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    <title>..:: LaFiocaVenMola ::..</title>
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    <description>Le notizie di LaFiocaVenMola</description>
    <lastBuildDate>Thu, 23 May 2013 11:42:38 CEST</lastBuildDate>
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    <category>Escursionismo</category>
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      <title>..:: LaFiocaVenMola ::..</title>
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      <title>Sulle tracce della Compagnia dell&amp;#039;Anello... - 22 maggio</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6678</link>
      <description>Per una volta, invece di farmi seguire dalla combriccola della Compagnia dellAnello (Cadri, Osvaldo, Alberto, ecc.) prendo io spunto dalla loro gita di pochi giorni orsono e visto che a quote elevate cè ancora un po di fiocae non ne voglio più sapere almeno fino a questautunnovado per i munta e cala delle punte Chiavardine e la testa di Peitagù.&lt;br /&gt;Per il percorso ho seguito pari pari la relazione di Cadri, partendo dalla chiesetta di Madonna del Pino, nei pressi di Demonte, solo che dopo aver salito le varie cime delle punte Chiavardine e la testa di Peitagù avevo ancora tempo (e voglia) per cui ho continuato sulla larghissima dorsale fino alla cima Ovest del Corso del Cavallo, trovando, oltre che a un po di neve sul cupolone sommitale, anche lamico Domenico (Mini) con il quale tutti gli anni condivido almeno una gita sociale del Cai. Mi ha fatto proprio piacere rivederlo anche perché lui è un grande esperto della montagna così ne ho approfittato per farmi dare qualche imbeccata sui luoghi in cui vorrei andareeeh, oh ! E così.&lt;br /&gt;Breve sosta e condividiamo per un pezzo la discesa fino al Pra d Giacu da dove lui scende ad Aisone e io mi butto sulla sterrata che attraversa tutto il bellissimo bosco del Kant fino a Madonna del Pino. Ma è lunga, ne !&lt;br /&gt;Qualcuno sa dirmi da dove arriva il nome Kant? a me sa di fantasy, oppure una similitudine con la foresta di Nottinghamsolo che là cera Robin Hood, qui è passata la Compagnia dellAnelloPerò ho anche visto dei cerbiatti, una vipera e un paio di aquile. Bella gita che consiglio a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data : 22/05/2013&lt;br /&gt;Zona : Valle Stura di Demonte&lt;br /&gt;Partenza : Madonna del Pino  (Fedio)&lt;br /&gt;Quota partenza : m. 1020&lt;br /&gt;Quota max : Monte Corso del Cavallo (cima Ovest), m. 2170&lt;br /&gt;Dislivello accumulato : m. 1400&lt;br /&gt;Sviluppo : circa 22 km&lt;br /&gt;Difficoltà : E&lt;br /&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 21 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Monte S.Bernardo 19 Maggio 2013</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6674</link>
      <description>Ore 8.00 apro gli occhi senza l&#039;intenzione di fare passeggiate o gite ,ma guardando fuori vedo una giornata splendida e un bel sole dopo tanta pioggia e freddo. Decido di fare 4 passi ,tanto per far girare le gambe, e arrivato a Dronero butto un occhio alla grande croce del S.Bernardo.&lt;br /&gt;Proseguo fino a Roccabruna dove lascio l&#039;auto e passata la borgata di Castello seguo la bella sterrata che sale al colle di Valmala. Dire che si stà bene e dire poco....un bel sole caldo...panorama sulle vicine cime innevate ...un gruppetto di caprioli che mi attraversa la strada...cosa si vuole di più. Presto arrivo sul colle di Valmala e seguita la dorsale alla grande croce .....anche se sono salito quassù un sacco di volte ,oggi la camminata mi è proprio piaciuta...molto rilassante. Non mi resta che tornare a casa per pranzo....ma cavoli ... &lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f95666daf2.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; e io che volevo appendere le racchette al chiodo ...sulla cima del vicino Roccerè c&#039;è la neve e siamo a meta maggio....sarà meglio aspettare ancora un pochino...buone gite a tutti.&lt;br /&gt;Data : 19 Maggio 2013&lt;br /&gt;Quota max : 1628 mt&lt;br /&gt;Partenza da : Roccabruna&lt;br /&gt;Quota partenza : 996 mt&lt;br /&gt;Dislivello : 632 mt&lt;br /&gt;Zona : Valle Maira&lt;br /&gt;Difficoltà : E&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7477&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album foto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/gps/index.php?trace_id=1669&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/gps.gif&quot;/&gt;Tracciato gps&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 18 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
