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Album Foto > Album personali > jdomenico 659 immagini in 21 albums visti 39274 volte
Cima Piana (2512) da Petit Mont Blanc (Champorcher) 22/01/2011



Gita corta ma gustosa. Dal grosso parcheggio si possono tagliare i pochi tornanti della strada scavalcando il muretto, poi si riprende per breve la strada fino al sentiero stra-segnalato per il rif.Barbustel ed ora anche per il 'Bar-ristoro' del Lago Muffè. Primissimi metri di sentiero senza neve, poi un po' di ghiaccio (ocio) poi traccia bella ghiacciata (forse potrebbe convenire dall'ultimo tornante della strada tagliare passando tra varie baite e raggiungere la radura soprastante, ma non ho provato). Cmq salita veloce fino al lago Muffè e al col de la croix, poi lungo l'ampia dorsale, che conviene seguire fin che si può, ovvero fino ad un piccolo sbarramento roccioso che 'impone' un breve ma ripido traverso sulla dx (ma se si traversa prima è più ripido). Vista la neve duretta e la solitudine, ho preferito mettere i ramponi. Cmq niente di difficile: appena si puà si riprende a salire per la max pendenza ed in breve si è sui pianori sommitali ed in pochi minuti in vetta. Giornata tersa, panorama 'spaziale', interessante anche sulla zona di Champdepraz (Monte Avic) e sulla dorsale spartiacque che prosegue verso ovest con Torretta - Tete des Hommes - Bocon Damont (in programma) - Gran Rossa (whynot?) - etc.
In discesa, per rimpolpare un po', passato per la quota 2359 tra il col de la croix e il col de Lac Blanc, e ridisceso transitando per quest'ultimo.
Ristoro del lago aperto, vedi anche la foto con il numero di cellulare.
Scusate per le 1000 foto ma... non la smetteva di essere bello!
Ciao a tutti!

Data: 22/01/2011
Quota max: 2512
Partenza da: Parcheggio di Petit Mont Blanc (Champorcher)
Quota partenza: 1700
Dislivello: 812
Zona: Parco del Monte Avic
Difficoltà: MR, BR ultimo tratto

