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Escursionismo : Anello Testa Gias dei Laghi
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 29/06/19 14:09
Notizia riferita al: 27/06/19
Letture: 288

Compagnia dell'Anello dimezzata, siamo in quattro al consueto appuntamento del giovedì; scartata, a priori, la proposta di Osvaldo per un tour di cinque cime (Pelvo, Sebolet, Piovosa, Reina e Rocca Negra) dal Rifugio Trofarello attraverso il Colle d'Esischie, a cavallo tra l'Alta Valle Grana e la Valle Maira, causa le funeste previsioni di gran caldo africano, decidiamo di ripiegare verso la Valle Stura, Vallone di Riofreddo – nome ben-augurante per questa ondata di caldo anomalo – per un anello transitante dal Lago Martel – Passo Cairiliera – Colle Aver, con obbligo dell'immancabile cima, consistente nella Testa Gias dei Laghi, e ritorno attraverso il Vallone d'Aver.
Parcheggiamo l'auto nello slargo poco a monte del Forest Nola, lungo la strada del Vallone di Riofreddo, in corrispondenza della bella casa d'alpeggio, ove sussiste il divieto di proseguimento con mezzi motorizzati, ad una quota di m 1510 s.l.m..
Poche centinaia di metri e la strada diventa sterrata (terminerà nei pressi del Rifugio Malinvern-Città di Ceva); ignoriamo il primo sentiero per il Lago Martel (sulla destra, segnalato), per intraprendere la salita del secondo (sempre a destra, pure segnalato), inoltrandoci in una rigogliosa abetina mista di Abies alba (abete bianco) e Picea excelsa (abete rosso), che più in alto cederà il posto ad un più rado e stentato lariceto, lungo il versante sinistro idrografico del Rio Freddo. Il sentiero si innalza con ripide serpentine ed alcuni traversoni un po' più riposanti, fino a sfociare in corrispondenza del grazioso e molto frequentato Lago Martel m 2166; da qui inizia un percorso, seppur segnalato con vernice e “ciaperet”, abbastanza caotico ed impegnativo, risalente numerosi macereti intercalati da tratti con magra erba, percorre il lungo crinale del versante ESE della Testa Gias dei Laghi. Pur perdendo la traccia per alcuni brevi tratti, raggiungiamo la striminzita sella del Passo Cairiliera m 2600, ove si apre un bel colpo d'occhio sull'alto Vallone d'Aver, con l'ameno bacino dell'omonimo lago Sottano.
Risaliti alcuni terrazzini erbosi in direzione Ovest, ora la traccia ripiega verso SSO in direzione del Colle Aver: solo che qualcuno (non nominiamolo, per rispetto della legge sulla privacy, diciamo solo che è lo stesso promotore della cervellotica e quasi impercorribile via dello scorso giovedì al Monte Besimauda!), a questo punto, lancia l'idea di risalire direttamente il ripidissimo versante ESE dell'ancora lontana Testa Gias dei Laghi, anche per disegnare il solito (benedetto o stramaledetto?) anello nel modo più ortodosso possibile; idea che si rivelerà, al solito, alquanto strampalata nonché faticosissima (tra l'altro, dovremo ridiscendere circa un centinaio di metri per aggirare una lunga cresta rocciosa non percorribile da comuni mortali).
Riusciamo comunque a raggiungere la più che agognata vetta della Testa Gias dei Laghi m 2739 in un torrido mezzogiorno infuocato dal previsto caldo africano, seppur periodicamente mitigato da un venticello appena appena fresco.
Oggi finalmente ci ha abbandonato la nebbia delle ultime escursioni, quindi possiamo deliziarci della classica panoramica a 360°: ad ovest, al di sopra del Santuario di Sant'Anna di Vinadio, spicca la lunga catena che dalla Testa Auta del Lausfer, attraverso la Cima Tesina, la Testa Mouton, va a terminare alla Rocca Bravaria, Monte le Steliere e Monte Fovrìa; a nord, oltre le vicinissime Punta Maladecia e Testa Cairiliera, è ben visibile la prosecuzione del lungo crestone con il Funs e Punta Ciarnier, Cima Resdour e Testa Combè; ad est la lunghissima catena che dalla Rocca del Dado, attraverso il Monte Gias Vej o Alivè, Punta Rimà, Rocca del Ciamp, Testa delle Novelle, Rocca Pertusà, Rocca di Pan Perdù, s'infrange sul nodo della slanciata e superba Rocca la Paur, senza dimenticare le più distanti Cima del Ciapous, Cima di Gorgia Cagna, con il gruppo del Monte Matto e la Rocca Valmiana; infine verso sud, oltre i contigui Monte dell'Aver e Monte della Valletta, spiccano l'imponente massiccio del Monte Malinvern, incontrastato gigante della zona, la Cima della Lombarda e le successive catene francesi poste a corollario di Isola 2000.
Anche oggi si consumerà il frugale pasto in cima (il gran caldo e la stanchezza accumulata ridurrà di molto le razioni di cibo e genepy offerto da Angelo).
La discesa avverrà lungo la pietraia al di sotto del filo della cresta SO, terminante nel Colle d'Aver m 2585, dopodiché una traccia di “ciaperet”, sostituiti in seguito dalle tacche di vernice, ci condurrà lungo il Vallone d'Aver, transitando nei pressi dei due deliziosi omonimi laghetti, Soprano m 2334 e Sottano m 2136, fino a raggiungere lo stradone del Vallone di Riofreddo e la tanto agognata (mai come oggi) fontana di limpida e freschissima acqua, ove a più riprese tufferemo le nostre stanche e logorate membra super-accaldate e fortemente disidratate.