      <guid>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6674</guid>
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      <title>M. Mangiabo - 19 maggio</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6673</link>
      <description>E una primavera piovosa, molto. La prendiamo così comè anche perché non possiamo farne a menoAl Sud intanto splende il sole, così mi dirigo anche io il più possibile da quella parte e torno ancora in valle Roya. Accesso stradale : valicando il colle di Tenda si scende fino alla Giandola, circa un chilometro prima del bellissimo borgo di Breil sur Roya, si svolta a destra, indicazioni per Sospel e in 9 chilometri si sale nuovamente al col del Brouis, 880 m. Si scende dalla parte opposta per circa un chilometro fino ad una larga curva verso sinistra e si parcheggia nei pressi del ponticello (pochi posti auto). Qui inizia il sentiero segnalato che con un bel percorso ombreggiato (se ce ne fosse bisogno) sale prima alla bassa di Levens, 1106 m., poi svoltando a destra sullo spartiacque si continua incontrando diversi tornanti che fanno guadagnare quota velocemente. Si contorna linsignificante e boscosa cima Le Beoulet verso destra e si scende brevemente ad una insellatura proprio prima di iniziare la salita verso la vetta del Mangiabo. Questa può essere fatta sia prendendo dritto per dritto (abbastanza faticoso) oppure continuare a seguire il sentiero che con un lungo traverso ascendente contorna la montagna e sale poi sul suo lato Nord.&lt;br /&gt;La vetta è molto panoramica perché non vi sono altre cime più alte tra il Mangiabo e il mare per cui se la giornata è bella si vede distintamente anche la Corsica. Verso Nord spiccano il Bego, il Grand Capelet e verso destra il Marguareis e la costiera che va dal Bertrand al Saccarello e al Toraggio.&lt;br /&gt;Oggi in vetta si sentiva un po il vento e ho preferito scendere sul lato riparato per sostare e fare uno spuntino. Una spolverata di neve in alto, nessun umano sul percorso, nessun quadrupede in vista, dopo mezzogiorno nuvole minacciosema non lho presa neanche stavolta. Oggi sono stato veramente solo con me stesso. Tutto bene, peccato che sia un po distante da casa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data : 19/05/2013&lt;br /&gt;Zona : Valle Roya/Bevera&lt;br /&gt;Partenza : poco a valle del col del Brouis&lt;br /&gt;Quota partenza : m. 823&lt;br /&gt;Quota vetta : m. 1821&lt;br /&gt;Dislivello : m. 998&lt;br /&gt;Difficoltà : E&lt;br /&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 18 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
      <guid>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6673</guid>
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      <title>Pian Tendasque - 15 maggio</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6668</link>
      <description>Previsioni pessime e quando sono partito da casa stamattina sembrava che ci avessero azzeccato, invece&lt;br /&gt;Lascio lauto nel parcheggio ai bordi del lac des Mesches, punto di partenza anche per la valle delle Meraviglie, il cielo è molto nuvoloso ma non cade una goccia. Passo nei pressi della ex miniera di Vallaura dove ormai cè un complesso alberghiero con tanto di sala congressi e biblioteca e proseguo sulla destra orografica del torrente che scende dalla valle delle Meraviglie. Non so bene in che punto lasciarlo per salire verso la mia meta ma poco prima delle granges de Vallaure noto un ometto sul bordo della stradina e salgo da quella parte, oltrepassando un pendio pascolivo ed addentrandomi nella pineta dove ora il sentiero diviene evidente anche se non segnalato. Dopo circa mezzora si esce dalla pineta sbucando sul grande e verdissimo pian Tendasco vicino ad una capanna di pastori (gias de Chanvrairee, m.1930). Nella zona sono numerosi i resti di fortificazioni : casematte, bunkers e fortini variun bunker in particolare, il block 65, che si raggiunge con una piccola deviazione, era stato perfettamente mimetizzato tanto che fino a quando non ci si trova vicinissimi non si riesce a distinguerlo da un grande masso, compresi alcuni spuntoni rocciosi che altro non sono che cemento con maglia metallica a darle una forma più che originale.