.

Raggiungo la grotta, l'ambiente è fantastico in quanto in questo piccolo spazio ci sono decine di piccole stalattiti che penzolano dalla roccia, e anche la parete ghiacciata è formata da un'insieme di canne di ghiaccio.

Mi proteggo passando una lunga fettuccia attorno ad una grossa stalattite, esco dalla piccola grotta con le spalle verso valle e con la massima cautela pianto le picche sul bordo superiore e….nulla mi convince.
Innanzi tutto la difficoltà da qui è nettamente al di sopra del mio grado, il ghiaccio suona a vuoto e cosa più importante non ho nessuna voglia di farmi male.

Mi ricompongo sul pavimento della grotta e scendo di un metro e facendo un traverso a sinistra mi porto verso l'uscita del percorso classico. Gli ultimi chiodi che ho cerco di posizionarli in modo equidistante e che diano fiducia ai miei amici che dovranno affrontare il traverso.

Raggiungo la stretta goulotte d'uscita, come prevedevo è tutta terra e poco ghiaccio, passo una fettuccia in una radice e piantando gli attrezzi nella terra gelata esco e raggiungo una pianta dove c'è un cordone.

Nel frattempo, Davide e Walter sbucano dal primo tiro, vedendo i due malcapitati parcheggiati sotto al muro finale con le stalattiti penzolanti sulle loro teste e lo strano 'zig-zag' che fanno le mie corde Davide inizia ad imprecare e ……..meglio non riportare……

'Com'è finita?'

Ho fatto slegare le due povere vittime, ho recuperato le corde e successivamente le ho gettate giù, poi ho recuperato gli amici facendoli salire dal percorso tutto a sinistra,meno ripido, senza fare il traverso.

Nel frattempo Davide e Walter ci hanno raggiunto; Walter con Radu e Andrea, il Barbarossa, scenderanno dal sentiero, io e Davide scenderemo facendo le doppie per recuperare i chiodi rimasti.

Ultima cosa, mi sono messo la cenere il testa, in quanto tutto, dico tutto quello che ha detto Davide ha un fondamento. Argomentazioni assolutamente inconfutabili.

Mi ha elencato una miriade di esempi di cosa sarebbe potuto accadere, oltre tutto il Barbarossa era alla sua prima cascata…… bah, a tante cose non ci avevo proprio pensato,insomma,é andata bene così.

Oggi ho avuto un'altra lezione di vita, non si ha mai smesso di imparare….

Del resto mia mamma che ha 92 anni ogni tanto dice;' oggi ne ho imparata un'altra!'

Cascata Gomorra
Valpelline - Ollomont
sviluppo cascata: 90 metri
dislivello avvicinamento: 300 metri
difficoltà: II/3 per il ramo sinistro
Variante sulla candela di destra: II/4
Variante sulla candela centrale: II/4+

21 Immagine(i), Inserita il 01/02/2010

La Croupe de la Poufiasse a La Grave 19/01/2010



Martedì, secondo e ultimo giorno in “trasferta”.

Da Briancon ci dirigiamo a La Grave. Durante il tragitto la temperatura era abbondantemente sotto lo zero, come da previsioni, e anche se non abbiamo notizie in merito alle cascate di La Grave siamo fiduciosi di trovarne in ottime condizioni.

Abbiamo deciso all’ultimo momento il cambio di programma, anziché andare per la seconda volta a Ceillac, abbiamo ritenuto opportuno conoscere una nuova zona.

Parcheggiata la macchina in una frazione oltre La Grave, ci guardiamo attorno, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta.

Cascate esposte al sole; meglio di no!

“Che bella quella laggiù!”
“ Troppo lontano”

“E quella lassù!”
“Troppo da camminare”

“E quel candelone?”
“Troppo ingaggio per un solo tiro”

Alla fine decidiamo per una cascata che vista dalla strada sembra bella e lunga.

Dopo aver camminato circa 40 minuti raggiungiamo la sua base, oggi siamo i primi, e la risaliamo per facili rampe fino al passo chiave, un tiro di 50 metri verticale.

Davide risolve il problema con calma,determinazione e stile.
E’ un vero piacere vederlo arrampicare.

Poi tocca a noi risalire sotto uno stillicidio il candelone.

Quando usciamo dal tiro siamo completamente ricoperti da palline di ghiaccio, le gocce d’acqua si sono immediatamente ghiacciate su di noi.
Tiro veramente esaltante, sia per l’esposizione, sia per le difficoltà.

Dopo altre due lunghezze ci prepariamo alle calate in doppia, così una dopo l’altra ci ritroviamo alla base, pronti per fare una puntatina a…..

mangiare una baghette con un’ottima birra.