Note di Toponomastica:
Rio(freddo): Rio, dal latino rivus, è sinonimo di 'piccolo corso d'acqua';
Forest Nola: Foresti o Foresto, Fourest, italianizzato Foresti, è un'antica voce ritenuta d'origini celtiche con il significato di 'foresta'. Nelle montagne del cuneese il toponimo denomina quindi alcuni piccoli raggruppamenti di casolari in siti boscosi e lontani dal capoluogo; in pochi casi i 'Fourest' si trasformarono in insediamenti stabili; Nola:Nola è una forma cognominale;
Martel, Lago: Martel, voce piemontese, corrisponde alla 'pianta di bosso';
Cairiliera, Testa: Cairiliera condivide l'etimologia di Caire, ma in senso collettivo, di raggruppamento;
Testa Gias dei Laghi, localmente Testo Jas di Laus: Gias: il sostantivo prov. Gias o jas (dal latino iacere 'giacere') denomina la stazione d'alpeggio in quota formata da un rustico locale in pietre a secco per pastori, da una o più celle seminterrate per la conservazione dei prodotti caseari e delle adiacenti recinzioni in pietrame per la custodia e la cura degli animali;
Aver, monte, colle, vallone, laghi: Aver (latino tardo habere 'avere') in ambiente rurale porta il significato di 'possesso', con particolare riferimento al bestiame. In alcuni casi Aver estende tale significato di possesso (o di sfruttamento) anche ai territori elevati, quelli generalmente riservati alla monticazione degli ovini;
Malinvern, localmente Munt Maluvèrn: Màlinvern 'cattivo inverno' è un luogo freddo, un territorio dove la neve persiste a lungo.

Escursione effettuata il 27 Giugno 2019
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da Angelo, Antonio, José e Osvaldo
Località di partenza: Forest Nola 1510m comune di Vinadio – Vallone di Riofreddo (CN)
Punto più elevato raggiunto: Testa Gias dei Laghi m 2739
Dislivello cumulato in ascesa: 1309m
Sviluppo complessivo del percorso: 15,8 km
Tempo in movimento: 6h 15'
Difficoltà: EE (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 29/6/2019 14:56  Aggiornato: 29/6/2019 22:42
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 335
 Re: Anello Testa Gias dei Laghi
Descrizione del percorso: Antonio
Fotocronaca: Angelo, Antonio e José
Tracciato GPS: Angelo
Grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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