Mi piacerebbe fare ' un lungo '. Cosa intendi per ' un lungo '?. Mentre rientriamo dalla gita fatta nelle marittime la settimana scorsa, Giuseppe mi butta lì la storia di ' un lungo '. Per lui un lungo vuol dire un bel gitone di 10 o più ore. Vorrebbe che ci mettessimo alla prova prima di cimentarci in qualche gita in alta montagna. Mi dà carta bianca sull'organizzare l'escursione. Propongo la salita del Niblè con la chiusura ad anello attraverso la punta Ferrand, ghiacciaio dell'Agnello e rientro attraverso il passo Clopaca. Domenica mattina partiamo molto presto da casa, alle 5,30 siamo al piccolo parcheggio che precede il rifugio Mariannina Levi. Mentre ci allacciamo gli scarponi passa un'escursionista con un gran bel passo e ben presto sparisce dalla nostra vista. Ci incamminiamo nel vallone e con leggera pendenza si arriva in fondo dove il sentiero all'improvviso si inerpica con ripidi tornanti verso il colle d'Ambin. In breve arriviamo alle roccette dove ci sono delle corde fisse, superatele, si riparte sul sentiero ripidissimo verso il colle. In fondo valle intanto si vedono gli escursionisti che hanno pernottato nel rifugio, sono parecchi, meno male che noi siamo stati mattinieri. Arriviamo all'inizio del canale che porta al colle, notiamo che al colle c'è l'escursionista che ci precede nella gita, veloce riparte verso la cresta nel Niblè. Io, a differenza di Giuseppe che è la prima volta che sale quassù, sono affezionato a questi luoghi, nel vecchio bivacco avevo dormito diverse volte, ora noto che il poggio che lo sosteneva è franato giù. Arriviamo al nuovo bivacco Walter Blais, voltiamo a destra e prendendo le tracce che salgono ci dirigiamo verso la cresta Ovest. In quel momento arrivano due ragazzi, i primi che questa mattina hanno raggiunto la vetta, ci dicono che sono arrivati ieri sera tardi, hanno dormito malissimo perché il bivacco era pieno, così questa mattina sono partiti prestissimo per vedere l'alba dalla vetta. Arriviamo all'inizio del ghiacciaio a circa 3000 metri di altezza, indossiamo i ramponi e seguendo le tracce di chi ci ha preceduto saliamo una rampa ripiduccia che porta sull'elegante cresta che quest'anno è molto innevata. Sembra di essere a quote superiori, c'è ancora parecchia neve anche nei pendii esposti a sud. Percorriamo l'elegante crestina che ci porta rapidamente in vetta. Facciamo una rapida sosta, controllo se si po' scendere verso la punta Ferrand ma mi sembra che non c'é un percorso agevole che ci possa portare verso il basso. A questo punto facciamo a ritroso la cresta nevosa, scendiamo la ripida rampa, e iniziamo a fare un lungo traverso che ci porterà all'intaglio tra le due montagne. Giuseppe è un po' preoccupato perché ci sono segni di slavinette, lo tranquillizzo, la neve è ben assestata, siamo ancora in ombra, l'unica cosa che non và è il cielo che si stà rannuvolando. Arrivati al colletto dove vediamo le tracce dell'escursionista solitario che salgono verso la vetta della Ferrand. Qui la neve inizia a mollare, la cresta è in pieno sole, il tempo passa inesorabilmente, con fatica arriviamo in punta dove, vista la cresta che dobbiamo affrontare in discesa, ci indossiamo l'imbragatura, forse dovremo usare la corda per la ripida discesa. La cresta innevata è abbastanza stretta, molle come la polenta, ogni tanto è interrotta da affioramenti rocciosi, arriviamo a circa due terzi del suo sviluppo, quando di fronte ad un saltino roccioso moto esposto ci legiamo. Faccio sicura a spalla all'amico il quale si mette al sicuro. Scendo le roccette con un po' di apprensione per l'esposizione, raggiungo l'amico e proseguiamo in conserva corta fino al colle dell'Agnello Sud a 3160 mt. Visto che il tempo è leggermente migliorato decidiamo di proseguire il nostro programma, vorremmo chiudere l'anello che attraverso il ghiacciaio sottostante ci porterà verso