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Escursionismo : Punte Chiavardine e Testa di Peitagù, da Madonna del Pino, con ritorno ad anello per le alte borgate di Aisone
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 27/03/19 12:25
Notizia riferita al: 21/03/19
Letture: 325

La Compagnia dell’Anello al gran completo decide di festeggiare il ritorno della primavera con una bella gita dall’interessante svolgimento che ci farà godere di uno splendido panorama dalla lunga costa spartiacque tra il vallone dell’Arma e la valle Stura.
Ci portiamo con le auto sotto la bella cappella della Madonna del Pino di Demonte, presso il pilone votivo presente proprio all’inizio del sentiero P64 LV (m 1000) che ci indirizza verso le Punte Chiavardine e la Testa di Peitagù. Esso fa parte dell’anello escursionistico Lou Viage (Il viaggio), istituito dall’omonima Associazione con l’obiettivo di valorizzare il territorio della valle Stura e promuovere un turismo consapevole ed ecocompatibile.
Il percorso, ben segnalato con tacche bianco-rosse, inizia in lieve pendio tra radure e macchie di roverelle e ginepri, poi risale al dritto entro una bella e continua foresta di faggi che dalla cresta scende nel versante settentrionale del vallone del Cant accompagnandoci per quasi tutto il percorso.
Avanzando quasi sempre in cresta, si superano le varie Punte Chiavardine (m 1187, 1404 e 1518), su un sentiero a tratti impegnativo, “ad ostacoli” per il superamento di salti, rami, tronchi, che segue con varia esposizione il filo del lungo sperone roccioso ed è sempre altamente spettacolare e panoramico, a volte a precipizio, sulla media valle Stura.
Raggiunta la punta più elevata su cui si trova una piccola e malconcia croce in legno, discendiamo poi ad una successiva sella (m 1480) dove incrociamo la mulattiera che scende al Ciabot Chiavardine. Noi l’oltrepassiamo per risalire, sempre su sentiero marcato, su un panettone alberato (m 1648), intermedio tra le Chiavardine e la Testa di Peitagù, che cominciamo a vedere boscosa sullo sfondo.
Di qui in avanti discendiamo talvolta sul versante dell’Arma, a destra dello spartiacque, attraversiamo qualche tratto ancora innevato e superiamo, a quota m 1636, il bivio P64/P64b che a sinistra scende ad Aisone in direzione dei ciabot Casalot e Ciancamentes, ove svolteremo al ritorno dal Peitagù.
Più o meno in falsopiano raggiungiamo poi un bel pianoro innevato proprio ai piedi della rampa finale. Lo costeggiamo sulla sinistra nel faggeto che progressivamente si trasforma in lariceto, entro il quale attacchiamo l’erta china che porta in cima (m 1815).
Dopo aver ammirate le cime dell’alta Valle Stura ancora ammantate di neve ed i bianchi versanti nord della destra idrografica della valle Stura che abbiamo di fronte, dopo le foto di rito, riprendiamo velocemente la via della discesa perché il percorso è ancora lungo, volendo rientrare tramite Aisone.
Ripassati dal bivio sopracitato, ci immettiamo nella ripida discesa (P64b) che, discendendo su un costone, porta prima ad uno sperone roccioso (m 1506), poi, con una brusca svolta a destra, ai ruderi Casalot, immersi in mezzo ai faggi, sotto i quali il sentiero ci permette di volare su un soffice terreno di foglie secche.
Ma il bello finisce quando usciamo dal bosco e ci tocca proseguire sul lato idrografico destro del canalone, su ripido sentierino dal fondo sabbioso ed a pietriccio, tracciato su bordi scoscesi di roccia calcarea -da evitare in caso di giornate piovose o con fondo ghiacciato- che scende precipite fino al bivio per Occhie, che raggiungiamo dopo aver attraversato il rio, oramai poco a monte di Aisone.
Superata la piccola borgata (m 886), raggiunta dalla strada asfaltata e ricca di numerosi impianti di raccolta acqua, ci indirizziamo alla cappella di S. Bernardo (m 912), presso la quale su uno spiazzo rallegrato da incantevoli ciliegi in fiore ci fermiamo finalmente per il meritato spuntino.
La discesa è terminata: ci rimane ora il lungo tratto a saliscendi che ci dovrà riportare alla Madonna del Pino. Il percorso - indicato come Sentiero di mezzo -, alto sullo Stura e sui centri della valle è bello e panoramico: ricco di una splendida fioritura di viole e margheritine, esso passa per le località Marieto, Aluman, San Grato e Rifodon/Gratin.
Altrettanto spettacolare è il panorama delle quasi verticali pareti calcaree delle punte Chiavardine, alte sulla nostra sinistra e arrossate dalla luce del sole pomeridiano. Finalmente arriviamo alla borgata Gau poco sotto la displuviale, e, dopo averne a lungo auspicata la visione del campanile, raggiungiamo molto soddisfatti la Madonna del Pino.

Note Toponomastiche
Demonte: derivante dal lat. de-montis come luogo tra i monti Punte Chiavardine: toponimo italianizzato al plurale probabilmente risultante dall’occitano cavar in relazione alle numerose cavità naturali e grotte della zona Testa di Peitagù: probabile errore di trascrizione da un originario PeiraAgù per roccia appuntita Casalot: piccola casa Occhie: toponimo probabilmente derivante dall’italianizzazione deformata del nome di antichi proprietari Ogie (Oggero) Marieto: località riferentesi ad una Maria, al diminutivo in provenzale Aluman: probabile alterazione di toponimo da antichi proprietari di origine germanica (Alaman) Rifodon/Gratin: Ri-fodon riflette la presenza di un rio profondo, mentre per Gratin si intende il toponimo derivante dal soprannome di antichi proprietari (il nome Grato è frequente nella zona data la presenza della cappella di San Grato) Gau: toponimo localmente dato a zone boscose come quella in cui si trova la borgata.

Escursione effettuata il 21 marzo 2019
Località di partenza: cappella Madonna del Pino 1000m – fraz. Fedio di Demonte – Valle Stura di Demonte (CN)
Punto più elevato raggiunto: Testa di Peitagù 1815 m
Dislivello cumulato in ascesa: 1286 m
Sviluppo complessivo del percorso: 15,3 km
Tempo in movimento: 5h 30'
Difficoltà: EE (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 27/3/2019 12:43  Aggiornato: 27/3/2019 12:43
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 303
 Re: Punte Chiavardine e Testa di Peitagù, da Madonna del ...
Descrizione del percorso e note toponomastiche: Gianni
Fotocronaca: Adriano e Angelo
Traccia GPS: Angelo
Grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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