&lt;br /&gt;Il tempo continua a tenere anzi ogni tanto il sole fa capolino scaldandomi un po. Salgo per un pendio poco ripido nei pascoli verso la sella tra la cima di pian Tendasco (a destra) e la Roche Rousse (a sinistra) dove trovo ancora un po di neve abbastanza sfondosa. Intanto i nuvoloni si sono fatti neri e mi dirigo verso la cima di pian Tendasco che altro non è che una spalla della Roche Rousseallarrivo in vetta comincia a nevischiare e il cielo si fa ancora più scuro, rinuncio alla cima principale e torno al gias di quota 1930 sotto una bella nevicata. Naturalmente quando sono al riparo di una tettoia la neve smette di cadere e ritorna il soleva beh, pazienza, oramai sono sceso e ritorno alla macchina, comunque soddisfatto di aver salvato la gita, anche perché qui piove...Di nuovo ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data : 15/05/2013&lt;br /&gt;Zona : valle Roya&lt;br /&gt;Partenza : Lago delle Mesce, m. 1380&lt;br /&gt;Quota vetta : Cima di Pian Tendasco, m. 2256&lt;br /&gt;Dislivello : m. 876&lt;br /&gt;Difficoltà : E&lt;br /&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 14 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Punte delle Chiavardine e Testa di Peitagù - anello ecologico</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6669</link>
      <description>Dopo che il CAI di Fossano, due anni fa, ha lodevolmente ripristinato il sentiero P64 che permette una bella escursione da Demonte ad Aisone - o viceversa - attraverso la cresta delle Chiavardine e la Testa di Peitagù, questa è ormai diventata una &quot;classica&quot; che richiede però l&#039;utilizzo di due auto, una da lasciare al punto di partenza e un&#039;altra al punto di arrivo per il rientro.&lt;br /&gt;Abbiamo quindi voluto sperimentare una variante, che definisco ecologica, perché evita l&#039;uso di una seconda auto, ma utilizza per il ritorno il cavallo.....di San Francesco!&lt;br /&gt;Per far ciò, siamo partiti da Madonna del Pino di Demonte, dove abbiamo lasciato l&#039;auto, e arrivati alla Testa di Peitagù, anzichè scendere ad Aisone, siamo ritornati al punto di partenza dal versante opposto attraverso il Bosco del Cant.&lt;br /&gt;Complessivamente il percorso, pur avendo una lunghezza complessiva di circa 16 Km, non è molto faticoso essendo la discesa sulla carrareccia abbastanza agevole.&lt;br /&gt;Il percorso: in auto, da Demonte, s&#039;imbocca la provinciale del Vallone dell&#039;Arma fino alla frazione Fedio dove si svolta a sinistra davanti alla chiesetta proseguendo su asfalto fino al bivio per la Madonna del Pino dove si parcheggia nei pressi di un pilone votivo.&lt;br /&gt;Di qui (quota 1005m) si imbocca il sentiero che punta allo spartiacque tra il Vallone dell&#039;Arma e il solco principale della Valle Stura. &lt;br /&gt;Dopo poche decine di metri, sulla destra, si dirama la stradina che porta alla carrareccia del bosco del Cant, nostro itinerario per il ritorno. &lt;br /&gt;Sergio decide di servirsi di questo percorso anche per salire e restiamo intesi di incontrarsi al bivio per la sella Prà &#039;d Giacu. &lt;br /&gt;Il sentiero che sale alle Chiavardine è segnalato molto bene con paline e tacche bianco-rosse; a tratti è molto ripido, ma la fatica è appagata dallo splendido panorama sulle due vallate e dalla ricca fioritura che si incontra in questo periodo: primule, viole, pero corvino, afodeli e i minuscoli fiori rossi a forma di pigna dei larici. &lt;br /&gt;Con i primi caldi si può incontrare, sulle rocce soleggiate, anche qualche esemplare di vipera come è capitato a Osvaldo, alla cui vista la vipera, terrorizzata, è precipitosamente fuggita!&lt;br /&gt;Con parecchi saliscendi si superano le diverse cime delle Punte Chiavardine (1378, 1505 e 1646 m di quota), infine si sale con un ripido strappo alla Testa di Peitagù (1815 m), punto più alto dell&#039;itinerario (a proposito, come risulta dalla ricerca fatta da Alberto - alb65 - in occasione di una precedente escursione, Peitagù significa pietra acuminata).