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    <title>..:: LaFiocaVenMola ::..</title>
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    <description>Le notizie di LaFiocaVenMola</description>
    <lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 07:49:23 CEST</lastBuildDate>
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      <title>Appunti dalla Costiera dell&amp;#039; Uja</title>
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      <description>Libertà e menischi&lt;br /&gt;Ci sfiora a volte la sensazione di non essere completamente liberi: sarà anche per questo che si sale sulle montagne senza un valido motivo. Sia come sia, Toni ed io ci siamo presi questo mercoledì di ferie di metà maggio, per venire fin quassù, sulla Costiera dell&#039; Uja, pulpito naturale straordinario al fondo della Valle del&#039; Orco, o di Cresolo Reale che dir si voglia. Si trova proprio al centro della corona di montagne che chiude la testata della valle e che fa da confine tra i Parchi nazionali del Gran Paradiso e della Vanoise. Abbiamo fatto bene a dar retta al meteo France: diceva beau temp, mentre Mercalli stava su un più sabaudo e prudente  &quot;variabile con possibile nuvolosità pomeridiana&quot;. Adesso le abbiamo tutte qui di fronte, in fila, a perdita d&#039;occhio, le cime del versante piemontese del Gran Paradiso: da destra il Courmaon, La Cima Fouraz, la Punta Violetta, La Becca di Monciair, il Ciarforon, il Granpa, il Teu Blanc, La Basei (Toni dice di esserci salito 25 volte ma io non ci credo, vuole solo darsi delle arie!), la Galisia, il Carro...non finiscono più, come i rotoloni Regina. A mettere insieme quelle salite da me e da lui nel corso di due vite, ne rimangono poche, qui intorno, ancora da esplorare. D&#039; altra parte Toni ha iniziato quando aveva i capelli fluenti alla moda dei tempi andati e tutti e due ignoravamo i piaceri di calli ed emorroidi ed eravamo dotati, senza saperlo, di menischi ammortizzati, oggetti  che rimpiangi quando non li hai più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Achab&lt;br /&gt;Ora siamo abbastanza vecchi per aver imparato che la vita non è qui, non tutta almeno, perché, come disse stupito e fradicio nella tempesta il capitano Achab  di Melville rivolto a Starbuck, più o meno  a pagina 700 di quel misterioso libro, quasi alla fine della sua accanita e insana ricerca cinquantennale della Balena bianca: &quot;...guardar dentro a un occhio umano è meglio che fissare il mare o il cielo,  meglio che contemplare Dio.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ossimori&lt;br /&gt;Ma la riflessione di Achab non impedisce a me e Toni di  apprezzare nella giusta misura questa giornata di sole splendente e di brezza primaverile che asciuga la maglietta fradicia, seduti sulle roccette asciutte, quasi comode e quasi tiepide dell&#039; intaglio a 2710 m. della Costiera, specie di trono povero, però antico di forse centomila anni. Da qui, tra un po&#039;, dopo aver mangiato e bevuto qualcosa, scenderemo sull&#039;altro versante, nel bacino di Nel, dove il vallone risale poco ripido fino all&#039;omonimo ed esangue ghiacciaio, ai piedi della Levanna occidentale e dell&#039; Aiguille Percée (spalla insignificante della Levanna, ma a cui qualche cartografo ha deciso di dare un nome e lì io ci sono stato qualche lustro fa, e Toni no!). Sentiamo quell&#039; euforia leggera delle giornate di montagna perfette, in cui tutto va come deve, ma rimaniamo sempre all&#039;erta, come si conviene sull&#039; alpe. Forse  a causa dell&#039;aria sottile o dell&#039; iperventilazione, siamo in una specie di ...calma esaltazione, di narcosi vigile...(saranno questi  degli ossimori? Bastasse ciò a fare uno scrittore!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori registro&lt;br /&gt;Per essere al colle alle dieci del mattino in modo da poter scendere su una neve non del tutto sfatta,in questa stagione  bisogna partire presto da casa: diciamo che alle cinque bisogna aver avviato il motore dell&#039;auto. A maggio alle cinque fa quasi chiaro e in un giorno feriale la tangenziale è già percorsa da auto, furgoni e tir, e alla guida c&#039;è gente che lavora naturalmente  (e questi sono i fortunati ormai), come pure il benzinaio, anche lui baciato dalla fortuna, che avrebbe di gran lunga preferito continuare a starsene a letto invece di farmi il pieno...la  tangenziale si impegna a fondo nel buttarti addosso