il rifugio Vaccarone da dove proseguiremo verso il passo di Clopacà. Seguendo le impronte del ' solitario ' ci abbassiamo nell'anfiteatro glaciale, raggiungiamo la vasta conca morenica, e ad occhio procediamo verso il lago ghiacciato dell'Agnello. La relazione dice che ci dovrebbero esserci degli ometti d'aiuto, ma noi, a parte le tracce di chi ci precede non vediamo segni che ci possano aiutare a percorrere il tragitto più breve. By-passiamo il rifugio Vaccarone passando a destra del laghetto, attraversando pietraie spacca gambe ci portiamo sul sentiero che ci dovrebbe portare verso la prossima meta; il passo Clopacà. La stanchezza inizia a farsi sentire, il percorso è ancora lungo e il cielo torna ad rabbuiarsi. Tutte le relazioni raccomandano che da queste parti bisogna fare molta attenzione a non perdere il sentiero, infatti ogni 5 metri c'è una tacca gialla, sembra che lo abbiano segnato di recente. Percorriamo il sentiero balcone quando un forte tuono preannuncia la pioggia. Il tempo di indossare la giacca a vento e inizia a grandinare, per 2 o 3 minuti ininterrottamente veniamo bersagliati da palline di ghiaccio, a malapena riusciamo a non perdere il sentiero, Poco dopo smette anche di piovere, cerchiamo di accelerare il passo e così arriviamo al passo dove ci fermiamo un'attimo a riprendere fiato, poi giù nell'interminabile discesa che ci porta alla macchina. Arriviamo alla macchina appena in tempo, scoppia un temporale che ci accompagnerà fino alle porte di Torino. Questo è stato il nostro ' lungo ' di quasi 12 ore e non siamo ancora arrivati a casa che si parla già della prossima gita. Non ci basta mai!!!!
Data: 29/06/2008 Quota max: 3365 Partenza da: Parcheggio Grange della Valle Quota partenza: 1800 Dislivello: 1565 Zona: Valle di Susa, Gruppo dell'Ambin Difficoltà: F
22 Immagine(i), Inserita il 06/07/2008
Bivacco Mario Sigot 24/06/2008 - Escursionismo
San Giovanni. Per me che lavoro a Villastellone non è festa ma Marilena vorrebbe andare a fare un'escursione, prendo un giorno di ferie e via verso il vallone di Galambra. Con noi, oltre al fido Baloo c'è Silvana. La meta è il lago delle monache, per la parte femminile della comitiva, invece per noi maschietti il percorso lo allunghiamo salendo fino al passo di Fourneaux dove ci portiamo al Bivacco Mario Sigot, breve sosta e giù dalla morena del vecchio ghiacciaio di Galambra.
Ambiente di alta montagna con le vette che fanno sognare………………
Data: 24/06/2008 Quota max: 3000 Partenza da: Grange della Valle Quota partenza: 1800 Dislivello: 1200 Zona: Vallone del Galambra Difficoltà: EE
20 Immagine(i), Inserita il 28/06/2008
Colletto Freshfield per il Canale Nord 22/06/2008 - Alpinismo
In settimana mi accordo con Giuseppe per andare nel fine settimana al rifugio Bozano e fare il canale della Forcella. Mercoledì alle ore 9,30 telefono al rifugio per prenotare e chiedere notizie sulla fattibilità della via, la guida dice che la temperatura non è fredda in questi ultimi giorni ma diverse cordate hanno risalito il canale che è in condizioni più che accettabili, anzi,in quel momento le due cordate partite durante la notte stavano uscendo al colletto. Sabato 21 partiamo dal parcheggio sotto una canicola bestiale, nuvole di calore ci accompagneranno durante tutta la salita fino al rifugio. Il termometro segna 20 gradi, (sarà rotto?), siamo seduti fuori dal rifugio e leggiamo nel libro che alcuni francesi il giorno prima hanno tentato la via ma sono tornati indietro, troppo caldo, perciò troppi pericoli. Al rifugio siamo solo in otto, quattro per fare delle vie di roccia sul Corno Stella e quattro per fare il canale. I due ragazzi di Genova, amanti come me delle vie di neve e ghiaccio, ci dicono che su You tube hanno visto un filmato fattola domenica precedente al canale Freshfield e che le condizioni della neve erano più che accettabili. Decidiamo per domani mattina di andare a vedere la situazione, se non fosse fattibile si scenderà passando dal rifugio Remondino percorrendo il percorso segnalato con grosse tacche gialle. Domenica 22 ore 3,30 sveglia, dopo una veloce colazione partiamo alle 4,15 e velocemente ci portiamo nel conoide del canalone, fa caldo e siamo tutti sudati. Dal basso si vedono arrivare due alpinisti che hanno un passo molto, ma molto sostenuto.