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Racchette da neve : Colle delle Munie, dal colle della Maddalena
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 06/03/19 01:31
Notizia riferita al: 28/02/19
Letture: 305
Racchette da neve

Gita -senza anello- ma estremamente suggestiva per gli scenari di questo meraviglioso angolo di Alpi Cozie al confine tra Italia e Francia, sotto la dominante presenza del Monte Oronaye. La meta, il Lac de la Reculaye e il vicino Colle delle Munie salendo dalla Valle Stura, è proposta da Jose, accompagnato oggi dalla bella Barbara, cosa che non ci fa rimpiangere l’assenza di un paio di membri della compagnia.
In una splendida giornata di sole -ahimè un po’ troppo calda per il periodo-, parcheggiamo l'auto un km dopo il Colle della Maddalena a Le Pontet (m 1952), presso il ponte sul torrente Oronaye, e lasciate le ciastre sugli zaini, risaliamo il pendio ormai quasi privo di neve.
La mulattiera parte sulla destra della strada nazionale e s’innalza gradatamente sul lato idrografico destro del rio, portandosi in alto tra i rocciosi Bec du Lièvre a sinistra, e Tète des Glaves a destra, la quale ultima appare ancora ben innevata al contrario del versante a Sud su cui procediamo noi.
Dopo 35’ di salita entriamo in una zona d’ombra ed in un ambiente, data la quota, ancora tutto coperto di neve. Ritornati al sole che non ci lascerà più fino al rientro, non lontani da una baita di pastori semicoperta e poco sotto il pluviometro, ci fermiamo presso il pianoro che si apre a Sud-Est verso l’alto Vallore dell’Oronaye (m 2325): con lo stupendo spettacolo roccioso della sua vetta e delle cime circostanti a cui tendono gli ampi pendii laterali candidi di neve, facciamo uno spuntino e poi ci mettiamo le ciastre.
Ora volgiamo a sinistra, costeggiando il Bec du Lièvre, per risalire verso Nord-Ovest gli arrotondati dossi che portano all’ampio Col de la Gipière de l’Oronaye (m 2480). La neve, abbondante e parzialmente trasformata tiene ancora e ci permette di risalire con una certa velocità.
Dal colle (1h e 45’) è imponente la vista verso nord sui massicci del Sautron, Reculaye, Soubeyran, che emergono dai bianchi piani sottostanti. Vediamo anche sulla destra il Colle delle Munie, la nostra meta a Nord-Est.
Sulla neve ci sono deboli tracce di percorsi precedenti che portano in quella direzione: noi non seguiamo il sentiero estivo che mantenendosi in quota taglia i ripidi pendii a nord che discendono dalla Cima delle Manse, che riteniamo pericolosi con le ciastre, ma, cercando di non scendere di tanto, attraversiamo più a sinistra il grande altopiano pascolivo tenendo una linea a semicerchio che ci fa superare alcuni costoloni con ripetuti munta e cala e qualche innocua scivolata, prima di riuscire a raggiungere, dopo 2 h e 40’, con una lunga traversata finale su neve dura e scivolosa il Colle delle Munie (m 2531).
Ci godiamo lo spettacolo delle cime che ci circondano tutt’intorno a 360°, in particolare i prospicienti monti Oronaye ed Auto Vallonasso.
Rinunciamo per le condizioni della neve a salire sul Monte Soubeyran, ma non a proseguire per la lunga colla spartiacque che scende dalla cima delle Manse per arrivare a vedere la bianca conca del Lac de la Reculaye, purtroppo senza lo stupefacente spettacolo di colori di cui si copre d’estate.
E’ ora di rientrare e quindi facciamo a ritroso la traversata verso il Col de la Gipière con una neve che si ammolla sempre più, su cui, invece di scivolare ora affondiamo di frequente. Ma è dopo il colle che la discesa diventa sempre più penosa con sprofondamenti a volte fino al bacino e anche di più: il problema è riuscire a tirarsi fuori con le ciastre!!
Ritorniamo comunque al pianoro sotto il pluviometro ed è finalmente ora di una ricostituente sosta manducatoria.
Intanto si sta alzando il vento dalla bassa valle e per evitare un ulteriore peggioramento delle condizioni nivologiche riprendiamo il cammino per l’ultimo pezzo di discesa.
Diminuendo la profondità del manto nevoso, si riducono ma non scompaiono gli sprofondamenti, poiché teniamo le ciastre fino alle ultime chiazze di neve: sollevati – e salvate le ginocchia- ce le togliamo ormai non lontani dalle auto.
Una di queste è nuova e quindi va bagnata! Così, soddisfatti della stupenda giornata, andiamo a farci un panino ed una fresca birra al bar Centro Fondo di Aisone, ove con un brindisi finale chiudiamo la giornata.

Note toponomastiche
Oronaye (monte, rio) deriva dalla radice prelat. or- con significato di elevazione (v. anche grec. oros, montagna, orografia).
Gipière/Gipiera (colle di): dall’occ. gipiero (gesso), si riferisce al suolo gessoso-calcareo della zona.
Munie (colle delle): dal piem. munie (monache), ricorda gli antichi diritti (1486) del monastero. cistercense femminile di S. Antonio a Monastero di Busca su questi pascoli alpini.
Manse (cima delle): dal piem. manse per indicare territori idonei al pascolo delle giovenche.
Reculaye (lago, punta): dall’occ. reculé (arretrato), quindi luoghi lontani, nascosti, alla testata della valle.
Auto Vallonasso: dall’occ. aut valounàs col trasparente significato di grande valle aperta ed elevata.
Soubeyran: aggettivo occ. con significato di superiore, soprano.

Escursione effettuata il 28 Febbraio 2019
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Adriano, Alberto, Franco, Gianni, José e Osvaldo, con la gradita partecipazione di Barbara
Località di partenza: Le Pontet 1952m – Colle della Maddalena – Valle Stura di Demonte (CN)
Punto più elevato raggiunto: cresta verso il Monte Soubeyran 2548m
Dislivello cumulato in ascesa: 683m
Sviluppo complessivo del percorso: 11,6 km
Tempo in movimento: 4h 10'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 6/3/2019 1:45  Aggiornato: 6/3/2019 1:45
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 312
 Re: Colle delle Munie, dal colle della Maddalena
Descrizione del percorso: Gianni
Fotocronaca: Adriano e José
Traccia GPS, grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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