immeritati sensi di colpa, anche quando stai usufruendo di un unico, regolare, giorno di ferie. Arriva, ogni volta, quella sensazione oscillante tra il senso di colpa, l&#039; euforia per la piccola libertà e il sentirsi fuori registro rispetto alla linea della normalità sulla quale si accalca il genere umano. &lt;br /&gt;E&#039; capitato così tutte volte che con gli sci infilati di sbieco dentro l&#039;auto (da anni li fanno corti, così ci stanno anche dentro ad un&#039; utilitaria), le pelli adesive già incollate alle solette (messe la sera prima per non prendere freddo alle mani al mattino) con cieli stellati o lividi, i fari dell&#039; auto hanno illuminato l&#039;asfalto bagnato di rugiada oleosa della tangenziale.   E&#039; l&#039;unico caso in cui metto la musica ad alto volume, scappando in fretta da quella terra di mezzo che è la tangenziale, verso la più umana e ancora deserta strada provinciale, che poi diventa strada stretta e tortuosa di montagna, fino a qualche piazzale sterrato e fangoso da cui parte, a volte, un sentiero, o una traccia, o spesso solo la proiezione di  un&#039; idea, verso un punto più in alto, da qualche parte, nominato sulla carta topografica, dapprima immaginato e poi e destinato a diventare paesaggio reale,  però impossibile da contenere in un unico sguardo, perché l&#039;angolo del campo visivo non è di 360° (il mio poi, neppure 130, credo). Lugo di transito tra il salire e il scendere e un istante dopo, ricordo: la fotografia, per quanto ad alta definizione, non sarà mai del tutto fedele,  avrà sempre qualcosa in più e qualcosa in meno di come l&#039;hai percepita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è relativo&lt;br /&gt;Il contesto spesso modifica la scala di valori che credevamo fissi. Ad esempio a proposito dei sapori di cibi e bevande: dipende non solo dai gusti personali, ma dal tuo livello di sete e di appetito. Lo capisci inequivocabilmente quando, come adesso, ti gusti un&#039; arancia con la necessità di rimettere in circolo un po&#039; di liquidi e di zuccheri e sali...tutti  gli effluvi ed i sapori zuccherini della Sicilia ( o saranno della Spagna? comunque mediterranei...e se venissero dal Sudafrica?) effondono sulle papille  del palato e colano nella gola e pensi che le arance non si dovrebbero davvero, mai, schiacciare con le ruspe, perché in giro per il mondo c&#039;è un sacco di gente che le apprezzerebbe come te adesso e persino, difficile da credersi, di più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direzioni e carte&lt;br /&gt;Per avere i riferimenti giusti ci vuole la &quot;cartina&quot; (così chiamata comunemente, intendendosi la carta topografica, non quella al tornasole o quella con cui ci si arrotola la cicca). La cartina è la fedele compagna di chi va per montagne: noi ci vediamo cose che gli umani confondono con macchie colorate, linee astratte e tavole di Roschart. A volte le guardiamo prima, a casa, per decine e decine di minuti e oltre, e se qualcuno guarda noi che guardiamo la cartina, nasce in lui il sospetto d&#039;aver a che fare con un alieno. La cartina consente di scegliere la direzione: non solo i classici  Nord, Ovest, Sud ed Est, ma pure i quadranti intermedi, come il bellissimo sud-sud-est, ad esempio, ed altri angoli infiniti che non sono definiti da un nome, ma solo da un numero espresso in gradi, come per i naviganti. In realtà noi montanari, a differenza dei cugini navigatori, abbiamo i rilievi come riferimento evidente e quindi procediamo quasi sempre ad occhio, valutando il percorso che  sembra più sicuro, redditizio e logico e usiamo la carta per leggere i nomi delle cime e dei colli: come direzione interiore teniamo immancabilmente quella ostinata e contraria. La moderna tecnologia comunque e soprattutto la presbiopia, rendono quasi inutili le cartine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spazio e tempo&lt;br /&gt;Ci piace troppo l&#039; isolamento temporaneo in un altrove dai confini indefiniti in cui transitiamo per poche ore, conquistato con determinazione ma con relativa facilità, nonostante la sfilza di anni che in salita ci pesa un po&#039; sulle code degli sci. Il tempo in salita ci scorre addosso  lento, quello in discesa (con gli sci) più veloce: dev&#039; essere solo una sensazione, rientrante nella questione della relatività legata al contesto di cui s&#039;è detto sopra. Einstein sarebbe d&#039;accordo e da par suo ha dimostrato che