(corrono) Ci leghiamo in conserva corta e risaliamo il canalotto senza problemi sino alla spaccatura. I due corridori ci raggiungono e chiedono di superarci perché hanno fretta, (ma dove cazzo dovete andare!!!), i due ragazzetti romani salgono slegati e si impiantano nel tratto di misto senza neve e ghiaccio. Bene, non riescono a salire e neanche a scendere, per un buon quarto d'ora ravanano su questo passaggio di roccia da fare con i ramponi. Uno dei due passa, l'altro capisce come salire e lo segue, si alzano di 10 metri ed a questo punto prima ci arriva sul testone una piccozza e dopo un bel pietrone sul casco di uno dei due genovesi. Ci chiedono scusa e ci chiedono se possiamo portargli su la picca, ma siii, te la portiamo ma impara ad andare in montagna, bullo!!! Mentre il teatrino romano andava in onda, piantiamo un buon chiodo di sosta e uno per volta passiamo il tratto ostico, alcuni passi su roccia da fare con i ramponi fino a raggiungere un masso, passiamo un bella fettuccia con moschettone di assicurazione e su verso un'altra spaccatura, dove si supera più facilmente perché la parte rocciosa superiore è ben coperta da uno strato di ghiaccio plastico che si fa arpionare dalle picche. Siamo quasi al colletto, la cordata dei genovesi che ci precede consegna la picca al proprietario, Giuseppe mi urla che la corda stà finendo, sono a pochi metri dall'uscita, attrezzo una sosta con le picche e lo faccio salire fino a me, anzi, gli dico che può salire ed uscire sul colle. Smonto la sosta e salgo mentre uno dei due genovesi mi filma e dice che metterà il filmato su you tube. La salita è terminata, ci attende la lunga discesa fino al Remondino e alla macchina, soddisfatti e anche oggi abbiamo avuto delle conferme ed imparato qualche cosa; 1)
13 Immagine(i), Inserita il 28/06/2008
Passo superiore di Bettolina 15/06/2008 - Escursionismo
Per oggi le previsioni danno pioggia, come al solito!!
Con gli amici del CAI di Chieri partiamo verso la Val d'Ayas, la destinazione è il rifugio Quintino Sella. Già in autostrada è tutto un programma, piove a dirotto, ma non ci perdiamo d'animo. Una sosta veloce a Champoluc per fare colazione, e via sotto la pioggia fino a St-Jacques. Il capo gita dice che faremo una variante per arrivare al rifugio, allungheremo un po' il percorso ma sarà un po' più vario, percorreremo nevai ecc, ecc. Arriviamo al Pian di Verra superiore dove un segnale indica che a sx si và verso il rifugio Mezzalana e a dx verso la nostra meta. La pioggia si trasforma in nevischio, le nuvole si abbassano ancora di più, procediamo su pietraie e piccoli nevai ma ad un certo punto ci accorgiamo che abbiamo sbagliato il vallone di salita. Le tracce e gli ometti non si vedono più, ma è chiaro che ci dovremmo spostare nel vallone situato un pò più a destra. Scendiamo di almeno 200 metro di dislivello andando a prendere il vallone, speriamo quello giusto, dove troviamo nuovamente delle tracce. Ben presto ci rendiamo conto che oggi non porteremo a termine il programma, io mi sento molto stanco, non ho ancora recuperato la fatica della gita di ieri, sui nevai si sfonda, la marcia è lenta e non riusciamo a tenere un ritmo che ci porti lassù ai 3585 metri del rifugio. Dopo aver attraversato l'ennesima crestina spartiacque arriviamo al Passo superiore di Bettolina dove decidiamo che per oggi può bastare, colazione e giù veloci verso valle alla ricerca di una buona birra.