65 Immagine(i), Inserita il 25/01/2011

Testa Paian (1856) da Grange di Almesio - 15/01/2011



Bella gita che, con alcune indicazioni su accesso in auto e su dove tagliare E DOVE NO, diventa anche più veloce. E mo' ve le do'
Poco dopo Ceres, indicazione Almesio sulla sx, si attraversa la Stura su stretto ponte e sempre su asfalto si arriva a Almesio. Se non si vuole rischiare ed è inverno, conviene lasciare l'auto qua. Altrimenti, come noi (io e mio fratello), si prosegue sulla strada (asfalto) che scende leggermente ad attraversare un torrente, fa un lungo tornante e poi una serie di tornanti più ravvicinati, finchè sulla sx si diparte quasi pianeggiante una deviazione ancora asfaltata che porta subito alla chiesetta di S.Grato dove uno stagionato cartello stradale riporta 'Grange di Almesio'. In effetti dopo la chiesetta ci sono varie case, prima invece c'è un posticino per 2-3 auto: consiglio di lasciare l'auto lì, i vostri metri di dislivello e soprattutto di strada asfaltata a piedi ve li siete già risparmiati, e non rischiate di dover tornare in retromarcia sul ghiaccio come noi (termiche inutili, sono saliti solo 2 cazzuti fuoristrada).
Dalla chiesetta recuperare per breve sentiero poco più avanti la strada principale, che poco dopo diventa sterrata e sale a pendenza costante nel bosco di faggi. Se non si è mai stati in loco, come noi, non conviene tagliare, sia per le ripide rive della strada, sia soprattutto perchè si rischia di approdare su una delle tante diramazioni. Ma noi questo errore non lo abbiamo fatto, di ca**ata ne avevamo già fatta una con l'auto, diciamo che la seconda ce la siamo tenuta in serbo per il ritorno...
Si arriva così ad un tornate dove compaiono delle conifere, dopo il quale la strada aggira lungamente la Testa del Crot sul suo versante ovest: lì può convenire tagliare, perchè dopo una breve fascia di dette conifere, si attaversa una bella radura (baite) e la diramazione per Pianfè. Sulla destra si può riprendere la strada, oppure azzardare un ulteriore taglio tenendosi sulla dorsale che viene delineandosi. Dopo una ripida salita spostarsi appena possibile sulla destra (passaggio stretto tra roccia e albero) e recuperare il primo della nuova serie di tornanti della strada principale (se si continua a salire, si va in zona di massi, pestilenziale soprattutto se non ben coperta di neve, testato per voi!). Se si è azzeccato il tornante giusto (più facile in discesa) poco dopo si trova una sbarra. Da qui in poi seguire sempre la strada, che dopo altri 2 tornati attraversa la base del triangolare pendio superiore della nostra meta, scende leggermente fino al bivio per Deserto, poi riprende a salire (2°sbarra con cartello portasfiga) tagliando lungamente detto pendio con una serie di tornati, uno dei quali si affaccia panoramicamente su Ala e sulla testata della Valle Stura. Finalmente la strada arriva su un panoramico spalto e traversa il versante est della nostra meta in direzione dell'Alpe del Conte (a sx diramazione in leggera discesa con sbarra). A circa 3/4 del traverso abbiamo risalito il pendio arrivando tra le due cimette, quella a dx (nord) è quella ufficiale, con triste madonnina decapitata.
Panorama ampio e particolare, interessante soprattutto verso la complicata zona a nord della costiera Marmottere - Ciriunda, mal descritta sulle cartine.
Clima mite e gran bleu, unico neo il rumore degli impianti di punta Karfen (non pensavo giungesse fino a qua!).
Mentre il fratellino scendeva il primo tratto, sono andato ad esplorare l'altra vicina punta, con gran sfondoni nella neve, riuscendo così a disturbare un camoscio, che è corso via fischiando.
Vista l'ora e la neve sempre più pesante, non siamo andati ad esplorare l'alpe del conte e dintorni, sarà per la prox. In compenso, arrivati allo 'spalto', abbiamo pensato bene di tagliare per l'invitante cresta. NON SEGUITE LE NOSTRE TRACCE! Probabilmente con più neve e meno caldo, il versante nord est è fattibile, ma oggi ci ha lasciato scendere per almeno 150 m per poi diventare impraticabile, per non parlare invece del versante est della cresta... una trappola continua. Risaliti a fatica allo spalto, abbiamo ripreso la strada, che poi non era neanche male, qualche sfondone ma abbastanza scorrevole.
Ad oggi 15/01 racchette a partire da Testa del Crot (poi copertura ben continua), prima... terra e ghiaccio! Se diminuiscono le temperature come previsto, e ne butta 10-20 cm, diventa perfetta (auto però... ad Almesio!).
Ciaooo

Data: 15/01/2011
Quota max: 1856
Partenza da: Grange di Almesio (circa 900 m)
Quota partenza: 900
Dislivello: 956
Zona: Valle Stura di Lanzo
Difficoltà: MR, BR pendio finale e tagli

30 Immagine(i), Inserita il 18/01/2011

Punta Lusignetto (1950 m) 11/12/2010



Stradina fino a Pian Belfè al limite, conviene calzare le racchette dopo il primo (e unico) taglio nel bosco, se non oltre.
Al tornante 1244 m tagliato verso Sud fino ad una stupenda baita (1308 m) con panchette 'nominative', che domina Pian Belfè, e poi a sx attraversata partenza skilift per imboccare mulattiera (no palina) che conduce al rif.agrit. Longimala dove, stavolta ben segnalata come 210, prosegue per l'alpe Chiapile e Vallone, da cui al colle del Vallone e per dorsale esposta a sud, superato un primo risalto alto più o meno come la meta, in cima. Battuta traccia da pian Belfè dapprima su poca neve (10-20 cm) non faticosa, poi da un po' dopo il Longimala... mazzo crescente, fino a culminare al breve pendio adducente al colle... dove ho sudato ogni passo (neve inconsistente e a tratti fonda). Sugli ultimi metri prima del colle e sulla dorsale qualche placca da vento, ma poca pendenza (tenedosi in cresta). Meteo stupendo e qualche folata di vento solo sulla dorsale/cima, gita che nonostante l'esposizione iniziale del versante, 'gira' poi su pendii a est e sud, abbastanza soleggiati. Discesa a bordo pista veloce e molto più scorrevole di quel che pensassi, con neve non dura come temevo e qualche taglio divertente in neve ancora farinosa (in 1h10' all'auto!), tralascio invece i tempi di salita... ma ora è battuta!
Un saluto alla gentile ragazza, che stava a gelare nel gabbiotto di punta Karfen, a cui ho chiesto se potevo scendere a bordo pista (e lei si è invece preoccupata di dirmi di fare attenzione perchè la neve era mal battuta!).