non sempre è un&#039; illusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ridefinire la meta&lt;br /&gt;L idea originaria era di scendere sul versante W della Costiera, dove prima del cambiamento climatico degli ultimi settantanni si estendeva il ghiacciaio di Nel, nel bacino delle Levanne, ora nevaio fino a giugno e poi pietraia per tre mesi. Da lì si può scendere a Chiapili di sopra, appena prima del parcheggio da cui siamo partiti. E infatti tolte le pelli dagli sci inanelliamo le prime curve sulla neve del canale, fin troppo cotta da tre ore di sole. Ma a metà pendio lo sguardo mai sazio dello scialpinista non può distogliersi dal vallone che sale, con pendii intonsi, regolari e vellutati, lenzuola di Titano, fin sotto le pareti Nord delle Levanne. Così rimettiamo le pelli e saliamo in quella direzione, fiancheggiando le rocce rossastre della Costiera, diretti alla bastionata delle Levanne, verticale ed inaccessibile da questo lato, nei pressi della quale ci fermeremo. In un ora, per pendii e ondulazioni regolari arriviamo al punto più alto raggiungibile con gli sci, a tremila metri circa, rimanendo a distanza di sicurezza dalla parete, che ogni tanto ci parla, scaricando piccole colate di neve recente e qualche pietra. In questo posto non ci viene molta gente, dopo le esplorazioni alpinistiche di fine ottocento-primi del novecento: non i camosci che stanno dove trovano un po derba; non gli alpinisti, attratti da rocce più solide e neppure gli scialpinisti perché non cè una cima da conquistare. Per la verità sappiamo di un canavesano che da solo, dinverno, lascia spesso la sua traccia a serpentina nella neve polverosa di questo versante. Durante la sosta estraggo il mio nuovo giocattolo, la videocamera da montare sul casco, per documentare  luoghi e momenti: il filmato non sarà gran che, ci vorrebbe un cavalletto e un regista, ma il cavalletto pesa e di registi qui non ce n è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mari e monti&lt;br /&gt;Noi liguri abbiamo una radice nel Mediterraneo e l&#039;altra nelle Alpi. Siamo arrivati dagli altipiani dell&#039;Anatolia pare, e abbiamo conosciuto le valli alpine molto prima della pianura e solo in età più recente il mare e i pesci. Le cime che preferiamo sono quelle da cui si vede il mare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si torna&lt;br /&gt;Anziché continuare la discesa nel vallone di Nel, ormai troppo scaldato dal sole, decidiamo di rimettere le pelli per la terza volta in modo da tornare sul versante di salita, esposto a N, dove la neve si sarà conservata più compatta: ed infatti è così. Sarà una discesa memorabile fino al torrente, a 1700 metri di quota.  Per voler sfruttare le lingue di neve in basso, ci fumiamo il ponte che un chilometro più a monte immetteva sulla strada. Non ci restano che due possibilità: guadare il torrente in un punto favorevole o proseguire lungo la riva per saliscendi pietrosi fino al ponticello successivo. Toni prosegue io guado: la mia  radice marina che ha più confidenza con l&#039;acqua mi da sicurezza. L&#039; acqua arriva ad una spanna sopra il ginocchio, alla tasca dei calzoni, ma la patente per fortuna è impermeabile.&lt;br /&gt;Toni impiega più tempo e fatica, ma il suo raffreddore e la tosse se ne sono andati, lasciando il posto ad un più sano mal di gambe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine&lt;br /&gt;Infine c&#039;è sempre una birra ambrata che pare meglio del solito. Oggi, davanti al bar del rifugio Chivassesi  di Chiapili accoglienti come sirene, anche due sdraio.&lt;br /&gt;__________________&lt;br /&gt;Altre note e racconti su FB (in &quot;Note&quot;) e sul volume:&lt;br /&gt;Giampiero Assandri. Saldi di fine secolo. Maremmi editore, Firenze, 2011. Acquistabile dalle librerie on line o dall&#039;autore.</description>
      <pubDate>Sun, 19 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Bell&amp;#039;anello per Canalone d&amp;#039;Arnas e Colli Crotas, Bessanetto, Mangioire e Tovetto  14-05-2013</title>
