Tre "ciuc" sul monte Savi 4-dicembre-2011

Data 04/12/2011 | Categoria: SciAlpinismo

Per lo sci-alpinismo stiamo raschiando il fondo della pentola;dulcis in fundo,dicevano i latini,perché è li che si trova in cibo più saporito.

Oggi con me c’è Vanni e il Gianfri,li voglio portare in un luogo poco frequentato,siccome è domenica. Il recondito vallone che sale al colle della Moura dlè Vinchè tra il monte Savi e il roccioso Selè,fa al caso nostro.
Questo strano autunno “primaverile” permette di salire con l’auto fino alla sbarra dello sterrato per il gias Serour,pochi minuti sci in spalla ed eccoci su un bel vetrato costellato da tante rocce sporgenti,quindi tra rocce e ghiaccio,stoicamente senza mettere i rampant iniziamo la nostra salita. Ci raggiungono e sorpassano alcuni sci-alp, diretti all’monte Omo,vanno tutti molto veloci al giorno d’oggi! Io devo fare il conto con l’età e invece i miei amici devono fare il conto degl’anni in più che dovranno lavorare ,se la riforma delle pensioni sarà approvata. E’ un’ingiustizia però,il Gianfri mi ha raccontato che una suo compagno di lavoro con quarant’anni di contributi alla fine dell’anno dopo un vita di turni massacranti in fabbrica finalmente avrebbe goduto il meritato riposo,stava già pregustando il momento,aveva perfino prenotato al ristorante per la festa di addio ai suoi compagni di lavoro e amici…ma li è caduta questa tegola sulla testa,ora non andando in pensione, rischia di andare in depressione….

Io quando sento queste storie di umanità quotidiana mi immedesimo, mi prende lo sconforto, Si anch’io ho passato le miei dispiaceri quando la fabbrica cui lavoravo chiudeva ed non sapevo se mi agganciavo,sono stati momenti terribili per me e la famiglia, tuttavia fortunatamente per una marchetta in più e anni di mobilità mi sono salvato,ma ora? Chi resta senza lavoro,ed è anziano per trovarne un altro,rimane emarginato!

Con questi magoni saliamo questo bellissimo vallone,quanta bella neve in quota,a destra è primaverile,a sinistra è come piace a me, una splendida farina! Salendo facciamo il giro panoramico per il colle Moura dlè Vinche,che nome strano! E per dorsale arriviamo alla cresta finale del monte Savi. Ma noi savi non lo siamo proprio perché un pò per sconforto e una pò perché cerchiamo di ironizzare sulle nostre disgrazie, salita facendo abbiamo già fatto fuori una buona bottiglia di nebbiolo.

Sul tratto finale per cresta procedo a piedi senza sci,ma non ho valutato bene la neve, pensavo che fosse meno sicura invece la farina sul ripidissimo tratto finale non è stata toccata dal vento, ne approfitta Vanni,così si guadagna una fantastica discesa. Ma solo per il primo tratto perche troviamo una bel punto panoramico cui affogare i dispiaceri. Una Bonarda vivace ci mette l’allegria,poi il ginepy di Vanni e il mio Centerbe,fanno si che diveniamo” tre ciuc sul Savi”.

Ormai la lassù tutti pendii ci sembrano in piano, la neve ci sembra sicura da per tutto,puntiamo perfino un pendio che scende ripidissimo e pieno di gonfie dalla cima dlà Moura, ma è solo un pensiero,ritorniamo subito a più miti propositi.

In primo tratto di discesa è di una farina da sballo,poi una terribile crosta, per finire su un duro primaverile,abbiamo trovato tutti i tipi di neve,ma soprattutto abbiamo ritrovato il buonumore, in fondo…abbiamo la salute e soprattutto la volontà di andare in montagna…


data:4-dicembre-2011
località partenza:sterrar rata per il gias Seruor (vallone dell’Arma Demonte)
quota partenza:1800 mt. c.
quota vetta 2615 mt.
dislivello:800 mt c.
difficoltà: BS
tempo salita 2 ore e mezza c.

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