Data: 11/12/2010
Quota max: 1950 m
Partenza da: La Fabbrica (Ala di Stura)
Quota partenza: 1006 m
Dislivello: 944
Zona: Valle Stura di Lanzo
Difficoltà: MR

38 Immagine(i), Inserita il 13/12/2010

Roccia Frontera (1740) da Lemie



Oggi di nuovo voglia di gita al sole, senza levataccia, con poco viaggio in auto, etc... Qualche anno fa andai col mio amico Mauro al Monte Tumolera, e mi era rimasta la curiosità della più vicina Roccia Frontera.
Un po' per evitare ravanamenti automobilistici, un po' per aumentare un pochino il già scarso dislivello, parto da Lemie seguendo la mulattiera che parte subito dopo il ponte sul torrente (segni rossi) e in breve conduce a Fontane, incrociando la strada comunale asfaltata. Da Fontane provo a seguire sentiero segnalato per Inversigni, peccato che alcuni tratti siano invasi dai rovi, non sempre aggirabili... Dopo qualche scena stile Laooconte (rami spinosi al posto dei serpenti, imprecazioni varie al posto di poetici versi), arrivo a Inversigni ed evito ancora la strada grazie al sentiero che continua sulla sx, senza più rovi, arrivando ad una cappella e poi ad una stradina, che seguo per pochi metri a dx (detta stradina porta a una centralina idroelettrica) fino a delle baite diroccate, dove con taglio un po' più ripido nel bosco raggiungo in breve la strada comunale. Ma non fia mai: dopo 5'-10' la lascio di nuovo per imboccare sulla sx un'evidente mulattiera (c'è anche un segnetto rosso) che porta direttamente alla cappella di S.Bartolomeo, evitando un lungo tornante (redditizio). Da lì un altro breve tratto di strada poi su dritto a sx superando varie baite fino ad avere a sx il pendio nord della meta, che faticosamente risalgo in neve farinosa senza fondo tutta da battere. Il punto roccioso culminante direi che è lo spuntone centrale, che raggiungo da dx. Gironzolo un po' per questo appartato sito, raggiungendone poi anche l'estremità est. Discesa fino a Lemie seguendo la mulattiera di salita, senza togliere le racchette ma... più per non portarle a spalle che altro!
Gita all'insegna del 'meno strada possibile' giusto per rendere la prima parte della gita un po' meno noiosa! Bel panorama sulle cime del vallone d'Ovarda e sulla zona tra Civrari e Lunella. Incontrati caprioli e una grassa pernice. Gita molto sicura. Gelo all'ombra, sole tutto sommato caldo.
W la fioca ven mola, grande database di gite da quelle per famiglie con bambini piccoli a quelle supertecniche. passando per tutte le gradazioni, e un GRAZIE a chi lo gestisce con taaaaaaaanta pazienza e gratuità,
Ciaooo


Data: 04/12/2010
Quota max: 1740
Partenza da: Lemie 'capoluogo'
Quota partenza: 960
Dislivello: 780
Zona: Val di Viù - Vallone d'Ovarda
Difficoltà: MR

25 Immagine(i), Inserita il 07/12/2010

Crête des Bataillères (2894)