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      <description>Oggi la compagnia è ridotta proprio ai minimi termini, infatti partiamo dal Pian della Mussa soltanto io e l&#039;amico Tino.&lt;br /&gt;La meta odierna è un bell&#039;anello che toccherà ben sette valloni per poi chiudersi nuovamente al Pian della Mussa.&lt;br /&gt;Dopo aver raggiunto il Crot del Ciaussiné dal Canalone d&#039;Arnas, svoltiamo verso Sud-Ovest per salire al Colle del Crotas, breve discesa e poi con un lungo diagonale giungiamo al Colletto del Bessanetto, mentre ci siamo saliamo sulla vicina  Quota 2924 dalla quale si gode un ottimo panorama sul Lago e la  Punta della Croce Rossa.&lt;br /&gt;Dalla Cima, dopo aver tolto le pelli ci godiamo una splendida discesa sul Versante Sud verso il Lago di Bessanetto con una neve cotta a puntino, dopodiché cerchiamo di non perdere troppa quota e ci dirigiamo verso il Passo delle Mangioire che raggiungiamo dopo una breve risalita a piedi con la neve che tiene ottimamente.&lt;br /&gt;Ora ci tocca la discesa verso Pian Saulera che essendo esposta a  Est temiamo possa essere compromessa dai raggi solari che già la toccano fin dal mattino presto....invece a sorpresa troviamo anche qui un&#039;ottima neve che ci permette ancora una bellissima discesa fino a quota 2000.&lt;br /&gt;Montiamo ancora le pelli per la salita al Colle del Bessanetto e poi non ci rimane che scendere alla salvi chi può ( ma non si poteva pretendere di più) fino al Pian della Mussa che raggiungiamo entro mezzogiorno.... &lt;br /&gt;anche oggi con le nostre mogli ci siamo gocato solo mezzo bonus....&lt;br /&gt;Davvero un bel giro con bellissimi panorami e  con neve ancora decisamente Ok.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:           14-05-2013&lt;br /&gt;Quota max:      2924&lt;br /&gt;Partenza da:    Pian della Mussa&lt;br /&gt;Quota partenza: 1775&lt;br /&gt;Dislivello:     1230 complessivi&lt;br /&gt;Zona:           Valle d&#039;Ala&lt;br /&gt;Difficoltà:     BS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7470&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 13 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Punta Collerin mt.3475   12-05-2013</title>
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      <description>Oggi la compagnia è composta da Franco, Gianni e Giorgio (quello che si allena serio e non è sempre alla ricerca di Piole e pan e anciue), l&#039;altro Giorgio purtroppo è fermo ai box per  mal di schiena, ma è tosto....tornerà certamente prestissimo.....&lt;br /&gt;Partiamo dal Pian della Mussa alla volta della Punta Collerin percorrendo il ripido Canalone delle Capre, attraversiamo tutto il Pian Gias e dopo aver risalito il ghiacciaio omonimo raggiungiamo la bella Madonnina di Vetta.&lt;br /&gt;Durante tutto il percorso veniamo accompagnati dal freddo e da un vento che in Cima diventa sempre più violento con le nuvole che passano fra noi a gran velocità.&lt;br /&gt;Veloce cambio di assetto e poi ci buttiamo velocemente in discesa alla ricerca di zone un pò più riparate.&lt;br /&gt;Discesa su neve bella ma non certamente al livello delle nostre ultime uscite, ultimo tratto nel Canalone delle Capre tutto ravanato ma con una pista creata dai tanti passaggi che sembra un toboga...per chi ha buone gambe c&#039;é pure da divertirsi....in pochi minuti siamo già tornati al Pian della Mussa.&lt;br /&gt;Oggi con le nostre mogli ci siamo giocati soltanto un mezzo bonus perché per pranzo saremo già tornati tutti a casa... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:           12-05-2013&lt;br /&gt;Quota max:      3475&lt;br /&gt;Partenza da:    Pian della Mussa&lt;br /&gt;Quota partenza: 1800&lt;br /&gt;Dislivello:     1675&lt;br /&gt;Zona:           Valle d&#039;Ala&lt;br /&gt;Difficoltà:     BSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7460&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 11 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Un Petit Vallon dall&amp;#039;Etache veramente speciale</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6672</link>
      <description>Ritorno sempre volentieri al Petit Vallon dal versante Etache, i cui pendii sono ideali per gratificanti discese.&lt;br /&gt;In tutto il vallone d&#039;Etache gli itinerari fattibili sono diversi (oltre al Petit Vallon, la gengiva della Rognosa d&#039;Etiache, il Gros Peyron, la Punta San Michele dal Courousset, i due Passage du Fond nord e sud, la Pointe de Bramanette dal colle omonimo ed all&#039;inizio della valle La Roche d&#039;Etache), tutti molto interessanti ma poco conosciuti dai nostrani anche se facilmente raggiungibili.&lt;br /&gt;Rispetto alle altre vallette vicine (Ambin, Bramanette, Sainte Anne)  in quella di Etache la stradina di accesso in primavera è facilmente percorribile fino ad una quota discretamente alta.