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Escursionismo : Un anello in alta valle Argentera. Dal passo della Longia al col Mayt con salita al Gran Queyron
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 03/08/19 15:07
Notizia riferita al: 29/07/19
Letture: 126

Un anello in alta valle Argentera. Dal passo della Longia al col Mayt con salita al Gran Queyron

Località di partenza: Pian della Milizia mt. 2104
Dislivello complessivo: mt. 1100
Tempo complessivo: 7 ore e 30 minuti c.ca
Difficolta: E Dal Gran Queyron al col Mayt EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta Val Chisone Fraternali Editore

L’incantevole valle Argentera, dove nasce il torrente Ripa, tutta percorsa al fondo si sdoppia: sulla sinistra la valle Lunga conduce al colle di Rodoretto, sulla destra il vallone della Gran Miol porta al passo della Longia. Per entrambi questi colli si scende nelle valli del Germanasca.
Il vallone della Gran Miol, che si percorre in questo itinerario, è dominato sulla sinistra dalla cima Frappier, sulla destra dal Gran Queyron. Tutte e due queste vette, pur superando i tremila metri di altitudine, sono facilmente raggiungibili.
Percorsa per intero tutta la valle Argentera, al fondo, nel punto in cui si sdoppia, si prosegue sulla destra e sempre restando su uno stradello in discrete condizioni, si prende a salire nel bosco raggiungendo più sopra il Pian della Milizia, dove sorgono i ruderi del ricovero Gravier. Presso il ponte sul torrente si può lasciare l’auto.
Preso lo sterrato che lascia questo incantevole pianoro lo si percorre sino al termine, sino alla bergeria della Gran Miol, praticando le svolte e i lunghi traversi che facendo guadagnare quota la raggiungono. Oltre l’alpeggio si prosegue facilmente, per vaghe tracce, e andando di conca in conca, superate per via modeste balze, si giunge al fondo nella valletta dove ci s’immette sul sentiero 607, segnato, che in ripida ascesa porta a raggiungere più sopra il passo della Longia dove all’opposto fondovalle si vede l’abitato di Prali. Di qui, volendolo, si può salire alla modesta vetta della Cima Frappier, mt. 3004. Altrimenti un evidente sentiero traversando porta al successivo passo Frappier, poi ai ruderi di un ricovero dove sul retro parte la traccia che ripida sale guadagnando alla sommità la croce di vetta del Gran Queyron, mt. 3060 con vista ampissima sulle valli e sui monti. Volendo sviluppare un anello si può percorrere l’esteso crinale che da questa cima porta allo storico col Mayt subito dicendo che questo tratto, per come è configurato, è riservato ad escursionisti aventi una certa esperienza. Giunti a questa depressione che permette di comunicare con il Queyras francese, superata la casermetta XXIII dove è stato allestito un ricovero, si scende al fondo praticando di seguito l’interminabile, piacevole traccia che stando si poco sopra il torrente riporta al Pian della Milizia superando per via l’incantevole cascata discendente dalla sovrastante Punta Ramiere.