Mi ritengo più che soddisfatto, in due giorni ho percorso più di 3000 metri di dislivello in salita e discesa, speriamo che il meteo si metta a posto e che si possano fare delle belle gite in quota.
Data: 15/06/2008 Quota max: 3100 Partenza da: St.Jacques Quota partenza: 1689 Dislivello: 1411 Zona: Val D'ayas Difficoltà: EE
6 Immagine(i), Inserita il 28/06/2008
Punta Lunella 14/06/2008 - Escursionismo
…continua questa meteo pazza che ci regala tanta pioggia….
Arrivo al parcheggio di Prarotto con un cielo che non prevede nulla di buono, stà a vedere che anche oggi ci bagniamo!
La temperatura e fresca, la notte scorsa lassù in alto è scesa la neve e fra le nuvole si intravedono le vette innevate di fresco. Sono oltre l'Alpe Formica quando vedo un' altro escursionista che stà salendo, poi la nebbia richiude la visuale e una nuvola di passaggio lascia cadere una pioggia finissima…..
Arrivo al colletto della Patanua, percorro il crinale che si dirige verso la Lunella e arrivo ai primi nevai dove si sfonda che è un piacere. L'escursionista che avevo intravisto mi raggiunge, procediamo insieme sul sentiero ben segnalato dalle tacche rosse ma anche ben innevato fino in vetta. Purtroppo la visuale è preclusa dalle nuvole basse, è inutile rimanere senza vedere nulla, scendiamo veloci verso valle dove il sole sembra aver la meglio, quando arrivo alla macchina mi ritengo soddisfatto e contento di non essere bagnato come al solito.
Data: 14/06/2008 Quota max: 2773 Partenza da: Prarotto - Condove Quota partenza: 1437 Dislivello: 1336 Zona: Val di Susa Difficoltà: EE
11 Immagine(i), Inserita il 28/06/2008
Punta dell'Aquila 31/05/2008 - Escursionismo
……pioggia e ….tanta voglia di fare salite. Il mese di Maggio dovrebbe essere uno dei più belli invece stà finendo senza aver portato a termine qualche salita desiderata. Per non perdere le gambe non mi rimane che qualche corsetta infrasettimanale al Musinè e alla punta dell'Aquila ( naturalmente sempre sotto la pioggia !).
Per questo sabato si prevede nuovamente pioggia, con Marilena e Baloo ci incamminiamo verso la cima, avvolti nella nebbia e nuvole basse, arriviamo in punta e come ci sediamo vicino alla Croce inizia a piovere, anzi, a cadere una finissima grandine e come al solito bagnati e demoralizzati scendiamo velocemente verso la macchina e verso la pioggia………………
Data: 31/05/2008 Quota max: 2115 Partenza da: Alpe Colombino Quota partenza: 1240 Dislivello: 875 Zona: Val Sangone Difficoltà: E
4 Immagine(i), Inserita il 28/06/2008
Canale Nord della Cima della Madre di Dio 10/05/2008 - Alpinismo
Solo ora riesco ad inserire le fotografie della gita che ho fatto sabato scorso.
