Home | Foto | Video | Notizie | Agenda | GPS | Articoli | Meteo | WebCams | Contattaci | Aiuto

Menu principale

Album foto

Foto a caso

Album Foto > Album personali > Micerino 1530 immagini in 67 albums visti 118537 volte
Musinè 02/06/07



Tra un temporale e l'altro ho trovato il tempo di questa breve ma piacevole passeggiata. Il musinè è raggiungibile da più parti, da Caselette, da Val della Torre e da Almese. Il periodo è forse il migliore dell'anno, fiori ovunque, Gigli, Rose Canine Aglio selvatico etc etc. Grazie alle piogge si può anche udire lo scrosciare dell'acqua lungo i numerosi rii che durante l'anno sono secchi. Il panorama è poco montano ma comunque affascinante. La città si para ai piedi di questa montagna che per noi Valsusini rimane l'indiscusso "portiere" all'ingresso della Valle

13 Immagine(i), Inserita il 04/06/2007

Monte Giusalet 29/06/07



Il monte Giusalet o Ciusalet o Signal de Clery! quanti nomi per un monte. Comunque si chiami la salita alla cima di questa montagna risulta piacevole ed interessante. Lasciata l'auto lungo la strada, che dopo aver superato la borgata del Trucco più conosciuta come Santa Chiara, conduce alle grange Marzo, o alle più famose costruzioni dell'Enel....riassumiamo, lasciata l'auto, da qualche parte, ad un certo punto ci si trova un cartello che ovviamente propone 2 sentieri alternativi: Rifugio Avanza' via Toasso Bianco o (ovviamente) Val Clarea ore 1,45 oppure il sentiero storico via grange della Vecchia ore 2. La scelta cade sulla prima, oltre ad essere più breve è anche più panoramica. Raggiunto il Rifugio Avanzà a 2574 m le scelte per gli escursionisti normali finiscono e si segue la via normale. Il sentiero è sempre evidente e ben segnalato da continue tacche rosse anche quando, dopo avere superato il lago della Vecchia, m 2779, prosegue attraverso pietraie e ripidi pendii detrici. L'ascesa si fa un po' più impegnativa negli ultimi 200 metri finali i quali, a causa, in questo periodo, di alcuni nevai, i quali obbligano ad improvvisare il persorso. Dopo quasi 4 ore noi abbiamo raggiunto la cima e abbiamo potuto godere dell'interessante e vasto panorama.

28 Immagine(i), Inserita il 01/07/2007

In mountain bike ai piedi del civrari



9 Immagine(i), Inserita il 27/10/2005

Colle Autaret 6 luglio 2007



Quando, un mesetto fa, sono stato sul Palon ho notato l'ampio altipiano che sovrasta il lago di Malciaussia e mi sono ripromesso di visitarlo. Forse ho nel Dna dei geni di marmotta perchè gli altipiani erbosi mi attirano ma forse ho anche qualche gene di quei pellegrini che in passato hanno transitato su quello che sembra essere stato il secondo colle, dopo il Moncenisio, più frequentato nei passati secoli. Molti sono i segni che lasciano trasparire che effettivamente il sentiero doveva essere ben frequentato. Tracce di selciati si notano fin dai primi tornanti sopra il lago, i quali rapidamente mi portano in quota, su fin al piano dei morti o di pietramorta. Il primo tratto di sentiero è in comune con la via normale del Monte Lera che poi piega verso destra, mentre io seguo il segnavia n.116 che mi porta verso il colle di Spiol. in questa zona incontro molti miei parenti: le marmotte appunto! Raggiunto il colle cerco di individuare il colle ma da qui non si vede, si scorge bene il sentiero che dolcemente si inerpica verso le rocce e detriti che ben presto prendono il posto delle mie amate praterie. Mi porto sotto la piramide della parete est della Punta Costan e proseguo in un ambiente quasi lunare. Raggiungo il primo lago, quasi interamente ghiacciato e scorgo finalmente il colle un centinaio di metri più sù. Penso di avere trovato le sorgenti del Vento della Val di Susa, che nasce da queste parti, si butta nella conca di malciaussia per poi passare tra il Roccia e il Palon per riversarsi nella nostra Valle. Per fare la foto con l'auto scatto ho dovuto ancorare il cavalletto della macchina foto con dei cordini ad una struttura in ferro sul colle! Sceso dal colle ho seguito le indicazioni per il rifugio Cibrario e ho visto gli altri laghi, più ad est del colle, anche loro in formato freezer. Invece di ritornare dal colle di Spiol, ho seguito il sentiero che porta al rifuggio Tazzetti (sulla mia cartina anteguerra non è neanche segnato) e che scende attraverso un vasto pianoro "erboso". Quando il sentiero inizia a risalire per portarsi verso il Tazzetti io seguo il torrente che scende verso malciaussia. Tra fiori di ogni sorta e dolci declivi erbosi scorgo da lontano un paio di ungolati che stanno facendo merenda, mi avvicino quatto quatto e mi ritrovo di fronte una scena da Zona Gravio di Condove la domenica mattina! Una quarantina di camosci che appena mi vedono schizzano come.....camosci appunto. Attraverso il torrente e mi porto sul sentiero che dal lago di Malciaussia porta al Tazzetti e stanco, ma felice per la straordinaria giornata, mi mangio l'ultimo panino e mi godo la Montagna!