&lt;br /&gt;Di qui si attraversa la sella Prà &#039;d Giacu e si scende a destra sulla carrareccia che arriva dal versante del Vallone dell&#039;Arma. &lt;br /&gt;Nei pressi di un osservatorio della riserva di caccia, a Sella Gorè, si interseca la strada che arriva da Fedio e qui ritroviamo Sergio che, nell&#039;attesa, per non farsi mancare nulla, è salito ai 1797m di Pietra Alta, sperone roccioso che si trova poco più a monte di Sella Gorè.&lt;br /&gt;Di qui la strada scende ora decisamente verso est inoltrandosi nella faggeta mentre alla nostra sinistra sfilano in successione le distese pascolive del Viridio, il vallone di San Giacomo, il vallone del Saut nel quale un ruscello scende rumorosamente e il vallone di Monfieis con le sue miniere, ormai abbandonate, risalenti alla seconda metà dell&#039;800 per lo sfruttamento di giacimenti di antracite.&lt;br /&gt;Usciti dal bosco, dopo un tratto in cui la strada è asfaltata, nei pressi di uno stretto tornante si prende la stradina a destra che in breve ci riporta al sentiero di salita chiudendo così l&#039;anello. &lt;br /&gt;In conclusione si può dire che il percorso è molto bello e non presenta particolari difficoltà. Soltanto in alcuni tratti è intersecato da altri sentieri e piste forestali e bisogna fare un po&#039; di attenzione per non perderlo seguendo le tacche bianco-rosse. In particolare a quota 1485 m, subito dopo una palina indicante &quot;Ciabot Chiavardine&quot;, bisogna abbandonare il sentiero pianeggiante e salire nel bosco a destra seguendo le evidenti tacche (l&#039;avviso è motivato dal fatto che in quel punto so per certo che più d&#039;uno si è sbagliato!)&lt;br /&gt;Altra cosa da sottolineare, pur se superflua, è che l&#039;itinerario percorre la cresta che a sinistra precipita a picco sulla Valle Stura e, pur non essendoci passaggi particolarmente pericolosi, occorre prestare molta attenzione, specie con terreno bagnato o se si soffre di vertigini.&lt;br /&gt;In definitiva è un percorso adatto ad escursionisti con una certa esperienza e alla ricerca di panorami nuovi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione effettuata il 13 maggio 2013&lt;br /&gt;Partecipanti: Adriano, Alberto R, Antonio, Osvaldo e Sergio B.&lt;br /&gt;Località di partenza: Madonna del Pino - Fraz. Fedio di Demonte&lt;br /&gt;Quota partenza: m 1005&lt;br /&gt;Altitudine massima: m 1815&lt;br /&gt;Dislivello cumulato in ascesa: m 1138&lt;br /&gt;Sviluppo totale del percorso:  km 16 circa&lt;br /&gt;Difficoltà: E&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://skydrive.live.com/?cid=898F7D0F70512E55&amp;id=898F7D0F70512E55%214050&amp;sc=photos#cid=898F7D0F70512E55&amp;id=898F7D0F70512E55%214018&amp;sc=photos&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f96595a4c2.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;foto anello p. Chiavardine e Testa di Peitagù&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/gps/index.php?trace_id=1668&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/gps.gif&quot;/&gt;Tracciato gps&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Sun, 12 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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    </item>
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      <title>Un anello da Mattie al rifugio Amprimo a Pian Cervetto, all&amp;#039;alpeggio delle Toglie lungo un sentiero nel volgere delle stagioni</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6664</link>
      <description>Un anello da Mattie al rifugio Amprimo  a Pian Cervetto, allalpeggio delle Toglie lungo un sentiero nel volgere delle stagioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Località di partenza: Borgata Giordani di  Mattie mt. 674&lt;br /&gt;Dislivello: 900 mt. c.ca, comprese alcune brevi risalite&lt;br /&gt;Tempo complessivo: 5 ore e 15 minuti c.ca&lt;br /&gt;Difficoltà: E&lt;br /&gt;Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000  n° 3 Val Susa  Val Cenischia  Rocciamelone &lt;br /&gt;                     Val Chisone     Fraternali Editore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una selciata mulattiera sale dalla borgata Giordani di Mattie a La Comba, alpeggio da tempo diruto e abbandonato.  E un Sentiero nel volgere delle stagioni e può essere preso ad esempio tipico dello sviluppo verticale delloccupazione della montagna da parte delluomo.  