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Escursionismo : Un anello per la Sacra di San Michele
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 01/01/19 09:54
Notizia riferita al: 30/12/18
Letture: 197

Un anello per la Sacra di San Michele

Località di partenza: Piazzale dove parte la ferrata “Carlo Giorda” mt. 360
Dislivello: mt. 600
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti c.ca
Difficoltà: T/E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

Si dice che Umberto Eco si sia ispirato alla Sacra di San Michele per scrivere il romanzo “Il nome della Rosa”. Simbolo della regione Piemonte, la Sacra di San Michele è un’antichissima abbazia costruita attorno all’anno mille in vetta al monte Pirchiriano all’inizio della valle di Susa. Dedicata all’arcangelo San Michele si trova al centro di una via di pellegrinaggio lunga più di duemila chilometri che partendo da Mont Saint Michel in Francia porta a Monte Sant’Angelo in Puglia. Frutto dell’ingegno umano, imponente vista dall’esterno, il suo interno parla di arte e cultura mostrandosi agli occhi dei visitatori con grande impatto ed immediatezza. Vi si accede facilmente perché una strada arriva quasi nei pressi, mentre alcuni sentieri salgono da valle o scendono da monte.
In questo itinerario, partendo dal punto in cui inizia la ferrata “Carlo Giorda” che ardita porta in vetta al monte Pirchiriano, giunti a Sant’Ambrogio si sale al complesso monastico per la geniale traccia costellata dalla croci delle stazioni della Via Crucis, mentre per tornare a valle si percorre l’altra traccia che dal piazzale della Croce Nera scende all’abitato di Chiusa San Michele da dove in breve si torna al punto di partenza.
Data la sua importanza, per quanto è in essere e per quanto in essa è conservato, all’interno del complesso monastico della sacra di San Michele è stato allestito un percorso museale permettendo al visitatore di vedere, conoscere e ammirare questo manufatto frutto della Fede e dell’ingegno umano.

Giunti a San Ambrogio di Torino, all’inizio della valle Susa, poco fuori l’abitato si prende a sinistra lasciando l’auto nell’ampio piazzale dove parte la ferrata “Carlo Giorda” che arditamente raggiunge al termine la Sacra di San Michele.
Stando sulla strada interdetta ai mezzi motorizzati, costeggiando una bealera ci si dirige verso San Ambrogio giungendo così alle prime case dell’abitato Oltrepassata la fontana del Paschè, datata 1751, si prosegue verso la parrocchiale salendo poi la gradinata d’accesso che porta all’imponente campanile alla cui destra, oltre la chiesetta di San Rocco, inizia l’Antica Mulattiera che lungamente percorsa porterà alla Sacra di San Michele passando per l’abitato di San Pietro. Molto percorsa, sempre evidente, costellata dalle croci in pietra delle quattordici stazioni della Via Crucis, con diverse aree che consentono la sosta per via, questa ampia, ben selciata mulattiera prende da subito a salire un soleggiato versante nel bosco con una lunga serie di svolte e geniali traversi realizzati apposta per superare le asperità del pendio. Guadagnando progressivamente quota, superate per via un paio di fontane, giunti alla croce dell’ultima stazione si esce infine ad una svolta della strada che sale da valle nei pressi della frazione San Pietro già dominata dall’imponente complesso della Sacra. Traversando tra le case dell’abitato, superata la chiesetta della Madonna di Fatima, si rientra nel bosco dove con due lunghi traversi ascendenti la traccia si porta sulla strada per il complesso monastico uscendo nei pressi dei ruderi del “Sepolcro dei monaci”. Percorsa tutta la dirittura, salito il primo tratto di gradinata, acquistato il biglietto d’ingresso, si percorre un secondo tratto che consente di accedere al complesso abbaziale varcandone il portone. Rimanendo sbigottiti e meravigliati per quanto si vede, si sale appresso lo scalone dei morti che porta alla sommità alla porta delle zodiaco, marmo bianco finemente scolpito e poi alla chiesa sommitale vera e propria dove nella prima metà dell’ottocento sono stati portati resti dei nobili di casa Savoia. Dalla terrazza esterna vista impareggiabile sulla valle di Susa, sulle borgate sparse sui pendii, sulla cerchia di monti, sul complesso abbaziale nord, sul versante precipitante a valle sino alla non lontana Torino.
2 ore c.ca dal parcheggio.
Non ripetendo il tragitto d’accesso si segue appresso un percorso museale didattico. Uscendo dalla chiesa, scendendo ci si porta sul complesso abbaziale un tempo interdetto che occupa tutto il versante nord dove, tra gli imponenti ruderi, emerge la torre della bell’Alda e altri manufatti originali del tempo, come la ghiacciaia e la capace cisterna per l’acqua. Così facendo si ritorna all’ingresso nel punto in cui si abbandona l’edifico della Sacra di San Michele.
Percorsa la dirittura, superato il sepolcro dei monaci, proseguendo sulla stradello in breve si raggiunge il grande piazzale del parcheggio nei pressi del colle della Croce Nera dove parte la segnalata traccia discendente alla Chiusa di San Michele posta a fondovalle. Funzionale anche questa per accedere alternativamente a quella che sale da Sant’Ambrogio all’abbazia, ampia, segnata, selciata, mantenuta e tenuta pulita al cadere delle foglie, la traccia che si percorre scendendo incontrerà per via alcuni bivi per fontane e borgate, un pilone, qualche bacheca illustrativa, prima di terminare a valle presso la parrocchiale di Chiusa di Chiusa San Michele. Assecondando sempre la natura del pendio, stando sull’ombreggiato versante nord del monte Pirchiriano, la traccia scende perdendo progressivamente quota alternando ripetute svolte a traversi da una parte o dall’altra, mai ripida. Così lungamente continuando, costeggiati i soliti muretti che delimitano terrazzamenti, si giunge in fondo alle prime case, poi alla chiesa di Chiusa San Michele, borgata che si lascia prendendo la direzione di Sant’Ambrogio. Percorso un breve tratto di strada, sostanzialmente priva di traffico, superato il cimitero una sbarra interdice l’accesso ai mezzi motorizzati. Passando ai piedi del monte Pirchiriano piacevolmente si ritorna in breve al piazzale dove parte la ferrata “Carlo Giorda”, nel punto in cui questo anello si chiude.
1 ora e 30 minuti c.ca dalla Sacra di San Michele.

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