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Escursionismo : Un anello per i monti Freidour e Tre Denti ed il rifugio Melano-Casa Canada dal colle Cro
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 03/05/19 18:11
Notizia riferita al: 19/04/19
Letture: 199

Un anello per i monti Freidour e Tre Denti ed il rifugio Melano-Casa Canada dal colle Cro

Località di partenza: Colle di Cro mt. 1155
Dislivello complessivo: 650 mt. c.ca. Tutto l’itinerario è però un continuo saliscendi.
Tempo complessivo: 5 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

I monti Freidour e Tre Denti emergono sul lungo crinale che dalla pianura s’eleva verso monte separando le valli della Chisola e del Sangone da quelle del Noce, del Lemina e del Chisone.
Aspri, rocciosi e dirupati, sui versanti che danno sulle valli del Noce e del Lemina sono presenti numerose vie d’arrampicata e punto di partenza per accedervi è il rifugio Melano detto anche Casa Canada poiché l’originale struttura in tronchi, dono a Torino di quel paese, e stata posizionata il loco dopo le olimpiadi invernali del 2006.
Partendo dal colle di Cro, separante la valle del Lemina da quella del Chisone, giunti sul crinale al monte Sette Confini, con alterni alti e bassi tutto lo si percorre sino al colle della Bessa toccando per via prima il monte Freidour, dove spicca il monumento in ricordo degli aviatori caduti con il loro aereo tentando portare aiuti alla Resistenza nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, poi il monte Tre Denti con il traliccio reggente la Madonnina sul dente occidentale e la minuscola chiesetta su quello orientale. Un lungo traverso fatto a saliscendi riporta infine al colle di Cro toccando per via il rifugio Melano-Casa Canada.
I boscosi pendii che si attraversano, costellati da numerosi ammassi rocciosi, sono stati pesantemente attraversati dal fuoco che ha imperversato su questi versanti nell’autunno del 2017.
Grazie all’impegno e alla dedizione di volontari molti ostacoli sono stati rimossi, alcune tracce pulite e rimesse a nuovo come l’ingegnoso tratto di sentiero che dal colletto Castellar conduce al rifugio.
Da questi monti ampia vista in tutte le direzioni perdendosi lo sguardo verso la catena alpina da una parte e verso la pianura dall’altra.