A Primavera ci si portava al primo insediamento per poi trasferirsi al secondo, e poi più su, sino a quello terminale di La Comba, il più elevato, per poi, a stagione inoltrata, ritornare a valle utilizzando a ritroso gli stessi.&lt;br /&gt;Raggiunta la luminosa valletta pianeggiante dovè posto lalpeggio di La Comba, ci si può portare brevemente al rifugio Amprimo a Pian Cervetto per poi raggiungere, percorrendo un tratto del Sentiero dei Franchi, lalpeggio delle Toglie, anchesso posto in unincantevole posizione.  &lt;br /&gt;Si ritorna poi a valle lungo il GTA che riconduce alla borgata Giordani di Mattie.&lt;br /&gt;Al rifugio Amprimo oggi normalmente si si arriva per altre vie; lo stesso dicasi per lalpeggio delle Toglie raggiunto da uno sterrato sempre in discrete condizioni; pertanto questi sentieri poco conosciuti oggi sono anche poco frequentati.  Il primo non è neppure segnalato e segnato e tutti e  due avrebbero bisogno di  alcuni interventi di riqualificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Percorrendo la statale n° 24 in valle Susa, giunti al semaforo di Bussoleno si prende a sinistra seguendo lindicazione per Mattie.  La strada subito sale incontrando  borgate e case sparse e, fatti i due tornanti,  raggiunge Giordani di Mattie.  Superato il ponte sul rio Gerardo si può lasciare lauto presso lampio slargo a margine della strada.&lt;br /&gt;Ci si inoltra salendo ripidi tra le case e, prima di raggiungere la chiesetta della borgata, si prende a sinistra la via Rio Gerardo.  Al fondo, presso lultima casa, parte sulla destra la mulattiera che al termine ci condurrà allalpeggio abbandonato di La Comba.  Non segnalata e tantomeno segnata, la traccia che si prende sale da subito ripida costeggiando inizialmente il rio che sotto si sente mormorare; ad un lungo traverso ascendente nel castagneto segue la svolta che porta ad un primo pilone votivo oltre il quale una traccia conduce direttamente al sentiero GTA e poi allalpeggio delle Toglie.  Sempre proseguendo si raggiungono i primi prati e poi il primo insediamento di Cugno Inferiore percorrendo un tratto rettilineo di sentiero al solito stretto dai soliti muretti.  Le case, da tempo in abbandono, sono disposte sui due lati del sentiero dove a margine spicca un secondo pilone.  Lasciato Cugno Inferiore il sentiero prosegue da prima stretto, poi allargandosi, tra muretti anche molto alti e con un paio di svolte si raggiungono le case di Cugno Superiore quasi tutte dirute, segno dellabbandono più completo. Sulle pietre si trovano date che vanno dal 1777 al 1854 e anche qui serge un pilone votivo.  Lungo una traccia che riprende a salire scavata dal grufolare dei cinghiali, a margine di prati tornati ad essere bosco, dove ora il larice inizia a predominare, si raggiunge il punto in cui la vegetazione si dirada e la vista sapre sulle case del terzo insediamento, Cugno Rifero, il meglio conservato, con alcune baite ristrutturate dove ancora troviamo lonnipresente pilone votivo.  Sbiaditi segni blu segnano ora la traccia che oltre riprende a salire.  Superata una canaletta che portava sin qui  lacqua del rio, si percorre lungamente il pendio che precipita sul sottostante rio Gerardo sino a che la pendenza si attenua quando finalmente si affronta un tratto in piano in un fitto bosco umido costeggiando le rovine di Uglio cui è più facile accedere più a monte ridiscendendo sulla destra dove aver salito alcuni stretti tornanti.  Al termine di una ripida salita ci si immette in una valletta piana alla sommità della quale sapre la luminosa conca dove sorge lalpeggio di La Comba, il più caratteristico tra gli insediamenti di questo sentiero, posta in una posizione tale da essere al riparo dalle valanghe e di godere al massimo della luce del sole.&lt;br /&gt;Per questo alpeggio transita il 521, il Sentiero dei Franchi.  Per raggiungere Pian Cervetto ed il rifugio Amprimo si prende ora la traccia che sale la ripa della conca a cui segue un tratto in piano che porta a scendere al  rio Gerardo che si supera su un ponticello di tronchi. Oltre si risale di poco affrontando in successione tre grandi piani per poi guadagnare la cima della dorsale morenica, assai panoramica, dalla quale si scende in breve al piano dove sorge il rifugio.