Mi sveglio alle 3,15 e come programmato mi dirigo verso le Terme di Valdieri. Le previsioni non sono un gran chè, spero che la perturbazione prevista per domenica non anticipi di qualche ora e mi rovini la gita. Quando arrivo alle Terme non fa freddo, brutto segno, in ogni caso mi avvio con la macchina verso il Gias delle Mosche ma, subito dopo, verso i 1450 m.di quota bisogna lasciare la vettura sul bordo della strada bloccata dai resti di una slavina. Da qui in avanti le valanghe e le slavine hanno sconvolto i boschi sul lato sinistro (salendo), rendendo malagevole il cammino. Dopo una mezz'oretta arrivo dove inizia il sentiero estivo verso il rifugio Bozano, cercando di non perdere di vista i segni rossi coperti parzialmente dalla neve arrivo al Gias del Saut, ora la neve è sempre meno portante, si inizia a sprofondare, è ora di usare le ciaspole. Anche con le ciaspole la salita è veramente faticosa, si è alzato pure il vento e la nebbia copre parzialmente il versante Ovest dell'Argentera. Dopo aver attraversato il lungo falso piano del Gias del Saut mi dirigo verso il pendio/canale che porta verso gli evidenti canali innevati della lunga bastionata Ovest dell'Argentera. Arrivo al conoide del Canale pestando una neve polenta che non ha gelato durante la notte, mi fermo per riprendere fiato e vengo raggiunto da tre ragazzi di Savona i quali scenderanno dal colletto con gli sci e le tavole. Man mano che il pendio si fà ripido la neve diventa dura, indossiamo i ramponi, e finalmente apprezzando la qualità degli ultimi 200 metri arriviamo al Colle Nord della Madre di Dio. Dopo un breve riposo, saluto i savonesi che stanno aspettando che la neve molli un po', e scendo il canale sul versante opposto verso il vallone del Rifugio Remondino. Percorro il lungo pendio di sfasciumi, pendii innevati ed arrivo finalmente sul sentiero estivo che divallando mi porta sulla strada che con lungo percorso mi porta alla macchina. Ho nausea e faccio fatica a deglutire, dopo 8 ore arrivo alla macchina, stanco ma orgoglioso della mia giornata.
Data: 10/05/2008 Quota max: 2720 Partenza da: Sopra le Terme di Valdieri Quota partenza: 1450 Dislivello: 1270 Zona: Valle Gesso Difficoltà: F +
22 Immagine(i), Inserita il 15/05/2008
Foresto fino oltre la Riposa 25/04/2008 - Escursionismo
Di nuovo un'escursione sopra Foresto. Questa volta la meta è il rifugio 'La Riposa' normalmente raggiungibile in auto nei periodi senza neve. Parcheggio la macchina davanti alla chiesa di Foresto e con una marcia abbastanza sostenuta mi porto alla borgata del Tour, di qui per prati alla Riposa. Oggi ci sono parecchi scialpinisti che scendono dalla crocetta, i pendii sotto il Cà d'Asti sono ancora abbastanza innevati ma in alcuni tratti bisogna fare delle belle varianti per poter stare sulla neve. Dopo aver mangiucchiato qualche cosa decido di alzarmi di quota seguendo il sentiero estivo, il al contrario di quelli che stanno sciando devo fare delle deviazioni per non calpestare la neve che è già abbastanza molle e si sprofonda. Arrivo a quota 2550 e decido di ritornare sui miei passi, la discesa è lunga e una vescica al tallone mi preoccupa, e se peggiora? Da qui ci sono circa 2000 metri di dislivello prima di arrivare alla macchina. Faccio dietro-front e mi preparo alla lunga discesa fino alla macchina. Oggi giornata caldissima, se nei prossimi giorni continua così la neve (poca) sparirà abbastanza in fretta. Arrivato a casa ho dovuto fare un'attenta opera di ' restauro conservativo ' al tallone, durante la discesa, come previsto, mi sono rovinato un piede. Per chi volesse andare con la macchina alla Riposa, tenga presente che oggi hanno parcheggiato a circa 1850 m perché, come mi hanno riferito, la strada è franata e non si poteva andare oltre quella quota.