28 Immagine(i), Inserita il 09/07/2007

Monte Palon 16 giu 2007



Che il Palon sia poco considerato lo si deduce quando si arriva in cima: un misero paletto di legno con una altrettanto misera targhetta di legno con il nome e la quota! Eppure l'escursione risulta piacevole e molto panoramica. Partito dai pressi della borgata Tour, seguo la carozzabile fino all'alpe Arcella e già la vista sulla parete sud del Rocciamelone risulta molto suggestiva. Si inizia a salire dopo l'alpeggio seguendo il Gta anche chiamato in questo tratto il sentiero del Partigiano, dopo un paio di strappi si arriva in vista del Colle della Croce di ferro e della Capanna Ravetto. Dal colle il panorama sulle cime dell'alta valle di Viù è notevole ed impressionante. Dal Colle alla cima la salita si fa più impegnativa. il sentiero è poco visibile e i pochi "ometti" sono spesso mimetizzati tra le altre rocce della cresta. Una volta in cima il panorama ripaga della fatica e ci si chiede perchè il monte Palon sia così poco frequentato.

24 Immagine(i), Inserita il 18/06/2007

Valle del Ribon, Rocciamelone, Passo di Novalesa, Lago del Moncenisio



Il Camoscio e la Marmotta. Il Camoscio e la Marmotta sono animali che frequentano abienti montani molto simili. Il primo, l'ungolato, ama spazziare lungo valloni rocciosi, si spinge in alto ,sui ghiaccia,i ma non disdegna i declivi erbosi. La Marmotta, al contrario è più sedentaria, scava profonde tane in mezzo a verdi altipiani e ama crogiolarsi al sole mentre nutre se e la sua famiglia. Un giorno il Camoscio e la Marmotta, amici e colleghi di lavoro, uniti dalla stessa passione per la montagna decidono di fare un escursione insieme. Il roditore sente dentro di se un istinto alla ricerca di nuovi luoghi e la curiosità di vedere cosa c'è lassù, oltre le rocce, è forte. Partono, alle 3 della notte, una notte buia senza luna ma non fredda, lasciano la prima auto alle 'discenderie du paradis' appena sopra gli hotel 'Malamot' del valico del Moncenisio. Insieme raggiungo Bessans, nella Valle dell'Arc, e trovano il segnale che indica la valle del Ribon. Sono le 4,20 quando iniziano l'avventura. Il vallone è infinito! 10 forse 12 chilometri di falsopiano che dopo tre ore di camminata permettono di superare appena un dislivello di cinquecento metri. Giunti alla testata della valle, dominata da numerose cascate le quali scendono da imponenti torrioni rocciosi, iniziano a salire sul serio. Lungo una morena detrica raggiungono un colatoio dove scorre un torrente e in breve si inizia a prendere quota. Attraversato il torrente piegano a destra, verso sud per affrontare un paio di facili sbalzi rocciosi che portano in cima ai torrioni da dove le acque dei ghiacciai si tuffano nella lunghissima Valle del Ribon. Dopo 4 ore dalla partenza vedono finalmente i contrafforti del ghiacciaio del Rocciamelone e anche la piramide sommitale della vetta. A vederla da quel punto pare ancora lontana e la Marmotta estasiata dal panorama, rimpiange di non essera salita prima a conoscere questo candido mondo di alta montagna, La traversata del ghiacciaio non comporta alcuna difficoltà, i ramponi rimangono negli zaini, e allegramente i due si portano verso il sentiero che arriva dal col di Resta e risalgono il breve pendio che porta alla cresta che da su Novalesa. Il roditore già da un po' sta scrutando quella piramide, troppo bianca, troppo ripida, epoi quella traccia! Vedremo, pensa, avvicinandosi forse le cose cambiano, i due sono soli, sono oltre sei ore che camminano e,a parte qualche ragno e una coccinella, arrivata lassù chissa come, non hanno incontrato nessuno. Sulla cima iniziano a scorgere le sagome degli alpinisti che hanno raggiunto la vetta da Ca d'Asti. Percorsa la cresta spartiacque tra la val cenischia e il ghiacciaio del rocciamelone, a quota 3300 circa, dove il sentiero inizia ad inerpicarsi per lo strappo finale, un residuo nevaio ghiacciato, copre tutto il sentiero e più sù proprio sotto la statua della Madonna, si scorge una spessa cresta nevosa molto ripida ed esposta. La marmotta, non si sente a suo agio, la decisione è immediata ferma e categorica: 'mi fermo qui, tu vai ti aspetto'. La scelta è dettata dalla consapevolezza dei propri mezzi, dalla valutazione soggettiva di non volere andare oltre alle capacità personali di cui ognuno è conscio e responsabile. Giustamente il camoscio non insiste, la sua esperienza alpinistica valuta quella ascesa non particolarmente difficile e dopo avere inforcato i ramponi si inerpica velocemente verso la cima. La Marmotta, si rilassa, prende il suo bel panino al formaggio e lo divora godendosi il panorama e seguendo, non senza apprensione, la salita del suo amico. Dopo un po' un gruppetto di 5 individui giunge nei pressi, quattro di loro hanno lasciato i ramponi e le picozze al Tazzetti, su suggerimento del custode del rifugio! I commenti su quest'ultimo non sono ovviamente riferibili, il ramponato prosegue lesto, un secondo temerario si spinge fino sotto l'ultimo tratto e attende il ritorno dell'amico per lo scambio dei ferri, per poi raggiungere a sua volta la cima. Gli altri si uniscono al nostro roditore nel banchetto di alta quota. Il camoscio Gino ritorna dalla sommità e i due si rimettono in cammino. Alle 12.20 salutano i compagni i quali, tra un boccone e l'altro, hanno continuato a riversare impropri insulti sul custode del Tazzetti, e si incamminano sulla via del ritorno. Sulla cresta incontrano un singolare personaggio che a torso nudo e picozza marcia convinto verso i 3538 metri del Rocciamelone. Ma, nonostante la spavalderia e la sicurezza, anche l'impavido eroe dalle somiglianze di un gladiatore romano, deve arrendersi all'innaspettata cresta ghiacciata sotto la cima. I nostri ritornati sul ghiacciaio risalgono la breve spalla e si portano sul bordo di quello che alcuni anni fa era chiamato il lago Effimero e si portano verso il passo di Novalesa. Raggiunto il valico un ultimo sguardo alla piramide prima di iniziare la lunga discesa verso il Rifugio Stellina. Tra detriti e sfasciumi e un facile passaggio attrezzato i due scendono seguendo le tracce bianche e rosse del sentiero e dopo un ora e mezza raggiungo il solitario rifugio sopra Novalesa. Le nebbie di condensa si sistemano stabilmente tra i 2700 e i 2000 metri di quota e praticamente dal rifugio alle alpe Tour prima e poi dall'alpeggio fino alla 'discenderie', il percorso ha contorni e limitati panorami grigio-verdi. Verso le 17.20, dopo 5 ore di discesa e 13 dalla partenza i due, il camoscio Gino e la marmotta Claudio, si stringono la mano per la bella avventura e per la piacevole giornata passata sulle loro amate montagne