&lt;br /&gt;                                                                                       2 ore e 15 minuti c.ca dalla borgata Giordani.&lt;br /&gt;Ritornati per la stessa via allalpeggio di La Comba, si prosegue, sempre lungo il Sentiero dei Franchi che transita poco sotto lalpeggio delle Toglie.  Presso la croce in legno alluscita dallalpe, parte il sentiero che subito affronta il ripido crinale che si sale faticosamente sino a che si raggiunge un punto della boscosa dorsale dove inizia il lunghissimo tratto in piano.  Quello che ora si percorrerà è certamente uno dei tratti più interessanti dellintero percorso.  Lunghi tratti in piano si alternano ad altri, brevi dove si sale o si scende, sempre di poco sino a che si esce prima su uno stradello e poi sul tornante della strada che sale sin qui da Mattie.  Fatti alcuni tornanti in ascesa in breve si raggiunge lalpeggio delle Toglie, posto tappa GTA, fruibile quando sul posto vi è la presenza dei margari.&lt;br /&gt;                                                                                         1 ora e 15 minuti c.ca dal rifugio Amprimo.&lt;br /&gt;Poi, scesi a valle e lasciate le baite delle Teullie, vero nome delle Toglie, si raggiunge il punto in cui si abbandona la strada che prosegue verso valle per il sentiero GTA 525 che ci riporterà alla borgata Giordani di Mattie. Segnato dalle solite tacche bianco-rosse che si presenteranno puntuali per tutto il percorso, subito sintuisce che questo sentiero oggi è poco frequentato.  Scende inizialmente tra i prati nel rado lariceto; poi quando si entra nel bosco la traccia si amplia  perché questa era certamente la traccia utilizzata per accedere allalpeggio delle Toglie prima che venisse costruita la strada.  Si scende sempre moderatamente, almeno nella prima parte e la traccia traversa lungamente nel bosco dove i faggi via via prendono il posto dei larici.  Così continuando si raggiunge un roccione dove spicca una caratteristica scritta e poi il punto in cui si fa inversione là dove sorge una consumata croce in legno.  Poco oltre una traccia si stacca sulla destra portandosi verso valle. La si ignora proseguendo sempre su quella principale che ora a tratti scende ripida raggiungendo dei prati in abbandono; il sentiero, stretto a tratti dai soliti muretti, prosegue superando una casetta ancora scendendo nel bosco con le numerose svolte che alla fine permettono di raggiungere al fondo la strada presso il ponte sul rio in località Pontetto presso la fresca fontana. Qui giunti si prende la strada che scende nel castagneto scoprendo il punto in cui  parte il GTA per poi subito dopo lasciare la strada per lo stradello che si stacca sulla destra e che subito si trasforma in sentiero.  Anche qui i soliti muretti lo stringono sino a che si raggiunge e si supera linsediamento abbandonato delle Case Rivetti continuando lungo il Percorso Natura.  Traversando quasi in piano la traccia scende tra i prati ed i castagneti terminando al fondo sulla strada dove si prende a sinistra e subito a destra lo stradello sterrato che si inoltra rasentando una fontana ed il campo sportivo.  Costeggiando  prati e castagneti in breve si raggiunge la borgata Giordani e poi lo slargo presso il rio Gerardo chiudendo così il lungo anello.&lt;br /&gt;                                                                                 1 ora e 45 minuti c.ca dallalpeggio delle Toglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7468&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Sun, 12 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Al Santuario di Santa Cristina con il CAI Almese</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6671</link>
      <description>Ancora una bella gita del Gruppo Giovanile del CAI Almese!&lt;br /&gt;Oggi con 18 allegri e scatenati ragazzini siamo saliti al panoramicissimo Santuario di Santa Cristina partendo dall&#039;abitato di Ceres per poi scendere su Cantoira e chiudendo lungo le rive della Stura un bellissimo anello.&lt;br /&gt;Come sempre tutti bravissimi!&lt;br /&gt;La prossima volta si va ad arrampicare....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/uploads/smil450f96595a4c2.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:           12/05/2013&lt;br /&gt;Quota max:      1340 m&lt;br /&gt;Partenza da:    Ceres&lt;br /&gt;Quota partenza: 713 m&lt;br /&gt;Dislivello:     650 m&lt;br /&gt;Zona:           Valli di Lanzo&lt;br /&gt;Difficoltà:     E&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7475&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 11 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Cima di Pertegà - 12 maggio 2013</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6670</link>
