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Escursionismo : Anello di Gilba Inferiore, da Canova di Brossasco
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 08/01/19 15:49
Notizia riferita al: 03/01/19
Letture: 418

Stante il periodo invernale di scarso innevamento ed il freddo intenso di queste prime giornate di gennaio, la Compagnia dell’anello si propone di inaugurare l’anno nuovo con una gita a bassa quota rubando il massimo di sole possibile di un versante soleggiato (a la drech, per dirla in occitano!).
Scegliamo il basso vallone di Gilba, in Val Varaita: lo risaliamo da Brossasco e superata la settecentesca cappella di San Giacomo a pianta ottagonale e le successive borgate alla sinistra orografica del torrente, Ruà del Piano, Colletto e Molino Pradonieri, svoltiamo a dx al bivio in direzione di Chiabotto, l’ultima tra quelle di Gilba Inferiore (Girbo Baso).
Oltrepassate poi Masueria e Saretto, lasciamo l’auto a Canova (940 m), ove torneremo alla fine del previsto anello.
Fatto curioso: se queste borgate fanno parte del comune di Brossasco, ancor’oggi per ragioni storiche e rapporti economico-amministrativi quelle di Gilba superiore (Girbo Auto) son comprese nel comune di Sampeyre, grazie all’antico collegamento del Colle del Prete!
Da Canova iniziamo la salita col raggiungere la vicina Chiabotto (966 m), ove finisce il percorso asfaltato. Attraversando la bella frazione, troviamo la targa commemorativa di Maria Boschero, la piccola “Veggente di Valmala”, una delle 4 pastorelle ricordate per l’apparizione della Madonna (1834), alla quale fu successivamente dedicato il Santuario della Madonna della Misericordia a Valmala.
Da Chiabotto prendiamo ora a risalire in direzione nord il versante a solatio attraverso folti castagneti: il percorso si svolge a tratti su recenti carrarecce a disposizione per i lavori forestali, talora su sentieri coperti da un soffice strato di foglie da cui occhieggiano ricci e castagne dimenticate, a disposizione degli animali selvatici.
Il castagneto lascia poi il posto a boschi misti e poi a faggete: qui sentiamo rumori metallici di motoseghe che diradano il bosco ceduo e incontriamo qua e là alberi tagliati in attesa del trasporto a valle.
Su tratti più ripidi ci avviciniamo alla cresta displuviale con la val Po, ma infine il percorso si addolcisce e in tempo per la colazione sbuchiamo su uno spettacolare balcone panoramico: siamo alla Rocca Bellina, un altarino con la Madonna a quota 1300 m.
Sotto di noi, attraversata dal Po, si spalanca tutta la piana che da Saluzzo, visibile ai piedi delle sue colline, raggiunge il torinese e in fondo è circondata dalla cerchia delle Alpi imbiancate fino al Rosa.
Proseguiamo per cresta in mezzo alla boscaglia ora più rada e raggiungiamo un dirupo di grossi massi rocciosi su cui ci inerpichiamo per arrivare intorno alla Croce di S. Bernardo o di Martiniana Po (1419 m).
Foto di gruppo e discesa fino alla non lontana Cappella di San Bernardo, ben restaurata nel 1948 - data importante per la Compagnia! - e ricca nell’avamportico di una severa statua in pietra ollare del santo e sull’altare di un fantasioso busto dello stesso.
Il tracciato, superato un ampio pianoro ricco di strutture da pic nic, attraverso il bosco raggiunge ora il colletto Gura (1360 m), da cui a dx si scende a Martiniana Po, mentre noi continuiamo in falsopiano in direzione ovest, sempre in cresta.
La boscaglia si alterna qui a piccole praterie cespugliose ancora macchiate da neve fredda e scrocchiante, finché giungiamo alla Rocca di S. Giovanni (1428 m) ed al contiguo M.Ciufo (o Ciulo? 1434 m).
Dal vicino colletto del Pra d’la Tampa, interposto tra la cresta fin qui seguita e la salita al M. Scolagarda, che ci si presenta di fronte, non ci resta che percorrere, ritornando in direzione est, una comoda carrareccia che taglia in discesa il versante sinistro del vallone inferiore di Gilba fino a rientrare alla frazione Canova, ove recuperiamo l’auto.

Note Toponomastiche
Gilba/Girbo: termine di origine ignota
Masueria/Mazuario: deriva dal fatto che la località era a mezzadria da parte dei canonici di Oulx, proprietari dei terreni
Saretto/Saret: dall’occ. significa ripiano su costone
Canova/Canovo: significa casa nuova
Chiabotto/Ciabot: dal piem. casupola rurale
Colle del Prete/Col dal Preire: ricorda probabilmente antichi diritti di proprietà della chiesa locale
San Bernardo (Croce, cappella): abbondante qui la presenza di luoghi sacri in suo onore. A S. Bernardo (da Mentone? ma in realtà Arcivescovo d’Aosta) è dovuta la fondazione degli Ospizi per i pellegrini sui Colli vicini ad Aosta che da lui presero il nome (Grande e Piccolo S. Bernardo); da Papa Pio XI fu nominato Patrono degli alpinisti.
Gura (colletto): probabile fitonimo, dato dall’abbondanza di salici
Pra d’la Tampa: dal piem. piano della conca
M. Scolagarda: dall’occ. va inteso come luogo di passaggio sorvegliato.

Escursione effettuata il 3 Gennaio 2019
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Adriano, Alberto, Angelo, Antonio, Franco, Gianni e Osvaldo
Località di partenza: B.ta Canova di Brossasco 940m – Valle Varaita (CN)
Punto più elevato raggiunto: cima de Il Ciufo 1434m
Dislivello cumulato in ascesa: 622m
Sviluppo complessivo del percorso: 13 km
Tempo in movimento: 3h 40'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 9/1/2019 12:12  Aggiornato: 9/1/2019 12:12
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 298
Online!
 Re: Anello di Gilba Inferiore, da Canova di Brossasco
Descrizione del percorso: Gianni
Fotocronaca: Adriano e Angelo
Tracciato GPS, grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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