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Escursionismo : Monte Bram, da San Giacomo di Demonte
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 13/03/19 12:55
Notizia riferita al: 06/03/19
Letture: 364

Compagnia dell'Anello questa settimana ridotta a soli tre elementi, causa soprattutto il forzato anticipo dell'escursione al mercoledì, viste le sfavorevoli previsioni del meteo per giovedì; pertanto il resto del gruppo non potrà partecipare per i vari impegni familiari e non.
Unanimemente siamo d'accordo di non calpestare neve, o perlomeno di evitarne il più possibile, quindi decidiamo di risalire i versanti esposti a meridione del Vallone dell'Arma (Valle Stura di Demonte), partendo dal villaggio di San Giacomo di Demonte, sito alla quota di m 1312, con primo obiettivo il raggiungimento del laghetto del Bram ed il bivacco R. Bernardi, e poi eventualmente si vedrà.
Iniziamo la marcia un po' prima delle nove, con un clima relativamente freddino (se paragonato alle precedenti giornate di caldo tardo primaverile), inoltrandoci lungo la strada asfaltata dello stretto Vallone di San Giacomo, costeggiante l'omonimo rio; alcuni brevi tratti di questa rotabile sono ancora ricoperti di neve e ghiaccio, con due piccole slavine appena prima dello sbarramento artificiale operato dall'ENEL per la deviazione dell'acqua del rio alle condotte forzate per la successiva produzione di energia elettrica; oltre questo manufatto, il vallone si apre in un ampio panorama sulle pendici a prato-pascolo, con bel colpo d'occhio verso sinistra sul Monte Gorfi, la rocciosa ed ardita Pera Puntua e la quota dai più ormai denominata Cima di Peracontard (per l'IGM e il successivo vademecum del CAI-TOURING, viene considerato solamente il Colle di Peracontard).
La strada ora ripiega verso sinistra, raggiungendo successivamente i Gias Bourel e Contard e, dopo alcuni tornanti per salire in quota, ritorna a deviare verso destra con un lunghissimo spostamento di alcuni chilometri e con andamento praticamente pianeggiante; per evitare queste lungaggini decidiamo di seguire una traccia inizialmente segnalata con tacche di vernice biancorossa, che però poi improvvisamente si interrompono. Non ci resta che risalire lungo la linea di massima pendenza le ripidissime chine di erba secca e molto scivolosa, effettuando numerosi slalom tra i cespugli di rosa canina, qui particolarmente abbondanti, fino a raggiungere la strada, ora sterrata, che terminerà al Passo della Magnana, a poche centinaia di metri dal Gias della Sella a quota m 1846.
Poco prima del rudere, una palina segnaletica è posizionata all'origine della traccia di sentiero che conduce al Bivacco Roberta Bernardi(*), recentemente costruito in contiguità della sponda meridionale del laghetto del Bram, quotato m 2197; risaliamo quindi abbastanza faticosamente il sentiero, in realtà non particolarmente ripido, ma la salita precedente era veramente come si dice “tagliagambe”. Ora qualche breve tratto di neve lo dobbiamo comunque calpestare, però, data la temperatura ancora simil invernale, non si sprofonda e quindi la marcia risulta abbastanza agevole.
Giunti nei pressi di bivacco e laghetto (che non raggiungeremo), le teste si alzano verso l'alto, qualcuno dice “”ma quella è la cima del Monte Bram””, quindi gambe in spalla e via per gli ultimi 150 metri ancora molto ripidi, ma liberi da nevai seppur con terreno infido perché ancora ghiacciato. Raggiunto l'ultimo tratto della cresta Est, lo percorriamo attraverso una traccia che in pochi minuti termina sulla cima del Monte Bram m 2357, caratterizzata da un cippo in metallo sul quale viene riportata una quota sottostimata di venti metri (2337).
Solite congratulazioni, foto, panoramiche a 360°, tra le quali spiccano l'immancabile Monviso, l'inconfondibile Rocca la Meja, e verso Sud i poderosi massicci del Monte Matto e Argentera.
Scendendo adesso cerchiamo i nevai che ci allevieranno di molto la fatica, al Gias della Sella facciamo la breve sosta per rifocillarci non potendo godere dell'irraggiamento solare, che mai come oggi sarebbe particolarmente gradito. Decidiamo poi di percorrere integralmente l'interminabile carrareccia, per lunghi tratti abbastanza fangosa, anche per non smentire il nostro marchio, e disegnare un seppur esiguo anello.
Solo una nota di toponomastica:
Bram: dal provenzale, ha il significato di grido lamentoso (riferimento a leggende, oppure al vento o alle valanghe).

(*) Bivacco Roberta Bernardi: inaugurato il 15 ottobre 2017, è intitolato alla giovane Roberta Bernardi grande appassionata di montagna e prematuramente scomparsa in giovane età, è stato fortemente voluto dalla famiglia. Con l'aiuto di volontari del CAI di Cervasca-Valle Grana è stato costruito pochi metri sopra la riva del lago Bram in posizione strategica per chi affronta il lungo tratto di sentiero della Curnis Auta o il percorso trekking Lou Viage o per chi arriva dalla valle Grana.

Escursione effettuata il 6 Marzo 2019
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da Antonio, Gianni e José
Località di partenza: San Giacomo di Demonte 1312m – Vallone dell'Arma (CN)
Punto più elevato raggiunto: Monte Bram 2197m
Dislivello cumulato in ascesa: 1127m
Sviluppo complessivo del percorso: 15,5 km
Tempo in movimento: n.r.
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 13/3/2019 15:45  Aggiornato: 13/3/2019 15:45
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 312
 Re: Monte Bram, da San Giacomo di Demonte
Descrizione del percorso: Antonio
Fotocronaca: José
Grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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