      <description>Salita ormai da considerarsi escursionistica, pur pestando ancora neve a tratti dai 1800 in su.&lt;br /&gt;In fuga dal vento forte dell&#039;ovest, su proposta du Maurizio eccoci qua ad Upega, località molto bella e tranquilla, vale la pena fare una visita all&#039;interno dei vicoli del centro storico. Bella giornata tersa (inizialmente) con ottima temperatura. &lt;br /&gt;Rispetto alla relazione saliamo per il Vallone di Upega, non sapendo se la cresta dei Ferà sia ancora innevata o meno. Salita in ambiente poco frequentato e wild. Sentiero molto evidente fino ai ruderi Nivorina, dove avremmo dovuto attraversare il torrente oggi reso impetuoso dalla tanta neve in fusione; dopo vari tentativi abbandoniamo l&#039;impresa, e salendo un ripido pendio sul versante sinistro incontriamo altri ruderi e una traccia che ci porta ad un pianoro sotto la verticale del Colle Selle Vecchie. Qui attraversiamo il torrente con discreta facilità, e andiamo a ritrovare la traccia nel lariceto a destra, dove a quota 1700 m iniziano le prime chiazze di neve. Usciti dal bosco un nuovo pianoro ci obbliga ad attraversare il corso d&#039;acqua, prima di iniziare la salita nel lariceto che ricopre un ampio crestone. Il sentiero è abbastanza evidente pur essendo poco segnalato (antichi segni di vernice giallo), molto bello perchè si cammina su un tappeto di aghi di larice. La parte alta di questo sentiero si perde un po&#039; tra rami caduti, nevai e cespugli, ma non c&#039;è percorso obbligato. Sbuchiamo così sulla strada, ancora innevata ma con un lembo pulito che ci permette di proseguire comodamente fino sotto al Colle, dove bisogna attualmente salire un ripido pendio nevoso di 10 metri per guadagnare la dorsale.&lt;br /&gt;Da qui vediamo il ripido tratto finale, che come pensavo non presenta quasi più neve, quindi saliamo con percorso a piacere, ripido ma ben camminabile; troviamo neve solo negli ultimi 30 m sotto la cima (volendo si può passare a destra costeggiando la fascia rocciosa). Per giungere in cresta affrontiamo un vero muro di neve molto ripido, dato che li avevamo portati calziamo i ramponi, anche se con neve non dura non ci sono problemi. Arriviamo in cima proprio quando la nebbia decide di privarci del panorama.&lt;br /&gt;Tramontata così l&#039;idea di continuare l&#039;anello scendendo lungo la cresta dei Ferà, non potendo renderci conto dell&#039;effettivo innevamento nei punti più ostici; così discesa dal percorso di salita, che comunque specie nel vallone di Upega andrebbe valorizzato.&lt;br /&gt;Zero umani avvistati, nemmeno ad Upega.&lt;br /&gt;In compagnia di Mary e Maury, scoperto un bell&#039;angolo delle Alpi Liguri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:           12/05/2013&lt;br /&gt;Quota max:      2404&lt;br /&gt;Partenza da:    Upega&lt;br /&gt;Quota partenza: 1291&lt;br /&gt;Dislivello:     1113&lt;br /&gt;Zona:           Valle Tanaro&lt;br /&gt;Difficoltà:     EE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7474&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 11 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Sentiero dei Principi alla Sacra di San Michele</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6667</link>
