Dopo lunga attesa finalmente abbiamo trovato le condizioni per salire alla Rocca Moross da Nord. Su Gulliver l'ho definita 'gita intrigante e dal gusto d'altri tempi'. Se siete stanchi di Sogli e Surele andateci e non ve ne pentirete. Non fatevi ingannare dal dislivello relativamente basso: lo spostamento è serio e porta via tempo, sia a salire che scendere, ma ne vale, secondo me, la pena. All'inizio, anche se non pare logico, meglio traversare in piano nel bosco e non farsi attirare dallo stare oltre gli alberi. Così facendo ci si ritrova poi obbligati a scendere per attraversare un canalone. Il bosco, invece, è abbastanza rado (non boschina) ed è attraversato da tracce e sentieri. Al ritorno ne abbiamo imboccato uno che ci ha riportati a circa 50 mt. di dislivello sotto il piazzale dove si lascia l'auto, presso un gruppo di case con pino gigante, presso una casa isolata sul costone, con pilone retrostante. Volendo ripetere la gita, consiglierei di partire di qui, seguendo a ritroso la nostra traccia pianeggiante. Nella parte alta abbiamo tracciato un itinerario ripido sull'ultimo costone che si origina da quota 1856, perchè non avevamo capito che sarebbe stato meglio percorribile quello precedente, dove poi siamo scesi con molto gusto su neve solluccherosa. Si scende prima per pendio aperto, poi puntando a evidneti mammelloni nevosi da cui si origina un costone semrpe ben percorribile ch eporta in basso. Man mano ci si sposta a destra sino a fare le ultime curva nel gan canale che si origina fra le due punte rocciose : molto invitante ma non ci siamo fidati a prenderlo dall'alto. L'arrivo sci ai piedi sulla vetta affilata è espostissimo, fra cornici e meringhe di neve, degno di ben altre quote. Ottimo il colpo d'occhio su valloni inconsueti. Tutto intorno, nelle valli, si osservano distacchi anche imponenti che il rialzo termico sta provocando sui versanti a sud. Anche su questa gita porre attenzione, anche sui costoni, agli accumuli sotto cresta, nel versante sottovento (est-nordest). Condizioni meno preoccupanti sui pendii aperti.
Data: 28.1.2009 Quota max: 2135 Partenza da: Piazzale oltre Monti di Mezzenile Quota partenza: 1230 Dislivello: 905 Zona: Bassa Valle di Lanzo Difficoltà: BS
1 Immagine(i), Inserita il 29/01/2009
Arpelin da Les Laus - 27/11/2008
Mancavano notizie dal Brianconnais, così io e Carlo decidiamo di scarificarci e dedicare un giovedì allo sporco lavoro esplorativo che qualcuno deve pur fare... Detto fatto ci presentiamo baldanzosi in quel di Les Laus, allettati da un promettente panorama innevato, ma ci rendiamo conto dopo poco che di neve ce n'è meno di quanto appaia a prima vista. Sulla stradina di fondovalle si toccano pietre anche in salita, appena coperte dala recente farina. Nella parte bassa, l'ultima neve è anche l'unica presente e solo quando si inizia a salire verso Col Perdù lo spessore aumenta. Prima del Colle attraversiamo una colata di neve e poi, per l'ultimo pendio, dove la neve scarseggia, raggiungiamo la vetta. Da qui, decidiamo di scendere per il ripido pendio nord, già abbondantemente tracciato, ma anche qui riscontriamo una situazione non ideale : c'è poca farina appoggiata sulla crosta preesistente e, fuori dalle tracce, la neve non è assestatissima, e ci sono evidneze di piccoli lastroni, poco spessi, e accumuli da vento. Sotto la parte ripida, il grosso delle tracce devia a destra per tornare al vallone di salita, ma noi decidiamo di seguire le tracce di alcuni locals che tirano dritto nel bosco. E' una buona scelta, e qui troviamo neve bella nel bosco rado con paesaggi da fiaba, dove scendiamo a lungo. Solo nella parte bassa dobbiamo percorrere con attenzione una stradina poco innevata che ci riporta a sinistra a raggiungere lo stradone dell'Izoard. Qui la situazione migliora e con divertente scivolata scendiamo sci ai piedi sino all'auto. In sostanza, una volta tanto, c'è più neve, e soprattutto più fondo, da noi...
