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Escursionismo : Anello di Rocca Cernauda, da Celle Macra
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 01/11/18 21:39
Notizia riferita al: 25/10/18
Letture: 262

Approfittando di una delle ultime giornate di questo autunno in veste ancora estiva, la Compagnia dell'Anello si regala un ampio giro nel “foliage” da Celle Macra sul crinale Tibert-Soglio raggiungendo il monte Bastia e la Rocca Cernauda per proseguire, sullo spartiacque Maira-Grana, fino alle Basse di Narbona e tornare infine al punto di partenza sulla pista forestale che si snoda nel vallone Tibert.
L'idea di questo anello ci era venuta quando siamo saliti, lo scorso aprile con le ciastre, sul monte Bastia e sugli "scivoli" del monte Sociu.
In val Maira, poco dopo l'abitato di Macra, imbocchiamo sulla sinistra la strada che scende per attraversare il torrente Maira e risale fino al capoluogo delle numerose borgate di Celle, la borgata Chiesa (m1270), dove lasciamo l’auto a fianco della bella parrocchiale, in cui si cela un tesoro, lo straordinario polittico di Hans Clemer.
Superata la parte superiore del concentrico, ben rinnovato con ottimi restauri edilizi, prendiamo il sentiero che inizia subito dopo il “Museo degli Acciugai” e ci incamminiamo verso la caratteristica borgata Castellaro (1451m), la più elevata del comune di Celle Macra, che ci accoglie con la graziosa cappella con porticato di Sant'Anna: più all’interno si trova la notevole costruzione medievale con facciata a vela, che dà il nome al borgo, tra belle case in pietra recentemente restaurate.
Da qui il sentiero S22 si allunga in distensiva salita verso Sud-Est, nel lariceto fino al Piano della Colla (1573m) e, volgendo verso Sud sulla sinistra orografica della testata del Vallone del Soglio, passa a levante del Monte Sociu per tornare, a quota 1780m, sul crinale Tibert-Soglio presso la depressione detta Passo Fumei e l'omonima grangia.
Ora il sentiero sale in ripidi tornanti nel lariceto, adornato dei brillanti colori autunnali, fino a superare un costone ove il bosco lascia spazio al pascolo permettendo d'intravedere la sommità bifida del monte Bastia (2134m): la nostra prima meta.
E' in questo tratto che incontriamo due operatori forestali alacremente impegnati nel concludere, prima dell'arrivo della neve, la manutenzione del sentiero con importanti interventi di regimazione dell'acqua e taglio della vegetazione invasiva: ci conforta constatare “de visu” che i sentieri delle nostre montagne non sono rimasti orfani...
Il percorso prosegue ora per cresta, ma quando tende a spostarsi sul versante Tibert occorre abbandonarlo per seguire a sinistra la labile traccia del sentiero R46 verso il Bric delle Mendie (2241m). Da questo punto è ben visibile il roccioso contrafforte della Rocca Cernauda che bisogna aggirare sulla sinistra; qui la traccia si disperde nel versante del vallone Albert, assai ripido, da risalire al meglio, tra erba e roccette, fino al colletto ove s'incrocia il sentiero che perviene dal colle della Margherita. In questo tratto, in caso di pioggia occorre particolare attenzione.
Dal colletto, ormai su pratone pianeggiante, in pochi passi, si raggiunge la sommità della Rocca Cernauda (2284m) affacciandosi sul versante della Valle Grana, a picco sulla Comba di Narbona e, ben visibili in basso, le borgate di Valliera, Campofei e Colletto di Campomolino.
In direzione Est l'occhio corre sulla costiera verso Rocca Albert, il Plum, il Chialmo, la Punta del Mezzogiorno, fino al monte Cauri, mentre in direzione Ovest la fanno da padrone il monte Tibert e le punte Tempesta e Piovosa.
Ed è proprio in quest'ultima direzione che ci avviamo per il ritorno, su percorso pianeggiante, tra vasti e ricchi pascoli, rammentandoci che queste praterie sono il punto d'inizio della filiera dei pregiati formaggi tipici di questa zona.
Parlando di formaggi, un languorino allo stomaco ci ricorda l'ora del desinare che ci godiamo nei pressi delle Basse di Narbona, dopo aver ritrovato il sentiero principale, ora trasformato in scorrevole carrareccia a servizio delle numerose grange e malghe di questo eccezionale altipiano.
Su questa bella sterrata effettueremo il lungo cammino di discesa per ritornare a Celle Macra: sono 10 km e oltre mille di dislivello su un percorso con pendenza costante attorno al dieci per cento e fondo scorrevole che fa venire a qualcuno la voglia di venire, il prossimo anno, a provare questo percorso in MTB...
In questa discesa, dopo il primo tratto in cui è possibile tagliare i tornanti con alcune scorciatoie, raggiunto il fondovalle, si costeggia il bedale Tibert con ai lati lo scorrere dei versanti, a destra della cresta di salita (Cernauda, Bastia e Sociu) ed a sinistra del crinale del vallone Tibert sovrastato dal monte Cialme. Il tutto tra un tripudio di caldi colori autunnali di larici, betulle e faggi.
Dopo una lunga serie di tornanti la strada attraversa il torrente per spostarsi sul versante orografico di destra e qui incontriamo un gregge di pecore con tanto di cani che, dopo un primo approccio diffidente, comprendono le nostre buone intenzioni dandoci la possibilità di ammirare gli agnellini delle pecore che hanno da poco figliato ed i magnifici cuccioli di pastore maremmano che giocano attorno alla roulotte del pastore.
Verso il termine la strada procede in leggeri saliscendi oltrepassando il Pilone Fratza e la Comba della Forana per giungere alla borgata Chiotto, ove ritorna l'asfalto che ci accompagna fino a borgata Chiesa di Celle Macra a chiudere il nostro grandioso anello.