&lt;br /&gt;A Bramans c&#039;è la nebbia e saliamo verso Le Planey un pò indecisi, ma dopo un pò appare un rassicurante cielo blu che rasserena anche noi. Saliamo fino al cancello delle pecore a 10 minuti dagli Chalets di Saint Barthélémy dove la stradina termina; calzati subito gli sci sfruttando l&#039;innevamento sulla sponda verso la cunetta ancora tutta in neve giungiamo agli Chalets dove li togliamo un attimo per passare il tratto tra i due ruscelletti già tappezzato di crocus, poi li ricalziamo e proseguiamo comodamente verso la bastionata che difende il ripiano superiore della valletta. &lt;br /&gt;Nel frattempo cadono pagliuzze lucenti di neve che creano un&#039;atmosfera surreale. &lt;br /&gt;Vediamo lassù lontani sulla destra due mattinieri, pensiamo vadano al Gros Peyron; noi deviamo invece a sinistra verso le cascate passando a fianco dei depositi delle valanghe, quest&#039;anno veramente imponenti.&lt;br /&gt;La neve é dura; nella gola saliamo meglio a piedi, alcuni con i ramponi; superiamo tutta la bastionata molto articolata, fino ad uscire al sommo del pendio che precede l&#039;ampio canale dove ricalziamo gli sci. Usciti dal canale vediamo sul pendio soprastante i due già osservati alti in partenza i quali si sono fatti tutto il giro Plan des Eaux-Plan d&#039;Etache; sono una giovane coppia francese e si fermano all&#039;anticima dove li troviamo tutti imbacuccati, infatti non fa proprio caldo ma la giornata in alto è spettacolare.&lt;br /&gt;Usciamo in cresta ed in breve ci troviamo in vetta dove il panorama è grandioso e possiamo fare i programmi per le prossime.&lt;br /&gt;Avevo una mezza idea di scendere direttamente a nord per poi proseguire nel Plan Clot verso gli Chalet Saint Barthélémy, ma erano talmente belli i pendii prima saliti che era un peccato non provarli.&lt;br /&gt;Infatti la neve è stata talmente perfetta che ci ha regalato una sciata da ricordare.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7476&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 10 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Rocciamelone (quasi), un pò ovest e un pò sud...</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6658</link>
      <description>Scendendo dalla alta Valle di Susa è impossibile non vedere l&#039;immensa parate ovest del Rocciamelone che dai 3538 m della vetta scende per più di 2700 m fino a Novalesa. Un versante enorme e dall&#039;aspetto poco invitante; in estate un ammasso di detriti mobili e rocce friabili, in inverno freddo, ghiacciato e sovente sferzato dai venti di nord-ovest che passando dal Moncenisio lo investono  completamente. Un postaccio, fuori da ogni percorso...quindi adatto per noi!&lt;br /&gt;Con la neve, assolutamente assestata, è probabilmente l&#039;unico momento che permette di salirlo e magari scenderlo con gli sci in buona sicurezza.&lt;br /&gt;Il percorso è caratterizzato da due enormi pendii separati da una alta barra rocciosa superabile in un unico punto con un traverso moooolto esposto, su pendenze mai estreme ma costantemente sostenute.&lt;br /&gt;Oggi siamo solo io Lurens....non ho info sulle condizioni di avvicinamento e condizioni...solo la scorsa settimana ho potuto osservarla e notare che potesse essere il momento giusto.&lt;br /&gt;L&#039;idea è quella di risalirla partendo dal punto più basso (ragionevolmente) possibile e quindi partendo poco sopra il Pampalù. Purtroppo la pista forestale che porta fino alle Grande Pendente è in parte innevata e quindi haimè il portage inizia nei pressi della Punta Bosconero e si prevede luuuuungo.&lt;br /&gt;Seconda delusione del giorno è la neve...letteralmente divorata nel giro di una settimana! Uhmm...i primi dubbi mi attanagliano.&lt;br /&gt;Salita semplicemente eterna...per fortuna oggi &#039;giro&#039; bene e anche il ginocchio non oppone resistenza, contrariamente Lurens non ingrana e fin da subito lo vedo affaticato...e i dubbi aumentano.&lt;br /&gt;Finalmente raggiunta la neve fin da subito è marmorea con i ramponi che penetrano solo con le punte e la picca di alluminio praticamente inutile...buona per salire ma per scendere...uhmmm...&lt;br /&gt;Raggiunto il famoso passaggio chiave la stanchezza inizia ad entrare in circolo e sopratutto il temuto vento di nord-ovest inizia a farsi sentire in tutta la sua violenza. Raffiche gelide ci sferzano e su tutta la parte alta i turbinii di vento e gli sbuffi in cresta sono poco invitanti. Lurens è stanco ma stoicamente continuerebbe senza problemi. Entro nel traverso e ne percorro un bel pezzo, non è così terribile anche se la sensazione di vuoto è notevole...i pendii alti sembrano buoni ma il vento è troppo fastidioso, gli assi sullo zaino fanno da vela e sovente mi sento sbilanciato all&#039;indietro....