Arrivederci La Grave,con tutte queste cascate torneremo!!!



“La Croupe de la Poufiasse”
Lunghezza; 220 metri
Difficoltà, II/4+ con tiro di 5
L1=AD
L2=AD
L3= TD 85°/90°,tiro di oltre 50 metri di grado 4+ e 5
L4=D
L5=F

28 Immagine(i), Inserita il 21/01/2010

Cascate di Ceillac ....con gran finale! 18/01/2010



Già l’anno scorso si era parlato di “Ceillac”, paesino del Queyras dove d’inverno si formano parecchie cascate ghiacciate, ma per un motivo o l’altro non eravamo andati.
Invece quest’anno, Paolo ha riproposto la gita, anzi, ha fatto molto di più, ha procurato anche un alloggio dove poter pernottare.
Così domenica dopo cena partiamo in tre diretti a Briancon dove uno zio di Paolo ci ha messo a disposizione il locale dove fare base per questa gita oltre Alpe.

Così domenica sera alle 10 ci ritroviamo nel salotto circondati da borsoni e zaini; è proprio una spedizione in grande stile, oltre il consueto armamentario Davide ha portato corde di scorta, picche di scorta, becche di scorta, lima per affilare ramponi e picche, cinepresa con batterie di scorta.
Insomma, nulla è lasciato al caso, questa prima uscita all’estero del “Gruppo Alpinismo” del CAI di Chieri non deve assolutamente andare a pallino.

L’obiettivo principale è la cascata “Le Formes du Chaos”, conosciutissima da chi pratica questa disciplina, relazionata su varie riviste e siti, sempre affollata durante tutto il periodo invernale.
E’ per questo motivo che non siamo venuti il sabato e la domenica, preferendo dei giorni feriali.

Così lunedì mattina alle 8 siamo a Ceillac al parcheggio sotto le cascate, non c’è nessuna macchina,bene molto bene e dopo gli ultimi preparativi possiamo dirigersi verso questa famosissima cascata,non ancora visibile da qui, ma che percepiamo in tutta la sua imponenza sopra di noi.

Pochi minuti di cammino nell’ottima traccia e appena superiamo gli ultimi alberi del bosco ci ritroviamo ai suoi piedi, veramente spettacolare.
Sebbene al parcheggio non ci fossero macchine parcheggiate, sulla cascata ci sono già due o tre cordate di ice-climber impegnate a spiccozzare e altra gente ci sta per raggiungere.

Non ci rimane che salire in fretta per non farci superare, sarebbe veramente antipatico e pericoloso arrampicare con le corde che si ingarbugliano con quelle di altre cordate che magari tentano di superarti.

E così, con Paolo diventato di diritto capocordata, tiro dopo tiro ci ritroviamo alla fine del settimo tiro.
Bella, veramente bella!!

Siamo stati velocissimi e abbiamo tutto il tempo di scalare un’altra cascata, consultiamo le fotocopie delle relazioni e seguendo un’altra traccia ci portiamo al vertice della Goulotte di “Easy Rider”.

Attrezziamo la calata in corda doppia e ci fiondiamo alla sua base, poi risaliamo questo stretto budello con un unico tiro. Raggiungo la sosta di calata della doppia e inizio a recuperare gli amici.

Dopo aver perso un po’ di tempo nello sbrogliare la corda che si era annodata in un modo vergognoso, ridiscendiamo la goulotte e ci dirigiamo verso un’altra cascata, la “Vermicelle”.

La troviamo già occupata, bisogna mettersi in coda e aspettare il proprio turno, ci sono diversi aspiranti guide di Belluno con l’esaminatore, praticamente stanno dando l’esame.

Finalmente arriva il nostro turno, Davide agguerrito più che mai, parte sicuro su questa colata verticale e piazzando pochissimi chiodi raggiunge la sosta.

Ridiscende e lascia la via a Paolo il quale aggiungendo qualche chiodo riesce a salire anche lui questo tiro di grado 5.
Provo anch’io ma dopo pochi metri mi accorgo che questo grado fatto da primo è al di sopra delle mie possibilità, così mi faccio calare e Davide, risalita la colonna mi recupera dall’alto.

Da secondo è un’altra cosa, dura ma fattibile.

Ormai siamo eccitati e vogliamo ancora scalare, così di corsa ci portiamo sotto alla cascata “Holiday on Ice” dove io e Paolo ci leghiamo a Davide per fare questa salita in una unica tirata, tirata in conserva lunga protetta.