Portage fino a sotto il colle di V.Stretta, dove le racchette diventano utili. Virata a sx verso le Ref. du Thabor e poi lungamente ma stupendamente per dossi e avvallamenti costeggiando i 2 laghi di S.te Marguerite. Al fondo del 2° (Lac Long) c'è una palina, a sx della quale se ne scorge un'altra: sono così salito seguendo il percorso del sentiero estivo, a tratti ancora visibile, seguendo poi il ramo dx che conduce al Col des Bataillères, da cui a dx per l'omonima cresta non proprio breve alla cima, che è l'ultimo risalto prima del col des Roches. Tolte le racchette solo per un brevissimo ed elementare passaggio su roccette poco prima della cima. Discesa più rapida quasi direttamente dalla cima con diagonale verso dx (la poca e assestata neve permette quasi qualunque cosa anche a ora tarda, cheffigo) e ad un risalto breve virata a sx per poi riprendere la direzione dei laghi. Arrivato così, dopo aver attraversato un piano di neve un po' più faticoso, a sx (ovest) della palina seguita all'andata, costeggio il Lac Long sulla sponda opposta e chiudo l'anello al Lac Rond. Stupenda gita d'ambiente, di non molto dislivello ma un po' lunga al ritorno.

Data: 06/11/2010
Quota max: 2894
Partenza da: Grange di Valle Stretta
Quota partenza: 1769
Dislivello: 1125
Zona: Valle Stretta (Nevache)
Difficoltà: IR (Instancabili Racchettari)

56 Immagine(i), Inserita il 10/11/2010

Tete Pierre Muret (3031 m) da Rochemolles - 18/04/2010



Certe volte la perseveranza (o testardaggine che dir si voglia) viene premiata, e domenica ne è stato un esempio. Meteo che lascia qualche speranza per la sola alta val di Susa, a meno che di non andare in Val d'Aosta Nord-Ovest... ma fare tanti km senza essere sicuri di trovare bello... perchè non tentare la T.Pierre Muret, propone Andrea, che raramente sbaglia una gita, anche quando ha poco tempo per 'scartabellare'... al max ci portiamo dietro le pedule leggere e ripieghiamo in bassa valle... e perchè no? dico io, che da parecchio la volevo fare, ma ero un po' intimorito dalle pendenze. E allora alle 6:30 lasciamo l'auto al bivio poco dopo il ponte di Rochemolles (oltre solo con buon fuoristrada) e saliamo alle grange Mouchecuite per la stradina. Il cielo è SERENO e la temperatura 0°gradi... un primo barlume di speranza si fa spazio nella nostra mente... quando poi calziamo le racchette e saliamo alle grange LaCroix su neve portante, e vediamo già i pendii sotto la cima con poca neve... con le ali ai piedi risaliamo i ripidi pendii nel bosco puntando al bordo destro dell'ampissimo e triangolare pendio con vertice la vetta. Usciti dal bosco la cima sembra vicina... invece da salire ce n'è un bel po', la gita è veramente diretta, ma le pendenze sono un pelino inferiori a quelle nel bosco e ogni tanto mollano brevemente, e la scarsità di neve, sovente senza fondo e alternata a zone erose, garantisce la sicurezza. La salita è un po' più faticosa per la neve poco consistente, ma si riesce quasi sempre a evitare i tratti scoperti e così arriviamo alla base del 'castello sommitale' abbordandolo leggermente a sx. Lasciate le racchette, superiamo le prime roccette (evitabili tagliando un po' prima a dx su facili ghiaioni lato Valfredda) , tenendoci sul filo o meglio sulla sua dx, in quanto sul lato Almiane è molto esposto. Dopo una comoda incisione rocciosa, resta da attraversare un ripido canalone che scende ripido sulla Valfredda... Andrea lo supera spavaldo, intanto io, su suo suggerimento, faccio prendere un po' d'aria a ramponi e picca. I ramponi si riveleranno utili, soprattutto nella ridiscesa, per fare un po' più presa sul fondo pietroso coperto e reso scivoloso da neve inconsistente, la picca da' solo un po' più di sicurezza. Cmq il tratto è veramente breve, e arrivo anch'io sull'aerea cima. Valutiamo F+ questo breve tratto (altrimenti la gita sarebbe valutabile BR) vista l'esposizione. Il venticello freddo ci persuade, dopo qualche foto, a iniziare la discesa, per la quale anche il mio socio si attrezza, anche se la cosa che si rivelerà più utile è... un bastoncino. Dalla strettoia tagliamo sulla sx per ghiaione evitando le prime roccette, e dopo pochi metri di risalita per recuperare le racchette, iniziamo la veloce discesa, mai preoccupante (e se ve lo dico io...). Già durante la salita qualche nuvola si affacciava dal confine, ed ora ci raggiunge onorandoci di un po' di nevischio, ma dura poco, e già prima del bosco torna il sole e la temperatura sale, ma non troppo, infatti fino alle Grange LaCroix... scendo senza calzare le racchette su neve che nel bosco tiene perfettamente, evitandomi così il consueto massacro alle dita dei piedi che ormai mi perseguita quando scendo su neve primaverile con le racchette, non potendo fare il passo con il tacco. Alle Grange uno sfondone di Andrea... mi convince a calzarle, ma ormai in breve siamo alla stradina, che con percorso defatigante ci porta all'auto.
Che dire? Bel gitone, primo 3000 del 2010, neve perfetta per le racchette (non credo per gli sci). meteo che ha tenuto... non potevamo pretendere di più! E pensare che... non abbiamo incontrato nessuno!