&lt;br /&gt;Uffa...ho già capito...anche oggi un but....bisognerà ritornare!&lt;br /&gt;Così ritornato da Lurens cerchiamo di uscire nel modo più elegante dal postaccio...e individuato un canale sulla destra proviamo a raggiungere la cresta sud del Rocciamelone. Detto fatto, in &#039;poco&#039; siamo qualche metro sotto la Crocetta  che velocemente raggiungiamo per cresta.&lt;br /&gt;Dall&#039;inferno al paradiso! Non un filo d&#039;aria, sole caldo, firn spettacolare....e chi me lo fa fare di scendere da ovest. E così dopo una bella crogiolata al sole scendiamo diretti su La Riposa. &lt;br /&gt;Il Roccia sarebbe stato lì ad un soffio e in condizioni ottime, ma per oggi va bene così e su neve semplicemente spettacolare scendiamo veloci...&lt;br /&gt;Concatenando varie lingue di neve riesco a scendere fino verso i 2000 metri...poi non resta che scarpinare fino alla macchina...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:           11/05/2013&lt;br /&gt;Quota max:      3306 m&lt;br /&gt;Partenza da:    Poco sopra Pampalù&lt;br /&gt;Quota partenza: 1700 m&lt;br /&gt;Dislivello:     1700 m&lt;br /&gt;Zona:           Valle di Susa&lt;br /&gt;Difficoltà:     OS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7464&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/gps/index.php?trace_id=1660&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/gps.gif&quot;/&gt;Tracciato GPS&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 10 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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        <item>
      <title>Pian Ciamarella, Ghicet di Sea mt.2750 e Punta Rossa di Sea alpinistica mt.2908  11-05-2013</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6652</link>
      <description>Bella giornata con meteo perfetto, rigelo notturno e clima fresco ideale per questo periodo.&lt;br /&gt;Dopo essere partiti dalla Madonnina dei Bersaglieri, raggiunto il Pian Ciamarella ancora innevato, Antonella e Valeria si fermano presso gli alpeggi omonimi mentre io continuo alla volta del Ghicet di Sea, dopodiché percorrendo quasi integralmente la cresta spartiacque con la Val Grande raggiungo la Vetta Alpinistica della Punta Rossa di Sea a mt. 2908.&lt;br /&gt;Breve sosta in Cima per il cambio di assetto e qualche foto poi inizio l&#039;ennesima discesa da 5 stelle di questo ultimo periodo passando per la Punta scialpinistica a mt.2764 e percorrendo i perfetti pendii esposti a Sud fino al Pian Ciamarella dove Anto e Vale mi attendono per un lauto pic nic e graditissima pennichella.&lt;br /&gt;Molti scialpinisti in circolazione, in particolare sulla Punta Scialpinistica e sul vicino Colle Battaglia.&lt;br /&gt;Lungo tutto il percorso avvistato tantissime marmotte e molti stanbecchi poco sopra il Pian della Mussa attirati dalla verdissima erbetta fresca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:           11-05-2013&lt;br /&gt;Quota max:      2908&lt;br /&gt;Partenza da:    Pian della Mussa&lt;br /&gt;Quota partenza: 1800&lt;br /&gt;Dislivello:     1200 complessivi&lt;br /&gt;Zona:           Valle d&#039;Ala&lt;br /&gt;Difficoltà:     BS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7458&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 10 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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    </item>
        <item>
      <title>L&amp;#039;Auto Vallonasso... 8-maggio-2013</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6647</link>