      <description>Da un pò di tempo ci frullava in testa l&#039;idea di un fuori zona per percorrere i 4 km del sentiero dei Principi che conduce alla Sacra di San Michele dalla fraz.Mortera; e finalmente ecco l&#039;occasione in cui gli impegni di tutti si incastrano e ci dà una mano anche il tempo. E così in questa bella domenica di sole ci mettiamo in cammino dopo aver lasciato le auto nei pressi della fraz.Mortera (parcheggio un pò scarso) sulla strada che conduce alla Sacra da Avigliana. Rintracciamo il cartello esplicativo subito all&#039;inizio della frazione che va attraversata fino al piccolo pilone dove si segue la via a destra tra le case: e proprio imboccando la via fiancheggiata da un alto muraglione troviamo la prima palina che indica la &#039;Via dei principi&#039;; la stradina sterrata comincia a salire nel bosco alternando alcuni strappi a tratti più in piano; al bivio successivo continuare a destra seguendo le indicazioni per la cascina Pogolotti che si raggiunge con un tratto in piano; passata la cascina la salita si fa più ripida nel bosco più rado (e quindi sotto il sole) con belle visuali sull&#039;imbocco della Val Susa e sulla zona dei laghi di Avigliana. Con un pò di fatica raggiungiamo la colletta (denominata Farò o Punta dell&#039;Ancoccia sulla nostra guida) che regala da un lato una panoramica aerea sui laghi diAvigliana e dall&#039;altro un primo incontro mozzafiato con la Sacra che compare improvvisa sullo sfondo delle montagne. Dopo aver scollinato continuaimo sulla stradina che in piano o lieve discesa nel bosco ci conduce fino al colle della Croce Nera e quindi alla Sacra. &lt;br /&gt;Dopo una bella pausa sui curatissimi e verdissimi prati intorno alla Sacra, ritorniamo sui nostri passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:           12-05-2013&lt;br /&gt;Quota max:      962&lt;br /&gt;Partenza da:    Fraz.Mortera&lt;br /&gt;Quota partenza: 720&lt;br /&gt;Dislivello:     250&lt;br /&gt;Zona:           Valle Susa&lt;br /&gt;Difficoltà:     E&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7471&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album Foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 11 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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      <title>Anello Pomaretto, colle Las Arà e Truc Lausà.</title>
      <link>http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=6665</link>
      <description>Escursione con partenza dalla borgata Masselli di Pomaretto seguendo il sentiero che parte nei pressi del ponte sul torrente Germanasca e  che sale alle borgate di Fort Louis e poi di Albarea per proseguire fino alla borgata San Tommaso. &lt;br /&gt;Da quest&#039;ultima borgata ho seguito la pista forestale che confluisce nella strada sterrata diretta al colle Las Arà che ho seguito fino al valico.&lt;br /&gt;Dal colle, ove si può arrivare anche salendo da Pramollo e da dove inizia il sentiero diretto al Gran Truc,  mi sono diretto al vicino Truc Lausà per poi scendere al Piano Bruciato e brevemente risalire ad un vicino punto panoramico ove è presente una bacheca in legno.&lt;br /&gt;Ridisceso  al Piano Bruciato, nei pressi di una palina in legno inizia la traccia di sentiero per rientrare a Pomaretto. Occorre prestare attenzione a dei segni di vernice rossa tracciati sui larici che servono ad individuare il punto di partenza del tracciato che purtroppo non è corredato di cartellonistica e neppure di segnavia.&lt;br /&gt;Individuato il sentiero ho iniziato a scendere a valle, lungo un percorso immerso nel bosco, molto bello, che purtroppo confluisce in una pista forestale che ha praticamente cancellato l&#039;originale tracciato che scendeva fino in fondo valle.&lt;br /&gt;La pista scende  fino ad un punto ove ne incrocia altre e seguendo quella più a sinistra sono arrivato alla borgata Clot di Boulard . Durante la discesa lungo la pista  ho accorciato leggermente il percoso seguendo ove possibile la traccia del vecchio sentiero che a tratti è ancora visibile.&lt;br /&gt;Oltre la borgata Clot seguendo in parte la strada ed oltrepassando le borgate Gilli e Subeirand sono rientrato alla borgata Masselli, punto di partenza del giro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buone gite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data:           12/05/2013&lt;br /&gt;Partenza da:    Pomaretto  ( To) frazione Masselli.&lt;br /&gt;Dislivello:     Complessivo 1100 m.&lt;br /&gt;Zona:           Val Chisone Comune di Pomaretto ( To)&lt;br /&gt;Difficoltà:     E&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/thumbnails.php?album=7469&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/images/foto.gif&quot;/&gt;Album foto&lt;/a&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 11 May 2013 22:00:00 CEST</pubDate>
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