Data: 18/04/2010
Quota max: 3031
Partenza da: Bivio poco dopo ponte per Rochemolles
Quota partenza: 1670
Dislivello: 1361
Zona: Vallone di Rochemolles - Bardonecchia
Difficoltà: BRA

34 Immagine(i), Inserita il 20/04/2010

Testa di Cervetto e Riba del Gias da Meire Bigoire - 06/04/2010



Dopo una Pasquetta da merenderos (cosa non si fa per gli amici) urge purificarsi, così il giorno dopo, trovandomi a Paesana, e necessitando di una gita rapida (al pomeriggio mi attendono ansiose moglie e figlie per un'altra gita... o no?) opto per la Testa di Cervetto. Non l'ho mai fatta, e almeno sono sicuro che la strada è pulita. E trovo anche parecchia neve fin dalla partenza sul ponte di fronte al nuovo rifugio. Così, dopo qualche zig-zag per superare la breve impennata iniziale, grazie alla neve prefettamente portante anche fuori dal traccione, salgo su dritto per la max pendenza e in un amen (o 2) sono in cima per primo, con una decina di skialp che non riescono a raggiungermi (ogni tanto capita ancora!). Nell'ultimo tratto 10-15 cm di neve fresca ricoprono il fondo duro. Visto che è presto, posso concedermi di traversare al monte Riba del Gias, giusto per affacciarmi sullo spartiacque, sennò... che gita è? Dopo una leggera discesa per la dorsale, la neve ben assestata rende sicuro anche il breve pendio finale sotto la cima (parzialmente percorso da una motoslitta, che a metà è tornata indietro.... mah!) e così in meno di 30' sono sul Riba... qualche foto, un succo (altro che Jacolus!) e, superata la tentazione di proseguire verso i fortini di Crosa... inizio la discesa. Dopo aver saggiato un po' la neve, inizio ad attraversare in diagonale la zona detta 'Cervetto', costituita da infinite conche e dossi di ogni pendenza. Avendo cura di traversare dove la pendenza e minore, e scendendo dritto per i tratti più ripidi, in breve arrivo a collegarmi al tragitto di salita molto in basso... 10' e sono all'auto... alle 12.10 sono a Paesana... doccia, pranzetto... e via con la famiglia verso il rif. Mulatero (M.Bracco)... partendo dal Miravidi... dove avvistiamo anche molto da vicini 2 giovani cervi (ovvero... cervetti): una giornata a tema perfetta !

