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Escursionismo : Anello della Croce Praboccone, da Monterosso Grana
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 04/12/18 21:30
Notizia riferita al: 29/11/18
Letture: 234

Questa settimana, Compagnia dell’Anello quasi al completo – con la sola defezione di Adriano – appurato che praticamente nessuno ha ancora voglia di rispolverare le racchette da neve (“ciastre” per gli idiomi nordoccidentali, “ciaspole” per quelli del Nordest), si decide per una facile escursione a quote medio-basse, che potremo già battezzare come “anello della Croce Praboccone”.
L’itinerario pedestre ha inizio appena a monte della Borgata La Rossa di Monterosso Grana (Valgrana), in coincidenza di un tornante della stradina asfaltata nella quale sfocia una larga mulattiera ove appunto terminerà il nostro odierno “anello”. Quota di partenza 835 metri s.l.m..
La strada si inerpica con modesta pendenza in una foresta a ceduo di castagno con la presenza di sporadiche latifoglie (betulle, ciliegi, frassini, ecc.), transitando per le Borgate Andrio e Tetti di Lupot, fino al Colletto ove una palina segnaletica indica verso destra il percorso per raggiungere il balcone panoramico alla chiesetta della Madonna della Neve.
Proseguiamo lungo la stradina che ora diventa sterrata, molto fangosa grazie anche ai mezzi agroforestali che la percorrono; poche centinaia di metri oltre il Colletto, un cartello indicante “Colletto d’Ollasca” ci indirizza a sinistra su una ripida sterrata, praticamente una scorciatoia che si reinnesta sulla strada principale nei pressi della Borgata Ollasca Soprana. Qui la strada termina e si prosegue lungo un ben marcato sentiero.
Al castagneto subentra la faggeta, con qualche presenza a gruppetti di abeti bianchi e rossi di chiaro impianto artificiale; inoltre compaiono le prime chiazze di neve che d’ora in poi pesteremo fino alla cima della Croce Praboccone.
La sosta colazione la facciamo al Colletto d’Ollasca m 1357, dopodichè con poche decine di metri su ripida china raggiungiamo il crestone che in pochi minuti adduce alla Croce Praboccone m 1422, ove è stato costruito un cippo in pietre cementate sormontato da una curiosa “doppia croce” in legno ormai in via di fossilizzazione. Dopo i rituali d’obbligo ritorniamo sui nostri passi per proseguire lungo il sentiero “Curnis Auta” in direzione del Colletto del Brusà o di Piossasco m 1248.
Ora inizia la discesa lungo il sentiero che ci ricondurrà alle auto, senonché, giunti nei pressi di alcuni ruderi (che si riveleranno poi essere i miseri resti della “Barma Rossa”, tormentone che, a causa di caotiche e indecifrabili segnaletiche, ci farà discutere fino alla quasi sicura risoluzione dell’enigma alla pausa caffè a Valgrana), decidiamo appunto, vista anche l’ora, di andare a visitare questa fantomatica “Barma Rossa”, rivelatasi poi essere la “Barma Grossa o Granda”, cioè una spaziosa caverna naturale, lungo le cui ripidissime pareti esterne notiamo numerose vie spittate (palestra di arrampicata) con le denominazioni scritte sulle targhette di metallo infisse nella roccia in corrispondenza dei vari attacchi.
Tra andata e ritorno ci sorbiamo un centinaio e più di metri di salita; riguadagnati i ruderi si comincia decisamente a discendere fino alla sosta pranzo alla diroccata ed abbandonata Borgata del Podio Soprano, dove su una muraglia ancora in piedi esiste incredibilmente una parte di un bellissimo affresco raffigurante San Magno e datato 1784!
Dal Podio Soprano attenzione a non scendere lungo l’invitante sterrata, come qualcuno ostinatamente vorrebbe seguendo le indicazioni di quel dannato marchingegno che chiamano GPS, perché si ritroverebbe a Istiria, borgo di fondovalle situato tra Monterosso Grana e Pradleves; bisogna invece seguire le tacche giallorosse che si insinuano tra due casolari ristrutturati e proseguire lungo il sentiero-mulattiera, che con percorso in leggera discesa ci riporta ai nostri automezzi.
Una purtroppo triste nota riguarda la (ex) rigogliosa vegetazione dei cespugli di bosso (Buxus sempervirens), caratterizzanti centinaia di ettari dei versanti boschivi della bassa Valle Maira e Grana: sono stati completamente defogliati dalla Piralide del bosso (Cydalima perspectalis) insetto che negli ultimi anni sta distruggendo questa specie non solo forestale.
Brevi cenni di toponomastica:
Borgata Andrio: la denominazione locale Andrioou corrisponde al nome di persona Andrea; quella ufficiale Andrio parrebbe invece porsi in riferimento alla posizione “soleggiata” (adrit) dei casolari.
Ollasca (Borgata e Colletto): Ollasca, come Olla “pignatta”, forse per la forma dell’insediamento rurale. Come toponimo fluviale lo si ipotizza invece derivato dal ligure ola “luogo umido”.
Praboccone (Croce): Praboccone equivale a “prato piccolo”.
Brusà (Colletto del): localmente Couleto la Brusà, l’aggettivo piemontese brusà “bruciato” segnala sia un luogo “arido, generalmente privo d’acqua in superficie”, sia un “terreno dopo un incendio”.
Barma (Rossa e Granda): etimologicamante come Balma “riparo, antro naturale sotto roccia”.

Escursione effettuata il 29 Novembre 2018
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Alberto, Angelo, Antonio, Franco, Gianni, José e Osvaldo
Località di partenza: Borgata La Rossa di Monterosso Grana (Valgrana) 835m
Punto più elevato raggiunto: Croce Praboccone m 1422
Dislivello cumulato in ascesa: 815m
Sviluppo complessivo del percorso: 12,8 km
Tempo in movimento: 4h 45'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

Fotocronaca
Tracciato gps


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 5/12/2018 1:40  Aggiornato: 5/12/2018 1:40
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 273
 Re: Anello della Croce Praboccone, da Monterosso Grana
Descrizione del percorso: Antonio
Fotocronaca: José, Antonio e Angelo
Tracciato GPS: Angelo
Grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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