Data: 12 luglio 2007
Quota max: 3538
Partenza da: Bessans (Val Cenis) Francia
Quota partenza: 1700
Dislivello: 1800
Zona: Rocciamelone-Vallè du Ribon-Moncenisio
Difficoltà: PD

44 Immagine(i), Inserita il 16/07/2007

La Sacra di San Michele



Ho creato questo album perchè per un valsusino, nato e vissuto tra Sant'Ambrogio e Villar Dora, la Sacra di San Michele rappresenta un'icona fondamentale della propria esistenza. Come la Tour Eifell per i parigini, la statua della Libertà per i newyorkesi o il colosseo dei romani, la Sacra rappresenta per noi un punto di riferimento che va oltre ogni simbologia ad essa attribuita. Ogni volta che si torna da un lungo viaggio, sia che si arrivi da est o da ovest, la prima cosa che da lontano noi cerchiamo è la sagoma della Sacra. Gia dal casello di la Loggia la si può scorgere, oppure quando scendiamo i tornanti sopra Susa la si vede là, imperitura, sempre presente. La sua immagine inconfondibile vista da lontano ci dice che stiamo tornando a casa che finalmente il viaggio è finito e lei ci rassicura ci da il bentornati. Rovistando tra i file, cercando di fare un po' di ordine mi sono reso conto che uno dei soggetti da me più fotografati in questi ultimi due anni è proprio Lei, e allora ho deciso di dedicare ad essa questo spazio anche per far conoscere a tutti i visitatori la bellezza e l'unicità di questo monumento millenario.

25 Immagine(i), Inserita il 24/11/2008

67 albums in 7 pagina(e) 1 2 3 4 5 6 7

Accesso
Nome utente:

Password:


Registrati

Hai perso la password?

Condividi

Cerca
Google


Ricerca avanzata


Installa motore di ricerca

Utenti connessi
27 utenti sono connessi

Iscritti: 0
Visitatori: 27

altri...

A quanto siamo...
Siamo a:



pagine visitate

Pubblicità

   


Google
LaFiocaVenMola.it - info@lafiocavenmola.it