Data: 06/04/2010
Quota max: 2379
Partenza da: Meire Bigoire (Oncino)
Quota partenza: 1498
Dislivello: 881 + ...30 ?
Zona: Val Po
Difficoltà: MR

23 Immagine(i), Inserita il 15/04/2010

Bric Cassin da Chialvetta - 27/03/2010



Descrizione alquanto tardiva per una gita peraltro recentemente già relazionata da massimo66, ma chissà, certe volte un dettaglio o una foto in più possono sempre servire...
Dunque, traversato alle 7:30 l'abitato di Chialvetta con meteo abbastanza buono (nubi in vista da nord) e poco vento, optiamo per il tracciato del sentiero GTA a sx (a dx si può proseguire per la strada che fa un tornante) che si tiene poco sopra il torrente e ci porta al villaggio di Pratorotondo, che attraversiamo ammirando la bella fontana con pilone, la casalpina S.Francesco, una cappella seguita da altra fontana anch'essa già zampillante. Continuiamo a seguire il sentiero che sale a raggiungere la strada lasciata a Chialvetta. Verso il bivio per il colle Charbonet... inizia a nevicare, e anche abbastanza fitto! Ma la speranza è l'ultima a morire, e arrivati al pilone di Prato Ciorliero la neve cessa e piano piano il sole si fa spazio tra le nuvole e la nebbia. Attraversato lo stupendo pianoro, iniziamo a salire per una serie di dossi al centro del vallone, mentre inizia a farsi sentire il vento, che alza qualche centimetro di farina. Ad un certo punto, in corrispondenza di un lieve restringimento del vallone, traversiamo una discreta slavina caduta proprio dai ripidi pendii del Bric Cassin, dopodichè pieghiamo a sx per andare ad imboccare la diramazione del vallone che ci porta un po' più alti a sx del passo della Gardetta, dove insieme ad uno stupendo panorama sull'altopiano, ci aspetta un vento un po' più fastidioso. Pieghiamo a sx, e superiamo una breve impennata della dorsale spartiacque, poi la pendenza torna moderata, e stranamente anche il vento diminuisce, e in breve siamo sulla prima delle sommità del Bric Cassin (secondo il libro 'Charamaio in Val Maira' la vera punta non è neanche la seconda, quella più alta, ma... un picco roccioso posto più a NO). Cmq non ci sembra il caso di andare a sollecitare gli accumuli che ci separano brevemente dalla 2a cima, che peraltro risultano non recentemente percorsi, e ci godiamo la vista sul Cassorso divertendoci ad individuare qual è il Boscasso e il Soleglio Bue. Anche se le nuvole non mancano, la temperatura e il vento mite inviterebbero ad una sosta più lunga in cima, ma... le famiglie chiamano e verso le 10:35 iniziamo la discesa. Neve sempre ben portante, anche in discesa, e ottima e paziente compagnia di Andrea e Davide.

Data: 27/03/2010
Quota max: 2625
Partenza da: Chiavetta (posteggio prima del ponte)
Quota partenza: 1490
Dislivello: 1135
Zona: Val Maira
Difficoltà: MR

34 Immagine(i), Inserita il 13/04/2010

Punta Chiarlea 2595 da Giordano (Prali) - 16/03/2010



Bella gita in compagnia del GF. Dal bivio subito prima del ponte che, riattraversando il Germanasca, porta alla frazione Giordani, si segue brevemente la strada innevata per Ribba per poi imboccarne un'altra sulla sx che sale a varie meire, tra cui Albergia. Si può tagliare il primo tornante per il sentiero estivo sulla sx, che porta ad un primo gruppo di baite, poi non resta che seguire il tracciato in lieve salita passando per vari gruppi di baite, fino al ponte sul rio discendente dal vallone dei 13 laghi. Dopo, trascurare a sx il sentiero per il colle Giulian e continuare a dx per la strada che porta ad una bella conca chiusa a dx dalla boscosa e ripida punta Cianagli, a sx dai sostenuti pendii discendenti dal Monte Giulian. Si punta allora al colletto a dx, o attraversando la conca e poi con percorso diretto, o cominciando a salire a sx della conca compiendo poi un ampio semicerchio. Al colletto (1890 m) si apre lo stupendo vallone delle miniere (ovvero la sua parte più alta e pianeggiante). Se si vuole andare al Giulian, piegare a 90° sulla sx per la dorsale (che se non è ben innevata risulta di difficile percorrenza a causa di una fitta fascia di ontani, provare per credere!) altrimenti proseguire nel bel vallone tenendosi sul suo lato sx e salendo gradualmente a mezzacosta parallelamente al corso del torrente (se invece si segue fedelmente il rio, si arriva alla conca sotto le cascate, buona per salire alla Fionira). In questo modo, con 2 brevi rampe, si arriva ad una conca a sx di un collinotto che divide in 2 il vallone. Lì si imbocca a sx un canale in direzione sud, delimitato alla sua dx da una cresta rocciosa, che porta ai più aperti pendii superiori, già in vista dello spartiacque con la Val Pellice. Raggiunto uno stupendo pino, piegando leggermente a dx si rimontano pendii a tratti sostenuti fino ad uscire sulla dorsale subito a sx di una lama rocciosa. Si svolta a sx e in breve, o per la dorsale, o più dolcemente tenendosi leggermente sul versante Val Pellice, in cima. Gita completa, molto adatta alle racchette, richiede solo una buona copertura nevosa. Se poi la traccia è già battuta, come oggi... si sale veramente in fretta (3h15' senza correre). Peccato per il vento da nord, abbastanza forte ma soprattutto molto freddo, che ci ha impedito di godere un po' della cima, in posizione molto addentrata e particolare.