Data: 25/04/2008 Quota max: 2550 Partenza da: Foresto Quota partenza: 480 Dislivello: 2070 Zona: Pendici Sud del Rocciamelone Difficoltà: EE
20 Immagine(i), Inserita il 25/04/2008
Foresto - Alpe Sevina 13/04/2008 - Escursionismo
Dopo una giornata piovosa decido per un'escursione facile in bassa quota. Da anni mi ripromettevo si salire sopra Foresto per vedere l'orrido dall'alto. Parcheggio davanti alla chiesa della borgata e mi incammino sulla mulattiera che sale ripida a sinistra dell'imbocco dell'orrido verso le falde del Rocciamelone. Proseguendo sotto i tralicci dell'alta tensione si arriva ben presto su una strada sterrata che porta verso la bellissima borgata Sollietto. Qui, all'inizio delle baite ristrutturate, ci sono dei segni gialli, posti su alcune piante, e pensando che indichino una scorciatoia li seguo, ma ben presto mi accorgo dell'errore. La cosa migliore in questi casi sarebbe tornare indietro, invece nooo! Mi inoltro nel bosco e ravanando-ravanando dopo aver fatto un cento metri di dislivello riesco ad uscire e raggiungere la mulattiera dopo le case Fago. Proseguo sul sentiero che con sali e scendi si porta in fondo al vallone ed attraversa il Rio Rocciamelone. In alto arrivano veloci delle nuvole che coprono ben presto le pendici della vetta. Sui rami degli alberi ci sono ancora dei pezzi di nylon colorati che indicano il giusto percorso agli atleti che una volta all'anno partecipano alla gara di corsa 'Memorial Stellina'. Procedo sul sentiero che in alcuni tratti è ghiacciato ed arrivo alle baire dell'Alpe Sevine. Mi alzo ancora di 150 - 200 metri di dislivello verso le Rocce tre Cresti per poter ammirare al meglio il panorama, poi visto che il terreno non tracciato e abbastanza insidioso, sotto gli aghi dei larici c'è del ghiaccio, ritorno sui miei passi e torno verso valle. Durante il percorso verso il lontano fondo valle mi imbatto in una coppia di cerbiatti, unici esseri viventi incontrati durante l'escursione, motivo in più per farmi dire che torno a casa pienamente soddisfatto.
Data: 13/04/2008 Quota max: 1900 Partenza da: Foresto Quota partenza: 480 Dislivello: 1400 circa Zona: Pendici Sud del Rocciamelone Difficoltà: EE
29 Immagine(i), Inserita il 14/04/2008
Falesia Ciappo delle Conche 30/03/2008 - Arrampicata
Domenica passata a ravanare nel Finalese, esattamente alla falesia del 'Ciappo delle Conche'.
Con gli amici del CAI di Chieri si và su questa falesia a fare dei mono-tiri, dal momento che è parecchio tempo che non si arrampica, mi dicono che stiamo andando sul facile. Faccio presente che se loro si sentono arrugginiti perché sono 4 o 5 mesi che non toccano pietra io cosa dovrei dire che sono più di 10 anni che non arrampico? Dai ragazzi, non scherziamo, andiamo sul facile!! Lasciata la macchina, un sentiero ci porta rapidamente sotto questa piccola falesia dove ci sono tracciate una dozzina di vie. Faccio sicura a Giacomo che sale con disinvoltura la prima via, scende e mi fa sicura. Qui viene il bello, dopo due o tre metri sono bloccato, non riesco a salire per le forti difficoltà, non riesco a capire, da sotto sembrava così facile, con tutti quei buchi. Scegliamo un'altra via, qui riesco a salire anche se con difficoltà. Ormai il ghiaccio è rotto, e in qualche maniera arrampico sulle vie più semplici mentre i miei amici le percorrono tutte. Prima di tornare a casa ci fermiamo a Finale Borgo ad acquistare la nuova guida appena uscita la settimana scorsa. Vado subito a vedere le difficoltà delle vie dove non sono riuscito a muovermi… 5b,5c,6°a, 6b, adesso capisco, se vorrò ancora andare ad arrampicare dovrò ripartire dal III° e IV°. Gli amici mi prendono in mezzo, per tutto il viaggio di ritorno è un supplizio, mi dicono che chi inizia adesso ad arrampicare và subito sul 5°, ma và, io mi accontenterò di andare sui sentieri di III° e IV°. In ogni caso, amici, grazie di avermi dato l'opportunità di arrampicare dopo una vita!
Data: 30/03/2008 Partenza da: Final Borgo Zona: Finalese Difficoltà: Varie