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Escursionismo :  Anello del laghetto del Bram, da Trinità di Demonte
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 26/06/19 23:54
Notizia riferita al: 15/06/19
Letture: 183

Cosa non si fa per amore dei figli...!
“Papà, hai già fatto il sentiero che da Trinità di Demonte sale al Gias del Saut?” - mi chiede un giorno mio figlio Daniele, appassionato di percorsi strani e selvaggi in mountain-bike - “Ho sentito che è stato ripristinato” - mi dice - “ e mi piacerebbe provarlo in discesa. Se ti capita l'occasione dimmi com'è...”
Beh... l'occasione se non c'è, la creiamo. E il sabato successivo eccoci puntuali nel Vallone dell'Arma, sopra Demonte, con mia moglie Maria Teresa , per andare a saggiare questo insolito sentiero.
Partiamo dalla piccola frazione di Trinità che si raggiunge in auto dopo 7 chilometri da Demonte sulla provinciale verso il colle Fauniera e di qui, zaino in spalla, imbocchiamo la stradina in asfalto (palina P9 - Colle della Magnana) che parte dal piazzale ove si affaccia la trattoria occitana Lou Stau.
Saliamo su questa stradina per 250 metri circa dopodiché, alla seconda curva svoltiamo su una traccia che si stacca sulla sinistra, mimetizzata dalla vegetazione (palina seminascosta indicante Rocca La Croce – Monte Grum).
Seguendo gli ometti arriviamo in breve a scavalcare la condotta di collegamento tra le centrali idroelettriche di San Giacomo e Fedio e proseguiamo, ora su sentiero più marcato, sui tornanti nel fitto bosco misto.
Da questo punto,il percorso, che assume le caratteristiche di mulattiera, con tratti incassati e protetti sui fianchi da muretti rocciosi, lascia trasparire evidenti segni di recenti lavori per renderlo transitabile, ma si ha la netta impressione di una sua scarsa frequentazione. Del resto l'attività di ripristino più importante la troviamo più avanti, a metà del vallone, laddove fu devastato negli anni addietro da estese valanghe con numerosi alberi di alto fusto divelti che ostruirono ogni possibile attraversamento.
Oltrepassato questo passaggio la salita cambia completamente aspetto: si cammina ora su bel sentiero, con fondo erboso che sale sempre a tornanti, tra larici sempre più radi fino ad emergere nei verdissimi pascoli del pianoro del Saut presso un colletto (1878m) senza nome e senza indicazioni, identificabile solo con una palina portante due cartelli di divieto di caccia...
Per non farci mancare nulla, intravedendo sulla destra, a poca distanza, il mammellone di Rocca La Croce (1888m), andiamo a fare una visita a questa cimetta, divisoria dei due Gias (il Sottano e il Soprano) del Saut che si eleva su una lussureggiante prateria in fiore.
Ritornati al colletto, per terminare il mandato esplorativo ricevuto dal figlio, puntiamo decisamente verso il Gias Soprano del Saut (1957m), distinguibile in lontananza in direzione Nord, seguendo la larga traccia lasciata dal passaggio delle mandrie che costeggia il versante orientale della soprastante quota (2077m) senza nome.
Arrivati al Gias e raggiunto l'obiettivo principale della nostra escursione (potremo riferire che il tragitto da noi fatto fin qui in salita si può discendere in mountain-bike, naturalmente con le dovute cautele e da chi abbia la necessaria esperienza e capacità per le discese tecniche sulle “ruote grasse”) ci viene in mente che potremmo prendere l'occasione per concluderla con un bel giro ad anello!
Detto, fatto: avendo visto sulla mappa la possibilità di salire al colletto tra la Cima Gardon o Gardun e il Grumetto o Lo Gromet dove, a quota 2256m, s'incrocia il sentiero della Curnis Auta, decidiamo di effettuare questa traversata per scendere dall'altra parte all'ameno laghetto del Bram e al bivacco Roberta Bernardi (2200m).
Assai gradevole la salita del declivio a Nord del Gias del Saut, con inclinazione mai eccessiva, si effettua seguendo “al meglio” la linea di massima pendenza in corrispondenza del rio che scende dalla cresta, raggiunta la quale si para innanzi il lungo crinale che dal Passo della Magnana sale al Grumetto e quindi al Grum, al Bram e alla Punta dell'Omo per raccogliere in un grandioso anfiteatro il vallone di San Giacomo.
La discesa dal colletto presenta qualche difficoltà per la presenza di ancora qualche lingua di neve, ma è facilmente superabile. Il problema preminente diventa invece lo scatenarsi di un improvviso temporale di pioggia e grandine che ci sorprende a poca distanza dal bivacco, al quale arriviamo già abbastanza fradici.
Abbiamo comunque la possibilità di apprezzare concretamente questa bella struttura inaugurata il 15 ottobre 2017, intitolata alla giovane Roberta Bernardi, grande appassionata di montagna e prematuramente scomparsa in giovane età. Il bivacco è costruito pochi metri sopra la riva del lago Bram in posizione strategica per chi affronta il lungo tratto di sentiero della Curnis Auta o il percorso trekking Lou Viage.
Lasciata sbollire un po' la furia del temporale e attivata l'attrezzatura antipioggia, fortunatamente sempre al seguito nello zaino, affrontiamo la lunga discesa nella nebbia e con la pioggia che in modo più o meno intenso ci accompagnerà fino all'auto.
Grazie all'ottimo sentiero raggiungiamo in breve il Gias della Sella (1846m) e la sterrata che, quasi pianeggiante, arriva al bivio per il Gias Contard dove diventa asfaltata scendendo al Gias Bourel (1658m) e di qui fino alla frazione San Giacomo dove ci attendono ulteriori 4 km di asfalto per tornare a Trinità.
Conclusione: peccato per il temporale, ma il giro è stato bello, molto vario e panoramico, seppur un po' lungo (probabilmente più lungo di quello che farà nostro figlio in bici per provare la discesa su Trinità...!).
Ma l'amore per i figli (e per i percorsi ad anello) fa fare questo ed altro...!!!

Note Toponomastiche
Trinità, La Croce (rocca), San Giacomo : dai relativi riferimenti religiosi
Saut (gias, vallone): è un sostantivo provenzale (dal latino saltus) con il significato di 'pascolo tra boschi'. Nel tempo ha subito probabilmente l'attrazione dell'italiano 'salto' attribuito alla notevole impennata basale del vallone
Grum (monte) e il diminutivo 'Gromet': l'oronimo, dal provenzale 'grum', masso, blocco roccioso (latino 'grumus') per estensione assume il significato di massa montuosa
Bram (monte, laghetto): la voce, che dal provenzale 'bram-bramar' ha il significato di grido forte, riflette invece l'impronta del radicale 'bar', altura, monte dominante. Localmente è pure denominato ' La Rouchéto'

Escursione effettuata il 15 giugno 2019 da Adriano e Maria Teresa
Località di partenza: Trinità di Demonte 1198m – Valle Stura di Demonte (CN)
Punto più elevato raggiunto: Colletto tra la Cima Gardon o Gardun e il Grumetto o Lo Gromet 2256m
Dislivello cumulato in ascesa: 1108m
Sviluppo complessivo del percorso: 19,2 km
Tempo in movimento: 6h 00'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
videotraccia


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