Data: 16/03/2010
Quota max: 2595
Partenza da: Ponte prima di Giordano (Prali)
Quota partenza: 1495
Dislivello: 1100
Zona: Val Germanasca
Difficoltà: MR

30 Immagine(i), Inserita il 22/03/2010

Quinseina - cima sud da S.Elisabetta (area pic-nic) - 06/03/2010



Venerdì sera grande indecisione su dove andare... le solite nevicate infrasettimanali che mantengono il pericolo a 3, tutte le gite sicure già fatte e rifatte... e per noi maniaci del nuovo a l'è dura... Alla fine Andrea si sacrifica: si va alla Quinseina, che a me manca, Andrea invece l'ha già fatta solo l'anno scorso... Si arriva con l'auto sino all'area pic-nic senza problemi, un po' di manovre per trovare un posto, e poi via belli spediti su traccia portante. Vestito da Polo Nord, patisco un gran caldo, e invoco il vento freddo previsto... subito accontentato: arriviamo sulla dorsale dopo il Truc accolti da un bel vento da NO, con gran trasporto di farina. Gli skialp si tengono un po' a dx della dorsale, per stare al riparo, ma la neve riportata rende scivoloso il traverso con le racchette, e dopo un po' mi stufo e torno sulla dorsale: il vento non è molto di più, non ti arriva negli occhi la farina, e soprattutto sovente si trova neve dura, dove i ramponcini fanno presa, affrontando così meglio i tratti ripidi. Alla fine decido di non traversare verso la croce, ma risalgo l'ultimo sostenuto pendio arrivando su una cima poco più alta di quella con la croce. Con Andrea, siamo i primi con le racchette. Verso la cima Nord pericolosi accumuli, scendiamo allora al colletto, ma poi solo Andrea traversa verso la croce... io decido che la vera cima... è quella più alta! Visto il mio scarso amore per i traversi, risalgo brevemente per affrontare la discesa da dove son salito. Il mitico Andrea invece scende per il pendio-canale percorso dagli sciatori, per ricongiungersi alla dorsale più sotto. In discesa sui tratti di neve dura vado alla grande, un po' meno quando lo straticello di farina ventata copre il fondo duro... Diversamente dalla salita, arrivato al Truc mi tengo sulla dorsale, aggirando a dx le roccette, e arrivo all'ampia sella con traliccio (cartello indicatore) dove arrivano a dx le tracce da Frassinetto. Con svolta a sx recupero le tracce di salita su neve ancora portante (a parte un terrificante sfondone!) fino alle auto, dove pazientemente mi aspettano i soci. Gita consigliata, magari con meno vento!

Data: 06/03/2010
Quota max: 2269
Partenza da: S.Elisabetta (area pic-nic)
Quota partenza: 1370
Dislivello: 899
Zona: Prealpi Canavesane
Difficoltà: BR

26 Immagine(i), Inserita il 08/03/2010

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