Note Toponomastiche
Celle Macra: di origine medievale (Séles in occitano), deve il nome alle celle monastiche di pertinenza dell’Abbazia di Villar S. Costanzo che avevano sede in queste zone
Grangia Fumei: nella regione omonima (toponimo dall’occitano fum per indicare zone nebbiose)
Monte Bastia: tutt’intorno si trovano resti di vecchie costruzioni militari, probabilmente settecentesche, all’origine del toponimo (dall’occitano bastida per luogo fortificato, d’uso frequente anche in pianura)
Rocca Cernauda: il punto nodale della cima tra le valli Grana e Maira pare significare, come l’equivalente italiano cerniera, una giunzione intervalliva.
Narbona: (frazione, basse, rio): la pronuncia locale l’Arbouna richiama al significato originale di territorio alberato, senza alcun riferimento alla nota località della Linguadoca, Narbonne.
Chiotto (borgata): frequentissimo termine di origine occitana con significato di ripiano, pianoro elevato.

Escursione effettuata il 25 Ottobre 2018
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Alberto, Angelo. Franco, José e Osvaldo
Località di partenza: Celle di Macra, borgata Chiesa (1270m) – Val Maira (CN)
Punto più elevato raggiunto: Rocca Cernauda 2284m
Dislivello cumulato in ascesa: 1125m
Sviluppo complessivo del percorso: 20,8 km
Tempo in movimento: 6h 00'
Difficoltà: E (l'ultimo tratto per Rocca Cernauda EE) vedi scala difficoltà

fotocronaca
...altre foto
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 1/11/2018 21:44  Aggiornato: 1/11/2018 21:44
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 268
 Re: Anello di Rocca Cernauda, da Celle Macra
Descrizione del percorso e Note Toponomastiche: Adriano e Gianni
Fotocronaca: Angelo
Altre foto: Adriano e José
Traccia GPS, grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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