      <description>La neve va via di corsasigh! quando parto dallauto visto la mancanza del candido manto dimentico gli sci appoggiati sulla riva, &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f96cb39f35.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; per fortuna cè Aldo che mi porta alla realtà e mezzoretta sci in spalla poi il mondo cambia,siallinizio poca neve ma per fortuna portante per il rigelo,ma poco più in su,tanta,tanta fioca. &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil3dbd4daabd491.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;  LAuto Vallonasso è splendidamente innevato enessuna traccia,lultima abbondante nevicata ha reso la montagna di nuovo nuova! Tutta per noi! &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil3dbd4e398ff7b.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;  La parte ripida della strettoia facciamo più veloci a salire sci in spalla,salgo come una draga, la neve è cotta al punto giusto, lo scarpone fa una bella pianà &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil3dbd4d4e4c4f2.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; ,certo ogni tanto mi fermo a prendere fiato,una volta non mi succedeva,le primavere si fanno sentire, &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f9647290a2.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; ma chi non sente le primavere  è Renata che sale senza fatica. Dopo il tratto ripido di- nuovo sci ai piedi e il breve in vetta,in tempo di mettere una bottiglia di prosecco al fresco che arriva Renata,un po attardato ecco giungere Aldo,alle prese con i crampi, &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f96a488204.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; ci vado incontro un  bicchiere di bollicine, perché quando si ha i crampi bisogna bere e bere tantoma io ho interpretato a modo mio la terapia, bisognebbe bere solo acqua e non un dissetante di-vino! &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f96cb39f35.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; &lt;br /&gt;Unoretta in vetta a goderci il panorama e tutte le prelibatezze che abbiamo portato,poi via per la discesa! Che neve! bastava muovere le orecchie che gli sci curvavano da soli. Neve splendidamente bella fino a quota 2200 mt, poi alla si salvi chi può,ma è stato un buon allenamento per tutti i muscoli delle gambe e non solo.. &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil3dbd4d4e4c4f2.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; tuttavia appena abbiamo trovato una via di fuga sul sentiero già scoperto,abbiamo messo volentieri gli sci in spalla,e si! Siamo a maggio va neve va via di corsa &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f9647290a2.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; non possiamo fermare il tempo,ma i ricordi si!&lt;br /&gt; &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f96595a4c2.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7454&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 7 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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    </item>
        <item>
      <title>Una spettacolare discesa dalla Cima degli Ortetti  mt.2979    08-05-2013</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6644</link>
      <description>E pensare che con tante discese effettuate nelle mie care Valli di Lanzo, finora non ero mai andato alla Cima degli Ortetti, elevazione che si trova nel vallone sopra al Lago Paschiet sullo spartiacque con la Valle di Viù.&lt;br /&gt;In effetti si tratta di una gita che a torto risulta poco frequentata, sia per il selvaggio Vallone che si deve percorre per raggiungerla, sia per la pendenza sostenuta dei suoi pendii che richiede neve assolutamente sicura. &lt;br /&gt;Oggi con Franco e Gianni è la volta buona, portage per circa 300 mt. di dislivello, ma si sa, per queste gite, trovare neve buona in alto significa non averne più in basso....ma va bene così....&lt;br /&gt;Giunti sopra i Laghi Verdi tagliamo decisamente a dx e ci immettiamo in questo splendido vallone caratterizzato da plateau inferiori e superiori che vengono raccordati fra loro da un passaggio chiave con un canalino che si rivela soltanto all&#039;ultimo momento con uno stretto passaggio fra le rocce...&lt;br /&gt;Ultima parte con pendii che diventano via via più ripidi fino all&#039;aerea uscita in cresta...per fortuna Gianni che è arrivato un pò prima di noi ha preparato una mini piazzola che ci permette con la dovuta cautela di cambiare assetto.&lt;br /&gt;Prima parte di discesa parecchio ripida ma corta e con quattro salti ne siamo fuori, poi per il resto una splendida sciata da 5 stelle piene fino alle ultime lingue di neve, ora dobbiamo rimetterci gli sci in spalle per raggiungere Balme, ma ne è valsa decisamente la pena....&lt;br /&gt;Gran gitone!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:            08-05-2013&lt;br /&gt;Quota max:      2979&lt;br /&gt;Partenza da:    Balme Frazione Cornetti&lt;br /&gt;Quota partenza: 1480&lt;br /&gt;Dislivello:     1500&lt;br /&gt;Zona:           Valle d&#039;Ala&lt;br /&gt;Difficoltà:     OSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7452&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 7 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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    </item>
