Incubi, Favole, Danze,Polvere? Noi nulla di tutto ciò.

Data 26/11/2007 | Categoria: Alpinismo

Una normalissima, velocissima e purtuttavia meravigliosissima sgambata con due VECCHI compagni di scuola delle elementari.

Ci mettiamo d’accordo il giorno prima.

Andrea doveva venire dalle mie parti, Alberto mi chiama e mi dice che anche lui verrebbe.

Gli dico di mettersi d’accordo, in fondo sono amici d’infanzia, che prendano un’auto sola.

Detto fatto, ci vedremo la mattina alle 8 precise al caffè teatro di Dronero.

Alberto l’avevo rivisto negli ultimi anni sul Monte Bianco e sulla Ghilié: è rimasto tala e quale di quand’era piccolo, un po’ distratto e sbadato, aveva sempre qualche validissimo motivo per arrivare a scuola con mezz’ora di ritardo un giorno sì e l’altro… anche.

Infatti anche stamattina ho aspettato al freddo e al gelo fino alle 8,30. Nebbia! Eheheh

Andrea l'ho rivisto per un velocissimo giretto in mtb alla tete de Viraysse prima che partisse per il KILIMANGIARO, ma così veloce che non sono nemmeno sicuro che ci siamo veramente andati.. secondo me le cose bisognerebbe farle più con calma.
Anche Andrea è rimasto uguale ad allora, come due castagno: preciso, puntuale, serissimo apparentemente, ma in fondo molto flessibile, ironico e pungente al punto giusto.
Infatti lui è arrivato puntuale e non ha neppur buttato la colpa addosso ad Alberto.

Alberto, da par suo, mi è sempre rimasto simpatico, perché, qualunque cavolata io dicessi, lui rideva a crepapelle, come se avessi detto una cosa divertentissima.

Noi tre abbiamo sempre avuto gli stessi identici interessi in tutti i campi, e ciò si può notare da oggi:

Andrea sale e scende con le ciaspole.
Alberto sale e scende cogli sci.
Io salgo con le ciaspole e scendo con la tavola.

Però tutti insieme. Odiamo anche le stesse cose, ma che cosa non possiamo dirlo, perché è verissimo.

La gita di oggi è in ValMaira: non dovremmo fare gite che Andrea ha già fatto, quindi niente Giobert,Boscasso,Midia, Sibolet,Tempesta.

Decidiamo di andare a Tolosano e di lì fare o Costa Chiggia, o M.Festa o La Piovosa, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Ma Costa Chiggia e M.Festa sono troppo basse e lafiocalemola e sono troppo corte.

Ci resta La Piovosa.

Ma non c’è traccia, e nemmeno sappiamo da dove si salga, nonostante ci sia il Sedicente Super Esperto di zona(io) .

Così si sale per la strada chiusa da Tolosano(1450), per fortuna c’è una banda con le putrelle davanti che batte, la traccia è un po’ stretta, ma quando si decidono ad allargare ancora di 2 cm ste putrelle, che così passiamo bene anche noi delle ciaspole?

Il destino di Andrea è segnato: si farà una gita fatta 7 giorni fa.

Ma minkia, le condizioni sono ben diverse, c’è quasi un metro di neve in più e che paesaggio a 370°!

Il problema è che sulla strada, che è sempre una strada, la neve è una bella crosta dura, dove noi sprofondiamo ignobilmente colle nostre ciaspole, mentre Alberto, bel bello, sorridente e felice, galleggia e scivola senza nemmeno faticare un po’.
Ma a 1800m inizia la farina, dapprima timida e poi sempre più convinta.

C’è un solo piccolo problema: prima io, e poi per fortuna anche Andrea, ci accorgiamo che ad ogni passo ci portiamo su uno zoccolo duro da 5 kg di neve compatta.

E Alberto continua a scivolare ilare e leggero sui suoi assi magici.
Dopo un po’ non lo vedo più, e dopo un altro po’ non vedo più nemmeno Andrea, si vede che sono il più vecchio dei tre, infatti io ho ripetuto due o tre volte tutte le classi e ci siamo incontrati solo in quinta.

Raggiungo Andrea che si è già fatto un sonnellino al sole e non ha più voglia di salire, certo lui l’ha fatta 7 giorni fa, e anch’io 2 o 3 volte, ma lo convinco a salire ancora un po’, con la strategia dei poiccoli passi, che lui mi sgama subito.

Intanto il prode e leggero Alberto ha già fatto la punta del Sibolet, forse la Tempesta, dove oggi non è salito nessuno, e sta scendendo.
Lo facciamo risalire senza pelli per castigo e ci accucciamo al sole, un po’ sotto il Sibolet, a farci le foto col cavalletto professionale di Andrea, a lanciare boomerang a destra ed a manca, bere birra, parlar male dei vecchi amici e chi + ne ha + ne meeting.

Poi, come da copione, Andrea parte, ci vediamo alle grange, lui sicuro di arrivare prima, e noi, dopo che gli sci di Alberto stanno attaccati alla neve, anche.

Ma qualcuno tira fuori l’attrezzo magico e gli sci, come dice la parola stessa, scivolano.
E la mia tavola vola, nella valletta, nella zona d’ombra che abbiamo accuratamente e sapientemente scelto solo per noi.

Una goduria, è inutile dirlo, solo verso le grange, dove Andrea aspetta fiducioso da mezz’ora, si allenta un po’ la neve e spacca un po’ le gambe.

Ora non c’è che la strada.

Un gruppo di putrellai vuole star davanti ma io e Alberto che siamo non meno bastardi ci mettiamo a far le corse , li superiamo, tagliamo i tornanti, ci ricuperano, li ricuperiamo, per 6-7 volte, io mi sto incassando come una biscia che mi sono sempre tra i piedi, e poi questa rotaia, dinuovo crostosa che frena la mia folle discesa e devo anche spingere col terrore che arrivi Andrea, che sarebbe, questo sì per me, l’incubo, altroché favole danze e farina.

Ma arrivo prima.

Un minuto prima. Bella roba! Bellissima oserei dire.

E meno male che è stata anche velocissima, infatti non è ancora notte.

E possiamo andare al bar a farci una birra (né birretta, né birrozzo, parole che odio), come dei vecchi amici che non si vedono molto, ma che quando si vedono è come se si fossero lasciati la sera prima.

P.S. Non mi ricordo perché le birre le ho pagate io.

Ho tralasciato un sacco di cose, in modo che anch'essi raccontino qualcosa.

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