Percorsa per intero tutta la valle di Susa, giunti a Cesana si prosegue seguendo il corso del torrente Ripa raggiungendo prima l’abitato di Bousson poi quello di Sauze di Cesana. Più avanti, prima del tornante, un’indicazione suggerisce il punto in cui occorre lasciare la statale prendendo a destra per la valle Argentera. Scesi al ponte Terribile un polveroso stradello percorre lungamente una stretta valletta e alternando tratti dove si sale ad altri quasi in piano guadagna più sopra l’incantevole grande pianoro, uno dei più estesi delle alpi occidentali. Sempre rimanendo sullo stradello che s’inoltra nella valle, di bosco in bosco, di radura in radura, si raggiunge al fondo il punto in cui la valle si sdoppia dove si prosegue sulla destra. Salendo a tratti ripidi nel bosco si raggiunge così più sopra l’ampia radura del Pian della Milizia dove si può lasciare l’auto negli ampi spazi presso il ponte sul torrente.
Per raggiungere la bergeria della Gran Miol è sufficiente rimanere sullo stradello che in discrete condizioni prosegue addentrandosi all’interno della valle. Alcune svolte e lunghi traversi in ascesa portano infine a raggiungere l’alpeggio dominato all’opposto da pareti strapiombanti e dall’ampia depressione del col Mayt per il quale si transiterà tornando. Proseguendo per vaghe tracce verso il fondo della valle chiusa dall’ampio crinale congiungente la Cima Frappier al Gran Queyron, di radura in radura, superate modeste balze, si raggiunge così la valletta che percorsa in ripida ascesa porta a guadagnare alla sommità la depressione del passo della Longia dove a sul fondovalle opposto spicca l’abitato di Prali raggiungibile con sentiero 209. I ruderi di un vicino ricovero possono offrire riparo in caso di bisogno.
3 ore c.ca dal Pian della Milizia.
Volendolo, mantenendosi fedelmente sul facile crinale, è possibile salire in vetta alla Cima Frappier mt. 3004, dal quale si scende al successivo passo Frappier. Altrimenti questa modesta depressione può essere raggiunta percorrendo la segnata, evidente traccia che lungamente traversando alle pendici occidentali di questo monte porta ugualmente al passo dove il sentiero 210 ancora permette di scendere a Prali. Di poco più avanti sorgono i ruderi di un altro ricovero, gemello di quello del passo della Longia, dove sul retro parte la traccia che porta in vetta al Gran Queyron, mt. 3060, che si raggiunge stando su un sentiero serpeggiante da prima dalla parte della vale Argentera, poi sulla valle di Prali, infine sul crinale tra le due valli. Dalla croce di vetta di questo monte vista ampissima su un’estesa serie di monti, sulle valli, anche su quelle francesi del Queyras.
1 ora c.ca dal passo della Longia.
Da questa cima normalmente si rientra per l’itinerario di salita. Volendo sviluppare un anello è possibile percorrere il crinale di confine congiungente il Gran Queyron con il col Mayt transitando per le cime Tete de Frappier, Pic Charbonnel e Rocher Charcheyme. Questo tratto, per come è configurato, è riservato a escursionisti aventi una certa esperienza. Non essendoci un’evidente traccia occorre di volta in volta scegliere la via migliore lasciandosi guidare dall’intuito, soprattutto dall’esperienza. Si sta prevalentemente sul versante francese, per molti tratti fedelmente sul crinale, per altri più brevi sul versante italiano. Si scende e stando inizialmente in cresta si aggira un primo modesto rilievo roccioso che porta all'intaglio che precede la prima cima, la Tete de Frappier. L’ascesa alla vetta e assai impegnativa, pertanto si può decidere di aggirare questo monte avendo presente che dall’altra parte occorrerà poi scendere ad un’ampia profonda depressione. Essendo l’attraversamento diretto alquanto impegnativo si presume sia meglio perdere quota superando gli speroni rocciosi dal basso. Oltre l’ampia depressione che segue questa cima, un erboso, facile pendio porta al successivo innominato rilievo sul quale è possibile salire, trovando sul piatto, roccioso crinale che poi lungamente si percorre, un grosso ometto segnante la vetta. Anche qui, all’opposto, persa quota, si scende ancora per cresta a delle successive depressioni dove sulla parte italiana il pendio precipita. Per un lungo tratto si rimarrà fedelmente sul roccioso crinale scegliendo di volta in volta la via migliore per proseguire. Così continuando ci si avvicina al roccioso rilievo del Pic Charbonnel, cima raggiungibile solo arrampicando, che si aggira questa volta per una labile traccia che attraversa sulla parte italiana del versante trovando al di là un modestissimo ricovero, la Cabane du Charbonnel che precede i grandi piani erbosi che lungamente percorsi portano alla base dell’ultimo rilievo roccioso, il Rocher Charcheyme o Rocca del Montone, che si aggira per piccole conche e vallette stando ora sul versante francese. Ritornati sul crinale si perviene nel punto in cui si scorge in basso l’ampia depressione del col Mayt che si raggiunge al termine di un ripido tratto discendente.
2 ore c.ca dalla vetta del Gran Queyron.
Poco sotto questo storico colle, un tempo importante via di comunicazione, sorge la casermetta XXIII, una parte attrezzata a ricovero, dove parte una traccia che passando per i laghi della Fioniere scende poi a valle tra il Pian della Milizia e punto in cui le due valli si dividono. Serpeggiando verso valle si scende verso il rio della Gran Miol che si costeggia con un lungo tratto discendente sottostante le pendici della Punta Ramiere. Piacevolmente traversando si giunge così ai primi larici che precedono un rio formante incantevoli cascatelle superato che si ha si giunge all’esteso Piano della Milizia dove questo lungo anello si chiude.
1 ora e 30 minuti c.ca dal col Mayt.

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