Data: 27/11/2008 Quota max: 2604 Partenza da: Les Laus (Cervieres) Quota partenza: 1745 Dislivello: 859 Zona: Brianconnais Difficoltà: BS
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Arpelin da Les Laus - 27/11/2008
Mancavano notizie dal Brianconnais, così io e Carlo decidiamo di scarificarci e dedicare un giovedì allo sporco lavoro esplorativo che qualcuno deve pur fare... Detto fatto ci presentiamo baldanzosi in quel di Les Laus, allettati da un promettente panorama innevato, ma ci rendiamo conto dopo poco che di neve ce n'è meno di quanto appaia a prima vista. Sulla stradina di fondovalle si toccano pietre anche in salita, appena coperte dala recente farina. Nella parte bassa, l'ultima neve è anche l'unica presente e solo quando si inizia a salire verso Col Perdù lo spessore aumenta. Prima del Colle attraversiamo una colata di neve e poi, per l'ultimo pendio, dove la neve scarseggia, raggiungiamo la vetta. Da qui, decidiamo di scendere per il ripido pendio nord, già abbondantemente tracciato, ma anche qui riscontriamo una situazione non ideale : c'è poca farina appoggiata sulla crosta preesistente e, fuori dalle tracce, la neve non è assestatissima, e ci sono evidneze di piccoli lastroni, poco spessi, e accumuli da vento. Sotto la parte ripida, il grosso delle tracce devia a destra per tornare al vallone di salita, ma noi decidiamo di seguire le tracce di alcuni locals che tirano dritto nel bosco. E' una buona scelta, e qui troviamo neve bella nel bosco rado con paesaggi da fiaba, dove scendiamo a lungo. Solo nella parte bassa dobbiamo percorrere con attenzione una stradina poco innevata che ci riporta a sinistra a raggiungere lo stradone dell'Izoard. Qui la situazione migliora e con divertente scivolata scendiamo sci ai piedi sino all'auto. In sostanza, una volta tanto, c'è più neve, e soprattutto più fondo, da noi...
Data: 27/11/2008 Partenza da: Les Laus (Cervieres) Zona: Brianconnais Difficoltà: BS
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Rognosa di Sestriere e Costiera dell'Uja
Considerata la farina trovata la settimana precedente, tutta la compagnia si trova d'accordo nello scegliere come meta la Rognosa di Sestriere per il canale Nord Ovest. Al mattino di sabato 15 novembre ci presentiamo in folto gruppo sul piazzale del Sestriere, accolti da una giornata molto bella. Iniziamo a traversare nel bosco pensando di essere soli, ma oltre il lago iniziamo a vedere nuovi arrivi. Alla fine ci ritroveremo in vetta in 19! Nnn male per essere di sbato a inizio stagione... I dintorni sono innevati in modo inusuale per la stagione, anche se verso confine pare esserci meno neve. Si vedono tracce di attività sciatoria un po' ovunque. Quando iniziamo a scendere, salvo porre un po' di attenzione nei primi metri sotto la vetta dove qualche pietra è appena coperta, ci godiamo un'ottima farina sino al lago. Qualcuno del gruppo scende poi sino a Borgata, ma la pista triturata dai gatti non è il massimo, altri scendono a Borgata seguendo il tracciato di una seggiovia e trovano neve migliore. Altri ancora rientrano al Colle e tornano a recuperare gli irriducibili... Il giorno dopo, domenica 16, rimaniamo solo in due e decidiamo, come mezzo Piemonte del resto , di andare alla Costiera dell'Uja. Al tornante dopo il rifugio Muzio troviamo un divieto di transito, che decisiamo di rispettare. Altri non lo faranno, ma così và questo paese... Saliamo quindi sulla destra orografica, memori di innevamenti d'altri tempi che rendevano quel percorso piacevole. Riusciamo a passare, ma servirebbe ben più neve per poi scendere di li. Raggiunto il vallone del Carro decidiamo di non seguire la traccia principale che dopo breve inizia a risalire nella boschina e seguiamo la strada sino in fondo al vallone, per poi risalire direttamente da ovest verso la punta. E' una scelta azzeccata perchè la traccia è ottima e la neve fenomenale. Giunti in vetta scendiamo una prima volta il versante ovest, ma è talmente spaziale la farina che decidiamo di ripellare e dalla vetta ritorniamo a scendere integralmente il canalino ovest che scende dal colletto poco dietro la vetta E' una vera macchina da farina, abbondante e leggera. I pendii continuano invitantiquando la pendenza diminuisce e la neve rimane bella sino in fondo, anche dove avremmo pensato di trovare massi o pietre, lo spessore di neve è notevole a giungiamo alla stradina senza toccare le solette. La stradina è ben innevata e la discesa piacevole sino al ponte e quindi alla sbarra. Di qui, irriducibili, riusciamo a sfruttare lingue di neve nei prati per raggiungere il fondo del pianoro, dove finalmente mettiamo gli assi in spalla e con 10 minuti di marcia ritorniamo all'auto.
Data: 15/16 Novembre 2008
30 Immagine(i), Inserita il 18/11/2008
Giro del Monte Bessanetto
Data: 20.9.2009 Quota max: 2926 Partenza da: Pian della Mussa Quota partenza: 1800 Dislivello: 1126 Zona: Valle di Ala Difficoltà: E
11 Immagine(i), Inserita il 30/10/2008
Giro del Monte Bessanetto
Data: 20.9.2009 Quota max: 2926 Partenza da: Pian della Mussa Quota partenza: 1800 Dislivello: 1126 Zona: Valle di Ala Difficoltà: E