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      <title>Francais Pelouxe  mt. 2736    07-05-2013</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6641</link>
      <description>Oggi la nostra destinazione giornaliera è lo scivolo Ovest della Francais Pelouxe ed è una prima per tutti noi.&lt;br /&gt;Giunti nei pressi di Balboutet non possiamo che ammirare con il dovuto rispetto questo triangolo che si distende per oltre 700 metri di dislivello con una pendenza costante di 35 gradi.&lt;br /&gt;Dopo essere partiti da Pain dell&#039;Alpe dopo un quarto d&#039;ora di portage troviamo neve continua , poi sci ai piedi rigorosamente armati di rampant fin sulla Cima scialpinistica su fondo decisamente beton.&lt;br /&gt;Lasciati gli sci, breve disarrampicata sulle facili roccette del versante Est e poi raggiungiamo abbastanza agevolmente la Croce che si trova sulla Vetta Alpinistica.&lt;br /&gt;Discesa della prima parte su velluto, poi parte centrale su neve marmorea ma per fortuna liscia come un biliardo e infine tratto finale dove possiamo lasciare andare su neve entusiasmante fino alla fine del pendio....che goduria.....&lt;br /&gt;Tornati a Pian dell&#039;Alpe un bel picnic per me e Franco all&#039;area attrezzata mentre Tino e Giorgio si accontentano  della solita barretta e ingannano l&#039;attesa raccogliendo insalata.&lt;br /&gt;Giunti a Balboutet breve visita alla bella e caratteristica borgata, poi i due affamati di giornata possono finalmente sfogarsi presso la Trattoria del Nido dell&#039;aquila dove veniamo ottimamente accolti dallo chef Bruno, Maria e Luca.&lt;br /&gt;Complimentissimi a Giorgio alla sua prima OSA!&lt;br /&gt;Data:           07-05-2013&lt;br /&gt;Quota max:      2736&lt;br /&gt;Partenza da:    Pian dell&#039;Alpe&lt;br /&gt;Quota partenza: 1820&lt;br /&gt;Dislivello:     916&lt;br /&gt;Zona:           Val Chisone&lt;br /&gt;Difficoltà:     OSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7449&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 6 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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    </item>
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      <title>Eravamo tutti nella stessa zona, ma non ci siamo visti - Sommeiller 04/05/2013</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6640</link>
      <description>Leggo dalle inserzioni che eravamo in diversi nella zona Grange della Valle-Sommeiller-Ambin, ma non ci siamo visti.&lt;br /&gt;C&#039;erano un pò di auto sopra le caserme Viberti, ma non ho indagato di chi fossero.&lt;br /&gt;Strada totalmente pulita fino al sentiero per il Levi.&lt;br /&gt;Incontriamo Franco che già tornava e diretto per altra meta, deluso dal primo tratto poco innevato. Intanto vediamo un  gruppetto di tre mattinieri già quasi allo scavalco delle Monache; sono partiti da più di 1 ora e mezza; noi al mattino apprezziamo anche il letto.&lt;br /&gt;Saliamo la conoide delle cascate a piedi fino alla croce, poi è tutto ben raccordato, pertanto sci ai piedi. Passiamo dal canale verso le caserme dove fa un caldo boia e dall&#039;uscita dove finalmente si respira un pò di fresco, facciamo un giro esplorativo lungo, perchè mi interessa osservare in dettaglio le condizioni di quella zona. Intanto già scendono i tre mattinieri. Giungiamo nei pressi della Punta d&#039;Ambin (ottimo il Rudelagnera), poi sulla panoramica cresta raggiuungiamo il Sommeiller. L&#039;idea era di scendere sul versante sud-est della Punta d&#039;Ambin ma temendo di trovare neve già troppo rinvenuta siamo passati al canaletto centrale del Beuri dove la neve teneva bene e poi direttamente nel canale delle Monache già tutto bonificato e facilmente scivoliamo fino al rifugio.&lt;br /&gt;Correggo il nome del compagno a 4 zampe, non è Zora come avevo scritto ma Zoe.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7448&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 3 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
      <guid>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6640</guid>
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