Giunti a Pinerolo si prosegue seguendo sempre l’indicazione che porta a raggiungere S. Pietro Val Lemina. Superato questo abitato una strada stretta ma sempre asfaltata s’addentra all’interno della valle del Lemina e superando per via le case di Talucco giunge ad un bivio dove si prende a sinistra quella che con ripetuti tornanti in ripida ascesa conduce al colle di Cro separante la valle del Chisone da quella del Lemina. Giunti al valico si piega destra per la via Cappella degli alpini lasciando l’auto all’ampio piazzale retrostante un punto ristoro.
Preso lo stradello che evidente sale lasciando l’insediamento, di poco sopra dove un’indicazione suggerisce come raggiungere il colle Ciardonet, traccia che si prenderà per tornare, ci si mantiene sullo stradello-pista forestale che fatte un paio di svolte prosegue in ascesa sul fianco orientale del monte Fajè e incontrando per via la panoramica Rocca Vergnon, poi la targa che individua le sorgenti del Lemina, raggiunge alla sommità il colle Colletto. Trascurate le tracce per le Case Moschetto ed il colle Pra l’Abbà si prosegue per il monte Freidour. Passando per il modesto rilievo del monte Sette Confini si scende poi al colle Sperina raggiunto dalle tracce che salgono dal rifugio Melano e dal colle Ciardonet. Vista la targa che ricorda il punto in cui provvisoriamente vennero tumulati gli otto aviatori periti alle pendici di questo monte, si prosegue in direzione del monte Freidour. Traversando e sempre salendo nel bosco si guadagna prima il colletto dove escono le vie d’arrampicata, poi il pratone che contraddistingue la cima del monte Freidour mt. 1452, punto più elevato dell’itinerario, dove sorge l’alato monumento posto in loco a ricordo degli aviatori caduti portando aiuto alla Resistenza.
1ora e 15 minuti c.ca dal colle di Cro.
Il monte non è stato raggiunto dal fuoco che recentemente ha imperversato su questi versanti: le cose saranno però diverse proseguendo in direzione del monte Tre Denti. Restando fedelmente sul crinale separante le valli, sempre percorrendo una segnata ed evidente traccia, con continui e ripetuti saliscendi si raggiungono per via prima il colle Aragno ovest, raggiunto dal sentiero 52 che sale dal rifugio Melano, poi il colle Aragno ovest, dove una traccia sale dal colletto Castellar, infine un intaglio dove si deve proseguire sul versante di Cumiana essendo impossibile praticare altra via. Seguendo le segnature che attraversano ora pendii fortemente percorsi dal fuoco, trascurato il sentiero 5 che scende a Bastianoni, faticosamente si risale al crinale dove, trascurata per il momento la traccia che prosegue in direzione della chiesetta posta sul dente orientale, passando tra rocce si guadagna la Madonnina in vetta al dente occidentale che si raggiunge con l’ausilio di gradinature che facilitano l’accesso. Tornati poi alla traccia principale, aggirata una dorsale e scesa accortamente una placca rocciosa che si supera grazie ad altre gradinature in tondino, un breve attraversamento porta al punto in cui occorre affrontare l’estesa placca rocciosa, un ripido piano inclinato, che porta alla chiesetta in vetta al dente orientale mt. 1342 che si raggiunge grazie ad una fune fissa corrimano che aiuta nell’ascesa. Con la vicina croce metallica, sempre aperta, questa minuscola chiesetta può offrire un possibile riparo in caso di bisogno. Vista la difficoltà per accedervi ci si chiede come sia stato possibile portare sul posto tutto il materiale necessario alla sua edificazione. Dalla vetta di questo dente vista ampissima sulla catena alpina, sulle valli, sulle borgate sparse sui pendii sino alla pianura.
1 ora e 15 minuti c.ca dalla vetta del monte Freidour.
Tornati al bivio si prende la traccia che scende ripida con ripetute svolte e traversi, tali da assecondare la natura del pendio, e che con altre gradinature facilitanti la discesa porta di sotto al colle della Bessa o Rumiano dove sorgono numerose indicazioni. Qui giunti, trascurato il sentiero 2 sulla sinistra che scende a Cumiana passando per Ciom, quello frontale per il monte Brunello, si prende a destra e percorrendo un breve, scavato canalino subito si raggiunge la fontana Ellena alla quale si può attingere. Mentre il sentiero 51 scende direttamente alle borgate di Cantalupa, lasciando la fontana si prende quello che sale e che con attraversamento piano di sotto al monte Tre Denti conduce ad un colletto superato che si ha si scende ripidi con ripetute svolte un pendio ingombro di alberi rinsecchiti. Sempre seguendo le rassicuranti segnature biancorosse, percorso un breve tratto piano si riprende a scendere ripidi terminando di sotto su una dissestata pista forestale che presa verso monte in poco tempo conduce al colletto Castellar dove termina. Raggiunto da una traccia discendente dal colle Aragno est, da questo punto volendolo in una ventina di minuti si sale alla Panoramica Rocca Castellar, mentre di fronte una segnata traccia e opportune indicazioni dicono come raggiungere il rifugio Melano. Di nuovo si riprende a scendere, ripidi e ancora a svolte, terminando più sotto all’alveo di due ravvicinati rigagnoli dove si prosegue in direzione del rifugio. Il tratto che segue, un tempo malagevole, recentemente è stato ottimamente risistemato, opportunamente risegnato e un grazie va ai volontari che si sono presi questo gravoso impegno. Un lungo attraversamento, dove tratti in piano si alternano ad altri dove si sale o si scende, attraversati rii e incassate vallette, porta al punto in cui ci s’immette sul sentiero 52 per il colle Aragno ovest. Trovando per strada le numerose vie d’arrampicata della Rocca Sbarua in breve si raggiunge l’accogliente, sempre aperto rifugio Melano-Casa Canada al quale ci si può fermare per un breve ristoro.
1 ora e 45 minuti c.ca dal monte Tre Denti.
Per la strada che lo raggiunge, meglio per l’incantevole sentiero-didattico che lo lascia, lungamente traversando si perviene poi al colle Ciardonet che si raggiunge al termine di un breve tratto ascendente. Numerose sono le indicazioni che si trovano su questa ampia sella tra le quale quella che dice come raggiungere il colle Cro, e a questa si presta fede. Il tratto che segue, assai piacevole da percorrere, rasentati sulla sinistra i soliti muretti, sulla destra il bosco, in moderata ascesa traversa alle pendici orientali del monte Fajè e lasciando più sotto le visibili case di Dairino, poi i ruderi di Cassulera, termina infine sulla pista forestale nel punto in cui questo anello si chiude. Sceso lo stradello in breve si torna all’ampio piazzale retrostante il punto ristoro del colle di Cro.
1 ora e 15 minuti c.ca dal rifugio Melano.

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