Gasati più che mai e spinti dalle scariche di adrenalina risaliamo questo flusso ghiacciato in poco più che
mezz’ora, che bello, che follia! Un gran bel finale di giornata!

Un’ottima “HOLIDAY ON ICE ”



“Le Formes du Chaos”
Lunghezza; 300 metri
Difficoltà; TD,II/4
1°tiro 75/80°
2°tiro 70/80°
3°tiro 90/85°
4°tiro 85/90/80°
5°tiro 80/70°
6°tiro 90/80°
7°tiro 70/60°


“Easy Rider”
Lunghezza; 80 metri
Difficoltà;D, II/3
L1=75°/85°
L2=75°

“Vermicelle”
Lunghezza;70 metri
Difficoltà; TD,II/5+
L1=60°
L2=90°


“Holiday on Ice”
Lunghezza=250 metri
Difficoltà= II/3+
Muretti di 15-20 metri a 80°-85°

35 Immagine(i), Inserita il 21/01/2010

Anfiteatro della diga di Pontechianale 10/01/2010



Dove andare? L'uscita programmata alle 'Scale del Moncenisio' non si può proprio fare causa l'abbondanza di neve, bisogna rimandarla.

Ma dove portare i ragazzi che scalpitano da un paio di settimane? L'elevata quantità di neve caduta negli ultimi due giorni e soprattutto il pericolo di slavine e placche ventate ci convincono di non andare su cascata ma di ripiegare in falesia.

Così optiamo per 'l'anfiteatro della diga di Pontechianale'.

Come al solito partiamo col buio pesto e accompagnati da una leggera pioggia ci mettiamo in cammino verso il cuneese.

Speriamo che smetta di piovere; infatti quando arriviamo dalle parti di Saluzzo nevica!

Mah, chissà cosa ci starà aspettando in Val Varaita!

Da Sampeyre in su la strada è abbastanza sporca e troviamo molti mezzi spazzaneve all'opera, continua a nevischiare e la quantità di neve caduta nelle ultime ore è notevole.

A Casteldelfino veniamo fermati da un grosso trattore che sta togliendo una buona spanna di neve, la strada per andare a Bellino non è ancora stata pulita e di neve c'è né a quantità industriale.
Poco dopo il paese lo spazzaneve si fa superare, così, tutti muniti di antineve arriviamo a destinazione senza tanti problemi.
Finalmente possiamo avventurarci verso la falesia, vicinissima al parcheggio, ma camminare dentro i 60-70 cm di neve caduta il giorno prima è un bel cu..

Il ghiaccio non è abbondante, ma sufficiente per farci divertire, attrezziamo qualche tiro dall'alto arrampicando in moulinette, poi riusciamo anche ad aprire 5 tiri dal basso prima che arrivi il mondo intero.

Nonostante tutto riusciamo a scalare per tre orette da soli, o quasi, poi,poco dopo mezzogiorno, quando ormai sta smettendo di nevicare arrivano diversi gruppi, decine di persone….agguerrite più che mai.

Ma a questo punto i guanti sono zeppi d'acqua, le corde sono dure come stoccafissi, noi siamo 'ghisati' più che mai,cosa fare?
Ci prendiamo delle grosse pause di riflessione e mangiando e bevendo, socializzando con altri 'malati di montagna' facendo battaglie a palle di neve e ammirando i 'big' su vie estremamente dure terminiamo la seconda uscita del programma 'cascate 2010' organizzato dal gruppo alpinismo della sezione del CAI di Chieri.

E per concludere in bellezza la giornata dove vanno i 15 debosciati?

Fermata d'obbligo al 'Segnavia' dove i panini e le birre sono sempre ottimi e……
Ma lo Skipper oggi dov'è andato?
Parte un SMS,'Dove sei?'
'Sono andato a sciare sulle piste del Monginevro'

Che tristezza!!!

……..poi penso a Enzo e mi prende un leggero senso di colpa…..



Anfiteatro della diga di Castello, Pontechianale, Valle Varaita.

Settore sinistro,
settore di Tabachin,Profiterror,Escoppier e dry-tooling
Innumerevoli possibilità di salite, tutte dure.

Abbiamo salito 4 vie di cui una attrezzandola dal basso; difficoltà I/4 e I/5

Settore destro.

Anche qui si può dare ampio spazio alla fantasia, le vie sono più corte ma ci si diverte ugualmente.
In tutta la falesia ci sono soste attrezzate con catene sugli alberi, l'unica cosa negativa e chè ogni tanto cade la neve dagli alberi e la doccia è assicurata.

Su questo lato della falesia abbiamo scalato attrezzando dal basso 4 vie, difficoltà I/4

56 Immagine(i), Inserita il 14/01/2010

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