Notte da sogno al Cavarero e cima del Zucco 16/17-12-2013

Data 17/12/2013 | Categoria: SciAlpinismo

Ogni tanto riesco fare una gita come piace a me,cioè partire caricato come un’asino arrivati di notte ad un bivacco,di quelli di una volta come il Cavarero ottimamente confortevole grazie al CAI di Mondovì, dove c’è una stufa portentosa,però bisogna portarsi su la legna,ovviamente non da inizio gita,ma cercarla quando non si è più tanto lontani dal bivacco,quindi avere anche un ressiot appresso in modo da riempirmi un borsone che poi mi tiro su a strascico,(certo che è dura…)e anche un’apiot che al bivacco sapevo che mancava,ma…ho rimediato lasciandolo lassù…Bhè!!! Questa volta la salita è stata abbastanza veloce e tutta farina solo poco più di quattro ore,nell’ultimo tratto illuminato dalla luna piena,neve scorrevole e in parte già tracciata. Ovviamente Jolie è arrivata prima al bivacco,lei è pratica del posto,la prima volta che venne quassù aveva solo sei mesi…Invece io quando sono arrivato per un momento mi sono accasciato dallo sforzo,e lei inquieta voleva che aprissi la porta.
Quindi appena mi sono ripreso ho dovuto spaccare legna e segare il pezzi più lunghi perché oltre al borsone con almeno un “miria” avevo anche due bei pezzi lunghi a traverso lo zaino…E’ proprio vero che la legna scalda ancora prima di arderla! Poi finalmente il bivacco è diventato un’acova calda e accogliente…
Notte da sogno anche se ogni tanti mi alzavo a vedere le montagne illuminate a giorno dalla luna,ne è poi seguita un’alba fantastica e panorama mira mare dalla cima dello Zucco. Ma come si sa quando si è in vetta se è solo a metà gita,perché occorre scendere,un’occhiata al vallone che scende direttamente alla Stalla Rossa e giù! La parte alta la neve un po’ tirata dal vento,ma appena sotto costa una farina da sogno,tuttavia siamo discesi un po’ con le antenne dritte,evitando il più possibile anche i traversoni più brevi e passando nei luoghi più astrusi ma meno pericolosi. Più si andava giù la neve era più sicura e di una farina triplo zero…Poi arrivati alla Stalla Rossa bisognava salvare le gambe per le “ruere”ghiacciate dei fuoristrada…

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